Trento NOGEZ

Trento NOGEZ Guardie Eco Zoofile
TRENTINO

🔴🐕Due sequestri. Nessun cambiamento. Solo un trasloco.Questa è una storia che comincia in Trentino nell'estate del 2022 ...
26/08/2026

🔴🐕Due sequestri. Nessun cambiamento. Solo un trasloco.
Questa è una storia che comincia in Trentino nell'estate del 2022 e che, purtroppo, non è ancora finita, dato che è ripresa in Emilia-Romagna.
Agosto 2022. Arriva la prima segnalazione: due persone, conviventi, tengono cani in condizioni igienico-sanitarie incompatibili con la loro natura. Scatta la denuncia alla polizia municipale e al servizio veterinario dell'azienda sanitaria.
Ottobre 2022. La vicenda diventa pubblica. Una donna di 74 anni, vedova e invalida al cento per cento, “scappa” dalla sua prigione in casa e viene soccorsa. I sanitari le trovano addosso lividi e ferite ovunque. Trova il coraggio di raccontare: era da circa un anno "ospite" del figlio e della compagna di lui, tenuta chiusa in casa, picchiata più volte, colpita con palline di plastica sparate da una pi***la ad aria compressa — decine di piccoli ematomi circolari sulla pelle. La sua pensione, di cui non vedeva un centesimo, finiva interamente nelle tasche dei due, entrambi disoccupati. E un dettaglio che riguarda direttamente noi: quella donna divideva lo spazio con numerosi animali, in condizioni igieniche terribili.
I due vengono denunciati e interdetti dall'avere contatti con l'anziana, che viene collocata in struttura protetta. Nello stesso periodo viene raccolta la documentazione fotografica sugli animali: un pastore tedesco denutrito, un labrador denutrito, ciotole con acqua putrida, diversi altri cani in condizioni precarie, un sospetto di uccisione di cane ucciso. L'11 ottobre viene depositata la denuncia completa, quindici pagine con allegati.
Maggio 2025. Tre anni dopo, stessa provincia, stesso copione. Dopo ripetute segnalazioni di cittadini vari, il nostro nucleo effettua un sopralluogo. Quattro golden retriever, due pastori del Lagorai, due maltesini, e gatti chiusi in appartamento 24 ore su 24, mai fuori, nonostante la casa avesse un giardino di proprietà. Probabili cuccioli, richiesta di pedigree inoltrata: cani destinati alla vendita. Microchip intestati a una persona che lì non viveva nemmeno. Escrementi, blatte, immondizia accumulata. Nessuna acqua corrente, nessuna corrente elettrica. Due gatte che avevano partorito da poco e con cucciolate di numero imprecisato. E, in una struttura adiacente, sempre nella stessa proprietà, sepolta dai rifiuti, una carcassa di un coniglietto e si presume ci fosse perfino un pitone lasciato lì da persone di passaggio, di cui nessuno sapeva più nulla e non si è trovato traccia.
Chiediamo il sequestro immediato, con rimozione di ogni ostacolo, per il concreto pericolo che il reato continui e che i cuccioli vengano venduti. Giugno 2025: gli animali vengono sequestrati. Cani, gatti, tartarughe. E animali già morti, come sopra citato.
Due interventi. Due sequestri. Zero cambiamenti.
Perché la notizia che ci è arrivata ora è questa: quelle stesse due persone si sono trasferite in un'altra regione. E nella nuova residenza hanno ripreso esattamente da dove avevano smesso: acquisizione di cani, riproduzione, vendita. Stesse modalità, stesso ambiente chiuso, stesso schema economico costruito sulla pelle degli animali.
Non è un episodio isolato. È un modus operandi, ed è un modus vivendi.
Ogni volta che gli animali vengono portati via, loro semplicemente ne prendono altri. Ogni volta che un territorio si accorge di loro, loro cambiano territorio. Il sequestro, da solo, non ha mai interrotto nulla: ha solo spostato il problema di qualche chilometro e di qualche mese.
Per questo non abbiamo aspettato.
Abbiamo trasmesso alle autorità competenti del nuovo territorio — , carabinieri, comune, polizia locale, servizio veterinario, ente cinofilo nazionale — l'intero quadro documentale: le denunce, i verbali, le fotografie, gli atti dei sequestri. Non perché sia già successo qualcosa di nuovo, ma perché non succeda. Abbiamo chiesto un sopralluogo urgente, il controllo anagrafico di ogni singolo cane, la verifica di eventuali attività di allevamento e vendita senza titoli, e soprattutto due cose che nessuno finora ha applicato: il divieto di detenzione di animali e un programma di controlli periodici e programmati, anche in assenza di nuove segnalazioni.
Perché finché non si toglie a queste persone la possibilità stessa di detenere animali, il ciclo ricomincia. Sempre.
Una precisazione doverosa, e la facciamo volentieri: i fatti che raccontiamo sono quelli accertati e documentati negli atti. Non ci risulta, allo stato, alcuna notizia di condanne definitive, e non spetta a noi emetterne. Spetta a noi vigilare, documentare, segnalare e non voltarci dall'altra parte.
Non pubblichiamo nomi, non pubblichiamo indirizzi. Non serve. Serve che le istituzioni parlino tra loro, che i fascicoli non restino chiusi in un cassetto di provincia mentre chi ha già fatto danni ricomincia altrove, e che qualcuno, finalmente, dica basta prima e non dopo.
ATTENZIONE ORA IN CORSO CON CANI TERRANOVA...segnalatecelo.
Noi il nostro l'abbiamo fatto. Adesso tocca a chi ha il potere di fermarli davvero.
Se sospetti maltrattamenti di animali vicino a te, segnala. Una segnalazione in tempo vale più di dieci sequestri in ritardo.
Segnala a : [email protected]

⚠️➡️🔴Oggi il nostro ferragosto è stato anche di servizio alla comunità. Ci siamo dedicati alla raccolta dei rifiuti che ...
15/08/2026

⚠️➡️🔴Oggi il nostro ferragosto è stato anche di servizio alla comunità.
Ci siamo dedicati alla raccolta dei rifiuti che da giorni avevamo identificato, nella località Le Basse, adiacente la statale 12, in zona Mattarello.
Abbiamo raccolto svariati sacchi di rifiuti come vedete nelle fotografie e, nel corso dell' attività abbiamo trovato anche una scatola porta gioie, con all' interno alcuni orologi e diversi gioielli.
Chi la riconoscesse come propria, può rivolgersi alla stazione dei Carabinieri di Mattarello, ai quali è stata consegnata.
Nei rifiuti abbiamo anche trovato elementi identificativi per elevare una notizia di reato per inquinamento ambientale, che arriverà in Procura per i provvedimenti del caso.

Tutela degli animali e corretta custodia: un intervento informativo del NOGEZ TrentoNella giornata di oggi, 14 agosto 20...
14/08/2026

Tutela degli animali e corretta custodia: un intervento informativo del NOGEZ Trento

Nella giornata di oggi, 14 agosto 2026, il Nucleo Operativo Guardie Eco Zoofile (NOGEZ) di Trento è intervenuto presso un campeggio del territorio trentino, a seguito della segnalazione del gestore relativa alla presenza, il giorno precedente, di due cani trattenuti legati da tutto il giorno e lasciati privi di sorveglianza diretta presso una piazzola occupata da turisti norvegesi.

Al momento dell’intervento, effettuato alle ore 9:30, gli occupanti avevano già lasciato la struttura. Non essendo stato quindi possibile un confronto diretto, il Nucleo ha predisposto una comunicazione scritta di carattere informativo e preventivo.

Cosa prevede la normativa

La normativa provinciale vigente in materia di tutela degli animali, in particolare la Legge Provinciale n. 4 del 28 marzo 2012, vieta di tenere i cani legati alla catena, con corda o mediante altri mezzi di contenimento analoghi, salvo le specifiche situazioni eccezionali e temporanee previste dalla legge. La violazione può comportare una sanzione amministrativa da 400 a 800 euro.

A livello nazionale, l’articolo 727 del Codice Penale disciplina l’abbandono di animali e la detenzione degli stessi in condizioni incompatibili con la loro natura. La mancata custodia di animali in un contesto aperto e frequentato, quale può essere una piazzola di campeggio, può inoltre determinare situazioni di rischio per gli stessi animali e per le persone presenti.

Informare per preve**re

L'intervento effettuato dal NOGEZ Trento, nel caso specifico, ha avuto finalità esclusivamente informative e preventive e non costituisce un atto sanzionatorio.

La corretta custodia degli animali rappresenta una responsabilità importante, soprattutto negli spazi condivisi e nelle strutture ricettive.

Ricordiamo pertanto a tutti i proprietari e detentori di animali di:

• non lasciare mai i propri cani legati o incustoditi in piazzole, aree comuni, veicoli o pertinenze delle strutture ricettive;
• garantire sempre un'adeguata sorveglianza;
• assicurare disponibilità di acqua fresca, ombra e un riparo idoneo;
• per eventuali assenze temporanee, utilizzare i servizi di custodia messi a disposizione dalla struttura o rivolgersi a servizi specializzati.

Conoscere le norme significa contribuire concretamente alla tutela degli animali, alla sicurezza delle persone e a una corretta convivenza negli spazi condivisi.

NOGEZ – Nucleo Operativo Guardie Eco Zoofile di Trento

⚠️➡️🐕PENSIONI PER CANI IMPROVVISATE: cosa dice la legge e chi rischia!Oggi richiamiamo l'attenzione su un fenomeno sempr...
09/08/2026

⚠️➡️🐕PENSIONI PER CANI IMPROVVISATE: cosa dice la legge e chi rischia!
Oggi richiamiamo l'attenzione su un fenomeno sempre più preoccupante: l'affidamento di cani a pensioni improvvisate, prive delle necessarie autorizzazioni e dei requisiti previsti dalla normativa vigente.
Ospitare abitualmente animali di terzi dietro pagamento non è un semplice favore tra privati. È un'attività organizzata che comporta precisi obblighi amministrativi, sanitari, fiscali e di tutela del benessere animale. Non bastano un giardino, alcuni recinti e la passione per i cani.
Una struttura regolare deve avere locali e spazi compatibili con il numero e le caratteristiche degli animali ospitati, garantire condizioni igieniche adeguate, sicurezza, pulizia, disinfezione, gestione delle deiezioni, prevenzione delle fughe, separazione dei soggetti incompatibili e tempestiva assistenza veterinaria. Deve inoltre rispettare gli adempimenti richiesti dal Comune, dal SUAP e dall'autorità sanitaria competente, nonché la normativa urbanistica, ambientale e sulla sicurezza.

In Provincia di Trento trovano applicazione, tra le altre disposizioni:
* la legge provinciale 28 marzo 2012, n. 4, sulla protezione degli animali d'affezione e la prevenzione del randagismo;
* il relativo regolamento provinciale di attuazione del 2013, che detta criteri strutturali, igienico-sanitari e organizzativi per le strutture disciplinate, prevedendo anche controllo sanitario, registrazione delle presenze e misure di disinfezione, disinfestazione e gestione delle deiezioni;
* la legge 14 agosto 1991, n. 281 e l'Accordo Stato-Regioni del 6 febbraio 2003 sul benessere degli animali da compagnia;
* le disposizioni del Codice penale contro l'uccisione, il maltrattamento e la detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura, come aggiornate anche dalla legge 6 giugno 2025, n. 82.
A questi obblighi si aggiungono quelli fiscali e imprenditoriali. Quando la custodia è svolta in modo abituale, organizzato e a pagamento, devono essere valutati, secondo la concreta forma dell'attività, l'apertura della posizione fiscale, l'iscrizione al Registro delle imprese quando dovuta, la corretta documentazione dei compensi, gli obblighi contributivi e assicurativi e gli altri adempimenti previsti per un'attività economica. Chiamare il pagamento "rimborso spese" o "offerta" non basta a renderlo fiscalmente irrilevante quando, nei fatti, esistono continuità, organizzazione e corrispettivi.
PRIMA DI AFFIDARE IL CANE, IL PROPRIETARIO DEVE VERIFICARE!
Il proprietario non dovrebbe limitarsi a leggere recensioni o osservare qualche fotografia sui social. È opportuno chiedere e verificare:
1. La regolarità dell'attività, compresi gli adempimenti comunali e SUAP applicabili.
2. L'idoneità igienico-sanitaria e strutturale dei locali e degli spazi.
3. L'identità del gestore e il rilascio di contratto e documento fiscale.
4. La registrazione dell'ingresso e dell'uscita del cane e la raccolta dei suoi dati sanitari.
5. La presenza di procedure per emergenze, fughe, aggressioni e malattie, con un veterinario di riferimento.
6. Le modalità di custodia, il numero di animali presenti, la sorveglianza e l'eventuale copertura assicurativa.
7. La possibilità di visitare preventivamente l'intera struttura, senza zone inspiegabilmente interdette.
Diffidate di chi riceve animali in luoghi diversi da quelli pubblicizzati, oppure vi offre di ve**re a ritirare il cane senza farvi vedere il luogo dove alloggerà, pretende solo contanti, non rilascia documenti, rifiuta un sopralluogo, non acquisisce informazioni sanitarie oppure sostiene che, trattandosi di una "custodia familiare", non serva alcun adempimento.
Il primo responsabile delle condizioni della pensione è il gestore. Tuttavia, affidare consapevolmente il proprio cane a una struttura manifestamente inadeguata o abusiva può esporre anche il proprietario a contestazioni, soprattutto quando i rischi erano evidenti, erano già stati segnalati oppure vengono ignorate condizioni incompatibili con il benessere dell'animale.
Sul piano civile possono inoltre sorgere questioni risarcitorie in caso di danni causati o subiti dall'animale.
Il prezzo basso, la comodità o il passaparola non giustificano l'affidamento incauto. Verificare prima significa proteggere il proprio cane e non sostenere economicamente attività che operano fuori dalle regole.
UN RICHIAMO ANCHE PER IL TRENTINO
Anche in Trentino vengono segnalate situazioni riconducibili a presunte pensioni non regolari o improvvisate. La tolleranza, l'abitudine o la conoscenza personale del gestore non trasformano un'attività abusiva in un'attività lecita.
Le segnalazioni circostanziate devono essere sottoposte agli organi competenti e possono determinare verifiche amministrative, sanitarie, fiscali e, quando emergano ipotesi di reato, accertamenti di polizia giudiziaria. Gli eventuali risvolti penali possono riguardare il gestore e, nei casi previsti dalla legge e sulla base delle condotte effettivamente accertate, anche chi abbia consapevolmente contribuito all'illecito, continuando ad affidare il proprio cane, sapendo che la “pensione” non è regolarmente registrata e autorizzata.
Alle istituzioni chiediamo controlli uniformi, tempestivi e trasparenti, soprattutto evitando di nascondere situazioni note e già oggetto di verifiche, sulle quali però, non si prendono i provvedimenti che sarebbero previsti dalle leggi vigenti: attenzione, perché qui può scattare il reato di omissione d’atti d’ufficio (Il reato di omissione o rifiuto di atti d'ufficio scatta quando un pubblico ufficiale non compie un atto dovuto. Se sa che c'è un illecito ma non agisce, rischia una pena da sei mesi a due anni di reclusione (art. 328 del codice penale)).

Ai proprietari chiediamo e consigliamo di non voltarsi dall'altra parte: prima di affidare il proprio cane, pretendete regolarità, documenti, sicurezza e rispetto. Rischiate anche voi una denuncia per presunto abbandono di animali (art. 727 C.P.) per aver “abbandonato” il vostro cane in una situazione incompatibile con il suo standard minimo di vita.
L'abusivismo non è accoglienza. La tutela degli animali comincia dalla scelta di chi li custodirà.

ACCATTONAGGIO CON ANIMALI.Sono fortemente aumentati i casi di utilizzo di animali da compagnia nella pratica dell’accatt...
07/08/2026

ACCATTONAGGIO CON ANIMALI.

Sono fortemente aumentati i casi di utilizzo di animali da compagnia nella pratica dell’accattonaggio nelle strade delle nostre città di ROVERETO ma anche a Trento nonostante il divieto ( su Trento)
Molti clochard usano cani di razza e non per impietosire i passanti e chiedere loro elemosine.
I passanti inteneriti da tale spettacolo lasciano dei soldi e spesso una carezza a quei poveri animali esibiti sui marciapiedi.

Le Guardie Ecozoofile invitano i cittadini a segnalare alle forze dell’ordine chi fa accattonaggio sfruttando gli animali.

"Inoltre chiunque dovesse trovarsi di fronte ad illeciti o reati riguardanti maltrattamenti su animali- mancato benessere, pesca di frodo, bracconaggio, trasporto di animali in condizioni non idonee, contrabbando di animali, combattimenti di animali, corse clandestine tra cavalli, detenzione non autorizzata di animali esotici, allevamenti, sversamenti di liquami, abbandono di rifiuti pericolosi e non, discariche abusive o abbandono incontrollato di rifiuti, incendi boschivi, oppure animali in difficoltà, selvatici o domestici a seguito di incidente stradale, animali spiaggiati, ecc ci può informare e richiedere un intervento".

LASCIARE SOLDI A CHI ESIBISCE ANIMALI PER OTTENERE LA PIETÀ DEI PASSANTI È IL MODO MIGLIORE PER ALIMENTARE QUESTO BUSINESS.

🔴➡️🐄Oggi siamo IN ALTA VAL DI NON .Controlli a tappeto e raccolta informazioni per denunce a seguire.Tante le infrazioni...
18/07/2026

🔴➡️🐄Oggi siamo IN ALTA VAL DI NON .
Controlli a tappeto e raccolta informazioni per denunce a seguire.
Tante le infrazioni a Trento e in tutta Italia, la detenzione dei vitelli alla catena sarebbe controproducente per garantire il benessere animale.

alle guardie a: [email protected]

🔴➡️🚲Come sempre le leggi sono monche! Allucinante che solo per il codice della strada (art.170) si specifichi che il can...
01/07/2026

🔴➡️🚲Come sempre le leggi sono monche! Allucinante che solo per il codice della strada (art.170) si specifichi che il cane non debba intralciare il movimento e il controllo del mezzo; in pratica del benessere del cane, se si cade e lo si schiaccia, non interessa nessuno? Bisogna rivedere l’impianto legislativo, perché trasportare così un cane è pericoloso per tutti!

Il caso del cane Rocco: quasi tre anni di sofferenze che si potevano evitare. LA STORIA COMPLETA VE LA RACCONTIAMO NOI. ...
24/06/2026

Il caso del cane Rocco: quasi tre anni di sofferenze che si potevano evitare. LA STORIA COMPLETA VE LA RACCONTIAMO NOI.
Perché è giusto portare alla luce la verità dei fatti!
Apprendiamo in questi giorni che il cane Alaskan Malamute Rocco è stato finalmente prelevato dalla sua abitazione e portato in cura, trovato con un collare incarnato nella carne — segno inequivocabile della prolungata incuria subita.
Considerato che qualcuno si è attribuito il merito di questo "salvataggio", riteniamo doveroso ricostruire la cronologia di una vicenda che dura da oltre due anni e mezzo, durante i quali le nostre segnalazioni sono state sistematicamente ignorate.
La storia dall'inizio
Ottobre-Novembre 2023: il primo intervento
Nell'autunno 2023 il nostro nucleo operativo riceveva molteplici segnalazioni da parte di cittadini: il cane Rocco, un Alaskan Malamute di circa due anni, non usciva mai dall'appartamento, in zona Trento Nord. I vicini riferivano ululati continui, giorno e notte.
Dalle testimonianze raccolte — tutte firmate e agli atti — emergeva che:
• Il cane era segregato in casa da oltre un anno e mezzo, praticamente dalla fine del periodo cucciolo ( nato nel 2021)
• In una delle rarissime uscite, era sfuggito al controllo del proprietario e aveva aggredito due cani Samoiedo che passeggiavano tranquillamente con la loro proprietaria. Un fioraio ambulante era dovuto interve**re per separare gli animali.
• Lo stesso cane aveva morso un veterinario durante una visita, costringendo il medico a recarsi al pronto soccorso.
L'intervento dell'11 ottobre 2023
In data 11 ottobre 2023 ci siamo recati sul posto per parlare con i proprietari. Durante il colloquio, il cane è riuscito ad aprire la porta abbassando la maniglia con la zampa ed è uscito sul pianerottolo in evidente stato di agitazione. Ha tentato di aggredire una delle nostre guardie, saltandole addosso e puntando al viso. Solo il pronto intervento del collega ha evitato il peggio.
Abbiamo chiamato il 112, la Polizia Municipale e il Servizio Veterinario dell'APSS. Dopo un lungo confronto, la proprietaria ha acconsentito volontariamente al trasferimento temporaneo del cane al canile municipale, per consentire una valutazione comportamentale da parte di un veterinario specializzato.
Il cane è stato prelevato con difficoltà — ha tentato più volte di mordere anche l'operatore accalappiacani — e portato al canile.

La restituzione incomprensibile
Dopo appena dieci giorni, senza che fosse stata effettuata alcuna perizia comportamentale e senza che il nostro nucleo venisse nemmeno informato, il gestore del canile ha restituito il cane ai proprietari, con il beneplacito dell'APSS e della Polizia Municipale.
Il cane era stato tenuto in gabbia senza mai uscire, e i suoi ululati avevano evidentemente infastidito. La soluzione? Riconsegnarlo alla stessa situazione dalla quale era stato sottratto.
Nessuno ci ha interpellati. Nessuno ha considerato le settimane di appostamenti, le testimonianze raccolte, la relazione tecnica depositata.
L'ordinanza del Sindaco e il suo fallimento
A dicembre 2023, dopo la nostra denuncia depositata in Procura e un'ulteriore integrazione del 29 dicembre, il Sindaco di Trento Franco Ianeselli emanava l'Ordinanza n. 11/2023, che imponeva ai proprietari:
• Stipula di polizza assicurativa
• Utilizzo di museruola e pettorina all'esterno
• Passeggiate quotidiane di 1,5-2 ore
• Percorso formativo con veterinario comportamentalista
• Porta di casa sempre chiusa a chiave
Abbiamo appreso dell'ordinanza dai social media del Sindaco, senza alcuna comunicazione ufficiale, nonostante fossimo pubblici ufficiali che avevano avviato l'intera procedura.
Il percorso interrotto
Un educatore cinofilo di una nota associazione trentina ha effettivamente iniziato un percorso con il cane, ottenendo risultati sorprendenti in poche settimane: Rocco aveva iniziato a uscire, rispondeva ai comandi, non mostrava più aggressività rediretta.
Ma dopo circa un mese, i proprietari hanno interrotto il percorso, allontanando l'educatore. Come riporta la relazione dello stesso: "Per ragioni non veramente comprensibili, il proprietario non si uniforma più ai protocolli addestrativi che gli sono stati insegnati. Il cane non viene nuovamente portato al di fuori della casa."
Due anni di monitoraggio e silenzio istituzionale
Dal 2023 al 2025 abbiamo continuato a monitorare la situazione con appostamenti periodici. I risultati sono stati sempre gli stessi:
• Dal 19 al 27 dicembre 2023: sorveglianza 24 ore su 24. Il cane non è mai uscito. L'unica "uscita" rilevata: due minuti sul poggiolo il 26 dicembre.
• Dal 26 ottobre al 7 novembre 2024: altro mese di controllo permanente. Il cane non è mai uscito dall'abitazione.
Abbiamo rilevato inoltre che i proprietari trasportavano le deiezioni del cane in trolley, disseminandole nei cestini pubblici della città — a conferma che l'animale non usciva nemmeno per i bisogni.
Nel frattempo, la proprietà del cane veniva trasferita dalla signora al convivente, con un indirizzo dichiarato in anagrafe canina addirittura a fuori regione, mentre il cane continuava a trovarsi a Trento. Un evidente tentativo di eludere l'ordinanza sindacale.
La notizia di reato del febbraio 2025
Nel febbraio 2025 abbiamo depositato presso la Procura della Repubblica di Trento una Notizia di Reato per presunto maltrattamento ai sensi degli articoli 544-ter e 727 del Codice Penale, con richiesta di mandato per sequestro preventivo del cane.
Nella denuncia abbiamo allegato:
• La relazione dell'educatore cinofilo che documentava l'interruzione del percorso
• I risultati del monitoraggio mensile
• Il riferimento alle Cinque Libertà di Brambell sul benessere animale
• La violazione sistematica dell'ordinanza sindacale
Anche a questa richiesta non è mai pervenuta risposta.
L'epilogo amaro
Oggi il cane è stato finalmente sottratto a chi lo ha ridotto in quello stato. È stato trovato con un collare incarnato nella carne, segno di una detenzione prolungata senza alcuna cura.
Prendiamo atto con sollievo che Rocco pare essere ora al sicuro. Ma registriamo con profonda amarezza che tutto questo si poteva evitare nel novembre 2023, se le istituzioni avessero dato seguito al nostro intervento invece di restituire il cane ai proprietari dopo soli dieci giorni.
Chi oggi viene celebrato come "salvatore" è lo stesso soggetto che nel 2023 ha restituito il cane alla sua prigione domestica, ignorando le nostre relazioni, le nostre denunce, i nostri appostamenti durati settimane.
Per quasi due anni abbiamo scritto via PEC a:
• Sindaco di Trento
• Polizia Municipale
• Servizio Veterinario Provinciale
• Servizio Igiene Pubblica
• Servizio Welfare
Nessuna risposta è mai arrivata.
Conclusione
Il caso di Rocco rappresenta un fallimento sistemico nella tutela del benessere animale. Un cane giovane, che oggi ha poco più di quattro anni, ha trascorso quasi tre anni della sua vita segregato in un appartamento, privato di luce, movimento, socialità, sviluppando comportamenti aggressivi che erano la diretta conseguenza della sua reclusione.
Le Guardie Eco Zoofile avevano individuato il problema, proposto soluzioni, avviato procedure. Siamo stati ignorati a ogni livello.
Tanto si deve per chiarezza degli eventi.
NUCLEO OPERATIVO GUARDIE ECO ZOOFILE DI TRENTO NOGEZ – TRENTO





🐕COMUNICATO STAMPA CANE ALASKAN MALAMUTE.Apprendiamo che il cane Alaskan Malamute ROCCO è stato prelevato e portato in c...
23/06/2026

🐕COMUNICATO STAMPA CANE ALASKAN MALAMUTE.
Apprendiamo che il cane Alaskan Malamute ROCCO è stato prelevato e portato in cura in condizioni pietose e disperate.
Un collare metallico incarnato nel collo!
Rileviamo che la situazione era stata presa in carico anche dalle guardie eco zoofile, già nel 2024, avviando un processo di monitoraggio avanzato, giornaliero, che aveva portato lo scrivente nucleo operativo a portare il cane in canile per la sua tutela.
Poi, il canile, dopo 10 giorni di gabbia, ha provveduto alla restituzione del cane alla stessa situazione dalla quale era stato sottratto.
Qui riprendiamo un comunicato stampa inviato nel FEBBRAIO 2025 per chiarire la storia, già nota allora.
Apprendiamo da un post su Facebook , che il sindaco di Trento, Franco Ianeselli, evidenzia un’ordinanza ad una cittadina proprietaria di Alaskan Malamute.
Vorremmo qui segnalare che tale storia è stata da noi seguita, con tanto di esposto, completo di relazione tecnica, nella quale si riportano settimane di controllo, raccolta testimonianze, anche di veterinari.
Apprendiamo con piacere dell’ordinanza, per il bene del cane, ovviamente, ma sarebbe opportuno rammentare la storia.
Questo cane è richiuso da oltre due anni in un appartamento, e l’unica volta che è uscito è sfuggito al proprietario e ha aggredito altri due cani passanti per la strada; noi stessi, durante la prima visita effettuata, abbiamo riscontrato un’elevata aggressività, tanto da adottare un procedimento di temporaneo allontanamento, in accordo con i proprietari, per un possibile percorso di rieducazione. Il cane era stato portato al canile di Trento, ma il gestore ha poi ritenuto di riconsegnarlo ai proprietari, tanto che , la polizia municipale è intervenuta per riportare a casa il cane stesso, decidendo di procedere con quanto esposto dal signor sindaco.
Ma vorremo qui segnalare che la nostra relazione, datata 11 ottobre 2023, è stata depositata via PEC a tutti gli uffici competenti e apprendere la decisione dell’ordinanza dai social, senza una risposta ufficiale è quanto mento irriguardoso verso il ruolo di puro volontariato svolto.
Lo scrivente gruppo di guardie eco zoofile ha seguito la vicenda per mesi, con appostamenti giorno e notte per verificare se il cane usciva di casa e compilato una relazione con segnalazione della quale stiamo ancora aspettando risposta da parte degli organi a cui l’abbiamo inviata, compreso il signor sindaco che ha dichiarato l’esistenza di questa ordinanza.
Essendo pubblici ufficiali, ci saremmo aspettati una comunicazione preventiva sul tipo di provvedimento preso, nonché una citazione sul lavoro svolto, visto che senza la nostra attività la polizia municipale nemmeno si sarebbe mossa per il fatto, dato che era stata interpellata nei mesi precedenti dai condomini che poi hanno chiamato.
A seguito della relazione che sopra citiamo abbiamo inviato e-mail di segnalazione della situazione di presunto grave disagio sociale e di condizioni igienico-sanitarie da verificare nell’abitazione menzionata, nonché il fatto che il cane fosse tenuto rinchiuso al buio senza mai uscire di casa.
Abbiamo inviando il tutto ai seguenti soggetti:
- Sindaco di Trento
- Polizia Municipale di Trento
- Servizio Veterinario Provinciale
- Servizio Igiene Pubblica
- Servizio Welfare
Lo scopo dell’invio di tale relazione era quello di trovare una soluzione per identificare una via di salvezza per il cane detenuto segregato in casa e che ora si trova in queste condizioni drammatiche.
Nessuna risposta è arrivata dopo tale relazione agli scriventi.
Di conseguenza, abbiamo inviato ulteriore mail a tutti i soggetti sopra citati per chiedere quale fosse l’iter predisposto e come si intendesse procedere per la tutela del benessere dell’animale.
Anche a questa e-mail non è pervenuto alcun riscontro!
Dopo l’intervento sopra descritto, attendendo che venisse eseguita una perizia per cane problematico causa restrizione continuativa delle sua libertà, il cane stesso è stato riportato ai loro proprietari, senza aver effettuato alcun intervento di analisi veterinaria comportamentale e senza dare riscontro alle richieste di come si intendesse procedere, che avevamo formulato via PEC ai vari enti coinvolti e senza ricevere alcuna comunicazione.
A fronte di tale situazione, abbiamo ritenuto di approfondire ulteriormente la situazione e ci siamo organizzati per monitorare la zona ulteriormente, per verificare se il cane uscisse dalla casa o rimanesse rinchiuso
perennemente.
Dal giorno 26 ottobre al giorno 7 novembre 2024 abbiamo costantemente presenziato per verificare se il cane uscisse almeno una volta dall’abitazione e possiamo dichiarare qui che
NESSUNA USCITA E’ STATA EFFETTUATA dall’appartamento in questione con il cane.
Da ciò deriva il nostro esposto ufficiale depositato in Procura, avvenuta nel febbraio 2025 dopo mesi di osservazioni.
Ora prendiamo atto che il cane sia stato sottratto a chi lo ha ridotto in quel modo, ma ci resta l’amarezza nel constatare che si poteva evitare tutto questo, se si fossero seguite le indicazioni e le procedure che
avevamo avviato a suo tempo, ma invece si è preferito restituire il cane ai proprietari, arrivando a questo punto!
TANTO SI DEVE PER CHIAREZZA DEGLI EVENTI.
NUCLEO OPERATIVO GUARDIE ECO ZOOFILE DI TRENTO
NOGEZ Trento NOGEZ


🔴➡️Sai chi sono le Guardie Eco Zoofile?Forse non tutti lo sanno, ma le Guardie Eco Zoofile sono agenti di Polizia Giudiz...
17/06/2026

🔴➡️Sai chi sono le Guardie Eco Zoofile?
Forse non tutti lo sanno, ma le Guardie Eco Zoofile sono agenti di Polizia Giudiziaria a tutti gli effetti, ai sensi della Legge 189/04. Esattamente come Carabinieri, Polizia di Stato o Polizia Locale, con una differenza importante: la loro competenza è specifica e limitata alla tutela degli animali e dell'ambiente.
Perché è importante saperlo?
Quando si segnala una situazione di maltrattamento o abbandono animale, si può chiamare un solo corpo di Polizia Giudiziaria. Questo significa che se hai già contattato i Carabinieri, non puoi anche chiamare le Guardie Eco Zoofile per lo stesso intervento: non possono sovrapporsi ad altro corpo già attivato.
Il vantaggio di chiamare le Guardie Eco Zoofile è che si occupano esclusivamente di tutela animale e ambientale. Conoscono nel dettaglio la normativa di settore, sanno come interve**re e quali strumenti legali applicare.
Le altre forze dell'ordine, pur essendo preparatissime, si occupano principalmente di altro: furti, ordine pubblico, sicurezza stradale. Non sempre hanno piena conoscenza delle leggi specifiche sulla protezione degli animali ed è comprensibile, non è il loro ambito principale.
In sintesi: se vuoi segnalare una situazione che riguarda animali o ambiente, chiama direttamente le Guardie Eco Zoofile. Avrai la certezza di rivolgerti ad agenti specializzati, e la tua segnalazione sarà gestita da chi conosce a fondo la materia. Se chiami altre forze di polizia, noi non interveniamo, a meno che non siano le stesse a chiamarci per aiutare.
🐾 Una scelta, quella giusta, ad ognuno le competenze in cui opera sistematicamente.
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