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Aiutandovi a risolvere i problemi che incontrate ogni giorno per riuscire ad essere un buon proprietario di casa. L'UPPI è l'unico sindacato in grado di difendere il diritto alla casa per il proprietario in tutte le sedi: dal Governo ai Comuni; dai partiti ai sindacati. E' solo l'UPPI che si è battuta e si batte e per la causa della Proprietà.

CADUTA CALCINACCI DAL CORNICIONE: quando risponde il condominioLa caduta di calcinacci da un edificio rappresenta una de...
26/05/2026

CADUTA CALCINACCI DAL CORNICIONE: quando risponde il condominio

La caduta di calcinacci da un edificio rappresenta una delle ipotesi più frequenti di contenzioso in ambito condominiale. Il tema si colloca all’incrocio tra obblighi di manutenzione e responsabilità civile, trovando il proprio riferimento normativo nell’art. 2051 c.c., che disciplina il danno cagionato da cose in custodia.

Quando il distacco riguarda il cornicione, la questione assume una rilevanza ancora più specifica: si tratta infatti di un elemento strutturale normalmente qualificato come parte comune, ma la cui concreta incidenza nella provocazione del danno deve essere dimostrata in modo rigoroso.

Il cornicione, per funzione e collocazione, è generalmente ricondotto tra le parti comuni dell’edificio. Ne deriva che il condominio, quale ente di gestione, ne assume la custodia e, conseguentemente, la responsabilità ai sensi dell’art. 2051 c.c.

La giurisprudenza della Corte di Cassazione è costante nel qualificare tale responsabilità come oggettiva. Tra le pronunce più significative si segnalano Cass. civ., sez. III, 29 luglio 2016, n. 15761 e Cass. civ., sez. III, 28 dicembre 2022, n. 37059, che ribadiscono come non sia necessaria la prova della colpa del custode, ma solo quella del rapporto tra la cosa e l’evento dannoso.

TUTTE LA SPESE DETRAIBILI DAL 730/2026 PER CONDUTTORICanone liberoIn generale, chi paga un affitto può ottenere una detr...
20/05/2026

TUTTE LA SPESE DETRAIBILI DAL 730/2026 PER CONDUTTORI

Canone libero

In generale, chi paga un affitto può ottenere una detrazione che varia in base al reddito. In caso di contratto a canone libero, se il reddito complessivo non supera 15.494 euro la detrazione è pari a 300 euro, mentre scende a 150 euro se il reddito è compreso tra 15.494 e 30.987 euro.

Canone concordato

La situazione migliora se il contratto è a canone concordato, cioè con un affitto calmierato rispetto ai valori di mercato. In questo caso le detrazioni sono più alte: 496 euro per i redditi più bassi e 248 euro per quelli fino a 30.987 euro.

Trasferimento per lavoro

Un’attenzione particolare è riservata ai lavoratori dipendenti che si trasferiscono per motivi di lavoro. Se il trasferimento avviene a più di 100 chilometri di distanza e in una regione diversa, per i primi tre anni è possibile ottenere una detrazione pari a 992 euro per i redditi più bassi e 496 euro per quelli intermedi.

Under 31

Un’altra misura importante riguarda i giovani fino a 31 anni che lasciano la casa dei genitori per andare in affitto. In questo caso la detrazione è calcolata in modo diverso: si può recuperare il 20% del canone di locazione, fino a un massimo di 2.000 euro annui, a condizione che il reddito non superi 15.494 euro. È una misura pensata per favorire l’autonomia abitativa dei più giovani e sostenere i costi iniziali della vita indipendente.

Studenti universitari

Un capitolo a parte riguarda gli studenti universitari che studiano lontano da casa. Se l’università si trova a più di 100 chilometri dal Comune di residenza e in una provincia diversa, è possibile detrarre il 19% del canone di affitto, su una spesa massima di 2.633 euro.mIn pratica, il beneficio fiscale arriva a circa 500 euro l’anno. Se lo studente è fiscalmente a carico dei genitori, la detrazione spetta a loro.

Dopo il rogito quanto tempo ho per cambiare residenza?Dopo il rogito inizia la parte più concreta dell’acquisto di casa:...
11/05/2026

Dopo il rogito quanto tempo ho per cambiare residenza?

Dopo il rogito inizia la parte più concreta dell’acquisto di casa: entrare nell’immobile e sistemare tutte le pratiche necessarie. Tra queste, una delle più importanti è il cambio di residenza.

Dopo il rogito, cambiare residenza è un passaggio importante soprattutto se hai utilizzato le agevolazioni prima casa. Effettuarlo nei tempi giusti ti permette di:

- mantenere le agevolazioni prima casa;
- avere l’esenzione IMU sulla prima casa;
- ottenere ogni anno la detrazione degli interessi sul mutuo;
- ricevere le comunicazioni legate a tasse e avvisi del Comune;
- mantenere attivi servizi fondamentali come, ad esempio, il medico
di base.

Dopo il rogito, ci sono due scadenze importanti da rispettare per il cambio di residenza legate alle agevolazioni sulla casa e al mutuo:

- 18 mesi per mantenere le agevolazioni prima casa;
- 12 mesi per la detrazione degli interessi del mutuo.

Quali sono le tempistiche

Dal momento in cui ci si trasferisce realmente nella nuova casa, la comunicazione della residenza va fatta entro 20 giorni.
Una volta presentata la domanda, la registrazione della residenza avviene di solito entro 2 giorni lavorativi.

COME GESTIRE I DANNI CAUSATI DALL'INQUILINO?Gestire i danni causati da un inquilino è una situazione molto comune, e spe...
27/04/2026

COME GESTIRE I DANNI CAUSATI DALL'INQUILINO?

Gestire i danni causati da un inquilino è una situazione molto comune, e spesso piuttosto complessa, per chi affitta un immobile.

Il punto di partenza è chiaro: l’inquilino deve restituire l’immobile nello stesso stato in cui lo ha ricevuto, salvo l’usura normale dovuta all’uso.

Questo significa che esiste una differenza importante tra:

- usura normale, che è inevitabile (ad esempio pareti leggermente
sporche, piccoli segni sul pavimento);
- danni veri e propri, causati da negligenza, incuria o uso improprio
(infissi rotti, muri danneggiati, impianti danneggiati).

In generale, l’inquilino è responsabile di tutti i danni dovuti ad un uso scorretto dell’immobile.

Tra i casi più comuni troviamo:

- pareti rovinate o bucate in modo evidente;
- porte, finestre o mobili danneggiati;
- elettrodomestici rotti per cattivo uso;
- impianti danneggiati (elettrico, idraulico);
- mancata manutenzione ordinaria (ad esempio caldaia non
controllata).

Quando si rompe qualcosa in una casa in affitto, la spesa dipende da chi ha causato il danno. In generale, l’inquilino deve risarcire i danni arrecati all’immobile, a meno che non riesca a dimostrare che non dipendono da lui oppure che si tratta di un normale deterioramento dovuto all’uso nel tempo.

Come funziona il BONUS ZANZARIERE nel 2026?Come per le altre detrazioni fiscali per lavori in casa, anche il bonus zanza...
21/04/2026

Come funziona il BONUS ZANZARIERE nel 2026?

Come per le altre detrazioni fiscali per lavori in casa, anche il bonus zanzariere si qualifica come una detrazione dall’Irpef dovuta annualmente nella dichiarazione dei redditi.

In altre parole, il bonus zanzariere rappresenta la possibilità di detrarre una parte delle spese per l’acquisto e l’installazione di zanzariere che soddisfano certi requisiti tecnici.

Queste ultime devono essere considerate schermature solari, ovvero dispositivi che contribuiscono a ridurre l’irraggiamento del sole e migliorano il comfort in casa.

Il bonus zanzariere è legato all’Ecobonus, la detrazione dall’Irpef prevista per una serie di lavori connessi al miglioramento energetico dell’immobile, che consiste nel recuperare una parte delle spese sostenute, suddivisa in 10 quote annuali uguali, quando si presenta la dichiarazione dei redditi.

Fino al 31 dicembre 2026 le aliquote previste per chi usa l’Ecobonus per le zanzariere sono le seguenti:

- 50% sulla spesa per l’abitazione principale;
- 36% per case secondarie.

Possono usufruire di questo incentivo i proprietari, i nudi proprietari e gli inquilini, purché ci sia il consenso del proprietario, e anche i condomini per interventi su parti comuni. L’immobile deve essere regolarmente iscritto e in regola con gli obblighi fiscali.

Caparra d’affitto o dpeosito cauzionale: cosa sapereLa cauzione, spesso chiamata caparra, è una somma di denaro che l’in...
13/04/2026

Caparra d’affitto o dpeosito cauzionale: cosa sapere

La cauzione, spesso chiamata caparra, è una somma di denaro che l’inquilino paga al proprietario quando firma il contratto di locazione. Si tratta di una cifra che serve per garantire che l’inquilino rispetti le regole del contratto, come pagare l’affitto e prendersi cura dell’immobile.

La caparra nel contratto di locazione è una sorta di garanzia per il proprietario: se l’inquilino non paga l’affitto o danneggia l’immobile, il proprietario può tenersela. Di solito la caparra è equivalente a uno, due o tre mesi di affitto, a seconda di quanto dice il contratto.

È necessaria una distinzione tra due termini spesso confusi:

- Caparra confirmatoria: è una garanzia della serietà della proposta.
Se l’affare va in porto, viene scalata dal primo affitto. Se l’inquilino
rinuncia prima di entrare, la perde;
- Deposito cauzionale: è la “cauzione” vera e propria. Resta in mano
al proprietario per tutta la durata dell’affitto e serve a ripagare
eventuali vetri rotti o muri rovinati. Deve essere restituita con gli
interessi alla fine, se la casa è in ordine.

La normativa che regolamenta il deposito cauzionale è detta “legge sull’equo canone” (legge n° 392 del 27 luglio 1978).

Tale legge definisce la cauzione come uno strumento di tutela per i proprietari di casa che a fronte di inadempimenti finanziari dei locatari non si vedranno privati di quanto pattuito.

La legge prevede che nei contratti d’affitto la cauzione non sia superiore all’equivalente di tre mensilità, ma consente anche alle parti di accordarsi diversamente, in questo caso farà fede quanto pattuito e scritto sul contratto.

BONUS INFISSI 2026, a chi spettano le detrazioni e come ottenerle:Quando si parla di bonus infissi si fa riferimento all...
30/03/2026

BONUS INFISSI 2026, a chi spettano le detrazioni e come ottenerle:

Quando si parla di bonus infissi si fa riferimento alla possibilità di ottenere una detrazione fiscale sulle spese sostenute per la sostituzione di finestre e serramenti. L’obiettivo è duplice: migliorare l’efficienza energetica degli edifici e incentivare la riqualificazione del patrimonio immobiliare.

Il bonus infissi 2026 non è uno sconto diretto sull’acquisto di infissi o serramenti ma funziona come le altre detrazioni fiscali per i lavori in casa, ossia scaricando le spese sostenute nella dichiarazione dei redditi, modello 730 o Redditi, ottenendo un risparmio sulle tasse da pagare annualmente.

Il bonus infissi 2026 è accessibile attraverso:

- il Bonus ristrutturazioni;
- l’Ecobonus per l’efficientamento energetico.

In entrambi i casi, la logica è la stessa: lo Stato restituisce una parte della spesa sotto forma di detrazione IRPEF, distribuita negli anni successivi.

BONUS RISTRUTTURAZIONI

Dal punto di vista economico, il vantaggio è significativo: nel 2026 la detrazione è pari:

- al 50% per la prima casa;
- al 36% per le altre abitazioni.

Il tetto massimo di spesa è di 96.000 euro per unità immobiliare.

ECOBONUS

I nuovi serramenti devono rispettare precisi valori di trasmittanza termica (Uw), che variano in base alla zona climatica in cui si trova l’immobile. In altre parole, non basta cambiare le finestre: bisogna installare infissi certificati che riducano concretamente la dispersione di calore.

Anche dal punto di vista economico, il funzionamento è simile al Bonus casa:

- la detrazione è del 50% per la prima abitazione;
- del 36% per le altre, con un limite massimo di spesa pari a 60.000
euro.

COME FUNZIONA L'AFFITTO CON RISCATTO?Il contratto di locazione con riscatto prevede che, dopo un certo periodo di tempo,...
23/03/2026

COME FUNZIONA L'AFFITTO CON RISCATTO?

Il contratto di locazione con riscatto prevede che, dopo un certo periodo di tempo, l’inquilino che paga l’affitto diventi anche il proprietario dell’immobile in cui vive. È possibile stipulare un contratto d’affitto a riscatto sia tra privati che con il costruttore dell’immobile.

Il contratto, regolato dal Decreto Legislativo Sblocca Italia 133 del 2014, viene redatto, registrato e sottoscritto dinnanzi a notaio e stabilisce:

- l’importo totale della compravendita;
- la durata del contratto di affitto;
- l’importo mensile dell’affitto.

Quando si opta per un contratto di affitto a riscatto, è importante considerare che i costi del notaio potrebbero essere più elevati rispetto all’imposta di registro: la spesa può variare da 1.500 a 2.000€.

Alla data di scadenza del contratto, l’affittuario potrà decidere di acquistare l’immobile pagando il “riscatto finale”, dal quale viene sottratto l’importo pagato mensilmente con l’affitto. Questo accordo è di grande vantaggio per chi non possiede subito un acconto per l’acquisto e non può accendere un mutuo.

Il contratto d’affitto con riscatto è di base una formula contrattuale che ha una durata massima di 10 anni: durante questo periodo di tempo è prevista una maggiorazione del canone mensile di locazione di circa il 20-30% che viene fornito come anticipo sull’acquisto futuro della casa.

ltri vincoli previsti dalla legge impongono che il contratto debba essere trascritto presso i registri immobiliari con il valore di “prenotazione dell’acquisto dell’immobile”, che dunque non potrà essere soggetto ad ipoteca e pignoramento su richiesta di eventuali creditori del venditore.

Quali immobili sono esenti dalla certificazione energetica (APE)?L’APE è l’Attestato di Prestazione Energetica, una cert...
16/03/2026

Quali immobili sono esenti dalla certificazione energetica (APE)?

L’APE è l’Attestato di Prestazione Energetica, una certificazione energetica che ha l’obiettivo di misurare il fabbisogno energetico di un edificio, cioè quanta energia serve per riscaldarlo, raffrescarlo, produrre acqua calda e, in alcuni casi, illuminarlo.

Immobili esenti dall’APE quali sono:

- Immobili privi di impianti
- Edifici in costruzione
- Fabbricati agricoli non residenziali
- Edifici industriali e artigianali particolari
- Box, garage e cantine
- Edifici di culto e immobili religiosi
- Fabbricati isolati di piccole dimensioni
- Immobili vincolati e beni culturali

In caso di vendita o locazione di un immobile soggetto all’obbligo senza APE, sono previste multe sia per il venditore o locatore sia per il professionista che abbia omesso gli adempimenti richiesti.

Se si possiede già un immobile locato nello stesso Comune il bonus “prima casa” può saltareAcquistare un secondo immobil...
05/03/2026

Se si possiede già un immobile locato nello stesso Comune il bonus “prima casa” può saltare

Acquistare un secondo immobile nello stesso Comune e chiedere comunque le agevolazioni “prima casa” può trasformarsi in un terreno scivoloso, soprattutto quando si prova a sostenere che l’abitazione già posseduta non sia utilizzabile perché affittata. Su questo punto che interviene la Corte di Cassazione con l’ordinanza 17 febbraio 2026, n. 3596, ribadendo un principio netto: la locazione a terzi non rende automaticamente “inidonea” la casa già posseduta e, quindi, non consente di superare il limite previsto dalla normativa fiscale.

La vicenda nasce da un acquisto immobiliare per il quale la contribuente aveva chiesto il regime agevolato “prima casa”. In un secondo momento, però, l’Agenzia delle Entrate ha revocato il beneficio, rilevando che la stessa contribuente possedeva già un’altra abitazione nello stesso Comune.

La difesa aveva cercato di superare questo ostacolo sostenendo che il primo immobile, pur formalmente esistente, non fosse in concreto idoneo a soddisfare le esigenze abitative del nucleo familiare, anche perché risultava locato a terzi e quindi non immediatamente disponibile. Dal punto di vista piano pratico se la casa è affittata, il proprietario non può entrarvi liberamente per abitarla.

La Cassazione, però, non accoglie questa impostazione. La Corte distingue con chiarezza tra due situazioni che spesso, nel dibattito pratico, vengono confuse:

- da un lato, l’inidoneità oggettiva dell’immobile;

- dall’altro, la sua temporanea indisponibilità derivante da una
scelta negoziale (come la locazione).

Solo la prima, se adeguatamente provata, può avere rilievo per tentare di superare il presupposto ostativo; la seconda no.

Indirizzo

Via Del Castello 22
Teramo
64100

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 12:00
16:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 12:00
16:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 12:00
16:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 12:00
16:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 12:00
16:00 - 19:00
Sabato 09:00 - 12:00

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