19/05/2026
🚫 Blocco pagamenti della PA: Confcommercio Professioni chiede l’abrogazione della norma
La modifica all’art. 48-bis del D.P.R. n. 602/1973, introdotta con la Legge di Bilancio, solleva numerose criticità e rischia di penalizzare in modo significativo i professionisti che operano con la Pubblica Amministrazione.
Confcommercio Professioni evidenzia in particolare:
🔹 Profili di illegittimità costituzionale
Il blocco automatico dei pagamenti, anche per importi minimi, appare sproporzionato e potenzialmente lesivo del diritto al compenso e alla dignità del lavoro.
🔹 Disparità di trattamento
La norma si applica esclusivamente ai professionisti creando disparità di trattamento e violando il principio di uguaglianza
🔹 Violazione della neutralità dell’IVA
Il meccanismo rischia di trasformare l’IVA in un costo per il professionista, in contrasto con i principi europei.
🔹 Limitazione del diritto alla difesa
Il sistema di compensazione automatica non prevede strumenti concreti per opporsi, anche in presenza di eventuali errori.
🔹 Applicazione disomogenea
Differenze nei meccanismi di riscossione (tra Agenzia delle Entrate e concessionari locali) generano ulteriori elementi di incertezza e discriminazione.
In vista dell’entrata in vigore della norma (15 giugno), la Federazione chiede con urgenza un rinvio e l’avvio di una revisione strutturale.
“Ci troviamo di fronte a un provvedimento iniquo che penalizza gravemente ed esclusivamente gli esercenti arti e professioni. Di fronte a questa palese violazione del principio di uguaglianza e del diritto al compenso per il proprio sostentamento, la posizione della Federazione non può ammettere deroghe, la norma va abrogata” dichiara infine, la Presidente Anna Rita Fioroni
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