03/12/2025
Tutela dell’archeologia preventiva, la Comunità “Laudato si’ di Teano a sostegno dell’iniziativa.
La sottoscritta AUTIERI Carmela, nella Sua qualità di Presidente dell' Associazione Professionale E.S.S.E. PROFESSIONE ARCHEOLOGIA, con sede in Roma alla Via Santi Quattro n.90, aggregata al CENTRO STUDI E.S.S.E., Forma Aggregativa inserita nell' elenco del Ministero delle Imprese e del Made in Italy ai sensi della Legge 4/2013 (Disposizioni in materia di professioni non abilitate),
Premesso che
L' art. 108-bis, introdotto nel Disegno di Legge di Bilancio 2026, riduce drasticamente l' ambito di applicazione dell' archeologia preventiva, limitandolo alle sole opere pubbliche già soggette a vincolo archeologico, escludendo i lavori privati e le aree non ancora vincolate.
Tale impostazione riduce in modo significativo la capacità di tutela del patrimonio archeologico nazionale, vanificando le misure introdotte negli ultimi vent' anni a protezione del territorio e dei beni culturali.
L' emendamento contrasta con i principi della Convenzione Europea per la Protezione del Patrimonio Archeologico (Convenzione di La Valletta, ratificata con L. n. 57/2015) e con l' art. 9 della Costituzione italiana, che impegna la Repubblica alla tutela del patrimonio storico e artistico della Nazione.
Considerato che
1. L' archeologia preventiva rappresenta uno strumento indispensabile di salvaguardia del territorio, consentendo di individuare, studiare e tutelare i reperti archeologici prima dell' avvio dei lavori, evitando distruzioni irreversibili.
2. L' attività di prevenzione garantisce anche efficienza economica, poiché intervenire prima dei cantieri riduce i costi legati a interruzioni improvvise, ritardi e modifiche progettuali dovuti a ritrovamenti fortuiti.
3. L' emendamento in oggetto, escludendo i progetti privati e le aree non vincolate, lascia senza tutela la maggior parte delle opere urbanistiche e infrastrutturali, compromettendo la conoscenza del territorio e la conservazione della memoria collettiva.
4. Tale modifica espone l' Italia a potenziali infrazioni europee, poiché disattende gli obblighi derivanti dalla Convenzione di La Valletta e dalle direttive europeesul patrimonio culturale.
5. L' archeologia preventiva è un ambito professionale riconosciuto e regolamentato, nel quale operano numerosi professionisti qualificati iscritti ad associazioni professionali ai sensi della Legge 4/2013, che verrebbero gravemente penalizzati da tale revisione normativa.
I' Associazione Professionale "E.S.S.E. Professione Archeologia" in rappresentanza dei professionisti del settore e a tutela del patrimonio culturale nazionale,
CHIEDE
1. il ritiro immediato dell' emendamento 108-bis dal disegno di legge di bilancio 2026, in quanto contrario ai principi di tutela e conservazione del patrimonio archeologico sanciti a livello costituzionale ed europeo;
2. I' apertura di un tavolo tecnico interministeriale con il coinvolgimento delle rappresentanze professionali del settore archeologico, delle università, del Ministero della Cultura e del Terzo Settore, per definire procedure di tutela realmente semplificate ma non riduttive;
3. il mantenimento integrale dell' archeologia preventiva su tutte le opere pubbliche e private, in coerenza con il Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 36/2023) e con le linee guida del Ministero della Cultura in materia di tutela e scavi;
4. la salvaguardia delle competenze professionali riconosciute ai sensi della Legge 4/2013, valorizzando il contributo delleassociazioni e dei professionisti del settore nella tutela e valorizzazione del patrimonio.
L' emendamento 108-bis, nella formulazione attuale, rappresenta un arretramento culturale e tecnico inaccettabile per un Paese come l' Italia, custode del più vasto patrimonio archeologico del mondo. La riduzione dell' archeologia preventiva non semplifica i processi, ma aumenta i rischi di danno irreparabile, costi pubblici e contenziosi, oltre a minare la reputazione internazionale dell' Italia nel campo della tutela dei beni culturali.
Per questi motivi, E.S.S.E. Professione Archeologia invita i Ministeri competenti a ritirare o riformulare l' emendamento, garantendo la piena tutela del patrimonio archeologico e la valorizzazione delle professionalità coinvoltenel settore.
Roma, 3 Dicembre 2025