Docemus ETS

Docemus ETS Training for improving specialty medicine medicina, chirurgia, oculistica, analisi chimico cliniche e trasfusionali, radiologia, ecc.)

DOCEMUS “Training-School theory and practice for Improving Specialistic Medicine onlus”, nasce come associazione di beneficenza finalizzata a migliorare la medicina specialistica nei paesi in via di sviluppo. Obiettivo principale è quello di creare, nei paesi meno abbienti, poliambulatori specialistici dove, periodicamente, si recheranno volontari medici e/o tecnici specializzati al fine di impart

ire lezioni teoriche-pratiche nell’ambito delle loro specializzazioni e, nel contempo, insegnare al personale locale ad utilizzare le strumentazioni, che saranno loro fornite dalla stessa Onlus, e ad eseguire interventi specialistici possibili in regime ambulatoriale. Per cominciare il personale locale da istruire sarà costituito da medici e tecnici frequentanti i corsi dell’Università di Butembo (Repubblica Democratica del Congo) . L’idea nasce da una richiesta di aiuto umanitario da parte di una suora congolese che, laureatasi qualche anno fa all’Università Tor Vergata di Roma e ritornata poi nel suo paese natio, si è resa conto del grande divario ancor oggi esistente tra la medicina basata sulla tecnologia e le conoscenze moderne e quella, fatta con mezzi manuali e poco accurati, con cui nella propria realtà cercano di diagnosticare e curare malattie dalle più semplici alle più gravi, non avendo sempre la possibilità di reperire farmaci e presidi idonei. Il suo sogno è che le conoscenze moderne raggiungano sia il personale medico che in generale quello sanitario della sua città , con conseguente beneficio sulla popolazione tutta; pertanto Suor Cristina (dell’ordine delle “Oblate dell’Assunzione”) è stata spinta a richiedere l’aiuto di professionisti nel campo medico, a partire dalla medicina di laboratorio, richiesta che è stata prontamente raccolta da Giuseppe Nubile, medico patologo direttore del Laboratorio di Analisi del U.O. “G.Bernabeo” di Ortona (CH), il quale si è recato in Congo a Butembo (città di circa 100.000 abitanti) per incontrare personalmente suor Cristina e le Autorità Locali e porre così le basi per l’inizio di questo progetto che, sebbene con non poche difficoltà, avrà il merito di trasmettere il sapere più attuale a giovani medici e tecnici fornendoli sia delle strutture che delle strumentazioni necessarie per assolvere al meglio le loro funzioni, nonché di garantire la fornitura di farmaci per le varie terapie e renderli, nel tempo, professionisti formati e autonomi nei vari settori specialistici (es. attivando una attività in regime di “day medicine and surgery”. Il Presidente
Giuseppe Nubile

Noi di Docemus ETS crediamo che la salute sia un diritto di tutti, e che l’insegnamento sia lo strumento più potente per...
10/06/2026

Noi di Docemus ETS crediamo che la salute sia un diritto di tutti, e che l’insegnamento sia lo strumento più potente per renderlo concreto.
Per raccontarvi tutto questo e portarvi con noi all'interno dei laboratori e degli ospedali in cui operiamo, abbiamo diversi canali di comunicazione. Ognuno ha il suo stile, ma tutti parlano la stessa lingua: quella della solidarietà trasparente.

🔹 LinkedIn: lo spazio dedicato al network professionale. (https://www.linkedin.com/company/docemus-ets)
🔹 Facebook: per condividere storie, emozioni e traguardi.
🔹 Instagram: per guardare il mondo con i nostri occhi attraverso foto e video direttamente dai progetti. (https://www.instagram.com/docemus_ets)
🔹WhatsApp (canale pubblico): per ricevere informazioni sintetiche, veloci e pronte da leggere sul proprio smartphone per rimanere sempre vicino alle nostre attività. (https://whatsapp.com/channel/0029VaRv3HX7IUYNCjm31t1R)
🔹 Telegram (canale pubblico): per ricevere direttamente sul telefono aggiornamenti brevi, chiari e veloci. (https://t.me/docemus)

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Abbiamo spesso parlato di "strumentazione". Oggi proviamo a raccontarti nel concreto di cosa si tratta. Per separare una...
03/06/2026

Abbiamo spesso parlato di "strumentazione". Oggi proviamo a raccontarti nel concreto di cosa si tratta.

Per separare una sacca di sangue in globuli rossi, plasma e piastrine, un ospedale ha bisogno di almeno quattro attrezzature fondamentali:
- Una centrifuga refrigerata, che separa fisicamente i componenti mantenendo la temperatura corretta durante l'intero processo
- Un congelatore plasma, perché il plasma si conserva fino a 12 mesi solo se mantenuto sotto i -25 °C
- Un frigorifero per la banca del sangue, con temperatura controllata tra 2 e 6 °C e sistema di allarme
- Un incubatore per piastrine, che le mantiene vitali attraverso agitazione continua

Senza questi strumenti, l'ospedale può raccogliere sangue intero. Ma non può offrire ai propri pazienti la terapia più adatta, quella basata esattamente sul componente di cui hanno bisogno, nelle condizioni ottimali.

Blood for Hope sta acquistando questa strumentazione per il North Kinangop Catholic Hospital. La selezione ha privilegiato fornitori che garantiscono assistenza tecnica locale e disponibilità di ricambi, perché un'attrezzatura che non si può riparare non è un investimento sostenibile.

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C'è una domanda che vorremmo farti oggi. Hai mai donato sangue? Se sì, ricordi perché hai scelto di farlo quella prima v...
27/05/2026

C'è una domanda che vorremmo farti oggi.

Hai mai donato sangue? Se sì, ricordi perché hai scelto di farlo quella prima volta?

In Kenya, nelle comunità locali del North Kinangop, uno degli obiettivi centrali di Blood for Hope è costruire un gruppo di 100 persone che scelgono di donare in modo periodico. Non in emergenza. Non perché qualcuno nella propria famiglia sia in pericolo in questo momento. Ma per scelta consapevole, come parte della propria vita ordinaria.

È un cambiamento culturale oltre che sanitario. E inizia sempre dalla stessa cosa: qualcuno che decide di essere il primo a tornare e poi ne parla con chi gli sta vicino.

Il primo Donation Day è previsto nelle fasi più avanzate del progetto. Ora stiamo costruendo le basi: informazione, fiducia, strumenti.

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Dietro ogni progetto di cooperazione c'è una scelta di fondo: chi è davvero al centro? Per Blood for Hope, la risposta è...
20/05/2026

Dietro ogni progetto di cooperazione c'è una scelta di fondo: chi è davvero al centro?

Per Blood for Hope, la risposta è chiara dall'inizio: il North Kinangop Catholic Hospital (NKCH) e le persone che ci lavorano ogni giorno.

Medici, tecnici di laboratorio, personale sanitario: sono loro i protagonisti reali di questo cambiamento. Docemus porta competenze tecniche specialistiche e metodologia. Il NKCH porta decenni di presenza sul territorio, la fiducia della comunità e una conoscenza profonda del contesto in cui opera.

Quando diciamo che il progetto si basa su una "partnership paritaria", non è retorica. Significa che ogni procedura viene adattata alle condizioni reali dell'ospedale. Significa che la formazione viene progettata con il personale, non per il personale. Significa che quando Blood for Hope finirà, il NKCH continuerà autonomamente su quello che abbiamo costruito insieme.

Questa è la cooperazione in cui crediamo.

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Da oggi puoi firmare per il 5x1000! La dichiarazione precompilata è online. Hai tempo fino al 30 settembre, ma prima lo ...
11/05/2026

Da oggi puoi firmare per il 5x1000!

La dichiarazione precompilata è online. Hai tempo fino al 30 settembre, ma prima lo fai, prima sei tranquillo/a.

Come funziona:
1. Accedi alla tua dichiarazione
2. Cerca la sezione "Scelta per la destinazione del 5x1000"
3. Nella casella “Sostegno degli enti del terzo settore”
4. Inserisci il CF: 92020640667

Con il tuo 5x1000 Docemus porta avanti "Blood for Hope", il progetto che sta dotando l'ospedale North Kinangop in Kenya di attrezzature per la raccolta e preparazione del sangue.
Nel 2022, la mancanza di emocomponenti ha causato 243 tra morti e complicazioni gravi in quell'ospedale.

Insieme possiamo cambiarlo.

Condividi questo post: anche un solo amico in più può fare la differenza!

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Lo sapevi? Una singola sacca di sangue donata può curare tre persone diverse. Ma solo se l'ospedale dispone degli strume...
06/05/2026

Lo sapevi? Una singola sacca di sangue donata può curare tre persone diverse.

Ma solo se l'ospedale dispone degli strumenti per separarla nei suoi componenti principali: globuli rossi, plasma e piastrine. Ognuno ha una funzione clinica diversa, si conserva a temperature diverse e viene utilizzato per patologie diverse.

Al North Kinangop Catholic Hospital in Kenya — un ospedale che segue oltre 86.000 pazienti ogni anno — questa tecnologia non era disponibile.

Non è un problema di quantità di sangue donato. È un problema di sistema: senza la strumentazione adeguata, ogni sacca raccolta offre meno di quello che potrebbe.

Blood for Hope sta lavorando per cambiarlo: installare la strumentazione necessaria, formare i tecnici dell'ospedale e costruire una filiera trasfusionale completa e autonoma.

Semplice da spiegare. Complesso da realizzare. Necessario da sostenere.

Condividi questo post con chi ancora non conosce la differenza che può fare una centrifuga.

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Il lancio è avvenuto. Ora il lavoro entra nel vivo. Questa è la targa ufficiale di Blood for Hope: il documento che cert...
29/04/2026

Il lancio è avvenuto. Ora il lavoro entra nel vivo.

Questa è la targa ufficiale di Blood for Hope: il documento che certifica chi siamo, cosa facciamo, con quali fondi e con quali partner. Non è simbolismo — è responsabilità concreta verso chi ha scelto di sostenere questo progetto e verso le persone che ne beneficeranno.

Blood for Hope nasce da una domanda semplice: perché un ospedale che serve 180.000 persone in Kenya non riesce a garantire le trasfusioni di cui i propri pazienti hanno bisogno?

Non per mancanza di generosità. Non per assenza di volontà. Ma perché mancano gli strumenti per trasformare il sangue donato in cura efficiente — quella che divide una sacca in tre componenti distinti e raggiunge tre pazienti invece di uno.

È questo il problema strutturale che stiamo affrontando, insieme al North Kinangop Catholic Hospital.

In questo mese vi racconteremo come funziona il sistema trasfusionale, cosa stiamo acquistando, chi sono i professionisti del NKCH che lavoreranno con la nuova strumentazione, e perché la comunità locale è parte centrale della soluzione.

Restate con noi.

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Progetto sostenuto con il contributo di:
Otto per Mille Valdese | www.ottopermillevaldese.org | (Prog. OPM/2025/53677)
Fondazione Prosolidar - ETS | www.fondazioneprosolidar.org | (Prog. COD912)

Guardate questa mano. Sta azionando un dispenser di gel sanificante. Accanto, un cartello che spiega come farlo, in swah...
22/04/2026

Guardate questa mano.

Sta azionando un dispenser di gel sanificante. Accanto, un cartello che spiega come farlo, in swahili, con immagini semplici, pensato per essere capito da chiunque.

Il progetto Hands 4 Children è finito. Ma questa mano continua il suo lavoro.

I risultati che restano:
- 17 tamponi su 17 negativi in neonatologia, sala parto e pediatria
- Procedure di igiene approvate
- 100 dispenser installati, farmacia che produce gel in autonomia
- Oltre 3.000 famiglie informate
- Un team interno all’ospedale per gli antibiotici
- Una nuova idea di progetto per il 2027, su proposta del personale tanzaniano

In queste quattro settimane vi abbiamo raccontato una storia. È la storia di un ospedale che, con il supporto dell'8x1000 Valdese e di chi ha scelto di sostenerci, è diventato un posto più sicuro per i bambini che ci nascono.

Se volete essere parte del prossimo capitolo, ecco il link per sostenerci. 💙

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Progetto sostenuto con il contributo di:
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Otto per Mille Valdese
(Hands for Children: OPM/2024/46342)

Guardate questa foto. 📸 Nessun operatore straniero. Nessuna divisa Docemus. Solo tre donne di Ifakara davanti a un muro,...
15/04/2026

Guardate questa foto. 📸

Nessun operatore straniero. Nessuna divisa Docemus. Solo tre donne di Ifakara davanti a un muro, dove qualcuno ha installato un dispenser di gel sanificante.

Una lo usa. L'altra la guida, con quel gesto di chi ha già imparato e ora insegna.

Questo momento non era nel progetto. Non è stato pianificato. È semplicemente successo, perché il progetto Hands 4 Children aveva fatto il suo lavoro: formare il personale sanitario, distribuire oltre 3.000 volantini informativi in swahili alle neomamme, installare 100 dispenser nei punti strategici dell'ospedale, costruire procedure e protocolli che restassero in piedi anche dopo la nostra partenza.

Il cambiamento si misura anche così: quando le persone si insegnano le une con le altre qualcosa che noi abbiamo solo avuto il privilegio di introdurre.

La settimana prossima: i risultati finali e il passo successivo. 💙

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(Hands for Children: OPM/2024/46342)

Questo neonato non sa di essere il motivo per cui siamo andati a Ifakara. 🍼 La foto mostra un tecnico del laboratorio de...
09/04/2026

Questo neonato non sa di essere il motivo per cui siamo andati a Ifakara. 🍼

La foto mostra un tecnico del laboratorio del St. Francis Hospital mentre preleva un tampone dalla culla del reparto neonatale. È uno dei controlli che abbiamo avviato con il progetto Hands 4 Children: misurare la presenza di batteri sulle superfici che circondano i bambini appena nati.

Il risultato di quel primo giro di tamponi, prima che il progetto iniziasse: 10 su 15 positivi a batteri potenzialmente pericolosi per i neonati.

Per capire cosa significa: nel 2022, il 29% dei neonati nati in quell'ospedale aveva contratto una sepsi batterica. Un'infezione del sangue, spesso gravissima, spesso causata proprio da quelle superfici.

Il problema non era la competenza del personale. Era un sistema di prevenzione che mancava degli strumenti — pratici e procedurali — per funzionare.

Da lì siamo partiti. La settimana prossima vi raccontiamo cosa abbiamo fatto. 💙

(Hands for Children: OPM/2024/46342)

Indirizzo

Via Valle Paro, 8
Torrevecchia Teatina
66010

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