27/05/2026
Il piano industriale prevede un abbattimento della capacità produttiva in Europa, con una diminuzione di 800mila veicoli annui.
Questo taglio rappresenta una minaccia concreta per il posto di lavoro di migliaia di lavoratori, aumentando a sua volta le ore di cassa integrazione nel nostro paese.
Gli stabilimenti di Cassino e Termoli non ricevono risposte adeguate alla loro crisi, mentre l'annuncio di nuove vetture Maserati a Modena è considerato insufficiente.
Inoltre, l'assenza di pianificazione per i nuovi modelli genera un effetto domino negativo sulla componentistica, con potenziali ripercussioni su tutta la filiera.
La FIOM Cgil evidenziano l'assenza di investimenti in digitalizzazione ed elettrificazione dei processi in Italia e avvertono che le joint-venture porteranno a una delocalizzazione dei capitali. Sottolineano l'importanza cruciale di riavviare il progetto della Gigafactory a Termoli.
La FIOM Cgil chiede un cambiamento urgente, incluse l'apertura immediata di un tavolo di confronto con il Governo, un rilancio del settore attraverso investimenti pubblici e privati, e l'attrazione di nuovi produttori automobilistici in Italia per rafforzare l'industria.