Associazione Fiore Blu

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Associazione Fiore Blu Associazione culturale impegnata per la promozione della cultura romena e dei cittadini romeni in Italia.

18/10/2026
14/10/2026

🇮🇹Ringraziamo Andrei Șandru, l'autore di questo bellissimo video con immagini che riprendono la sfilata " L' abito racconta " del 26 settembre 2026 in piazza della pace a Terni.
Ringraziamo i bambini della Scuola Romena di Terni.

🇹🇩Mulțumim lui Andrei Șandru, realizatorul acestui video cu imagini de la parada costumelor populare din 26 septembrie 2026!
̂niidepretutindeni

27/09/2026

C’è tempo fino al 30 ottobre per presentare i progetti destinati a creare o a migliorare l’ecosistema locale favorevole alla lettura in 900 Comuni d’Italia. Lo dispone la 10ª edizione del Bando “Città che legge”, aperto alle istituzioni locali che hanno ottenuto la qualifica di “Città che legge” per il triennio 2024-2025-2026.

La disponibilità complessiva è di 1.236.062,50 euro, che il Centro per il libro e la lettura del Ministero della Cultura adopererà per finanziare i progetti finalizzati all’istituzione di “circuiti culturali integrati a livello territoriale per la promozione della lettura, con la partecipazione di istituzioni scolastiche, di biblioteche di pubblica lettura e di istituzioni o associazioni culturali”, come previsto dal bando, predisposto in attuazione del “Piano nazionale d’azione per la promozione della lettura” (Decreto Interministeriale 27/9/2024, n. 301, riferito alla legge n. 15 del 13/2/2020, art. 2, comma 1, per gli anni 2024-2026).

Le proposte di progetto, corredate di tutta la documentazione richiesta, devono essere compilate e inviate esclusivamente on line, entro le ore 13:00 del 30 ottobre 2026, attraverso la piattaforma bandi del Centro per il libro e la lettura.



Bando, Criteri di valutazione ed Elenco comuni qualificati Città che legge 2024-2025-2026 sono accessibili a partire dalla notizia pubblicata nel sito del Centro, al link che trovate nel primo commento.

Galleria fotografica della sfilata  "L'abito racconta"Foto credit: Andrei Șandru
27/09/2026

Galleria fotografica della sfilata "L'abito racconta"
Foto credit: Andrei Șandru

27/09/2026

📍Sabato, 26 settembre, 2026, alcuni bambini della Scuola Romena di Terni con sede presso la struttura JoyLab San Valentino, hanno partecipato a una sfilata di abiti popolari in Piazza della pace, nell' ambito di un evento organizzato da
CGIL, SUNIA, CESVOL e Cittadella delle associazioni.

🇷🇴🇦🇩I bambini con età tre 4 e 14 anni sono stati accompagnati dagli insegnanti e genitori originari dalla Romania e Moldavia.

🏫La Scuola romena a Terni è un progetto ideato e organizzato da Fiore Blu Aps dal 2022 con il sostegno e il finanziamento di Dipartimento per i Romeni all' Estero.

🫶Si ringrazia calorosamente gli organizzatori per l' opportunità di impegnare i bambini in un evento folcloristico per la valorizzazione delle culture e di promuovere la cultura d' origine.



📍Il nostro corso di pittura per bambini si svolgerà da questa settimana anche sabato dalle 10:00  alle 12:00.Nelle foto ...
21/09/2026

📍Il nostro corso di pittura per bambini si svolgerà da questa settimana anche sabato dalle 10:00 alle 12:00.

Nelle foto l'attività di oggi.
Per info e iscrizioni:
Ana Maria Agopcsa Papp

Abbiamo iniziato le nostre attività per bambini:✅️corso di pittura ( 5-15 anni);✅️attività educative in lingua romena pe...
19/09/2026

Abbiamo iniziato le nostre attività per bambini:
✅️corso di pittura ( 5-15 anni);
✅️attività educative in lingua romena per bambini (4-11 anni);
✅️ corso di italiano per bambini (7-10 anni).

Per informazioni e iscrizioni:
Tel. 327.664.2849

Isabella Marsilio ha 66 anni, insegna lettere in una scuola media di Roma. Ieri mattina un suo studente di tredici anni ...
19/09/2026

Isabella Marsilio ha 66 anni, insegna lettere in una scuola media di Roma. Ieri mattina un suo studente di tredici anni è entrato in classe con dello spray urticante e un coltello e l'ha colpita, mentre secondo le prime ricostruzioni avrebbe voluto riprendere l’aggressione.

A fermarlo è stato un altro tredicenne che ha visto la professoressa in pericolo, è intervenuto e ha bloccato il compagno armato.

Poi Repubblica intervista la docente e la storia diventa politica.

Perché Isabella Marsilio è una sostenitrice della remigrazione e quando il giornalista le fa notare che a salvarla è stato proprio un ragazzo di origini congolesi, lei non trova alcuna contraddizione: le sue idee rimangono esattamente le stesse, perché quel ragazzo è regolare, ha diritto di stare in Italia e meriterebbe una medaglia, mentre la remigrazione riguarderebbe chi arriva illegalmente e chi delinque.

Ed eccola qua, la grande truffa semantica della remigrazione. Sì, grandissima truffa.

L’idea che tutto questo enorme armamentario ideologico costruito intorno all’invasione, alla sostituzione etnica, riguardi semplicemente l’applicazione delle leggi sull’immigrazione clandestina.

Se fosse questo, tra l’altro, non servirebbe neppure inventarsi una parola nuova. Esistono già le espulsioni, esistono i rimpatri, esistono le leggi, esistono i tribunali.

Ma la remigrazione serve precisamente a dire altro.
E infatti basta andare sulla bacheca Facebook della professoressa, dove troviamo un post che dice:

"La società multietnica fa schifo".

Capite? La società multietnica. Cioè esattamente quella dentro la quale la professoressa vive, lavora e insegna, e della quale fa parte anche il ragazzino congolese che poche ore prima le ha salvato la vita.

Non è violenza, questa?

C’è un particolare di questa storia che trovo persino più impressionante. Al tredicenne che l’ha aggredita con un coltello Marsilio offre immediatamente comprensione, dice di voler capire cosa gli sia successo e arriva persino a dire che vorrebbe abbracciarlo. Da insegnante lo capisco: per quanto difficile, riesci a vedere un ragazzino anche dietro un gesto terribile, vuoi provare a capire cosa gli sia accaduto, non riesci a ridurre un essere umano di tredici anni all’azione peggiore che abbia commesso.

Però poi c’è l’altro tredicenne, quello che le ha salvato la vita, e lì improvvisamente compare una condizione indispensabile: è regolare. La prof dice che se fosse stato irregolare "non sarebbe stato un suo studente".

Pensate alla mostruosità del paradosso: il ragazzo che ti accoltella conserva ai tuoi occhi il diritto alla comprensione, alla complessità, persino a un abbraccio; un ragazzo nero deve comunque avere i documenti in regola prima di vedersi riconosciuto lo stesso diritto a essere un tuo studente.

La remigrazione è una violenza culturale che continuiamo a infliggere a milioni di persone, costrette a vivere sotto esame permanente, perché a un bianco è concesso essere semplicemente un individuo, essere buono, cattivo, intelligente, cretino, onesto, disonesto, generoso o delinquente senza che nessuna delle sue azioni diventi un referendum sul suo diritto a respirare la nostra stessa aria, mentre un ragazzo nero continua a essere chiamato a rispondere non soltanto di quello che fa lui, ma dell’intera categoria nella quale abbiamo deciso di rinchiuderlo.

E soprattutto non è vero che gli basterà avere i documenti in regola per essere finalmente trattato come tutti gli altri, perché è proprio questa storia a dimostrare il contrario: potrà essere regolare, potrà studiare nella tua scuola, potrà comportarsi bene, potrà persino rischiare la propria vita per salvare la tua, ma continuerai comunque a considerarlo parte di quella società multietnica che dici ti faccia schifo.

Poi ci domandiamo perché i nostri adolescenti palesino tanta violenza, tanto odio, una difficoltà sempre più spaventosa nel riconoscere l’altro come essere umano.

Ma chi dovrebbe insegnargliela, l’empatia?
Chi dovrebbe insegnare loro che una persona non è una categoria, un colore della pelle, una nazionalità, un documento, un nemico sul quale scaricare la propria rabbia?

Se tra gli educatori che dovrebbero farlo abbiamo persone che entrano ogni mattina in una scuola pubblica, guardano negli occhi ragazzi italiani, congolesi, rumeni, bengalesi, ucraini, filippini, senegalesi e poi tornano a casa a scrivere che "la società multietnica fa schifo", forse quando ci domandiamo scandalizzati da dove arrivino tutta questa violenza, tutto questo odio e questa mancanza di empatia, qualche domanda sul mondo adulto dovremmo cominciare a farcela.

I ragazzi non crescono sotto una campana di vetro. Ci guardano. Ci vedono mentre ci filmiamo con gli spray al peperoncino (già!) contro chi odiamo. Ci ascoltano. E imparano da noi. Ovviamente anche la violenza.

Auguro alla professoressa Marsilio di riprendersi presto. Di tornare a insegnare, proprio no.

📣 Avviso pubblico a sostegno di progetti triennali innovativi nel settore delle imprese culturali e creative 2026-2028 🎭...
29/08/2026

📣 Avviso pubblico a sostegno di progetti triennali innovativi nel settore delle imprese culturali e creative 2026-2028 🎭🎨

La Regione Umbria sostiene la nascita, lo sviluppo e il consolidamento di progetti triennali innovativi di prodotto e servizio nel settore culturale e creativo.

🎯 Obiettivo: promuovere innovazione cross-settoriale e multicanale, evoluzione dell’imprenditorialità e aggregazione tra operatori, con attenzione a nuove produzioni, servizi e modelli di fruizione.

💰 Dotazione finanziaria: € 3.166.552,92, elevabile fino a € 3.800.000, articolata nelle linee:
🔹 E.C.O. – Evoluzione Culturale Organizzata
🔹 A.C.T. – Azione Culturale Trasversale
🔹 S.P.IN. – Sviluppo Programmi Innovativi

👥 Destinatari: MPMI, associazioni, fondazioni, ETS iscritti al RUNTS e startup con sede legale e/o unità operativa in Umbria, secondo i codici ATECO indicati nell’Avviso.

✅ Contributo a fondo perduto:
- 60% per le linee E.C.O. e A.C.T.
- 70% per la linea S.P.IN.

💻 Domande: tramite piattaforma informatica, con autenticazione SPID o CIE, a partire da oggi ed entro le ore 17:00 del 5 ottobre 2026.

🔗Link all’avviso pubblico nel primo commento.

Indirizzo

Terni
05100

Orario di apertura

10:00 - 12:00

Telefono

+393276642849

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