30/08/2026
UNA GRANDE EMOZIONE: MARTEDI’ SI VOTA LA LEGGE SUL FINE VITA IN REGIONE. UN MOMENTO STORICO PER LA NOSTRA REGIONE
NESSUNO DOVRA’ PIU’ AVERE IL CINICO DIRITTO DI IMPORRE AGLI ALTRI UN DOLORE INSOPPORTABILE DA CUI VUOLE LIBERARSI
Sono emozionato. Martedì ci troveremo a discutere e a votare in consiglio regionale del Veneto la legge sul fine vita, un momento storico per la nostra Regione. Il 1° settembre 2026 la proposta di legge di iniziativa popolare "Liberi Subito", promossa dall'Associazione Luca Coscioni per regolamentare il suicidio medicalmente assistito, potrebbe finalmente diventare legge nella nostra Regione, colmando in parte quel vergognoso vuoto normativo, dovuto all’immobilità del Parlamento. Esiste una legge nei Paesi Bassi, in Belgio, in Lussemburgo, Spagna, Portogallo, Svizzera, Austria. In Italia no. Si sono dotati di una norma la Toscana, la Sardegna, l’Emilia-Romagna, speriamo che anche la nostra Regione abbia l’intelligenza di dotarsi di un imprescindibile strumento di libertà.
Dobbiamo sempre essere cauti, avvinarci in punta dei piedi e con delicatezza, quando parliamo della morte. Dobbiamo sapere che, come tutte le cose intime, capaci di mettere in gioco dei valori profondi e personali, è bene rispettare la pluralità delle visioni del mondo, dei sistemi di valore.
Noi siamo figli della cultura greca. I Greci chiamavano gli uomini “Brotoi”. Mortali. Questa non è una definizione pessimistica, ma il fondamento di una sapienza. La vita umana è circoscritta da limiti. Siamo fragili, soggetti a corruzione, segnati dalla finitudine. Essere felici, essere saggi, significa espandere la propria vita, sentirne la potenza, all’interno di questi limiti. Il peggior peccato per i Greci era l’hybris, la tracotanza di chi dimentica la sua mortalità, si inalza al livello del divino e così si schianta. Il senso della vita di edifica e costruisce a partire dal fatto che siamo mortali.
La politica ha il compito di regolare i problemi che la realtà impone. Il progresso tecnologico, lo sviluppo dei farmaci e dei macchinari medici ha permesso, fortunatamente, di prolungare la vita. Una grande conquista. Tuttavia, tutto ciò ha imposto anche nuovi interrogativi e questioni, che non possiamo non affrontare. Chi soffre di patologie irreversibili e prova una sofferenza fisica e psicologica insopportabile ha diritto di autodeterminarsi? Io credo proprio di sì, io credo che nessuno di noi possa assumersi il diritto, cinico, di imporre a qualcun altro un dolore da cui lui vorrebbe liberarsi. Solo un potere autoritario e feroce si arrogherebbe il diritto di imporre ad un essere umano un supplizio, dal quale egli vuole affrancarsi.
Questi interrogativi hanno determinato la nascita della bioetica. Da “bios”, che significa “vita”, e “ethos”, che significa “etica”. Esiste una bioetica cattolico-romana a cui ancora si ispirano in consiglio regionale Lovat di Resistere Veneto, Valdegamberi di Futuro nazionale, pare Fratelli d’Italia e il pezzo più conservatore della Lega. Questa visione del mondo si basa sulla “sacralità e inviolabilità della vita”. Si costruisce a partire dal versetto del Deuteronomio 32,29 nel quale Dio avrebbe detto “Sono io a far vivere e a far morire”. La vita, in quanto dono di Dio, non è a disposizione degli uomini. La vita, proprio perché “sacra”, è inviolabile.
Beninteso, è sacrosanto e legittimo credere in questa idea, ciò che non è assolutamente accettabile, in un paese democratico, laico e pluralistico, è che queste persone, che partono dal presupposto che i loro valori morali siano assoluti, finiscano per imporli agli altri. Esiste anche una bioetica laica, che non crede nel valore della sacralità della vita, ma della dignità della vita, della qualità della vita. Il suo motto è: “non è un bene vivere, ma il vivere bene”. Se la vita non è più degna di essere vissuta, le sofferenze sono atroci e insuperabili, qualsiasi essere umano deve avere il diritto di liberarsi dal dolore. L’etica laica, a differenza di quella cattolico-romana, è pluralistica.
Questa legge non toglie nulla a nessuno. Consente ai cattolici che lo vorranno di scegliere rispettando i loro valori, consente ai laici di fare lo stesso. Tuttavia, sono convinto che nelle democrazie, che sono pluralistiche e laiche per definizione, nessuno debba imporre i propri valori agli altri.
In un anno l'Associazione Luca Coscioni ha ricevuto oltre 16mila richieste di informazioni sul fine vita. Sempre nello stesso anno 580 domande relative alle pratiche per accesso alla morte volontaria medicalmente assistita, con un incremento del 9% rispetto all’anno precedente. Ringrazio questa associazione per la tenacia e il rigore con cui ha portato avanti questa battaglia.
La Regione gestisce la sanità pubblica e con questa legge avrà il dovere di costruire le procedure, le pratiche, i servizi per garantire a tutti questo diritto. Martedì sarà un giorno storico per il Veneto. Io voterò a favore e sono convinto che questa battaglia di civiltà questa volta potrà essere vinta.