Club Sankara

Club Sankara Organizzazione di Permacultura che mira all evoluzione e al collegamento delle comunità rigenerative.

Organizziamo l' alternativa Musicale, Culturale, Agricola e Sociale di cui sentiamo il bisogno

21/02/2026
Il vento ha spezzato rami di cui pensavamo non potessimo fare a meno. Movimenti dal sottosuolo hanno creato crepe profon...
20/02/2026

Il vento ha spezzato rami di cui pensavamo non potessimo fare a meno. Movimenti dal sottosuolo hanno creato crepe profonde nelle nostre fondamenta e nei nostri muri.
Rinasciamo e rinasceremo ogni volta se necessario: ripartiremo dalle nostre radici.
Battete un colpo se ci siete, i semi che abbiamo piantato sono già giovani alberi, venite a piantare altri semi con noi. Un nuovo modo di vivere la terra si fa sempre più spazio.
"There is a crack, a crack in everything. That is how the light gets in"

12/12/2025

IL RITORNO DI UN GIGANTE: DOPO 160 ANNI, IL BISONTE TORNA IN MESSICO 🌎🔥

Dopo più di un secolo di silenzio… il tuono riecheggia di nuovo nelle praterie di Coahuila.

Per la prima volta in 160 anni, il bisonte americano — sacro, selvaggio e potente — cammina ancora libero sul suolo messicano. Nella Riserva Ecologica El Santuario, vicino Cuatro Ciénegas, 44 bisonti (38 femmine e 6 maschi) sono stati reintrodotti in natura, segnando uno dei più importanti recuperi faunistici della storia moderna del Messico.

Provengono dalla Riserva della Biosfera di Janos, nello stato di Chihuahua. Ma questa non è solo una ricollocazione — è una resurrezione. 🕊️🌿

🧬 Perché è importante:

I bisonti non sono solo animali. Sono ingegneri dell’ecosistema.

Il loro pascolo rigenera le praterie native.

I loro zoccoli rompono il terreno, permettendo all’acqua di filtrare nelle falde.

Le loro migrazioni diffondono vita — semi, nutrienti, biodiversità.

La loro presenza aiuta a combattere il cambiamento climatico immagazzinando carbonio nel suolo.

Questo miracolo è stato possibile grazie al lavoro instancabile di scienziati, ambientalisti, CEMEX, CONANP, la Fondazione Pro Cuatro Ciénegas e la Nazione Ndé (Apache), che ha accolto i bisonti con una cerimonia tradizionale di benedizione.

📅 E adesso:

Nel 2025, El Santuario aprirà al turismo rigenerativo, permettendo alle persone di assistere in prima persona a questa rinascita ecologica.

Il sogno a lungo termine: connettere le mandrie di bisonti del nord del Messico — libere, selvagge e geneticamente forti.

Questa non è semplice politica ambientale.

Questa è riparazione ancestrale.

Questo è il Messico che riscrive con orgoglio la sua storia naturale.

🌄 Oggi, un’impronta nel terreno è il simbolo di ciò che è possibile quando una nazione crede nella restaurazione.

🟢 La terra ricorda. Il bisonte ritorna. E il Messico si rialza con lui.

25/10/2025

Monsanto, simbolo della manipolazione agricola globale, ha costruito il suo impero non solo sui semi, ma sul controllo del pensiero (1). Non produce soltanto OGM: produce consenso. Con il programma “Let Nothing Go” ha guidato una campagna di disinformazione e sorveglianza che, secondo inchieste di The Guardian e Reuters, monitorava social e forum per screditare giornalisti e scienziati critici, ribaltando ogni accusa e trasformando i difensori della salute pubblica in nemici del progresso.

Dietro le quinte, una rete di PR gestita da Ketchum e FTI Consulting scriveva studi “scientifici” su misura e finanziava organizzazioni di facciata come il Genetic Literacy Project e la Cornell Alliance for Science. Le università, in particolare in Florida e in Saskatchewan, offrivano legittimità accademica in cambio di fondi e viaggi, mentre i motori di ricerca restituivano solo versioni rassicuranti. Così la scienza è diventata marketing, e la verità un prodotto da confezionare.

La narrativa ufficiale, ripetuta da Syngenta, Bayer e dagli stessi politici, è che solo la tecnologia può sfamare il mondo. In realtà la cosiddetta “Rivoluzione Verde” ha creato deserti, debiti e dipendenza. Come ricordava Bhaskar Save, fu una guerra chimica contro la terra e l’uomo. Ma chiamandola innovazione, le Big Ag hanno travestito il colonialismo in progresso.

Oggi, fusa con Bayer, Monsanto ha spostato il controllo dai semi ai dati: sensori, droni, cloud agricoli che trasformano i contadini in clienti perpetui. Dietro la maschera filantropica agiscono sempre gli stessi clan: Rockefeller, Gates, Walton, Wyss. Le famiglie del petrolio governano ora l’era del DNA. È la nuova forma di dominio: biologica, digitale, totale.

Eppure le crepe si allargano. Giornalisti e scienziati indipendenti denunciano il ghostwriting, la censura e la corruzione. Il mito del “salvatore industriale” vacilla. La verità, come il suolo, ritorna sempre in superficie. E quando accade, il raccolto del consenso comincia a marcire.

Per aggiornamenti senza filtri: t.me/carmen_tortora1

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(1) Fonte: https://uncutnews.ch/die-fabrikation-des-einverstaendnisses-big-ags-handbuch-fuer-propaganda-und-macht/

15/10/2025

THOMAS SANKARA
«L'imperialismo è un sistema di sfruttamento che non si manifesta solo nella forma brutale di chi arriva con le armi per conquistare territori. L'imperialismo spesso assume forme più sottili, come prestiti, aiuti alimentari, ricatti. Noi combattiamo questo sistema che permette a una manciata di uomini sulla Terra di governare tutta l'umanità».

«Come diceva Karl Marx, chi vive in un palazzo non pensa alle stesse cose, nè allo stesso modo, di chi vive in una capanna. Questa lotta per la difesa degli alberi e delle foreste è soprattutto una lotta contro l’imperialismo. Perchè l’imperialismo è il piromane che incendia le nostre foreste e le nostre savane».

Oggi rendiamo omaggio al grande rivoluzionario panafricanista comunista Thomas Sankara nel giorno del suo martirio. Fu assassinato il 1987 durante un colpo di Stato sostenuto dalla CIA e dal governo francese.

Un grande giornalista del servizio pubblico purtroppo scomparso, Silvestro Montanaro, raccontò la vita di Sankara in un bel documentario intitolato 'E quel giorno uccisero la felicità' che trovate sul sito della https://www.rai.it/dl/portali/site/puntata/ContentItem-7797dcf2-7cb3-4d0e-9520-a81888312ba1.html

I sostenitori dell'imperialismo occidentale ovviamente oggi non ricordano questo eroe africano.

Il video del suo straordinario discorso alle Nazioni Unite (video sottotitolato):
www.rifondazione.it/primapagina/?p=40352 .tab=0

Fidel Castro e Thomas Sankara
www.rifondazione.it/primapagina/?p=31527 .tab=0


09/08/2025

Negli ultimi tempi ho letto diversi articoli e commenti sul presidente del Burkina Faso, Ibrahim Traoré, che lo descrivono come un dittatore, come se avesse rovesciato un governo democraticamente eletto.

Alcuni lo dipingono persino come uno sprovveduto privo di formazione politica, ignorando deliberatamente le sue radici ideologiche sankariste e la sua ammirazione per Nelson Mandela e le sue politiche. In sostanza, lo si presenta come un ingenuo facilmente manipolabile, quando la realtà è molto diversa.

Questa narrazione, oltre a essere storicamente falsa, è un esempio lampante di disinformazione.

Facciamo chiarezza. Nel 2014 una rivoluzione popolare pose fine a 27 anni di potere dittatoriale di Blaise Compaoré, l’uomo dietro l’assassinio di Thomas Sankara. Due anni dopo si tennero finalmente elezioni libere e trasparenti, le prime dopo quasi trent’anni, che portarono Marc Kaboré alla presidenza.

Durante il suo mandato, e soprattutto dopo la rielezione, furono aperti i processi per l’omicidio di Sankara. Molti militari di alto grado vennero arrestati e processati. Quando il Burkina Faso chiese a Francia e Stati Uniti di desecretare i documenti sul caso, avvenne una coincidenza significativa, due mesi dopo, Kaboré fu deposto da ex generali che avevano servito Compaoré per quasi tre decenni.

Tra questi vi erano uomini legati a traffici illeciti e a figure come Charles Taylor, ex presidente della Liberia, coinvolto indirettamente nell’assassinio di Sankara in cambio dell’uso del Burkina come retrovia nella guerra liberiana. Molti di questi generali avevano ricevuto formazione e sostegno economico dalla CIA e dai servizi segreti francesi. Non è un’ipotesi complottista, lo testimoniano documenti ufficiali, video e il documentario di Silvestro Montanari Il giorno che uccisero la felicità prodotto da Rai3, oltre alle prove emerse nel processo a Taylor presso la Corte penale internazionale.

Il nuovo regime militare instaurato da questi generali riportò il Paese in un circolo vizioso di corruzione, in un solo anno funzionari e ufficiali si arricchirono a dismisura, i soldati furono lasciati senza mezzi adeguati per combattere il terrorismo, e i manifestanti vennero repressi nel sangue.

È in questo contesto che Ibrahim Traoré e un gruppo di compagni decisero di deporre quel regime militare corrotto, che a sua volta aveva destituito un presidente democraticamente eletto.

È bene precisarlo, Traoré non ha rovesciato Kaboré, contrariamente a quanto raccontano certi giornali. Al contrario, liberò i politici arrestati, compresi membri dell’ex governo Kaboré, e creò un Consiglio Nazionale con la partecipazione di esponenti politici del precedente esecutivo.

Quando avviò indagini sui funzionari corrotti e sequestrò miliardi di fondi sottratti allo Stato, Traoré dimostrò un punto cruciale: pur riconoscendo le pesanti responsabilità del colonialismo e del neocolonialismo, è indispensabile anche una pulizia interna, perché la corruzione interna è un cancro che divora le nazioni dall’interno.

Contrariamente all’immagine dell’anti-occidentale che gli viene cucita addosso, Traoré è perfettamente consapevole che nessuna nazione può fare a meno dei rapporti internazionali, soprattutto commerciali. Non ha interrotto i legami con l’Europa, e il Burkina Faso utilizza ancora il Franco CFA per la moneta. Continua a vendere uranio alla Francia, e alcuni accordi storici, come quelli stretti da Sankara e Jerry John Rawlings, ex presidente del Ghana, con l’Italia negli anni ’80, riguardano la fornitura di oro dal Burkina Faso e dal Ghana destinato alle riserve del tesoro italiano, e restano in vigore. Ha invece sospeso le vendite di oro e cotone agli Stati Uniti, destinando parte dell’oro alle riserve nazionali per dare garanzie a investitori europei, cinesi e di altri Paesi.

Gli Stati Uniti hanno reagito con ostilità, e l’Europa si è accodata, persino rifiutando di vendere armi al Burkina Faso, costringendo Traoré a rivolgersi a Cina e Russia. È paradossale, gli stessi Paesi che dichiarano di voler combattere il terrorismo negano strumenti essenziali a chi è in prima linea.

Con i fondi recuperati dalla corruzione, Traoré ha avviato la costruzione di scuole, centri sanitari e un piano di industrializzazione che coinvolge anche aziende europee. Ha chiuso le porte solo agli Stati Uniti, soprattutto dopo dichiarazioni ostili di Trump e di un generale americano di stanza in Germania, che lo accusava di voler consolidare il potere. Perfino alla Russia ha posto un limite, rifiutando l’arrivo di militari e ribadendo che eventuali collaborazioni dovranno avvenire solo con un esercito nazionale, non con mercenari.

E l’Europa? Invece di sviluppare una politica estera autonoma e basata sul rispetto reciproco, preferisce seguire le logiche di ricatto di Washington, logiche che storicamente si sono rivelate disastrose anche per noi.

Gli Stati europei dovrebbero smetterla di agire come pedine e cominciare a stabilire rapporti seri con i partner africani, basati sulla sovranità e sugli interessi reciproci. Altrimenti, rischiano di compromettere il proprio futuro, anche per quanto riguarda l’accesso alle risorse naturali.

Piaccia o no, questa è la realtà dei fatti storici e politici degli ultimi quattro anni.

06/08/2025

La Palestina è anche l’Africa che resiste.

Discorso di Thomas Sankara sul popolo palestinese e la questione israeliana. Harare, 4 agosto 1986 — Vertice del Movimento dei Non Allineati

Fratelli e sorelle del mondo libero, compagni nella lotta contro l’ingiustizia, popoli in piedi contro l’oppressione, non possiamo essere liberi se anche un solo popolo, su questa terra, è ancora incatenato. Non possiamo respirare liberamente se le strade della Palestina sono soffocate da carri armati, posti di blocco e filo spinato.

La causa del popolo palestinese è la nostra causa.

Come africani, sappiamo cosa significa essere strappati dalla nostra terra. Sappiamo cosa significa vedere il nostro destino deciso altrove, su mappe tracciate da mani che non conoscono la nostra lingua né il nostro dolore.

E vediamo con chiarezza ciò che accade in Palestina: un popolo colonizzato, spinto all’esilio, trattato come straniero nella propria patria. Un popolo che resiste da decenni con dignità, contro una macchina di occupazione che si nutre di paura, di razzismo e di alleanze sporche.

Chi si dice amico della libertà, ma resta in silenzio di fronte all’oppressione del popolo palestinese, è un complice. Chi si lava le mani davanti all’apartheid non è neutrale, è schierato dalla parte dell’oppressore.

Io lo dico chiaramente: noi non siamo contro il popolo ebraico, così come non siamo contro nessun popolo. Siamo contro ogni sistema che opprime, colonizza, disumanizza. Che si chiami imperialismo, sionismo o dittatura del profitto.

Israele, così com’è oggi, non è uno Stato in cerca di pace. È una potenza che occupa, divide e reprime.
Finché non riconoscerà il diritto dei palestinesi a vivere liberi, in uno Stato sovrano, non potrà mai esserci giustizia. E senza giustizia, non ci sarà mai pace.

Abbiamo rotto le relazioni diplomatiche e economiche con Israele perché rifiutiamo l’ipocrisia. Non si può parlare di diritti umani da un lato e vendere armi e silenzio all’occupante dall’altro.

Fratelli e sorelle,

quando un bambino palestinese lancia una pietra, lancia anche la nostra speranza. Quando un’anziana rifiuta di abbandonare la sua casa a Hebron, è come una madre burkinabé che si aggrappa alla propria terra. Quando un poeta palestinese scrive dietro le sbarre, sta scrivendo anche per noi.

Non esiste lontananza tra gli oppressi.
La Palestina è anche l’Africa che resiste.

E noi, figli e figlie della dignità africana, siamo dalla parte della Palestina. Non con parole vuote, ma con una solidarietà viva, concreta, impegnata.

Che lo sappiano tutti: la rivoluzione non ha confini.
E finché la Palestina non sarà libera, noi continueremo a dire: la nostra libertà non è completa.

13/07/2025

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Trapani

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