13/05/2026
CENTRALI IDROELETTRICHE:
SI POSSONO ABBASSARE LE BOLLETTE
SE ALLONTANIAMO I CONCESSIONARI DA UN MALLOPPO MILIARDARIO
Difficile capire perché, ad appena 30 mesi dalla scadenza delle concessioni idroelettriche -dal valore arcimiliardario- tutti si muovano al rallentatore e la stessa Umbria non parli e non chiarisca minimamente l'indirizzo generale, specie per gli impianti di Marmore-Galleto: questo è infatti tra i primi poli nazionali per potenza installata.
L'energia dei fiumi Velino-Nera sarà o no destinata finalmente ai cittadini, dopo 100 anni di scippi legalizzati?
Le famiglie potranno o no ricevere un sostanzioso sconto per le loro bollette?
L'Umbria gestirà l'asset idroelettrico, come sarebbe necessario, con un proprio ente, coinvolgendo i territori, o si piegherà agli interessi dei soliti noti, come sempre accaduto finora, lasciando tutti gli impianti al mercato?
E come mai, per i clamorosi danni alle sponde del lago di Piediluco e per quelli determinati dall'effetto bagna-e-asciuga sulla Cascata delle Marmore, nessuno ancora interpella i principali responsabili, cioè i concessionari uscenti?
E come stanno andando le controversie strumentalmente aperte da lorsignori concessionari (ricorsi talvolta firmati da legali appartenenti all'alto notabilato nazionale) contro l'aumento dei canoni, contro la cosiddetta monetizzazione e il resto?
Oltre al banco, riusciremo a riprenderci il maltolto milionario accumulato finora, come sta accadendo in Lombardia? Qui, lorsignori, come stabilito dalla Cassazione, devono restituire ben 205 milioni entro fine maggio, di cui 121 milioni alla sola Provincia di Sondrio!
Insomma, dopo un secolo di predazione, si intende finalmente finirla anche in Umbria con l'immensa pappatoria garantita ai concessionari oppure si farà solo ammuina, lasciando passare questa immensa ricchezza da una multinazionale all'altra, senza mai restituirla ai legittimi proprietari, cioè le comunità locali?
Attendiamo che, da Perugia a Terni, fino a Narni, qualcuno batta un colpo, anziché chiudersi in un silenzio immotivato che non è soltanto mancanza di coraggio, assenza di idee o misconoscenza delle questioni: tacere di questo gigantesco affare equivale soprattutto a mantenere l'iniquo status quo, senza 'disturbare' alcuno, infilando ancora una volta una rendita da (almeno) 200 milioni all'anno nelle tasche dei soliti noti, in danno dell'interesse generale.
Eppure il giochetto di certi scrocconi ormai è scoperto e le lobby pure, quindi finiamola qui: gentili concessionari, per decenni avete lucrato abbastanza, senza regalarci nemmeno mezzo kilowattora!
Ora ridateci le centrali e sparite per sempre