STOP RWM

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STOP RWM (Rearmament & World Militarization) è nata a Cagliari (Agosto 2015) dopo il ritrovamento, in Yemen, della targhetta di una bomba, indicante la sua provenienza dalla fabbrica sarda di una azienda italiana, proprietà di una grossa azienda tedesca

08/08/2026
02/08/2026

In meno di tre anni, la guerra ha cancellato decenni di sviluppo umano a Gaza: vite, case, servizi essenziali, infrastrutture e legami sociali che serviranno generazioni per ricostruire.

Il conto economico è senza precedenti: 71,4 miliardi di dollari, sette volte il costo di tutte le ricostruzioni della Striscia degli ultimi vent'anni messi insieme.

Accanto ai danni agli edifici ci sono poi altri danni impossibili da quantificare:
➡️ La cancellazione del sistema di istruzione e culturale
➡️ I terreni agricoli distrutti o contaminati da metalli pesanti e residui di esplosivi
➡️ La falda acquifera costiera al collasso
➡️ L’inferno quotidiano vissuto dalle persone con disabilità e dalle donne sulle quali ricade tutto il peso dell’assistenza

È quanto emerge dal nostro nuovo report, realizzato con il Palestine Economic Policy Research Institute (MAS) e il Palestine Trade Centre (PalTrade).

🗣️ "Qualsiasi piano per la ricostruzione di Gaza è destinato a fallire, indipendentemente dalla cifra che sarà stanziata, se sarà imposto dall'alto" - spiega Paolo Pezzati, portavoce per le crisi umanitarie di Oxfam Italia.

Negli ultimi 20 anni ogni piano è stato soffocato dal blocco israeliano, dall'insufficienza dei donatori e dal susseguirsi di nuove offensive militari.

Per impedire che si ripetano gli stessi errori, gli Stati terzi devono garantire che la ricostruzione sia guidata dai palestinesi, non imposta dall'esterno. Se questo non avverrà non potrà esistere una ricostruzione giusta, sostenibile e duratura.

👉🏻 Leggi la nostra proposta per una ricostruzione giusta e unisciti alla campagna ©Palestina, tutti i diritti riservati: https://www.oxfamitalia.org/la-guerra-ha-riportato-gaza-indietro-di-quasi-80-anni/

30/04/2026

Capito il livello?

Israele ha mandato la sua marina a 500 miglia nautiche dalle proprie coste. Cinquecento. Praticamente dietro l'angolo di casa nostra, davanti a Creta, in acque internazionali europee, per circondare con droni e motovedette una flottiglia di barche civili che portava aiuti umanitari a Gaza.

A bordo, tra gli altri, cittadini italiani, disarmati, costretti a inginocchiarsi sul ponte sotto la minaccia delle armi, mentre soldati armati salivano a bordo per portarli via.

Questa si chiama pirateria. Lo dice il diritto internazionale: l'abbordaggio di una nave civile in acque internazionali, da parte di forze militari di un Paese terzo, è pirateria. Punto.

E ora la domanda è una sola: cosa intende fare il governo italiano?

Perché finora abbiamo visto questo: Tajani che "chiede informazioni" alle ambasciate a operazione già conclusa.

Allora lo chiediamo chiaramente. Convocherà l'ambasciatore israeliano? Sospenderà la cooperazione militare? Sospenderà la fornitura di armi, come ha fatto la Spagna? Porterà la questione in Consiglio Europeo come violazione del diritto internazionale dentro acque europee? Esigerà il rilascio immediato dei cittadini italiani sequestrati?

Oppure ci limiteremo, come sempre, a "chiedere informazioni"?

Abbiate un sussulto di dignità e di decenza.

20/03/2026

Articolo di Indip sulla partenza di un carico d'armi da Cagliari verso i paesi arabi (in questi giorni). Visibile per chi è abbonato o si abboina a Indip.

04/03/2026

L'aveva promesso mesi fa, l'ha mantenuto ora che c'era da mantenere la parola data.

15 aerei da guerra americani hanno lasciato le basi di Rota e Morón in Spagna. Non perché volessero, ma perché Pedro Sánchez ha ricordato a tutti che "la sovranità sp****la non è in affitto".

Nessuna guerra senza mandato ONU. Nessun utilizzo del suolo spagnolo per attacchi non autorizzati dal Congresso USA né dal Consiglio di Sicurezza. Fine della discussione.

Il ministro israeliano lo accusa di "stare dalla parte dei tiranni". Il leader dell'opposizione gli chiede: "con la libertà o con i tiranni?" come se non esistesse una terza opzione: con il diritto internazionale.

Sánchez l'ha detta con chiarezza: si può essere contro il regime sanguinario iraniano e, allo stesso tempo, contro un'avventura militare illegale, pericolosa, e senza sbocchi. Questa non è ambiguità. Si chiama coerenza.

Qualcuno doveva dirlo. In un momento in cui in Europa si balbetta di fronte all'azione di USA e Israele, la Spagna ha tenuto la schiena dritta. Piaccia o no.

Non è isolamento. È leadership politica al quale non siamo più abituati a queste latitudini.

Ma che strano!
20/02/2026

Ma che strano!

La Giunta aveva preso tempo e la decisione sull’ampliamento viene presa a Roma. Il ministro Urso: «Premessa per il rilancio produttivo e occupazionale del Sulcis Iglesiente»

Teulada: Sabato 17 Gennaio. Conferenza organizzata da A Foras sulla situazione del Poligono e sulla pericolosa proposta ...
18/01/2026

Teulada: Sabato 17 Gennaio. Conferenza organizzata da A Foras sulla situazione del Poligono e sulla pericolosa proposta di legge che sottrarrebbe alle Regioni le competenze sulla tutela ambientale nei siti militari, affidando ogni decisione ai vertici delle forze armate. Il video integrale sulla pagina di A Foras. Nella foto: Pierluigi Caria, Antonio Canu, Chicco Fresu (moderatore), Roberto Cotti e Claudia Zuncheddu.

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