Tortorella (Provincia di Salerno, Basso Cilento)
Abitanti: n. 528 (ISTAT 2014) – Altitudine centro abitato: 582 m s.l.m. Variazione dell’altitudine comunale: 50 m – 1480 m
Estensione del territorio comunale: 4.969 ettari
TORTORELLA, NATURA, MITO E CULTURA...
A ridosso del mare, nell’entroterra del Golfo di Policastro, Tortorella, pittoresco borgo, poggia su un altopiano di roccia carsica, circon
data da orridi danteschi e dolci vallate di olivi e castagni. Uno dei più antichi centri del Cilento, le sue nobili origini si perdono nel buio dei tempi. E’ il paese delle Rocche, delle chiese, dei vicoli, dei portali in pietra, dei cortili. Purissime e ricche di effetti salutari sono le sue sorgenti sparse trai boschi. Qui i segreti dell’artigianato del ferro battuto, del legno, dell’arte del ricamo si tramandano ancora fino ai nostri giorni, e si distinguono per perizia e alacre fantasia. Maria Assunta in Cielo, SS. Immacolata Concezione, S. Vito e le cappelle minori, tra cui SS. Maria dei Martiri, recentemente restaurata, dove si conservano affreschi del Quattrocento. Irresistibile è l’attrattiva urbanistica del centro storico medioevale. Forte è il senso della vita. E’ meta interessante, da visitare, per la natura incantevole che lo circonda e per l’ambiente salubre e rilassante. La piscina comunale, campi da tennis, basket, palla a volo, piazze ed isole pedonali offrono al turista anche la nota cittadina. UN PO' DI STORIA...
Le antiche origini di Tortorella sono legate al flusso commerciale esistente nel IV secolo a.C. tra i porti delle colonie greche Pyxùs (poi romana Buxentum, oggi Policastro Bussentino) sul Mar Tirreno e Siri, presso Metaponto, sul Mare Ionio. Il toponimo, di origine normanna, è legato alla dolce morfologia del colle su cui il paese si adagia. Tuttavia, piace pensare alle numerose colombe e tortorelle solite riposarsi sui tetti del paese. Secondo la tradizione orale lucana, dall’antica colonia romana Blanda, in Calabria, distrutta da un’invasione di grosse formiche nere, giunsero alcune famiglie che si insediarono qui stabilmente. Il successivo arrivo dei monaci italo-greci contribuì alla sua affermazione nel territorio cilentano. Nell’anno 1021, divenne feudo di Guaimaro III longobardo, principe di Salerno, con i casali Casalecto, Bactalea e Bonati (oggi Casaletto Spartano, Battaglia e Vibonati). Nel 1267 Tortorella appoggiò la discesa in Italia di Corradino di Svevia, ultimo degli Hohenstaufen, figlio di Corrado IV e di Elisabetta di Baviera,. Con Taherius de Turturella e Amerius de Turturelle ed i loro villani fu presente alla 3a Crociata. Il Feudo appartenne ad Almirante Ruggero Barone di Lauria, poi ai Sanseverino Conti di Capaccio. A causa della famosa ribellione di questa famiglia al Re di Napoli Federico D’Aragona, il Feudo fu affidato a Giovanni Andrea Caracciolo, per poi giungere agli Alderisio ed infine, alla famiglia del marchese Carafa-Stadera, che lo dominò fino al 1810.