24/08/2026
Dieci anni fa, 24 agosto 2016, la terra tremò e cambiò per sempre il volto di Amatrice e di tanti paesi del Centro Italia.
Quelle immagini, quelle voci, quel silenzio interrotto dalle sirene non si dimenticano.
Noi partimmo quasi subito, senza grandi discorsi e senza sapere fino in fondo cosa avremmo trovato, scegliemmo semplicemente di esserci.
Andammo per dare una mano, per fare quello che potevamo, dove serviva.
Da quelle giornate nacque anche il Campo Lazio.
Lo costruimmo insieme, lavorando fianco a fianco con tante persone arrivate da luoghi diversi ma unite dallo stesso spirito: aiutare chi, in poche interminabili ore, aveva perso una casa, una strada, un pezzo della propria vita.
Sono passati dieci anni, ma certi ricordi non invecchiano. Restano gli sguardi, la polvere, la stanchezza, le mani sporche, i gesti semplici ma soprattutto le persone incontrate e quella straordinaria umanità che, anche dentro una tragedia, seppe rialzarsi e stringersi attorno a chi aveva bisogno.
Oggi vogliamo ricordare loro:
Le vittime, le famiglie, i soccorritori e i volontari.
Quella comunità ferita che trovò la forza di andare avanti.
Amatrice, 24 agosto 2016.
Dieci anni dopo, la memoria è ancora un dovere, e, per chi c'era, non sarà mai soltanto una data.
Agosto 2016
I membri (sussidiari protezione civile per i grandi eventi) si trovavano già sul posto per la costruzione del campo di Amatrice.
MPM e 8212, insieme, per il coordinamento delle parte logistica , si sono occupati della raccolta, dello smistamento e dell’invio del materiale, in maniera mirata dei beni necessari, giorno per giorno.