30/09/2026
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Centinaia di scarpe sparse ai piedi di un barcone rovesciato dal quale pendono salvagenti che ondeggiano, mossi da un vento amico.
Scarpe vuote che non possono aiutare a raggiungere lรฌ vicino lโinstallazione dedicata alla strage dei migranti a Cutro, pezzi di legno che in un tempo recente sono stati parte di unโimbarcazione che doveva raggiungere la costa calabrese.
Come una croce, parte di una croce che un Cristo terreno ha portato con sรฉ negli abissi a due passi dalla salvezza.
Poveri Cristi, bambini, donne e uomini, alla ricerca di un futuro migliore, lontano dalle guerre, dalle carestie, dalla fame, dalla violenza, dalla siccitร . Un Cristo respinto e gettato a mare sulle coste di Cutro, in Calabria, assieme ai resti di quel terribile naufragio la cui memoria รจ una ferita ancora sanguinante per quello che si poteva fare e non si รจ fatto.
Centinaia di scarpe vuote che erano esseri umani, erano sorrisi, pianti, speranze e delusioni, dubbi e certezze.
Sotto quel barcone oggi non cโรจ vita, solo silenzio, non ci sono salvezze ma solo inutili salvagenti.
Sotto quel barcone cโรจ il ricordo di fratelli che credevano che al mondo non ci fossero confini stabiliti dagli uomini per dividerli, fratelli che credevano di avere diritto di vivere come i tanti che imbracano la terra e lโacqua in un reticolo di separazioni. Perchรฉ la terra non ha proprietari ma รจ di tutti, e dividerla in nazioni รจ un artificio che solo gli uomini utilizzano, tutte le altre specie viventi non la riconoscono, per gli animali il mondo รจ libero e non conosce confini. La terra che abitiamo ci rende tutti stranieri, perchรฉ lโabbiamo in prestito anzichรฉ in possesso.
โCome Gesรน Cristo costretti a fuggire: accogliere, proteggere, programmare, integrare gli sfollati interniโ.
Cosรฌ Papa Francesco aveva portato lโattenzione del mondo intero su coloro che sono costretti a fuggire dalla loro terra; mamme, papร , bambini e giovani che abbandonano la propria casa, i loro familiari e amici, le loro radici, andando incontro spesso al rifiuto, allโ emarginazione, a volte alla morte come a Cutro, nella ricerca di una via di sopravvivenza.
Oltre 50 milioni di migranti che dovrebbero avere gli stessi diritti e doveri di ognuno di noi.
E nel giorno a loro dedicato, qui alla Cittadella, ci fermiamo in raccoglimento per provare a scaldare il vapore della sala macchine, ascoltare il rollio del mare in burrasca, il pianto di un bambino cullato da una mamma, le urla dei ragazzi e delle ragazze che avvertono lโarrivo della morte, quella che accoglie anche chi ha vissuto solo il tempo della nascita.
Alla Cittadella di Semi di Pace tanta gente di buona volontร indossa quelle scarpe per attraversare, prima di giungere qui, le dune dei deserti, dallโAfrica equatoriale verso il litorale e poi il mare, affrontando tempeste epocali prima di sbarcare, impaurito e assiderato, sulle spiagge o nei porti del nostro Sud dove sarร arrestato e rinchiuso.
โVenite benedetti dal Padre mio, ero forestiero e mi avete accolto. Conoscere per comprendere, farsi prossimo per servire, ascoltare per riconciliarsi, condividere per crescere, coinvolgere per promuovere, collaborare per costruireโ, cosรฌ sempre Papa Francesco.
Impegni che dobbiamo assumere per elevare la nostra essenza umana a prescindere da fedi o ideologie.
Comprendere le storie di donne e uomini devastati dalla disperazione che chiedono solo di metterci al loro fianco, ascoltare la loro voce, condividere le loro speranze.
Il culmine di questo percorso diventa collaborare e costruire in un impegno di cooperazione internazionale, che chiede di superare barriere ideologiche e fisiche.
Cosรฌ che quel Cristo possa tracciare sentieri che, dopo avere indossato le scarpe, attraverseremo per raggiungere la salvezza, quella che non hanno conosciuto i migranti del naufragio di Cutro, sentieri da calpestare per raggiungere i tanti fratelli che hanno camminato in ogni strada del mondo e sono nati e sono morti in ogni paese.
Solo allora quelle scarpe e quei salvagenti troveranno un senso, una destinazione, una narrazione di amore e speranza per un futuro migliore.
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