26/08/2026
🔴🐕Due sequestri. Nessun cambiamento. Solo un trasloco.
Questa è una storia che comincia in Trentino nell'estate del 2022 e che, purtroppo, non è ancora finita, dato che è ripresa in Emilia-Romagna.
Agosto 2022. Arriva la prima segnalazione: due persone, conviventi, tengono cani in condizioni igienico-sanitarie incompatibili con la loro natura. Scatta la denuncia alla polizia municipale e al servizio veterinario dell'azienda sanitaria.
Ottobre 2022. La vicenda diventa pubblica. Una donna di 74 anni, vedova e invalida al cento per cento, “scappa” dalla sua prigione in casa e viene soccorsa. I sanitari le trovano addosso lividi e ferite ovunque. Trova il coraggio di raccontare: era da circa un anno "ospite" del figlio e della compagna di lui, tenuta chiusa in casa, picchiata più volte, colpita con palline di plastica sparate da una pi***la ad aria compressa — decine di piccoli ematomi circolari sulla pelle. La sua pensione, di cui non vedeva un centesimo, finiva interamente nelle tasche dei due, entrambi disoccupati. E un dettaglio che riguarda direttamente noi: quella donna divideva lo spazio con numerosi animali, in condizioni igieniche terribili.
I due vengono denunciati e interdetti dall'avere contatti con l'anziana, che viene collocata in struttura protetta. Nello stesso periodo viene raccolta la documentazione fotografica sugli animali: un pastore tedesco denutrito, un labrador denutrito, ciotole con acqua putrida, diversi altri cani in condizioni precarie, un sospetto di uccisione di cane ucciso. L'11 ottobre viene depositata la denuncia completa, quindici pagine con allegati.
Maggio 2025. Tre anni dopo, stessa provincia, stesso copione. Dopo ripetute segnalazioni di cittadini vari, il nostro nucleo effettua un sopralluogo. Quattro golden retriever, due pastori del Lagorai, due maltesini, e gatti chiusi in appartamento 24 ore su 24, mai fuori, nonostante la casa avesse un giardino di proprietà. Probabili cuccioli, richiesta di pedigree inoltrata: cani destinati alla vendita. Microchip intestati a una persona che lì non viveva nemmeno. Escrementi, blatte, immondizia accumulata. Nessuna acqua corrente, nessuna corrente elettrica. Due gatte che avevano partorito da poco e con cucciolate di numero imprecisato. E, in una struttura adiacente, sempre nella stessa proprietà, sepolta dai rifiuti, una carcassa di un coniglietto e si presume ci fosse perfino un pitone lasciato lì da persone di passaggio, di cui nessuno sapeva più nulla e non si è trovato traccia.
Chiediamo il sequestro immediato, con rimozione di ogni ostacolo, per il concreto pericolo che il reato continui e che i cuccioli vengano venduti. Giugno 2025: gli animali vengono sequestrati. Cani, gatti, tartarughe. E animali già morti, come sopra citato.
Due interventi. Due sequestri. Zero cambiamenti.
Perché la notizia che ci è arrivata ora è questa: quelle stesse due persone si sono trasferite in un'altra regione. E nella nuova residenza hanno ripreso esattamente da dove avevano smesso: acquisizione di cani, riproduzione, vendita. Stesse modalità, stesso ambiente chiuso, stesso schema economico costruito sulla pelle degli animali.
Non è un episodio isolato. È un modus operandi, ed è un modus vivendi.
Ogni volta che gli animali vengono portati via, loro semplicemente ne prendono altri. Ogni volta che un territorio si accorge di loro, loro cambiano territorio. Il sequestro, da solo, non ha mai interrotto nulla: ha solo spostato il problema di qualche chilometro e di qualche mese.
Per questo non abbiamo aspettato.
Abbiamo trasmesso alle autorità competenti del nuovo territorio — , carabinieri, comune, polizia locale, servizio veterinario, ente cinofilo nazionale — l'intero quadro documentale: le denunce, i verbali, le fotografie, gli atti dei sequestri. Non perché sia già successo qualcosa di nuovo, ma perché non succeda. Abbiamo chiesto un sopralluogo urgente, il controllo anagrafico di ogni singolo cane, la verifica di eventuali attività di allevamento e vendita senza titoli, e soprattutto due cose che nessuno finora ha applicato: il divieto di detenzione di animali e un programma di controlli periodici e programmati, anche in assenza di nuove segnalazioni.
Perché finché non si toglie a queste persone la possibilità stessa di detenere animali, il ciclo ricomincia. Sempre.
Una precisazione doverosa, e la facciamo volentieri: i fatti che raccontiamo sono quelli accertati e documentati negli atti. Non ci risulta, allo stato, alcuna notizia di condanne definitive, e non spetta a noi emetterne. Spetta a noi vigilare, documentare, segnalare e non voltarci dall'altra parte.
Non pubblichiamo nomi, non pubblichiamo indirizzi. Non serve. Serve che le istituzioni parlino tra loro, che i fascicoli non restino chiusi in un cassetto di provincia mentre chi ha già fatto danni ricomincia altrove, e che qualcuno, finalmente, dica basta prima e non dopo.
ATTENZIONE ORA IN CORSO CON CANI TERRANOVA...segnalatecelo.
Noi il nostro l'abbiamo fatto. Adesso tocca a chi ha il potere di fermarli davvero.
Se sospetti maltrattamenti di animali vicino a te, segnala. Una segnalazione in tempo vale più di dieci sequestri in ritardo.
Segnala a : [email protected]