10/06/2026
Ognuno di noi porta delle ferite.
Anche chi dice di non averne. Alcune le conosciamo bene, altre le abbiamo riposte con cura dentro di noi, come in un grande armadio del cuore: cassetti piccoli per ciò che sembra leggero, cassetti profondi per ciò che pesa di più, angoli nascosti dove mettere ciò che non siamo ancora pronti a guardare.
E così andiamo avanti.
Viviamo, sorridiamo, costruiamo. A volte ci dimentichiamo perfino che quelle ferite esistono.
Poi un giorno, senza preavviso, qualcosa le sfiora… ed eccole di nuovo presenti.
Spesso pensiamo che il nostro compito sia nasconderle, sistemarle meglio, chiudere il cassetto con più forza.
Ma il Reiki ci invita ad uno sguardo diverso.
Non ci chiede di combattere ciò che sentiamo.
Non ci chiede di cancellare il dolore.
Ci invita ad abitare il presente con amore.
Attraverso lo Shinshin Kaizen Usui Ryoho, possiamo iniziare ad osservare ciò che emerge senza giudizio e senza resistenza. Non per diventare qualcuno di diverso, ma per lasciare che ciò che siamo ritrovi armonia.
Perché la ferita non è soltanto ciò che ci ha fatto male.
Può diventare una porta, un'opportunità.
Nel punto in cui ci siamo sentiti spezzati può nascere comprensione.
Nel punto in cui ci siamo sentiti soli può nascere accoglienza.
Nel punto del dolore può essere custodito il seme dell’amore.
Le nostre ferite non sono il nostro limite.
Sono parte del nostro cammino.
Oggi fermiamoci un momento.
Ascoltiamo: quanto parlano le nostre ferite al posto del nostro cuore?
Siamo disposti a guardarle con dolcezza?
Attraversiamole.
Che questo sia il nostro atto d’amore verso noi stessi.
Buon cammino anima bella ✨🕉️☮️
OlisticaMente by Paola Todini
Reiki❤️
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