10/05/2026
𝐒𝐚𝐧𝐢𝐭𝐚̀, 𝐔𝐆𝐋 𝐒𝐚𝐥𝐮𝐭𝐞 𝐀𝐛𝐫𝐮𝐳𝐳𝐨: “𝐒𝐮 𝐟𝐨𝐧𝐝𝐢 𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐜𝐚𝐫𝐢𝐞𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐀𝐒𝐋 𝐓𝐞𝐫𝐚𝐦𝐨, 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐜𝐮𝐧𝐨 𝐨𝐠𝐠𝐢 𝐫𝐞𝐜𝐢𝐭𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞. 𝐍𝐨𝐢 𝐚𝐯𝐞𝐯𝐚𝐦𝐨 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐢𝐬𝐭𝐨 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨.”
Fa quantomeno sorridere leggere oggi i comunicati indignati di chi denuncia il taglio delle somme derivanti dal cosiddetto “Decreto Calabria” e le conseguenze sui lavoratori della sanità pubblica, quando gli stessi soggetti che oggi si ergono a difensori del comparto sono stati protagonisti di scelte che hanno assecondato l’erosione del fondo di premialità destinato ai dipendenti. La verità è che la situazione attuale non nasce oggi e non può essere attribuita esclusivamente alla mancata erogazione delle somme regionali legate al citato decreto. Il Segretario Regionale della UGL Salute Abruzzo, Stefano Matteucci, dichiara: “Già dal 2025 la UGL Salute aveva denunciato pubblicamente il rischio concreto che il combinato disposto tra il mancato introito del Decreto Calabria e la proliferazione degli incarichi, previsti anche su presunti introiti regionali, avrebbe prodotto effetti devastanti sulla produttività collettiva e sulle progressioni economiche del personale del comparto”. Matteucci ricorda inoltre che già nel marzo 2025 la sigla sindacale aveva evidenziato come l’aumento abnorme degli incarichi di funzione nella Asl di Teramo avrebbe inevitabilmente inciso sul fondo comune, sottraendo risorse a infermieri, OSS, tecnici e amministrativi. “La stessa Asl di Teramo – prosegue Matteucci – nel rispondere alle critiche della UGL, ammise pubblicamente che il trasferimento di quote dal fondo premialità verso il fondo incarichi fu deciso attraverso accordi condivisi con le organizzazioni sindacali titolari della contrattazione integrativa ed è qui che emerge tutta la contraddizione di chi oggi protesta: chi denuncia il crollo delle progressioni e la riduzione della produttività è lo stesso che ieri partecipava ai tavoli che hanno consentito il trasferimento di risorse verso un sistema di incarichi cresciuto in maniera sproporzionata”. Le conseguenze di tale gestione sono ormai evidenti: progressioni economiche ridotte, produttività collettiva decurtata anche per l’anno in corso, salari accessori impoveriti e un futuro pensionistico compromesso. “Mentre migliaia di dipendenti subiscono il peso di queste scelte, qualcuno tenta oggi di riscrivere la storia fingendo di non aver avuto alcun ruolo. La UGL Salute aveva denunciato queste criticità in tempi non sospetti, ricevendo solo attacchi” incalza il Segretario Regionale. Stefano Matteucci conclude affermando che appare poco credibile chi prova a presentarsi come unico difensore del personale attaccando esclusivamente la Regione dopo aver condiviso scelte che hanno favorito pochi a discapito della generalità dei dipendenti: “I lavoratori meritano chiarezza, coerenza e soprattutto verità”.