Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti

Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti Pagina ufficiale del Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti Siamo uomini e donne stanchi di dover scegliere tra lavoro e salute.

Il 30 Luglio 2012 si è costituito il comitato spontaneo e apartitico "Cittadini e lavoratori liberi e pensanti". Abbiamo scelto questo nome perchè crediamo, mai come ora, sia necessario superare il conflitto ambiente-lavoro, che fino ad oggi ha visto gli operai contrapposti ai cittadini. Il comitato nasce con questi obiettivi: tutela della salute e dell'ambiente, coniugata alla piena occupazione.

Il comitato riunisce operai Ilva, lavoratori, disoccupati, precari, studenti, professionisti, cittadini che d'ora in poi, per la prima volta, pretendono di essere al centro di ogni decisione politica sul futuro di Taranto. Imputiamo all'intera classe politica di essere stata complice del disastro ambientale e sociale che da cinquant'anni costringe la città di Taranto a dover svendere i diritti in cambio del salario. Siamo stanchi di essere rappresentati da sindacalisti che invece di difendere i diritti dei lavoratori salvaguardano profitti dell'azienda. Pretendiamo che chi ha generato questo dramma, lo Stato prima, la famiglia Riva poi, paghi per il disastro prodotto. Non vogliamo più pagare con le nostre vite e i nostri corpi le conseguenze di una crisi ambientale, economica e sociale di cui si conoscono i colpevoli! Invitiamo tutti coloro che considerano una vergogna il ricatto occupazionale a cui siamo stati costretti fino ad oggi e che costruire insieme un'altra idea di città, a partecipare al Comitato. IL COMITATO CITTADINI E LAVORATORI LIBERI E PENSANTI SIAMO TUTTI NOI! SI AI DIRITTI, NO AI RICATTI: SALUTE, LAVORO, AMBIENTE, REDDITO E CULTURA

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11/06/2026

Il grande inganno dell'ex Ilva: se tutti parlano, chi ascolta i tarantini?

​Il dibattito intorno all'ex Ilva di Taranto è un coro polifonico dispiegato sopra la città che, fingendo di credere ancora al futuro dell’acciaieria, ci stordisce come una vera e propria emissione tossica.

Confindustria e Federacciai sbandierano il sondaggio secondo cui l’80% degli italiani sosterrebbe il rilancio dello stabilimento. Un'operazione subdola che fotografa il sentimento di chi vive a distanza, associa la fabbrica a un astratto interesse strategico nazionale, omettendo il dato specifico di Taranto e il reale prezzo del rilancio dal punto di vista economico, sanitario e ambientale.

Solita logica industriale tesa al profitto, per il quale non si guarda in faccia a nessuno.
A qualsiasi costo …
Eppure, a proposito di costi, l’analisi di Pratesi, ex manager di Arcelor, parla di 20 mld per il rilancio della fabbrica, previa bonifica …

Il governo dimostra di non aver imparato nulla dal passato o finge di non capire come siamo arrivati al presente.
Il Ministro dell'Ambiente Pichetto Fratin si spinge a definire la potenziale cessazione dell'attività una sconfitta ambientale, dimenticando il processo in atto per disastro ambientale causato dall’ex-ilva.
Immancabile l’ottimismo del Ministro Urso che assolve il suo governo dallo stallo in cui è piombato l’argomento Taranto mentre indica il futuro radioso che si aprirà con la chiusura dell’eterno bando di vendita.

Chissà se la notizia fresca di Flacks, acquirente con Danieli, Metinvest e un’altra italiana da scoprire, non finirà nello sciacquone come la cordata Eni e Arvedi che ha fatto capolino a fine maggio.

​In questa partita il sindacato appare più che mai messo all'angolo. Le sigle metalmeccaniche si limitano alla solita lagna di essere esclusi dai tavoli e inviano lettere alla Regione per denunciare la "bomba sociale” che, ci permettiamo di aggiungere, hanno contribuito a costruire, tavolo dopo tavolo.
Per dare prova della sua esistenza lo Slai-Cobas, lancia una petizione per l’immediata nazionalizzazione della fabbrica.

Tutti attori e comparse che ripetono il copione di una decarbonizzazione che non avverrà mai, che fingono di ignorare la storia dei deleteri enne decreti salva-ilva, che fingono di ignorare il termine di sospensione produttiva, al 24 agosto, ordinata dal Tribunale di Milano.

Ci sarebbe da annoiarsi se il rifiuto ottuso dell’unico Piano B che apra al futuro, attraverso la chiusura e la bonifica di tutto il sito industriale, non continuasse a causare un aumento drammatico di infortuni gravi e mortali, di malattie e morte di persone sempre più giovani, se non continuasse a soffocare ogni sviluppo sano per noi e per l’ambiente.

Una chiusura che, invece, prima o poi avverrà per consunzione se non per ordinanza della magistratura e che pagheremo solo noi operai, noi cittadinanza e noi terra compromessa.

Quando alle istanze cittadine lo Stato risponde con decisioni che le silenziano o le colpevolizzano addirittura, quando non si intravede neanche l’ombra di una vera vertenza che mobiliti tutta la classe lavoratrice, per la rivendicazione del diritto all’unica transizione possibile, allora la protesta può cedere il passo alla rassegnazione, può accadere che diventiamo spettatori e spettatrici di un disastro continuo, inermi anche se sappiamo che il prezzo più alto continuerà a pagarlo solo chi respira e vive in questa città.

Così ci vogliono. Ma noi cosa vogliamo?

Si succedono con pericolosa e inaccettabile  frequenza gli  incidenti che causano danni  più o meno gravi a operai diret...
31/05/2026

Si succedono con pericolosa e inaccettabile frequenza gli incidenti che causano danni più o meno gravi a operai diretti e indiretti dello stabilimento della morte EX ILVA di Taranto.
È oramai superfluo ribadire che quegli impianti, i mezzi che circolano, come nel reparto di gestione rottami ferrosi, siano arrivati al capolinea.

Il pericolo è che il trascinarsi eterno di questo accanimento sul salvataggio dello stabilimento,
ci costringa ad abituarci sempre più e ad accettare passivamente situazioni come quelle accadute questa notte.
Un operatore del reparto gestione rottami ferrosi infatti ha subito un incidente che gli ha causato fratture multiple nel tentativo di sfuggire ad un incendio sviluppatosi nel mezzo su cui operava, dovuto presumibilmente ad un cortocircuito .
Non ci sono altre vie, siamo nauseati da richieste sterili di tavoli di confronto altrettanti inutili: quello stabilimento È FINITO, serve chiudere, ROTTAMARE E BONIFICARE le aree, salvaguardando gli operai e la cittadinanza.

Morti per inquinamento e morti per lavoro, omicidi di un Stato indifferente.  e  Due cancri incancreniti nel territorio ...
28/05/2026

Morti per inquinamento e morti per lavoro, omicidi di un Stato indifferente.

e

Due cancri incancreniti nel territorio campano e in quello tarantino.

Quante volte si può morire se il rispetto per la salute e l’ambiente sono oggetto di interessi economici anziché sociali?

Di morti uccisi sul posto di lavoro e uccisi a causa delle malattie che il lavoro provoca, di vite sacrificate da un sistema marcio, di questo si parla quando Malesangue incontra il pubblico.

Oggi 28 Maggio è la volta di Napoli: alle ore 17:30 saremo alla
Feltrinelli Librerie di Via dei Greci.

Domani 29 Maggio abbiamo appuntamento com i Cobas a Viterbo: al Cosmonauta in Via dei Giardini alle ore 18:00.

Non ci fermiamo!

23/05/2026

Ieri, a conclusione della terza udienza dibattimentale del processo Ambiente Svenduto, in corso a Potenza, il collegio della Corte d’Assise ha deciso il “non luogo a procedere per intervenuta prescrizione" per Vendola ed altre 14 persone fra cui Fabio Riva.
All'ex presidente pugliese, nello specifico, era stato contestato il reato di concussione.

Indipendentemente dai ricorsi che potrebbe presentare la stessa Procura di Potenza, è chiaro che la sensazione che giustizia non sia stata fatta è molto forte.

Il tenore della telefonata di Vendola, insieme alle aspettative deluse ancor prima che venisse indagato, non sono aspetti che si possono archiviare con leggerezza nella nostra permanente sacrificabilità.

E resta una magra consolazione sapere che la prescrizione, per reati di questa entità, sia una chiara dichiarazione di mancato coraggio nel non volervi rinunciare pur potendolo fare.

La disistima nei confronti di Vendola, per l’appunto, era maturata prima dei reati contestati e durerà oltre la loro prescrizione.

Ma la giustizia è un’altra cosa.

È l’esigenza di giustizia che ha portato alle urne il 60% degli aventi diritto, per dire No ad un governo fascista che può solo peggiorare lo squilibrio già esistente di fronte alla legge.

Per ora nulla di fatto, di un primo grado dissolto nel nulla, resta la memoria di oltre 300 anni di condanne, restano le meschinità di chi ha usato l’occasione per sfoggiare toghe in strada, per fare proclami vacui mettendo in scena le solite farse della cittadinanza politicamente corretta.

Taranto aspetta che si faccia luce e giustizia sulle sue perdite irreversibili, su un campo di battaglia impari che dobbiamo far finalmente cessare.

20/05/2026

Ancora una volta Israele mostra la sua prepotenza e il suo disprezzo per il diritto internazionale attaccando le imbarcazioni della Global Sumud Italia e arrestando 430 fra attiviste e attivisti.
Il video diffuso dal governo israeliano, per mano del ministro Ben-Gvir, dimostra la violenza con cui Israele tratta le persone.
Il governo italiano si limita a chiamare l’ambasciatore ma continua ad essere complice di Israele.
Interrompere qualsiasi rapporto con uno stato genocida e terrorista è l’unica scelta da fare per interrompere questa spirale di violenza.
Ci uniamo a chi, in queste ore, sta chiedendo la liberazione delle 430 persone tenute in ostaggio nel porto di Ashdod .

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Condividiamo il pensiero di Raffaele Cataldi perché il suo racconto continua a essere il nostro. “Ieri ho avuto il privi...
19/05/2026

Condividiamo il pensiero di Raffaele Cataldi perché il suo racconto continua a essere il nostro.

“Ieri ho avuto il privilegio di presentare il mio libro, , alle classi della prima media dell’Istituto Comprensivo “Chiarelli” di Martina Franca, all’interno della rassegna Maggio dei Libri.

Sono gli incontri con la giovane e bellissima popolazione studentesca che rivelano il senso della “letteratura working class” perché non potendosi trattare di puro tema letterario si trasforma in un viaggio condiviso attraverso la vita, lo sport e l'impegno civile, in cui la parola, sorprendendo a volte anche chi la scrive, si fa narrazione.

Portandomi vicino all’età delle alunne ed alunni di quest’oggi, ho iniziato a raccontare loro il mio quartiere e i giorni in cui, da bambino, giocavo come portiere sull'asfalto.
La mia prima scuola di vita che, oltre a trasmettermi la passione per la squadra della mia città, mi ha offerto una direzione, allontanandomi da altre strade, pericolose e spesso senza uscite.

Non è semplice ma ho voluto spiegare che alla loro età, quando a scuola ci spiegavano il ciclo di produzione dell'Ilva, significava essere preparati a entrare in fabbrica o in marina, come se a Taranto non ci fosse altra prospettiva, e che questa formazione ci impediva e mi ha impedito di rifiutare “un posto fisso”.

Ai ragazzi ho voluto lanciare un messaggio chiaro e senza filtri: studiare e informarsi è l'unica vera arma che abbiamo per non restare intrappolati in visioni del mondo preconfezionate da altri.
Solo la conoscenza permette di prendere coscienza del proprio valore, di quello altrui,
dei propri diritti e di come pretenderli, senza abbassare la testa e senza diventare prepotenti.

Abbiamo riflettuto insieme su cosa sia uno "Stato giusto”, su cosa può fare un Paese che tutela la vita delle persone che lo abitano.
Sinceramente ho detto che, da lavoratore, mi aspetto di essere al sicuro quando lavoro, che da cittadino mi aspetto di essere al sicuro quando respiro l’aria della mia città, quando mangio il cibo della mia terra.
Ho scoperto che molte ragazze e moi ragazzi conoscono già i problemi dell’ambiente e della salute e concordano semplicemente che le cose vanno fatte per bene.

Bonifica, riconversione, futuro sostenibile per l’ambiente
non sono parole sconosciute perciò è stato naturale concludere che se ci sentiamo al sicuro nella nostra città siamo anche liberi di scegliere se restare o partire, senza essere costretti dalle condizioni esterne.

E sempre di grande conforto constatare l’attenzione e le domande incisive che mi rivolgono ne sono la prova.

Mi auguro che lo sguardo sulla vita e l’attenzione sulle opportunità restino accese e fiduciose come l’atmosfera di una mattinata

18/05/2026

Sotto attacco

Indirizzo

Via Dante 74
Taranto
74100

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