16/07/2026
🟥 👉FLC CGIL Terni sul dimensionamento scolastico: basta speculazione politica sulle scuole di Terni.
Nello scontro tra Governo e Regione ci rimette la scuola. Positiva la richiesta dell’Assessorato di rimandare dimensionamento, ma poi?
Se cerchiamo di capire come mai metà Paese ormai sistematicamente non vada più a votare, osservare la politica può fornire più di una risposta sui motivi della radicale disaffezione tra il popolo e i sui governanti. E la vicenda del dimensionamento scolastico offre diversi spunti.
Il governo Meloni vara un provvedimento legislativo che impone alla Regione Umbria di effettuare alcuni dimensionamenti scolastici, ovvero di accorpare alcune scuole.
La Regione, dopo un travagliato iter che ha visto nel frattempo anche un cambio di Giunta (su quella precedente stendiamo un velo pietoso: ancora nessuno sa che cosa pensasse in merito l’ex assessora regionale all’Istruzione) effettua la sua proposta di dimensionamento, che per Terni prevede di accorpare la DD Don Milani e l’IC De Filis.
Il provvedimento tuttavia non viene applicato, poiché nel frattempo la stessa Regione Umbria presenta meritoriamente un ricorso contro il dimensionamento scolastico imposto dal governo Meloni, chiedendo quindi di sospendere l’accorpamento delle scuole almeno fino all’esito del ricorso.
Il governo, per tutta risposta, rifiuta la sospensiva e nomina un commissario straordinario (direttore USR Umbria) proprio col compito di attuare il dimensionamento scolastico in Umbria.
Il Commissario però stravolge la proposta della Regione: nessun dimensionamento su Terni e al posto di Terni si dimensiona Città di Castello, che ovviamente insorge e ricorre contro il provvedimento del Commissario. Il TAR dell’Umbria gli dà ragione: il dimensionamento a Città di Castello salta.
Tutti ci saremmo aspettati a questo punto che il Ministero avrebbe almeno presentato qualche rimostranza contro la bocciatura di un provvedimento deciso da un commissario di nomina governativa, e in effetti sembra che lo stesso Ministero abbia inizialmente chiesto all’USR Umbria di predisporre un ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar dell’Umbria.
Tuttavia, con sorpresa di tutti, il Ministero sceglie di non ricorrere al Consiglio di Stato e accetta passivamente la bocciatura ricevuta dal tar dell’Umbria.
Ora, ci chiediamo, si è mai visto un governo che nomina un commissario straordinario per fare un dimensionamento scolastico, costui lo delibera, il Tar glielo boccia e il Governo che ha nominato quel commissario per fare quella proposta dice che va bene così? A nostra memoria no, ma evidentemente nell’assurda repubblica di Valditaristan bisogna imparare a non stupirsi più di niente. I motivi per i quali l’Esecutivo nazionale ha rinunciato a difendere i propri atti davanti ai giudici di secondo grado resteranno probabilmente sepolti tra i tanti misteri d’Italia.
Ma non è finita. Mentre infatti il Governo nazionale rinuncia a ricorrere al Consiglio di Stato, accettando dunque supinamente la bocciatura che gli atti di un suo commissario straordinario hanno ricevuto dal TAR, si leggono da parte di esponenti di partiti che compongono proprio la maggioranza di quel Governo degli appelli alla Regione a procedere con una nuova proposta di dimensionamento.
Lo confessiamo, siamo tra quelli che avevano sperato in un sussulto di dignità da parte di questi partiti e di vederli magari insorgere contro il “loro” Governo nazionale che ha rinunciato a far valere le proprie ragioni, accettando così di fatto la proposta iniziale di dimensionamento operata dalla Regione Umbria e poi sospesa (accorpamento De Filis – Don Milani), ma niente di tutto ciò. Assistiamo al solito teatrino della politica, dove tutti parlano di scuola tranne la scuola stessa.
Proprio la scuola, intesa come DD Don Milani di Terni, ha chiesto per bocca del comitato costituito per difenderne l’autonomia e protestare contro l’ipotesi di dimensionamento che la vedrebbe accorpata ad altro istituto scolastico, un incontro all’assessore regionale all’Istruzione Fabio Barcaioli. La risposta non c’è ancora stata.
In compenso Barcaioli ha inviato una lunga nota al Ministero dell’Istruzione con la quale chiede che almeno per il prossimo a.s. (2026/27) si mantenga la situazione inalterata, senza dunque procedere al dimensionamento su Terni, in modo da avere il tempo necessario per riorganizzare la rete scolastica secondo le tempistiche definite dal tavolo regionale.
In effetti, attuare un dimensionamento scolastico entro settembre 2026 avrebbe sull’organizzazione scolastica delle ricadute talmente devastanti da comportare, sostanzialmente, la distruzione delle due scuole, non essendoci minimamente i tempi tecnici per gestire una procedura così complessa.
Speriamo dunque che la richiesta dell’assessore Barcaioli sia accolta dal Governo, anche perché si tratta di una soluzione sostenibile da ogni punto di vista e di buon senso. L’unica praticabile a questo punto dell’anno.
Tuttavia, nella migliore delle ipotesi, anche questa sospensione rischia di essere solo un rinvio.
Il dimensionamento scolastico resta infatti sul tavolo e, a meno che il ricorso presentato dalla Regione Umbria contro il provvedimento del Governo Meloni abbia esito positivo (cosa che come FLC CGIL speriamo fortemente, dato che la nostra organizzazione sindacale ha già presentato tempo fa vari ricorsi contro il dimensionamento scolastico imposto dal Governo), il tema andrà affrontato.
Ed è qui che cominciano le preoccupazioni per il territorio di Terni.
L’assessore all’istruzione della Regione Umbria, nella nota con cui chiede al Ministero di sospendere momentaneamente il dimensionamento, sottolinea infatti che l’Umbria la sua proposta già l’ha fatta.
Ci sarà dunque da capire se un eventuale rinvio del dimensionamento scolastico potrà davvero aprire un periodo di vera partecipazione che, coinvolgendo tutti gli attori dell’intero territorio regionale (e nessuno potrà sottrarsi alle responsabilità e alle interlocuzioni istituzionali previste, per cui Comune e Provincia di Terni dovranno necessariamente cambiare registro) possa portare a una proposta dolorosa, ma almeno condivisa, o se sarà al contrario solo il rinvio di una decisione già assunta. Sempre che il presidente della Repubblica non ci faccia la “grazia” di sospendere l’assurdo dimensionamento imposto dal Governo Meloni e dal ministro Valditara all’Umbria. In tal caso, avremo solo raccontato una br**ta e confusa pagina di politiche scolastiche.