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NAPOLI CAMBIA I NOMI DI PIAZZALE TECCHIO E VIA VITTORIO EMANUELE.E CAMBIA LA STORIA CHE VUOLE RACCONTARE.Lo Spi Cgil Cam...
12/04/2026

NAPOLI CAMBIA I NOMI DI PIAZZALE TECCHIO E VIA VITTORIO EMANUELE.
E CAMBIA LA STORIA CHE VUOLE RACCONTARE.

Lo Spi Cgil Campania apprezza e condivide la scelta del Consiglio Comunale di Napoli che ha deciso di intitolare piazzale Tecchio e via Vittorio Emanuele III a Giorgio Ascarelli e a Maurizio Valenzi.

Due nomi che tornano.
Due storie che riemergono.
Due vite che restituiscono senso alla memoria pubblica di questa città.

Non è solo toponomastica.
È una scelta.

Per troppo tempo Napoli ha convissuto con nomi che parlavano il linguaggio del potere e non quello della dignità.
Nomi legati a una stagione segnata dal fascismo, dalle leggi razziali, dall’esclusione e dal silenzio.

Oggi quella continuità si interrompe.
E si interrompe nel punto più alto della storia di Napoli: quello di una città che, con le Quattro Giornate di Napoli, ha scelto di non piegarsi, di non aspettare, di liberarsi da sola.

È dentro questa storia che tornano Ascarelli e Valenzi.

Due vite diverse , ma attraversate dalla stessa linea , quella della dignità.
Il primo, un imprenditore ebreo, fondatore del Calcio Napoli, simbolo di una città viva, aperta, capace di costruire futuro, e poi cancellato dalla violenza delle leggi razziali.
L'altro, Valenzi, antifascista vero, perseguitato, incarcerato, internato, che ha attraversato il Novecento scegliendo sempre, senza esitazioni, la parte della libertà.

Arrivato a Napoli, ne diventa sindaco in anni difficili.
E guida la città con rigore, sobrietà, senso dello Stato e attenzione agli ultimi.

Napoli lo ha amato perché era credibile.
Perché era coerente.
Perché non ha mai tradito la sua storia.

Quando Maurizio Valenzi diventa sindaco, Napoli è una città ferita, complessa, difficile.
Eppure riesce a tenerla insieme con rigore, sobrietà, senso dello Stato.
Non cercando consenso, ma costruendo fiducia.
Non inseguendo il potere, ma esercitando responsabilità.
È questa credibilità che Napoli ha riconosciuto e amato.

Ma Valenzi è anche altro: è pittore, è uomo di cultura, è intellettuale immerso in una stagione in cui politica e cultura non erano separate.
Nel dialogo con Renato Guttuso, nell’intensità dei suoi tratti e nella forza del realismo civile, si ritrova l’idea di un’arte che racconta il popolo, le lotte, la verità delle cose.
E accanto a Enrico Berlinguer prende forma una politica esigente, rigorosa, che tiene insieme etica e responsabilità, parola e coerenza, visione e concretezza.

È una stagione alta della nostra storia.
E Valenzi ne è stato parte viva.

E poi c’è quell’immagine, quasi sospesa, che attraversa il tempo:
il giovane Valenzi, dentro quell’Italia che prova a rialzarsi, che si affida ai bambini, che si affida agli ultimi per ricostruire sé stessa.

È un’immagine che riaffiora nelle pagine di Viola Ardone, nel suo Il treno dei bambini.
Un’Italia fragile e forte insieme, che non si arrende, che riparte, che costruisce diritti.

È da lì che veniamo.

Per questo oggi non stiamo solo cambiando i nomi a due luoghi pubblici della nostra città;
stiamo restituendo senso alla memoria.
Stiamo scegliendo cosa tenere e cosa lasciare andare.

Stiamo dicendo che Napoli non accetta più ambiguità e non dimentica; Napoli oggi prende posizione e scegliendo Ascarelli e Valenzi:

Sceglie i valori dell’antifascismo.
Sceglie la giustizia sociale.
Sceglie il lavoro, i diritti, la solidarietà.

Sono gli stessi valori che ogni giorno difendiamo come CGIL e SPI:
una società più giusta, inclusiva, dove nessuno resta indietro.

In un tempo in cui troppo spesso si prova a riscrivere la storia o a svuotare di senso parole come democrazia e antifascismo, Napoli fa un passo netto.
E indica la direzione .

Indirizzo

Vico 1, Via Vittorio Veneto, 6
Torre Del Greco
80059

Orario di apertura

Lunedì 09:30 - 12:30
16:30 - 19:30
Martedì 09:30 - 12:30
Mercoledì 09:30 - 12:30
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Telefono

+393479585324

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