04/09/2026
> "Se sapeste quale luce inonda il mio cuore quando penso che sto compiendo la volontà di Dio, non parlereste mai di 'sacrificio'. Non è un sacrificio se è fatto per Colui che ha dato Tutto per noi."
> — David Livingstone (1813–1873)
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Nel XIX secolo, David Livingstone trascorse oltre trent'anni nel cuore dell'Africa centrale. Affrontò malaria, attacchi di animali selvatici, la solitudine estrema e l'ostilità dei mercanti di schiavi. Per anni la Chiesa in patria non ebbe sue notizie, al punto che molti lo diedero per morto.
Nel dicembre del 1857, durante un discorso tenuto all'Università di Cambridge per invocare nuovi vocazioni missionarie, Livingstone pronunciò parole che segnarono intere generazioni di credenti:
> "Ansia, sofferenza, isolamento, privazione di ogni conforto terreno possono farci tremare; ma tutto questo è nulla se confrontato con la gloria che sarà rivelata in noi e per mezzo di noi. Non ho mai fatto un 'sacrificio' in vita mia. Non dovremmo mai parlare di sacrificio quando ricordiamo il grande sacrificio di Colui che è sceso dal trono del Padre Suo per darci Se stesso."
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Livingstone morì nel 1873 in Zambia, in ginocchio accanto al suo letto, nell'atto di pregare. I suoi collaboratori africani, spinti da un profondo rispetto e affetto, seppellirono il suo cuore sotto un albero locale — dicendo che il suo cuore apparteneva all'Africa — e trasportarono il suo corpo a piedi per oltre 1.500 chilometri fino alla costa, per permettere che venisse sepolto ad Westminster Abbey.
La sua vita testimonia alla Chiesa che il servizio cristiano non è un pesante dovere da sopportare, ma il più alto dei privilegi: spendersi per il Vangelo non impoverisce mai chi dona, ma riempie la vita di un significato eterno.