In Viaggio Con L'Arca

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In Viaggio Con L'Arca Associazione che promuove la relazione Uomo-Animale secondo un approccio Zooantropologico

Dal 2006 ci occupiamo di valorizzare il rapporto Uomo-Animale secondo un approccio Zooantropologico, nel rispetto e nella tutela della soggettività e unicità di entrambi. Organizziamo incontri e seminari per permettere di approfondire tale approccio;

Operiamo con professionisti qualificati per potenziare il binomio Cane-Proprietario al fine di garantire una vita più armoniosa e soddisfacente per entrambi, sia in ambito domestico che urbano;

Strutturiamo e realizziamo progetti di Zooantropologia Didattica e Interventi Assistiti dagli Animali (IAA), presso Scuole, Associazioni e Strutture private semiresidenziali, con professionisti certificati e cani adeguatamente preparati, secondo i dettami delle Nuove Linee Guida Nazionali. Puoi rivolgerti a noi per:

Corsi di educazione individuali e di gruppo,
Puppy class,
BC4Z (Buon Cittadino a 4 Zampe),
Consulenze preadozionali,
Consulenze e Rieducazione comportamentale,
Corsi di Mobility Dog,
Laboratori di Zooantropologia Didattica e IAA (da concordare con Scuole e Associazioni)

Contattaci per scoprire un modo diverso di stare insieme al tuo cane!

Oltre ai regali incominciate a pensare anche al vostro cane!E arriveranno per il nostro cane, anche quest'anno,le festiv...
27/12/2025

Oltre ai regali incominciate a pensare anche al vostro cane!

E arriveranno per il nostro cane, anche quest'anno,
le festività Natalizie e il Capodanno, con tutti i botti annessi.

Oltre che scrivere gli epiteti più rancorosi su chi spara i petardi e spaventerà il nostro cane. Cosa possiamo fare in quei giorni per il nostro amico a quattro zampe?

Prepariamoci ad affrontare i fuochi d’artificio, i petardi e le deflagrazioni che nei prossimi giorni ci vedranno alle prese con le difficoltà che tali tradizioni, potrebbero creare al nostro cane.
Dobbiamo sapere che questi forti rumori improvvisi, non provocano in tutti i cani la stessa reazione.
Alcuni cani sono semplicemente spaventati, altri invece possono vivere dei reali attacchi di panico. Infine, solo una piccola parte di loro può essere quasi indifferente a tutto quel frastuono.

Come mai?
Le ragioni non sono del tutto scontate o prevedibili. La sensibilità o le ipersensibilità ai rumori improvvisi da parte del cane possono avere componenti:
∆ Genetiche. Sono predisposizioni a reagire a determinati stimoli, trasmesse dai genitori ai figli.
∆ Esperenziali. In momenti particolari della vita del cane, chiamati periodi sensibili, il cane può essersi spaventato e aver subito un trauma da un determinato evento, e al ripresentarsi di quella esperienza rivivrà le stesse paure di allora in una forma che viene definita post traumatica.
∆ Patologiche. Il cane può avere una compromissione dei filtri legati al circuito della paura e della ricompensa. Le emozioni non vengono filtrate in modo adeguato e le esperienze pregresse non sono per il cane funzionali a creare delle rappresentazioni di cosa ha causato l’evento. In questo caso non si può parlare di semplice paura. Il cane è molto di più che spaventato, in quei momenti ha la sensazione di morire:questo stato di ansietà acuta è provocato da un attacco di panico.
In quest’articolo tento di spiegare come differenziare nel vostro canen la paura da un attacco di panico. E cosa fare in un caso oppure nell’altro.

QUANDO il vostro cane HA PAURA dei botti di capodanno:
• Noterete il cane, come dopo il primo scoppio aumenterà la sua agitazione, cercherà di osservare cosa è capitato, vi guarderà per cercare conferme del pericolo. Nei botti successivi non osserverete un aumento della preoccupazione o dello stato di allerta. La paura potrete definirla sotto controllo, il filtro emozionale non compromette la capacità di fronteggiare in modo consapevole il disagio. Potrebbe cercare riparo in una cuccia, ma se lo chiamate sarà in grado di ve**re verso di voi.
• Osserverete come il vostro cane molto sia più sensibile e attento del solito, ai rumori che lo circondano: potreste definirlo più vigile. Lo fa perché è preoccupato, e i suoi sensi sono attenti nel tentare di percepire cosa sta avvenendo e quale sarà l’evoluzione prevedibile di quanto sta vivendo.
• Potreste osservare il cane, subito dopo il botto, abbaiare dirigendosi verso la fonte della deflagrazione, per poi ritrarsi subito dopo magari scrollandosi e ritornando ad uno stato di maggior calma molto rapidamente.
• È importante che voi sappiate che durante la paura non devono comparire nel vostri cani segnali che possono far supporre che la paura si sta trasformando prima in terrore e poi in un attacco di panico. Questi segnali si manifestano nei seguenti modi: aumenta la frequenza respiratoria a bocca aperta, come gli mancasse l’aria; perdere saliva o bava liquida dalla bocca; tentare di trovare un nascondiglio e rimanere tremante immobilizzato all’interno; fare p**ì o c***a senza rendersene conto (vedi paragrafi dedicati più sotto nell'articolo).

COSA FARE quando il cane HA PAURA dei botti di capodanno:
• Scegliete già qualche giorno prima la stanza della casa più protetta dai rumori della strada, preferendo le camere che si affacciano sul lato interno della casa, ad esempio verso il cortile. Preparate la stanza con la cuccia preferita dal vostro cane e trascorrete qualche tempo con lui. Potete offrirgli anche qualche ossetto da consumare, nella cuccia che avrete allestito. Nei giorni precedenti, nella 'stanza riparo', potete anche riprodurre della musica di sottofondo, la stessa che poi metterete prima che inizino i botti e i fuochi d’artificio.
• Qualche ora prima dell’inizio degli scoppi, portate il vostro cane a fare un bel giretto rilassante, preferite un parco dove possa anche fare una bella corsetta. Al ritorno dal parco offritegli il pasto, ma vi consiglio in questa occasione di non esagerare, mezza porzione sarà sufficiente, per una sera.
• Prima che inizino i fuochi d’artificio abbassate le persiane della stanza allestita, accendete la musica di sottofondo e state un pochino con il vostro cane O potete accarezzarlo e incoraggiarlo quando sentirete i primi sporadici botti.
• Durante il momento più intenso delle feste, non ignoratelo. Rassicuratelo, e se riuscite, coinvolgetelo in qualche gioco, come trovare premi nella stanza, o risolvere piccoli e facili rompicapo per raggiungere un premio In commercio troverete molti di questi giochi chiamati di “problem solving”;
• Evitate di portare l’attenzione del cane verso i rumori, magari nel tentativo di tranquillizzarlo o per dimostrargli che non sono da temere. Potreste avere l’effetto contrario dal voluto. Molto meglio dimostrare al vostro cane il vostro disinteresse e neutralità verso quei rumori, così potrete essere il modello che lui tenterà di imitare.
• Se avete ospiti con voi, coinvolgete anche questi affinché il vostro cane non si senta escluso, e non isolatelo per non apparire troppo apprensivi ed essere giudicati come “troppo materni - in fondo è un cane”. Al contrario dichiarate agli ospiti che la vostra festa è anche la festa per il vostro cane. Eviteranno così di essere a loro volta troppo rumorosi. Magari fate trovare in casa delle stelle di natale da accendere, e come rumore una buona bottiglia di spumante italiano. E se proprio non riuscite a non essere esterofili va bene anche lo champagne...però mi raccomando, deve essere l’unico botto che concederete di fare in casa agli ospiti.
• A fuochi terminati attendete ancora almeno un'oretta, e quando sarete quasi certi che i rumori saranno terminati del tutto, portate il vostro cane a fare l’ultima passeggiata per rilassare lui e voi.

Quando il vostro cane ha un ATTACCO DI PANICO dovuto ai botti di capodanno:
• Il vostro cane già dal primo botto incomincerà a tremare, la sua respirazione diventerà affannosa, superficiale, e aumenterà di frequenza, la lingua sarà fuori dalla bocca, sembrerà che faccia fatica a respirare e che gli manchi l’aria.
• Potrete anche osservare della schiuma comparire sui bordi della bocca e vedrete perdere della bava liquida, quasi della consistenza dell’acqua, dalla bocca.
• Noterete il vostro cane correre in tutta la casa alla ricerca di un riparo, spesso anche se lo trova, allo scoppio successivo lo vedrete correre alla ricerca di un altro luogo, e non trovare pace in nessuno dei nascondigli cercati.
• Alcune volte il vostro cane potrebbe ve**re da voi a cercare conforto, ma riesce a farlo solo per brevi periodi per poi tornare a vagare per la casa in preda alla disperazione. Spesso non riesce a ve**re verso di voi anche se lo chiamate amorevolmente o tentate di offrirgli un premio.
• Potrebbe capitare che il vostro cane si metta a vomitare o tenti di farlo, come già scritto sopra potrebbe urinare e defecare all’interno della casa e nel farlo, noterete che non riuscirà a stare fermo neppure in quei momenti. Osserverete quindi il vostro cane fare p**ì e c***a camminando se non addirittura correndo con la schiena incurvata. La c***a potrebbe essere diarroica.
• Nonostante i botti siano finiti da diverso tempo, noterete la difficoltà del vostro cane a calmarsi. Il suo stato di agitazione potrebbe durare anche delle ore. Quando ci sarà riuscito, sarà di una stanchezza acuta, farà fatica a ricominciare a bere e a mangiare, rimandendo a digiuno quasi per tutto il resto della giornata successiva ai botti e i fuochi d’artificio.

COSA FARE quando il cane ha un ATTACCO DI PANICO causato dai botti di capodanno:
È il motivo che mi ha spinto a scrivere questo articolo con un certo margine di tempo.
È necessario che fin da adesso vi occupiate del vostro cane consultando professionisti capaci di interve**re con terapie sintomatiche, e intraprendere un percorso di riabilitazione del comportamento, affinché gli attacchi di panico per i botti di capodanno si limitino a rientrare nelle paure fisiologiche e “normali”, ma soprattutto per preve**re eventuali generalizzazioni degli attacchi di panico da parte del cane anche verso altri rumori, come: temporali, vento, finestre che sbattono, moto e motorini, ecc.

Attilio Miconi

Oggi 4ottobre si celebra la giornata mondiale degli animali🐈🐕🐇🦜Costruire legami e stare in relazione è una esperienza um...
04/10/2025

Oggi 4ottobre si celebra la giornata mondiale
degli animali🐈🐕🐇🦜

Costruire legami e stare in relazione
è una esperienza umana universale
in qualsiasi contesto di vita. 🫂✌

Come fra persone,
anche il rapporto che si viene a creare
fra un essere umano e un animale attiva
sia aspetti relazionali che emotivi,
investendo energie e arricchendo il legame
con affinità, costanza, empatia, sicurezza,
intimità, attenzione e momenti ludici.🙌

Quando accogliamo in casa il nuovo "coinquilino", cucciolo o adulto che sia,
creiamo un nuovo spazio (fisico e mentale)
e una nuova routine quotidiana caratterizzata
da un nuovo legame che poco a poco si struttura,
si armonizza e si consolida nel tempo.

Scegliere di accogliere nel proprio quotidiano
un animale implica certamente una grande responsabilità. 💪🏻
Spesso può essere faticoso e frustrante,
ma rappresenta comunque
una grande e preziosa opportunità,
un vero arricchimento.💕😉

20/07/2025

EDUCARE NON E' UMANIZZARE - COME RENDERE INFELICE UN CANE CON LE MIGLIORI INTENZIONI🎙️ Nuovo allo streaming o vuoi migliorare? Dai un'occhiata a StreamYard ...

20/07/2025

Sai che il tuo cane ti ama come un bambino ama la sua mamma?

Uno studio scientifico ha dimostrato che i cani formano con il proprio umano di riferimento legami di attaccamento emotivo simili a quelli tra bambino e genitore.

Non è solo una questione di affetto: parliamo di fiducia profonda, sicurezza e regolazione emotiva.
Quando ti cerca, quando si calma solo con te, quando esplora sapendo che sei lì… non è solo amore: per lui sei una Base Sicura.

Nell’articolo ti raccontiamo lo studio di Topál et al. (1998), come si svolge il test dell’attaccamento nei cani e perché è importante conoscerlo se vivi o lavori con loro.
_________________

📰 Puoi approfondire sul nostro Blog, clicca qui: https://bit.ly/4lZoNl6

⏰ Tempo di lettura dell’articolo: 4 minuti

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02/07/2025
29/05/2025

Via libera anche dal Senato. Mano pesante contro violenze e sadismo, combattimenti clandestini e uccisione di animali altrui. Brambilla: «Svolta epocale attesa da , ora più giustizia per gli esseri più indifesi»

01/04/2025

SISCA ( Società Italiana Scienze del Comportamento Animale) ritiene che sia assolutamente fondamentale preve**re il più possibile il verificarsi di episodi di aggressione canina, ancor più in considerazione della gravità di quelli avvenuti negli ultimi mesi. Altrettanto importante riteniamo il sottolineare che tale prevenzione può essere ottenuta solo educando le persone al possesso responsabile del proprio cane e promuovendo interventi ad hoc per migliorare la socializzazione dei cani sia con gli esseri umani che con altri animali.

Ci sono almeno cinque ragioni per essere contrari alle blacklist/savelist e per approcciare diversamente il problema:
1. I dati epidemiologici sono distorti e inaffidabili poiché in Italia non c’è una panoramica completa degli episodi di aggressione. Il sistema sanitario nazionale, infatti, segnala principalmente le aggressioni che si verificano al di fuori delle mura domestiche e che coinvolgono persone sconosciute all’animale. I caregivers spesso minimizzano i comportamenti aggressivi che il cane realizza nei loro confronti o verso i membri della famiglia. Se dovessimo esaminare gli episodi di aggressione realizzati dai cani che appartengono alle cosiddette “razze pericolose” osserveremmo con molta probabilità che il numero di morsicature è significativamente inferiore rispetto a quelle che coinvolgono razze che non sono incluse nelle blacklist/savelist.
2. Un fattore socio-culturale spinge verso la selezione di razze specifiche per amplificare la violenza sociale. Questo fenomeno, però, non è radicato nella genetica, che si tratti di cani o esseri umani. La chiave per affrontare questa situazione consiste nell'educazione dei caregivers e nell’aggiornamento continuo di tutti i professionisti del settore (allevatori, educatori, istruttori, addestratori, dog sitter, toelettatori, volontari di canile e così via).
3. I cani che appartengono a razze considerate “docili” dall’opinione comune possono mostrare comportamenti aggressivi quando sono affetti da malattie del comportamento o quando vivono relazioni mal strutturate o quando provengono da allevamenti i cui protocolli non sono mirati ad uno sviluppo comportamentale equilibrato, basato sulla socializzazione intra e interspecifica, autocontrollo, esplorazione e conoscenza degli stimoli dell’ambiente di vita futura. Anche i cani provenienti da rifugi, senza una valutazione adeguata e senza una formazione della famiglia adottante possono presentare problemi comportamentali, che possono esitare in aggressioni da paura.
4. È necessario che il Medico Veterinario Esperto in Comportamento Animale realizzi una visita comportamentale e progetti un intervento ad hoc avvalendosi della collaborazione di figure professionali preparate ad interve**re sui problemi e le patologie comportamentali.
5. Qualsiasi addestramento volto ad amplificare o modificare il comportamento di aggressione di un cane, alterandone la sequenza (per esempio accorciando la fase di minaccia, come il ringhio), deve essere vietato. Così come avviene in altri paesi europei, l'addestramento alla difesa e all'attacco deve essere regolamentato.
In conclusione, i cani sono esseri senzienti (come sottolinea lo stesso Trattato di Lisbona), sono animali estremamente sociali, dotati di aree cognitive ed emozionali che individualmente vengono modificate, arricchite con la collaborazione e l’aiuto di quell’Uomo con cui condivide la vita da 15.000 anni.
SISCA presenta i 4 punti focali da applicare nel breve termine, oltre ad una regolamentazione degli allevamenti e dei rifugi:

SISCA evidenzia quattro punti chiave da realizzare nel breve periodo:
1. Promuovere programmi di formazione per i proprietari di cani così da ottenere un "Certificato di convivenza responsabile" realizzati con la collaborazione di Medici Veterinari Esperti in Comportamento Animale.
2. Informare il grande pubblico sull’importanza della visita pre – adozione svolta presso un Medico Veterinario Esperto in Comportamento Animale, così da garantire adozioni consapevoli. Inoltre, è necessario formare i medici di famiglia e i pediatri in relazione ai primi consigli sanitari e comportamentali da suggerire alle famiglie in occasione dell’arrivo di un cucciolo/ gattino o della nascita di un bambino quando è già presente un cane/ gatto o quando viene adottato in famiglie con bambini.
3. Realizzare nell’ambito dei corsi pre – parto effettuati negli ospedali una sessione dedicata all’inserimento del neonato nell’ambiente domestico in cui sono presenti cani o gatti.
4. Tracciare linee guida e buone pratiche per la formazione delle figure professionali che si occupano di educazione e addestramento cinofilo, così da vietare metodi e strumenti tecnici che possono aumentare l'aggressività del cane.

28/03/2025

Studio interessante ed originale condotto dai ricercatori veterinari dell’Università di Bari in collaborazione con degli psicologi e finalizzato ad esplorare le motivazioni che spingono i volontari a prendersi cura dei cani di canile e di quelli randagi che vivono in Puglia. E’ ragionevole ritenere che, in molti casi, il comportamento prosociale esibito dai volontari sia motivato dall’empatia, intesa come capacità di comprendere i bisogni dell’altro, e che sia quindi funzionale allo scopo di migliorare il benessere dei cani. Tuttavia, in altri casi, un comportamento apparentemente prosociale potrebbe essere primariamente causato dalla necessità di soddisfare i bisogni della persona che lo esegue, e ciò potrebbe ostacolare il raggiungimento di una autentica comprensione dei reali bisogni del cane, e concretizzarsi, quindi, in un intervento disfunzionale. Partendo da queste premesse, gli autori della ricerca hanno studiato le caratteristiche psicologiche di un campione di 122 volontari, utilizzando tre diversi tipi di questionari, ed hanno riscontrato l’attivazione dei cosiddetti “schemi maladattativi precoci” (come quelli legati all’abbandono, alla sfiducia e alla grandiosità) in una percentuale non trascurabile di soggetti. Tali schemi maladattativi sono insiemi di ricordi, emozioni, pensieri e sensazioni che insorgono durante l’infanzia e/o l’adolescenza degli individui e che influenzano il loro comportamento anche durante la vita adulta. Nello specifico, gli autori dello studio ipotizzano che l’attivazione di questi schemi maladattativi potrebbe indurre alcuni volontari a compiere degli interventi disfunzionali come quelli che conducono alla cattura e rimozione dal territorio di cani non socializzati con gli esseri umani e/o, più in generale, ad adozioni di cani effettuate in una maniera troppo frettolosa e superficiale. Ad esempio, l’attivazione dello schema dell’abbandono (e quindi la paura dell’abbandono) potrebbe indurre alcune persone ad assumere atteggiamenti iperprotettivi nei confronti dei cani liberi e a sopravvalutare i pericoli ai quali essi sono esposti sul territorio con conseguente cattura dei cani stessi e riduzione del loro benessere a causa della perdita della libertà e dei legami sociali con i membri del loro branco. Inoltre, l’attivazione dello schema della sfiducia (e, quindi, la paura di essere ingannati) potrebbe ridurre la tendenza dei volontari a collaborare con i professionisti che si occupano del benessere dei cani con conseguenze negative per lo stesso. Infine, l’attivazione dello schema della grandiosità (associato a sentimenti di superiorità) potrebbe indurre alcune persone ad utilizzare i cani come mezzo per esercitare il proprio controllo sugli altri conducendo ad un numero eccessivo di “salvataggi” e di adozioni “frettolose” con bassa probabilità di successo. Un altro risultato interessante emerso da questo studio è l’associazione statisticamente significativa tra l’attivazione dei suddetti schemi maladattativi e la presenza di “inflessibilità psicologica” (la tendenza ad assumere posizioni rigide di fronte agli eventi) e di “credenze irrazionali” nei volontari che hanno preso parte allo studio. Tuttavia, sia l’inflessibilità psicologica che le credenze irrazionali (misurate con specifici tests) si sono significativamente ridotte nei volontari che si sono sottoposti a specifiche sessioni di terapia cognitiva e a un corso di formazione sulle esigenze etologiche e sul benessere del cane. Ovviamente si tratta di uno studio pilota che, spero, costituisca una buona base di partenza per aprire nuove linee di ricerca. Queste ricerche potrebbero essere utili allo scopo di sviluppare specifici programmi di educazione e formazione rivolti ai volontari che desiderano occuparsi del benessere dei cani. A tale scopo, sarà importante dimostrare l’esistenza di una effettiva relazione di causa-effetto tra schemi disfunzionali e comportamenti disfunzionali che compromettono il benessere dei cani. Personalmente, accolgo molto volentieri studi multidisciplinari e innovativi come questo che sottolineano l’importanza della conservazione dei cani che vivono liberi sul territorio.

Grazie per la traduzione al dottor Bonanni.

⤵️ Qui trovate il testo completo.

https://www.mdpi.com/2306-7381/9/3/145/htm

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