16/03/2022
In questi giorni grazie alla disponibilità di un nostro concittadino abbiamo accolto due nuclei familiari di rifugiati ucraini. Domani i tre bambini inizieranno il loro percorso scolastico all’istituto comprensivo Giovanni XXIII. Questo è uno dei disegni di cui ci hanno fatto dono quando li abbiamo conosciuti, è un desiderio di pace vissuto, che hanno espresso nella nostra lingua. Negli anni abbiamo accolto all’interno della rete SAI (il sistema pubblico di accoglienza dei rifugiati) cittadini afgani, gambiani, senegalesi, ivoriani, perché purtroppo nel mondo le vicende drammatiche si susseguono.
Sono in tanti coloro che in questi giorni hanno dato un contributo concreto attraverso le raccolte di viveri e medicinali promosse dalla Misericordia e dalla Caritas, la generosità di tutti supporta una vicenda che ci appare evidente in tutta la sua drammaticità. Per quanto riguarda l’accoglienza, allo stato attuale ci sono due modalità:
1. CAS (centri di accoglienza straordinaria) e la rete SAI (attraverso appartamenti privati presi in affitto), che fanno riferimento ai Comuni e al sistema pubblico e si rivolgono ai rifugiati che arrivano in Italia senza alcun punto di riferimento
2. Gli arrivi di prossimità, ossia l’ospitalità presso la propria abitazione data ai rifugiati da parte di parenti e amici che già risiedono in Italia.
La Prefettura ci ha comunicato che in questo momento questi strumenti sono sufficienti nella nostra Provincia a dare risposta ai bisogni