16/09/2025
BRUXAS OGLIASTRINAS PER LA PALESTINA
CORTEO IN SOSTEGNO DEL POPOLO PALESTINESE
20 settembre a Tortolì, concentramento dalle 18:00 in Piazza Fra Locci
PALESTINA: genocidio e resistenza, anche dalla Sardegna.
Mentre in Palestina si consuma un massacro che dura da decenni, anche la Sardegna è coinvolta negli interessi che alimentano l’occupazione e l’apartheid israeliani.
A Tortolì abbiamo l'Intermare, cantiere di Saipem, colosso che ha firmato contratti milionari con Haifa Group per la realizzazione di impianti legati al rafforzamento del settore dell’agricoltura in Israele. Accordi che vengono stretti mentre lo stesso stato di Israele distrugge i sistemi alimentari palestinesi, abbattendo coltivazioni e annientando un’economia agricola storicamente centrale per la Palestina. Firmare contratti con uno Stato che da decenni opprime sistematicamente un popolo e devasta la sua terra, è quanto più ipocrita e atroce si possa immaginare.
Ma non abbiamo bisogno di scavare a fondo. Da giorni abbiamo già una ciliegina avvelenata su una torta fatta di morte e connivenza: le notizie che riportano di soldati israeliani in Sardegna per le cosiddette “vacanze di decompressione”, scortati dalle istituzioni italiane che li proteggono come “obiettivi sensibili”. E chi manifesta contro la presenza di possibili criminali di guerra nella nostra terra, riceve fogli di via, come accade a Olbia.
A quanto apprendiamo, aprire le porte al genocidio è prioritario.
Come non fosse già abbastanza il fatto che la nostra Isola sia costellata da fabbriche di bombe, i poligoni militari tra i più grandi d’Europa, spazi di addestramento e sperimentazione di armi per nuove guerre e nuove stragi. Intanto, assistiamo alla criminalizzazione di chi prova a opporsi.
Nulla valgono le minacce e le intimidazioni di Israele (e non solo) contro la più grande azione civile internazionale mai organizzata per tentare di rompere il blocco navale imposto dal governo israeliano e portare aiuti umanitari alla popolazione stremata e affamata di Gaza.
La Global Sumud Flotilla fa paura perché ha un valore simbolico enorme: rende visibile l’inerzia della politica istituzionale. Offre speranza a decine di migliaia di persone perché rappresenta speranza, solidarietà, resistenza civile e la visione che un mondo migliore è possibile. In cui la giustizia sociale, l’autodeterminazione e i diritti sono la priorità.
Per questo ,con tutto il cuore e a pugno chiuso urliamo: lunga vita alla Flotilla. E ancora prima, Palestina libera. Chi non parteggia è complice – avrebbe detto un signore di Ales!
E se ci chiedete perché siamo qui, è perché la Palestina è una questione transfemminista, perché dove le terre non sono libere anche i corpi non lo sono. Perché è una lotta per l’autodeterminazione, perché oppressa da decenni di dinamiche di potere che sono anche patriarcali. Colonialismo, razzismo, arabofobia. Tutte facce di una stessa medaglia che è quella della violenza, dell’oppressione, del suprematismo bianco, dell’odio e della cancellazione. E che non possiamo tollerare.
Seus totəs palestinesəs!
Palestina libera!