Il Quartiere del Vallesacco è uno dei 4 partecipanti alla Disfida del Pallone con il Bracciale che si tiene ogni anno nella cittadina di Treia, in provincia di Macerata nel cuore delle Marche. Posizionato a settentrione, segue il crinale della collina che da Porta San Martino (detta anche “delle Macinette”) sale verso la Piazza della Repubblica. Sono ubicati nel Rione il Duomo – costruito tra il 1
782 ed il 1814 su progetti dell’architetto Andrea Vici – , Porta Vallesacco – già teatro dell’omonima battaglia durante l’assedio dell’allora Montecchio nel 1263, nel corso del quale fu fatto prigioniero Corrado d’Antiochia, nipote dell’imperatore Federico II di Svevia – e Porta Mentana o Montana – presso la quale, si narra, sia avvenuta la guarigione di un bambino da parte di San Nicola da Tolentino per mezzo del pane benedetto. La zona era anticamente abitata da cordai, artigiani e commercianti che componevano l’operoso ceto medio borghese di Treja. Nel periodo della disfida si rianimano gli antichi mestieri: sarà così possibile rivedere telai, fusi ed arcolai, vasai, carpentieri, artisti e falegnami.
“…. a Treja in quell’epoca c’era ancora la conocchia, rocca diceva il libro di lettura. Era una canna spezzata a un suo termine, ma prima che finisse in più strisce alte un palmo, tra una striscia e l’altra, infilate a forza, stecchette di canna che gonfiavano il tratto; intorno a quel gonfiore avvolgevano quel che era da filare: lana, lino, canapa. La mano sinistra traeva il filamento, la destra l’annodava alla cima del fuso e lo scoccava; quello girava vorticoso torcendo il filo; con una spinta del pollice scioglieva il nodo e avvolgevano il filo ritorto intorno alla parte centrale del fuso, quella un po’ gonfia, tenendone una punta appoggiata alla persona, girando l’altra e con la sinistra conducendo il tratto di filo già ritorto. Poi riprendeva a trarre il filo del pennacchio passandolo tra le labbra per inumidirlo. ”
(Dal romanzo “Giù la piazza non c’è nessuno”, Dolores Prato)