13/05/2026
Bakari Sako è morto di razzismo, non ci sono altri modi per dirlo e questo ci riguarda in prima persona.
Bakari Sako era un giovane uomo di 35 anni originario del Mali che qui in Puglia svolgeva il lavoro di bracciante e aspettava di ricongiungersi con la sua famiglia, una persona con sogni, prospettive e un futuro da costruire.
Lo hanno ucciso dei giovanissimi nostri conterranei, ragazzi tra i 15 e i 20 anni anche loro con sogni, prospettive e un futuro da costruire.
La morte di Bakari Sako non è solo un fatto di cronaca, è una violenza che nasce nelle pieghe della politica e della coscienza civile addormentata delle nostre comunità, quelle in cui viviamo ogni giorno e che normalizzano la violenza rivolta al diverso, allo straniero.
Bakari Sako è morto di razzismo, non ci sono altri modi per dirlo e questo ci riguarda in prima persona perché ogni giorno siamo chiamati a difendere con azioni concrete quello che è il diritto di ogni essere umano a vivere una vita che valga la pena di essere vissuta: ogni giorno lo facciamo con il nostro lavoro e ogni giorno dobbiamo farlo nelle nostre famiglie, nelle strade, nei bar e in tutti i luoghi che frequentiamo non voltando lo sguardo dall’altra parte se assistiamo a un’ingiustizia o un atto di sopraffazione.
“Nessuno nasce odiando un’altra persona per il colore della sua pelle, la sua origine o la sua religione”, se questo accade ognuno di noi ha una responsabilità; per questo invitiamo tutta la comunità domani a Taranto in Piazza Fontana unita per non lasciare che questo atto di violenza cada nell’oblio della cronaca ma resti vivo nella lotta quotidiana contro ogni forma di razzismo.
Il coordinamento di Libera Taranto, Associazione Babele Aps, Mediterranea Saving Humans Taranto e Comunità Africana di Taranto e Provincia APS, promuove un presidio con microfono aperto domani, giovedì 14 Maggio dalle ore 17:30 in Piazza Fontana.