International Committee Romeo and Juliet in Friuli APS

International Committee Romeo and Juliet in Friuli APS Ricerca e promozione della storia di Lucina Savorgnan e Luigi Da Porto, creatore di Giulietta e Romeo

Society for researching and promoting the love story between Lucina Savorgnan and Luigi Da Porto, the creator of Romeo and Juliet characters.

Venerdì scorso, alla Biblioteca Civica "V. Joppi" di Udine, abbiamo parlato di guerra e di come si racconta, ieri e oggi...
16/05/2026

Venerdì scorso, alla Biblioteca Civica "V. Joppi" di Udine, abbiamo parlato di guerra e di come si racconta, ieri e oggi.

Al nostro Gregorio Grasselli, che ha portato Luigi Da Porto e il Friuli del 1510 in una sala gremita, si è affiancato Toni Capuozzo, uno dei più grandi reporter di guerra italiani: trent'anni di conflitti visti da vicino, dalla ex Jugoslavia all'Afghanistan, e la capacità rara di raccontarli senza retorica.

È stato un pomeriggio in cui cinque secoli di storia si sono parlati. Li ringraziamo entrambi, insieme al professor Ugo Falcone che ha introdotto e moderato con la consueta competenza.

E grazie a tutti voi che siete venuti.

Oggi, il 10 maggio 1529, moriva Luigi Da Porto a 44 anni.Noi lo ricordiamo per avere creato Giulietta e Romeo, ma stava ...
10/05/2026

Oggi, il 10 maggio 1529, moriva Luigi Da Porto a 44 anni.

Noi lo ricordiamo per avere creato Giulietta e Romeo, ma stava scrivendo un'altra opera, una monumentale.

Raccontare lo appassionava così tanto che in vita sua aveva scritto decine e decine di lettere agli amici, con resoconti particolareggiati di tutti i fatti della guerra che riusciva a raccogliere da testimoni di prima mano, nonché di quelli che aveva vissuto lui. Delle narrazioni emozionanti, di una qualità notevole, del tutto diverse dagli aridi resoconti delle cronache dell'epoca.

Si era deciso a metterle in bella, in uno o più libri, per tramandarle ai posteri. Era un lavoro molto pesante: doveva innanzitutto recuperarle, perché non le aveva conservate con attenzione, quindi riordinarle per dare loro una forma finale, e infine tradurle dal veneto in italiano! Cioè in una lingua che nessuno parlava, perché la moda voleva che si basasse sullo stile di Boccaccio di due secoli prima.

Il suo grande amico Pietro Bembo era il guru di questa lingua, infatti scrisse lui per primo la grammatica italiana, ricavandola interamente dal Boccaccio.

Da Porto riuscì a finire solo settanta lettere, relative al periodo 1509-1513, mentre si era prefisso di pubblicare tutte quelle che aveva scritto fino al 1525.

E dopo la sua morte fu anche bocciato: il fratello di Da Porto mandò le settanta lettere proprio a Bembo, il quale storse il naso e rispose che purtroppo non erano pubblicabili senza una profondissima revisione! Bembo pubblicò "Giulietta e Romeo", ma solo dopo averlo vistosamente corretto.

Andò a finire che le lettere furono pubblicate solo nel 1857, in pieno romanticismo, grazie al successo della storia di Giulietta e Romeo che aveva riportato l'attenzione su Luigi Da Porto.

Vi chiederete: dove finirono le lettere rimanenti, quelle scritte in veneto? Purtroppo furono p***e in un attacco piratesco al largo di Ancona, nel 1609...

Come si racconta una guerra? Come si guardano in faccia la violenza, la paura, il coraggio?Venerdì 8 maggio, alla Biblio...
08/05/2026

Come si racconta una guerra? Come si guardano in faccia la violenza, la paura, il coraggio?

Venerdì 8 maggio, alla Biblioteca Civica "V. Joppi" di Udine, due voci molto diverse risponderanno alla stessa domanda.

Luigi da Porto, scrittore vicentino del Cinquecento — lo stesso che inventò Giulietta e Romeo — fu anche un soldato e un narratore straordinario. Le sue lettere dalla guerra di Cambrai, scritte in parte proprio dal Friuli, anticipano di secoli il reportage giornalistico moderno.

Toni Capuozzo, nato a Palmanova, ha raccontato per trent'anni i conflitti di tutto il mondo — dai Balcani alla Somalia, dal Medio Oriente all'Afghanistan — con lo stesso sguardo diretto e la stessa capacità di far parlare i fatti.

Due esperienze lontanissime nel tempo. Uno stesso sguardo.

📅 Venerdì 8 maggio, ore 17.30
📍 Sala Tito Maniacco - Biblioteca Civica "V. Joppi", Udine
Ingresso libero.

26/02/2026

🔥 27 febbraio 1511 – Zobia Grassa

È successo nelle strade di Udine. Dove il giorno prima si era ballato, il giovedì grasso si combatte. Case forzate, portoni abbattuti, uomini trascinati fuori. Le fazioni cittadine regolano i conti nel sangue.

Zamberlani contro Strumieri, famiglie contro famiglie, vicini contro vicini. Il nome “Zobia Grassa” per i friulani diventerà per decenni sinonimo di strage.

È accaduto qui. Tra il Duomo, le piazze, le vie che ancora percorriamo ogni giorno. Sotto le pietre c’è anche questa tragedia.

25/02/2026

🎭 26 febbraio 1511. Un istante.

La sala è piena.
Maschere, torce, velluti che sfiorano il pavimento.
La tregua regge da poche ore.

Nel cerchio del ballo si prendono per mano.
Lui è in costume da ninfa.
Lei lo guarda finalmente da vicino.

Due passi. Un giro lento.
Attorno a loro gli altri danzano, ma qualcuno osserva.
Sguardi che si incrociano sopra le spalle, mezzi sorrisi, rigidità improvvise.

Appartengono a due rami rivali dei Savorgnan.
Non dovrebbero.

Eppure, per la durata di una danza, il resto si ferma.
La musica copre i sussurri.
Le torce tremano.

In mezzo alla sala, tra chi finge di non vedere e chi vede benissimo, Luigi e Lucina ballano insieme.

Siete tutti invitati a partecipare venerdì 20 febbraio ore 18.30 alla biblioteca comunale di Pasian di Prato alla presen...
18/02/2026

Siete tutti invitati a partecipare venerdì 20 febbraio ore 18.30 alla biblioteca comunale di Pasian di Prato alla presentazione del libro "Europa, liberi e cristiani" del Dott. Albino Comelli, vicepresidente della nostra associazione. Dialogherà con il nostro Presidente Ugo Falcone.

14/02/2026

Tutti conoscono Verona, ma la verità sulla 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐝'𝐚𝐦𝐨𝐫𝐞 𝐩𝐢ù 𝐟𝐚𝐦𝐨𝐬𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐦𝐨𝐧𝐝𝐨 è scritta tra le pietre di . 🏰🕯️

Dimenticate la balconata shakespeariana per un istante. Il 26 febbraio 1511, 𝐝𝐮𝐫𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐢𝐥 𝐂𝐚𝐫𝐧𝐞𝐯𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐂𝐫𝐮𝐝𝐞𝐥 𝐙𝐨𝐛𝐢𝐚 𝐆𝐫𝐚𝐬𝐬𝐚, 𝐬𝐢 𝐢𝐧𝐜𝐫𝐨𝐜𝐢𝐚𝐫𝐨𝐧𝐨 𝐠𝐥𝐢 𝐬𝐠𝐮𝐚𝐫𝐝𝐢 𝐝𝐢 𝐋𝐮𝐜𝐢𝐧𝐚 𝐒𝐚𝐯𝐨𝐫𝐠𝐧𝐚𝐧 𝐞 𝐋𝐮𝐢𝐠𝐢 𝐃𝐚 𝐏𝐨𝐫𝐭𝐨. Lei, erede di una casata potente; lui, uomo d'armi e di lettere. Il loro amore, nato tra le tensioni feroci tra le fazioni degli Zamberlani e degli Strumieri, fu l'ispirazione reale per la novella che avrebbe poi fatto il giro del mondo. ⚔️❤️

𝐋𝐮𝐢𝐠𝐢 𝐃𝐚 𝐏𝐨𝐫𝐭𝐨 𝐬𝐜𝐫𝐢𝐬𝐬𝐞 𝐥𝐚 𝐬𝐮𝐚 "𝐆𝐢𝐮𝐥𝐢𝐞𝐭𝐭𝐚" 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐋𝐮𝐜𝐢𝐧𝐚, trasformando il dolore di un legame impossibile in un mito immortale. In biblioteca trovate testi che ricostruiscono questa vicenda straordinaria, dove la cronaca di Udine si confonde con la leggenda letteraria. 📖✨

𝐒𝐞 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐒𝐚𝐧 𝐕𝐚𝐥𝐞𝐧𝐭𝐢𝐧𝐨 𝐜𝐞𝐫𝐜𝐚𝐭𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐯𝐞𝐫𝐚, 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐧𝐬𝐚 𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐨𝐧𝐝𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚, 𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐋𝐮𝐜𝐢𝐧𝐚 𝐞 𝐋𝐮𝐢𝐠𝐢 è 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐟𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐯𝐨𝐢. 🌹📚

In immagine: 𝘏𝘪𝘴𝘵𝘰𝘳𝘪𝘢 𝘯𝘰𝘶𝘦𝘭𝘭𝘦𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘳𝘪𝘵𝘳𝘰𝘶𝘢𝘵𝘢 𝘥𝘪 𝘥𝘶𝘦 𝘯𝘰𝘣𝘪𝘭𝘪 𝘢𝘮𝘢𝘯𝘵𝘪 : 𝘤𝘰𝘯 𝘭𝘢 𝘭𝘰𝘳𝘰 𝘱𝘪𝘦𝘵𝘰𝘴𝘢 𝘮𝘰𝘳𝘵𝘦, 𝘪𝘯𝘵𝘦𝘳𝘷𝘦𝘯𝘶𝘵𝘢 𝘨𝘪𝘢 𝘯𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘤𝘪𝘵𝘵𝘢 𝘥𝘪 𝘝𝘦𝘳𝘰𝘯𝘢 𝘯𝘦𝘭 𝘵𝘦𝘮𝘱𝘰 𝘥𝘦𝘭 𝘴𝘪𝘨𝘯𝘰𝘳 𝘉𝘢𝘳𝘵𝘩𝘰𝘭𝘰𝘮𝘦𝘰 𝘋𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘚𝘤𝘢𝘭𝘢

🎭💛 Sabato grasso e San Valentino.Una coincidenza che, per la storia di Luigi e Lucina, ha un sapore speciale.Tutto infat...
14/02/2026

🎭💛 Sabato grasso e San Valentino.
Una coincidenza che, per la storia di Luigi e Lucina, ha un sapore speciale.

Tutto infatti comincia a carnevale, a Udine, nel 1511. Un ballo mascherato, musica, canti. Lui in costume da ninfa, lei che canta davanti a tutti. Sguardi che si incrociano, parole impacciate, un incontro da commedia romantica.

E invece la storia prende subito un’altra piega: durante quello stesso carnevale, Udine è travolta dal massacro della Zobia grassa. Violenze, vendette di fazione, sangue nelle strade; la festa si trasforma in trauma collettivo.

Amore e tragedia, maschere e realtà, gli stessi ingredienti che ritroveremo poi in Giulietta e Romeo, la storia scritta da Luigi Da Porto.

Buon sabato grasso e buon San Valentino! Con un pensiero a quanto anche la storia sappia essere romantica.

5 febbraio 1517: Lucina Savorgnan e Francesco Savorgnan si sposano. Per la seconda volta.I due, infatti, erano già sposa...
05/02/2026

5 febbraio 1517: Lucina Savorgnan e Francesco Savorgnan si sposano. Per la seconda volta.

I due, infatti, erano già sposati da un anno. I documenti ufficiali parlano chiaro.

Il giovane Francesco, nel 1515, si trovava a Verona, in esilio, in compagnia di un Montecchi. Venezia accettò di riaccoglierlo tra i suoi cittadini a una condizione: avrebbe dovuto sposare una Savorgnan del ramo familiare fedele alla Repubblica. Lucina andava benissimo. In cambio, gli sarebbero state restituite le proprietà confiscate.
Il primo matrimonio tra Francesco e Lucina avvenne senza dubbio nei primi mesi del 1516. Lo sappiamo perché i due erano, purtroppo, consanguinei, e dovettero chiedere una dispensa papale riparatrice. La dispensa, registrata a Roma il 13 luglio 1516, è molto chiara: i due si erano sposati consapevoli dell’impedimento e, fino a quel momento, non avevano consumato il matrimonio. Anche gli archivi veneziani ci confermano lo sposalizio: sei giorni dopo, il 19 luglio, la Serenissima restituì infatti a Francesco i suoi beni. Segno che il matrimonio pattuito era avvenuto e che la dispensa, in pochi giorni di viaggio, era giunta da Roma per confermarne la validità.

Ma qui iniziano le anomalie.

I patti dotali, che di solito precedono le nozze, nel loro caso sono dell’ottobre 1516, come annota lo stesso Francesco. Diversi mesi dopo il matrimonio, dunque.
Nello stesso registro di Roma, inoltre, compare una seconda dispensa, concessa il 27 gennaio 1517. Di nuovo per Francesco e Lucina. Sostanzialmente identica alla prima, con una sola differenza: il matrimonio, questa volta, era stato consumato.
Infine, l’Archivio Patriarcale di Venezia registra il matrimonio dei due come celebrato poco dopo, giovedì 5 febbraio 1517, facendo riferimento alla seconda dispensa, e solo a quella. Immaginate con quanta fretta si è svolto tutto: verso lunedì arriva la dispensa e il Patriarca convoca immediatamente Francesco e Lucina perché si sposino giovedì, alla sua presenza. La registrazione recita: "de novo contraxerunt in forma debita": "contrassero nuovamente nella debita forma".

Perché hanno dovuto sposarsi di nuovo?

Avevano forse consumato il matrimonio prima che arrivasse la dispensa numero uno, rendendola inefficace?
Oppure il primo matrimonio fu una mossa affrettata, utile a rientrare in possesso dei beni, e il secondo, più formale, servì a rafforzare le richieste di Francesco, che in realtà non aveva ancora ottenuto tutto da Venezia?

Avete altre ipotesi?











29 gennaio 1516: la data (forse) del matrimonio di Lucina Savorgnan.Tutto comincia qualche mese prima, attorno al 13 ago...
29/01/2026

29 gennaio 1516: la data (forse) del matrimonio di Lucina Savorgnan.

Tutto comincia qualche mese prima, attorno al 13 agosto 1515, giorno più, giorno meno.

Lucina ha 22 anni, abita a Udine, in palazzo Savorgnan. Improvvisamente sua madre Maria entra nella sua camera, si siede, e cerca le parole giuste.

Come Lucina sa, il giovane cugino Francesco Savorgnan è da anni in esilio perché suo zio Antonio, buonanima, l'ha portato via, a servire l'Imperatore contro Venezia.

Ma Francesco era minorenne, e ora c’è una novità: Venezia è disposta a perdonarlo e a restituirgli tutte le terre confiscate.
A una condizione. Che Francesco sposi una figlia di Girolamo Savorgnan. Girolamo è un eroe nazionale: il matrimonio con una sua figlia sarebbe per Francesco un suggello della sua fedeltà alla Repubblica.

Solo che Girolamo non vuole cedere una figlia. L'ha comunicato due giorni prima a Venezia. Sembra che, più che altro, voglia tenersi strette le terre di Francesco, perché Venezia le ha temporaneamente assegnate a lui! Quindi, l'ultima cosa che vuole è ridare quelle terre al giovane e rinunciare alle loro rendite.

Ma qui entra in gioco Lucina. La madre di Francesco, a Venezia, non si è arresa. Ha trattato, ha insistito, ha negoziato, e ha ottenuto una modifica decisiva: non serve più una figlia di Girolamo, basta una nipote. E Lucina Savorgnan è, appunto, la nipote di Girolamo Savorgnan.

"Capisci, Lucina? Puoi aiutare Francesco a tornare. Ti ricordi Francesco? Avete quasi la stessa età, giocavate insieme nel cortile. Se lo sposi, non solo gli ridai tutte le sue terre ma, santo cielo, diventa anche un ottimo partito!"

Non abbiamo idea di cosa abbia pensato Lucina in quel momento, sappiamo solo che accettò abbastanza in fretta. Forse aveva anche, da qualche parte nell'anima, il piacere di giocare un brutto tiro allo zio Girolamo, un tipo troppo concentrato sui soldi e sull'attività militare, che anni prima aveva smesso di aiutare la madre di lei nella gestione delle rendite.
Francesco, invece, era un ragazzo buono. Per un po' era tornato a Udine, quando l'Imperatore l'aveva occupata per qualche settimana, e si era sempre comportato bene, forse l'unico imperiale a non mostrare arroganza.

Maria mandò subito i messi a portare la notizia al governo della Serenissima. Il governo li spedì poi, il 16 agosto, a Verona, dove Francesco alloggiava assieme a un Montecchi.

Girolamo esplose di rabbia. Le calunnie che riversò su Francesco non si contano. È grazie a una delle sue lettere ingiuriose indirizzate al governo che sappiamo che Francesco rientrò a Venezia il 29 gennaio 1516.
E, vista l'urgenza di regolarizzare la sua posizione con la legge (in quanto sottoposto a bando poteva essere arrestato e giustiziato), con ogni probabilità sposò Lucina il giorno stesso.

Indirizzo

Via Udine 87
Tavagnacco

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