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Aiutandovi a risolvere i problemi che incontrate ogni giorno per riuscire ad essere un buon proprietario di casa. L'UPPI è l'unico sindacato in grado di difendere il diritto alla casa per il proprietario in tutte le sedi: dal Governo ai Comuni; dai partiti ai sindacati. E' solo l'UPPI che si è battuta e si batte e per la causa della Proprietà.

SI POSSO AFFIGGERE CARTELLI O AVVISI IN CONDOMINIO? La risposta è sì, ma con alcuni limiti. La possibilità di esporre co...
27/08/2026

SI POSSO AFFIGGERE CARTELLI O AVVISI IN CONDOMINIO?

La risposta è sì, ma con alcuni limiti. La possibilità di esporre comunicazioni dipende infatti dal loro contenuto, da chi le affigge e dal luogo in cui vengono collocate.

Le comunicazioni affisse negli spazi comuni rappresentano uno strumento pratico per informare rapidamente tutti i residenti su questioni che riguardano la gestione dell’edificio. Possono riguardare, ad esempio, l’interruzione temporanea dell’acqua, interventi di manutenzione dell’ascensore, lavori sulle facciate, pulizie straordinarie, modifiche agli orari dei servizi condominiali oppure la convocazione di un’assemblea quando la legge o il regolamento lo consentono. In questi casi il cartello ha una funzione esclusivamente informativa e contribuisce al buon funzionamento della vita condominiale.

Diverso è il caso degli avvisi che hanno lo scopo di richiamare i condomini al rispetto delle regole di convivenza. Anche questi possono essere leciti, purché si limitino a ricordare obblighi già previsti dalla legge o dal regolamento condominiale e siano formulati in modo generico, senza individuare o rendere riconoscibili i destinatari.

Generalmente le comunicazioni ufficiali vengono esposte dall’amministratore di condominio.

Più delicata è invece la situazione quando un singolo condomino decide autonomamente di appendere un cartello negli spazi comuni. Se il messaggio contiene semplicemente un’informazione di interesse generale, non crea particolari problemi e non altera il decoro delle parti comuni, difficilmente darà luogo a contestazioni. Se invece assume un carattere accusatorio, offensivo o provoca tensioni tra i residenti, l’amministratore può intervenire chiedendone la rimozione.

06/08/2026
SENZA BONIFICO PARLANTE, NIENTE DETRAZIONI, neppure se i lavori di ristrutturazione li ha pagati un familiareNon sempre ...
16/07/2026

SENZA BONIFICO PARLANTE, NIENTE DETRAZIONI, neppure se i lavori di ristrutturazione li ha pagati un familiare

Non sempre ricevere un’abitazione ristrutturata può beneficiare automaticamente delle agevolazioni fiscali. Infatti, la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 18768/2025, ha respinto il ricorso di un contribuente il quale, dopo aver ricevuto l’immobile dalla madre, aveva fatto valere le detrazioni fiscali per i lavori di ristrutturazione eseguiti dalla donna.

L’Agenzia delle Entrate aveva però negato la detrazione, e sia la Commissione tributaria provinciale che quella regionale avevano confermato l’accertamento. La Cassazione ha chiarito che senza bonifico parlante non può esserci alcun beneficio fiscale, anche se il trasferimento dell’immobile è avvenuto tra familiari.

Nel caso esaminato, il figlio aveva cercato di beneficiare della detrazione per spese di ristrutturazione eseguite e pagate dalla madre. Tuttavia, non risultava alcuna prova che i pagamenti fossero stati effettuati con la specifica modalità del bonifico parlante, ossia un bonifico che include dati identificativi fondamentali:

- la causale della detrazione;
- il codice fiscale del beneficiario;
- la partita IVA del fornitore.

I giudici della Suprema Corte hanno affermato che: “la Commissione Regionale ha accertato, che “non risultano eseguiti pagamenti mediante bonifico parlante, che i bonifici versati sono generici, non collegati a prestazioni di lavoro, che parte delle spese si riferiscono ad acquisti materiali, non è stato provato che dette spese siano state sostenute con bonifici parlanti e la loro riconducibilità all’immobile”.

Questo orientamento, non fa altro che confermare alcuni precedenti espressi dalla Commissioni tributarie. Per esempio, la sentenza della Commissione Tributaria Regione Lazio n. 3880/2018, ha precisato che “non sono sufficienti le fatture né la prova dell’effettivo svolgimento dei lavori: in mancanza del bonifico parlante, viene meno il collegamento tra pagamento e agevolazione, requisito sostanziale richiesto dalla normativa”.

Cosa fare se il condizionatore del vicino emette aria calda verso la mia finestra o il mio balcone?La prima cosa da sape...
03/07/2026

Cosa fare se il condizionatore del vicino emette aria calda verso la mia finestra o il mio balcone?

La prima cosa da sapere è che l’installazione di un climatizzatore è soggetta a precise normative al livello comunale e di regolamento condominiale.

Condizionatore in condominio: distanze e regole da rispettare tra vicini

Una delle problematiche più frequenti riguarda le distanze. L’unità esterna del condizionatore deve rispettare almeno tre metri in verticale rispetto alle finestre sovrastanti e mantenere una distanza di circa un metro per i tubi laterali. Questo per evitare che l’aria calda o il rumore disturbino i vicini, o che si comprometta la loro visuale.

Attenzione però: anche se le distanze sono rispettate, il vicino ha comunque diritto a non subire immissioni fastidiose. In altre parole, non basta rispettare le misure legali se il rumore o il calore prodotto superano la soglia della normale tollerabilità.

Aria calda dal condizionatore del vicino

Se l’aria calda dal condizionatore del vicino supera il semplice fastidio e incide realmente sulla qualità della vita, si può agire legalmente. L’articolo 844 del Codice Civile stabilisce che nessuno può subire immissioni (come rumore, calore, fumo, vibrazioni) provenienti dalla proprietà altrui oltre la soglia della normale tollerabilità.

Il giudice valuterà caso per caso, tenendo conto dell’intensità, della durata del disturbo e del contesto abitativo. La soglia di “normale tollerabilità” è un concetto elastico e va interpretato anche in base alla sensibilità del soggetto coinvolto e al tipo di zona in cui si trova l’abitazione.

CHI RISPONDE DEI DEBITI DEL CONDOMINIO?I debiti del condominio di solito riguardano spese per lavori straordinari, ristr...
11/06/2026

CHI RISPONDE DEI DEBITI DEL CONDOMINIO?

I debiti del condominio di solito riguardano spese per lavori straordinari, ristrutturazioni, interventi sugli impianti comuni, forniture di energia, pulizie, assicurazioni e vari servizi.

Dal punto di vista legale, queste obbligazioni interessano l’intera comunità condominiale.

Dal punto di vista legale, queste obbligazioni interessano l’intera comunità condominiale. Questo significa che tutti i condomini devono contribuire al pagamento delle somme dovute in base alla loro quota di proprietà stabilita dal regolamento condominiale. In pratica, ogni proprietario è responsabile solo per la propria parte di debito e non per l’intero importo.

Il creditore può agire contro i singoli condomini. Generalmente difatti, il primo passo del creditore è cercare di recuperare il credito direttamente dal condominio. In molti casi, si procede con il pignoramento del conto corrente condominiale, dove passano i pagamenti dei proprietari. Se il saldo non è sufficiente a coprire il debito o il conto è vuoto, il creditore può chiedere soldi ai singoli condomini per la loro parte di debito.

I condomini in regola possono essere chiamati a pagare?

L’articolo 63 delle disposizioni del Codice Civile stabilisce che i creditori non possono agire subito contro i condomini che pagano regolarmente. Devono prima tentare di recuperare il credito dai condomini che non pagano. Questa regola protegge chi ha sempre pagato le spese condominiali.

CADUTA CALCINACCI DAL CORNICIONE: quando risponde il condominioLa caduta di calcinacci da un edificio rappresenta una de...
26/05/2026

CADUTA CALCINACCI DAL CORNICIONE: quando risponde il condominio

La caduta di calcinacci da un edificio rappresenta una delle ipotesi più frequenti di contenzioso in ambito condominiale. Il tema si colloca all’incrocio tra obblighi di manutenzione e responsabilità civile, trovando il proprio riferimento normativo nell’art. 2051 c.c., che disciplina il danno cagionato da cose in custodia.

Quando il distacco riguarda il cornicione, la questione assume una rilevanza ancora più specifica: si tratta infatti di un elemento strutturale normalmente qualificato come parte comune, ma la cui concreta incidenza nella provocazione del danno deve essere dimostrata in modo rigoroso.

Il cornicione, per funzione e collocazione, è generalmente ricondotto tra le parti comuni dell’edificio. Ne deriva che il condominio, quale ente di gestione, ne assume la custodia e, conseguentemente, la responsabilità ai sensi dell’art. 2051 c.c.

La giurisprudenza della Corte di Cassazione è costante nel qualificare tale responsabilità come oggettiva. Tra le pronunce più significative si segnalano Cass. civ., sez. III, 29 luglio 2016, n. 15761 e Cass. civ., sez. III, 28 dicembre 2022, n. 37059, che ribadiscono come non sia necessaria la prova della colpa del custode, ma solo quella del rapporto tra la cosa e l’evento dannoso.

TUTTE LA SPESE DETRAIBILI DAL 730/2026 PER CONDUTTORICanone liberoIn generale, chi paga un affitto può ottenere una detr...
20/05/2026

TUTTE LA SPESE DETRAIBILI DAL 730/2026 PER CONDUTTORI

Canone libero

In generale, chi paga un affitto può ottenere una detrazione che varia in base al reddito. In caso di contratto a canone libero, se il reddito complessivo non supera 15.494 euro la detrazione è pari a 300 euro, mentre scende a 150 euro se il reddito è compreso tra 15.494 e 30.987 euro.

Canone concordato

La situazione migliora se il contratto è a canone concordato, cioè con un affitto calmierato rispetto ai valori di mercato. In questo caso le detrazioni sono più alte: 496 euro per i redditi più bassi e 248 euro per quelli fino a 30.987 euro.

Trasferimento per lavoro

Un’attenzione particolare è riservata ai lavoratori dipendenti che si trasferiscono per motivi di lavoro. Se il trasferimento avviene a più di 100 chilometri di distanza e in una regione diversa, per i primi tre anni è possibile ottenere una detrazione pari a 992 euro per i redditi più bassi e 496 euro per quelli intermedi.

Under 31

Un’altra misura importante riguarda i giovani fino a 31 anni che lasciano la casa dei genitori per andare in affitto. In questo caso la detrazione è calcolata in modo diverso: si può recuperare il 20% del canone di locazione, fino a un massimo di 2.000 euro annui, a condizione che il reddito non superi 15.494 euro. È una misura pensata per favorire l’autonomia abitativa dei più giovani e sostenere i costi iniziali della vita indipendente.

Studenti universitari

Un capitolo a parte riguarda gli studenti universitari che studiano lontano da casa. Se l’università si trova a più di 100 chilometri dal Comune di residenza e in una provincia diversa, è possibile detrarre il 19% del canone di affitto, su una spesa massima di 2.633 euro.mIn pratica, il beneficio fiscale arriva a circa 500 euro l’anno. Se lo studente è fiscalmente a carico dei genitori, la detrazione spetta a loro.

Dopo il rogito quanto tempo ho per cambiare residenza?Dopo il rogito inizia la parte più concreta dell’acquisto di casa:...
11/05/2026

Dopo il rogito quanto tempo ho per cambiare residenza?

Dopo il rogito inizia la parte più concreta dell’acquisto di casa: entrare nell’immobile e sistemare tutte le pratiche necessarie. Tra queste, una delle più importanti è il cambio di residenza.

Dopo il rogito, cambiare residenza è un passaggio importante soprattutto se hai utilizzato le agevolazioni prima casa. Effettuarlo nei tempi giusti ti permette di:

- mantenere le agevolazioni prima casa;
- avere l’esenzione IMU sulla prima casa;
- ottenere ogni anno la detrazione degli interessi sul mutuo;
- ricevere le comunicazioni legate a tasse e avvisi del Comune;
- mantenere attivi servizi fondamentali come, ad esempio, il medico
di base.

Dopo il rogito, ci sono due scadenze importanti da rispettare per il cambio di residenza legate alle agevolazioni sulla casa e al mutuo:

- 18 mesi per mantenere le agevolazioni prima casa;
- 12 mesi per la detrazione degli interessi del mutuo.

Quali sono le tempistiche

Dal momento in cui ci si trasferisce realmente nella nuova casa, la comunicazione della residenza va fatta entro 20 giorni.
Una volta presentata la domanda, la registrazione della residenza avviene di solito entro 2 giorni lavorativi.

Come funziona il BONUS ZANZARIERE nel 2026?Come per le altre detrazioni fiscali per lavori in casa, anche il bonus zanza...
21/04/2026

Come funziona il BONUS ZANZARIERE nel 2026?

Come per le altre detrazioni fiscali per lavori in casa, anche il bonus zanzariere si qualifica come una detrazione dall’Irpef dovuta annualmente nella dichiarazione dei redditi.

In altre parole, il bonus zanzariere rappresenta la possibilità di detrarre una parte delle spese per l’acquisto e l’installazione di zanzariere che soddisfano certi requisiti tecnici.

Queste ultime devono essere considerate schermature solari, ovvero dispositivi che contribuiscono a ridurre l’irraggiamento del sole e migliorano il comfort in casa.

Il bonus zanzariere è legato all’Ecobonus, la detrazione dall’Irpef prevista per una serie di lavori connessi al miglioramento energetico dell’immobile, che consiste nel recuperare una parte delle spese sostenute, suddivisa in 10 quote annuali uguali, quando si presenta la dichiarazione dei redditi.

Fino al 31 dicembre 2026 le aliquote previste per chi usa l’Ecobonus per le zanzariere sono le seguenti:

- 50% sulla spesa per l’abitazione principale;
- 36% per case secondarie.

Possono usufruire di questo incentivo i proprietari, i nudi proprietari e gli inquilini, purché ci sia il consenso del proprietario, e anche i condomini per interventi su parti comuni. L’immobile deve essere regolarmente iscritto e in regola con gli obblighi fiscali.

Indirizzo

Via Del Castello 22
Teramo
64100

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 12:00
16:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 12:00
16:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 12:00
16:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 12:00
16:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 12:00
16:00 - 19:00

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