Argonauta Tradate

Argonauta Tradate Associazione Culturale Una discussione ampia e approfondita su questa crisi è indispensabile presupposto a qualsiasi ipotesi di un nuovo agire politico.

Un laboratorio del nuovo agire politico

L’esito delle elezioni comunali di Milano, e ancor più quello dei due referendum nazionali successivi, segnano un passaggio decisivo nella crisi del blocco sociale da vent’anni egemone, politicamente e culturalmente, nei nostri territori. Dopo lungo tempo questa crisi permette almeno di immaginare la possibilità di costruire una qualche alternativa. Non cre

do però che essa possa scaturire dai rottami dei partiti della sinistra istituzionale né dai residui di una sinistra extraistituzionale autoreferenziale e autoghettizzata. Occorrerebbe piuttosto, e innanzitutto, la messa in campo di una nuova intelligenza in grado di comprendere forme e contenuti della dominazione in atto (e appunto la sua crisi). Nella costruzione dell’alternativa l’acquisizione del sapere è quindi la priorità. Sapere sui dominatori e sapere sui dominati. Nella tradizione politico-culturale dalla quale proveniamo l’acquisizione del sapere è ottenibile tramite la messa in opera dei metodi e degli strumenti dell’inchiesta e della con-ricerca applicati su un circoscritto, specifico ambito urbano che valga da laboratorio di ricerca sociale. Obiettivo prioritario del sapere potrebbe essere quindi, nel nostro caso, l’insieme degli assetti produttivi ed economici della città di Tradate nel contesto territoriale più ampio della provincia. O, detto altrimenti, Tradate come laboratorio paradigmatico del territorio provinciale produttivamente e socialmente omogeneo. In questo quadro assume un rilevanza fondamentale il progetto avviato con le conferenze sull’analisi del mercato del lavoro nella nostra provincia Al di là della scarsità del pubblico intervenuto, che non si sa quanto possa rappresentare il campione ideale di una referenza e interlocuzione desiderata, l’iniziativa ha rappresentato la messa in moto di un’ipotesi di importanza strategica. Detto ciò, a riguardo, il problema ora all’ordine del giorno è il passaggio dalla messa in moto alla messa in marcia. Ovvero, come organizzare e strutturare il lavoro di inchiesta, partendo da un ciclo di seminari di autoformazione alla metodologia dell’inchiesta utilizzando il patrimonio di saperi di cui Argonauta può usufruire nel suo immediato retroterra: una casa editrice con decine di titoli sull’argomento utili a costruire una bibliografia di formazione, oltre che rapporti con docenti universitari e studiosi. Obiettivo finale dei seminari potrebbe essere la costituzione di un Centro studi Argonauta capace di organizzare e agire l’inchiesta sugli assetti produttivi e il mercato del lavoro: a) la formazione (polo delle scuole superiori e altri eventuali istituti formativi); b) lavoro dipendente e indipendente industriale; c) lavoro dipendente e indipendente cognitario; d) servizi alle imprese; e) servizi sociali (polo sanitario); f) attività commerciali. Un altro fronte di inchiesta dovrebbe invece riguardare la soggettività potenzialmente ricettiva di una proposta di costruzione dell’alternativa, soggettività impegnata oggi nella città all’interno dei partiti e nell’associazionismo di base e nel sindacalismo. Argonauta ha recentemente alle spalle l’esperienza organizzativa di due eventi pubblici di una certa rilevanza: il CB&W di Laveno (2009) e quello di Tradate (2010). L’analisi critica degli esiti di quell’esperienza è già stata fatta, e a essa si rimanda soprattutto per l’evento tradatese. Quel che qui si propone è la riflessione sulla potenzialità dei contenuti che in Critical contiene in sé in relazione alla costruzione dell’alternativa. Contenuti certamente non sufficientemente emersi in occasione dell’evento ma da riconsiderare anch’essi alla luce di un’inchiesta da avviare a riguardo. In sostanza: qual è il grado di coscienza della cittadinanza rispetto la nocività della produzione e del consumo alimentare? Ma, anche in questo caso, per poter avviare seriamente un’inchiesta nel merito occorre prima realizzare un percorso seminariale di autoformazione. Esso deve avere alla base un’adeguata bibliografia formativa. Questo fronte di inchiesta potrebbe avere due sbocchi concreti: la costruzione di un altro evento cittadino che superi i limiti del precedente e la costruzione di uno spazio fisico pubblico (tutto da immaginare) nel quale far vivere quotidianamente l’esemplificazione di alcuni elementi di una cultura materiale alternativa. Un simile, complesso e articolato, lavoro «dal basso» non è ovviamente lontanamente immaginabile basandosi unicamente sulle soggettività che oggi costituiscono Argonauta. Esse possono però avviarlo confidando sul possibile coinvolgimento, strada facendo, di altri soggetti, soprattutto giovani. La situazione di oggettiva crisi del blocco sociale dominante di cui si accennava all’inizio può determinare una forte bisogno di alternativa politica e culturale, configurare cioè la formazione di un movimento indipendente dal sistema dei partiti dai tratti simili a quelli che abbiamo visto sorgere e consolidarsi in varie zone del Paese nell’ultimo decennio.

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