Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti

Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti Pagina ufficiale del Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti Siamo uomini e donne stanchi di dover scegliere tra lavoro e salute.

Il 30 Luglio 2012 si è costituito il comitato spontaneo e apartitico "Cittadini e lavoratori liberi e pensanti". Abbiamo scelto questo nome perchè crediamo, mai come ora, sia necessario superare il conflitto ambiente-lavoro, che fino ad oggi ha visto gli operai contrapposti ai cittadini. Il comitato nasce con questi obiettivi: tutela della salute e dell'ambiente, coniugata alla piena occupazione.

Il comitato riunisce operai Ilva, lavoratori, disoccupati, precari, studenti, professionisti, cittadini che d'ora in poi, per la prima volta, pretendono di essere al centro di ogni decisione politica sul futuro di Taranto. Imputiamo all'intera classe politica di essere stata complice del disastro ambientale e sociale che da cinquant'anni costringe la città di Taranto a dover svendere i diritti in cambio del salario. Siamo stanchi di essere rappresentati da sindacalisti che invece di difendere i diritti dei lavoratori salvaguardano profitti dell'azienda. Pretendiamo che chi ha generato questo dramma, lo Stato prima, la famiglia Riva poi, paghi per il disastro prodotto. Non vogliamo più pagare con le nostre vite e i nostri corpi le conseguenze di una crisi ambientale, economica e sociale di cui si conoscono i colpevoli! Invitiamo tutti coloro che considerano una vergogna il ricatto occupazionale a cui siamo stati costretti fino ad oggi e che costruire insieme un'altra idea di città, a partecipare al Comitato. IL COMITATO CITTADINI E LAVORATORI LIBERI E PENSANTI SIAMO TUTTI NOI! SI AI DIRITTI, NO AI RICATTI: SALUTE, LAVORO, AMBIENTE, REDDITO E CULTURA

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 Le luci della ribalta sportiva si spengono e Taranto ritrova intatti i suoi drammi.Come al solito, la correttezza dei s...
05/09/2026



Le luci della ribalta sportiva si spengono e Taranto ritrova intatti i suoi drammi.

Come al solito, la correttezza dei sindacati confederali e dell'USB nella vicenda ILVA è da "calcio scommesse".

Il futuro di 2500 lavoratori e lavoratrici dell’indotto, diventa lo strumento perfetto per imporre ancora una volta alla città un ricatto che potrebbe non esistere ma una città libera, si sa, non è più manovrabile.

Far scoppiare il caso del licenziamento collettivo appena finiti i giochi ha buone possibilità di generare ansia anziché lucidità.

Fino a ieri i sindacati confederali dichiaravano che il decreto emanato dal Tribunale di Milano andava rispettato, oggi chiedono di dare risposte concrete sul piano straordinario presentato il 28 luglio:

quindi salvare la fabbrica e non il lavoro sicuro, garantire la continuità produttiva e non tutelare la salute, avviare la decarbonizzazione e non confessare l’impossibilità di bonificare a impianti accesi.

La FIOM rivendica la questione amianto, fa il paio con la FIM nel dire che “È inaccettabile che l’Ilva si stia fermando non per il decreto della Corte di Appello di Milano ma per l'incapacità del governo di ascoltare e prendere decisioni nell’interesse del Paese”.
La Uilm accusa il governo di aver fatto 14 anni di campagna elettorale.

Ma in questi 14 anni, insieme a USB, cosa hanno difeso precisamente i sindacati confederali?

Oggi ci piacerebbe assistere alla conferenza stampa, per rivolgere alcune domande agli eroi di 14 anni di campagne di tesseramenti:

Quanti contratti a termine ci sono tra i lavoratori dell’indotto?

Quanti operai hanno un contratto multiservizi?

Quando i sindacati indicono scioperi per la continuità produttiva o per la fantomatica decarbonizzazione, è vero o non è vero che gli operai vengono ricattati e obbligati?

Di cosa si occupano esattamente le ditte appaltatrici?

La città lo sa che il “prezioso capitale umano” di cui parla Convertino svolge le attività di pulizie industriali? Le più malsane, le più insicure, le meno pagate?
È questo che lo rende orgoglioso dei dipendenti dell’indotto?

Una domanda vorremmo fare direttamente agli imprenditori delle ditte dell’indotto:

Come mai, dopo 14 anni di crisi, non siete riusciti a reinventarvi e a diversificare la vostra attività imprenditoriale, così da poter tutelare voi stessi e i vostri operai?

Accusate la politica della mancata riconversione di una fabbrica di dimensioni mastodontiche e noi siamo perfettamente d’accordo, ma non vedete quanto siete simili a chi accusate?

I lavoratori e le lavoratrici dell’indotto vanno tutelati, non vanno usate e usati dai padroni e neanche dai sindacati.

In quella che potrebbe rappresentare la possibilità concreta di compattarsi per difendere e ridare dignità al lavoro senza continuare a sacrificare la classe lavoratrice e la cittadinanza, la condotta sindacale per Taranto sceglie di continuare a diffondere paura, quella che garantisce la sottomissione a vita a padroni e padroncini.

Vi aspettiamo stasera a Grottaglie
29/08/2026

Vi aspettiamo stasera a Grottaglie

29 AGOSTO: GROTTAGLIE
Ringraziamo per l’invito!
L’Onda del Futuro ci sarà!

Libera di respirare. Libera di scegliere il proprio futuro. Libera di non dover scegliere tra salute e lavoro.
Il 29 agosto la seconda Assemblea Pubblica de "La Notte dei Briganti" sarà dedicata a “Taranto Libera”.

Un momento di confronto aperto a cittadini, comitati e associazioni per parlare del presente e, soprattutto, del futuro di un territorio che da troppo tempo porta sulla propria pelle le conseguenze dell'inquinamento industriale.

L’aspetto di maggior rilievo sarà l’obiettivo dell’assemblea di redigere un documento unitario, espressione dell’intera mobilitazione provinciale in merito alla “Vertenza ex-Ilva”.

Un'occasione per mettere insieme esperienze, istanze e proposte diverse e provare a costruire una posizione comune, capace di dare forza alla voce di un intero territorio.

Perché parlare di LIBERTÀ, qui, significa inevitabilmente parlare anche di Taranto. E vogliamo farlo insieme a chi questo territorio lo vive, lo attraversa, lo difende e continua a immaginarlo diverso.

📅 29 agosto | Ore 18.30
📍 Cave di Fantiano, Grottaglie
🎟️ INGRESSO LIBERO

Come nel 2012 anche oggi scegliete di stare con i padroni, dalla parte del profitto. Oggi puntate sullo Sport senza cono...
26/08/2026

Come nel 2012 anche oggi scegliete di stare con i padroni, dalla parte del profitto.

Oggi puntate sullo Sport senza conoscerne e possederne le qualità, prime fra tutte la correttezza e la lealtà che rappresentano il rispetto per ogni avversario e ogni compagno di squadra.

Voi avete deciso di non rispettare nessuno, nascondendo la realtà, manipolando le informazioni e i dati di cui siete ovviamente a conoscenza.

A cominciare dal numero delle famiglie che, a voler essere esagerati, fra indotto, in A.S. e , conteranno 13.000 lavoratori e lavoratrici. Molte e molti dei quali in cassa integrazione da secoli e senza futuro perché non glielo avete saputo assicurare.

Sia chiaro, per noi anche una sola famiglia va tutelata ma con serietà e fattibilità. Non giocando sui numeri come fate voi.

Qualche settimana fa avete resa pubblica una convenzione per cui i vostri iscritti usufruiranno di uno sconto sull’abbonamento ma i hanno annunciato di essere per la chiusura dello stabilimento.

Più allo sbaraglio di cosi non potreste essere.

Seminate terrore per una bomba sociale che è esplosa già da anni, con cassaintegrati, morti e malati che superano di gran lunga i falsi numeri che date deliberatamente in pasto all’opinione pubblica.

Forse, se chiude la fabbrica, inizieranno i problemi per qualche padrone dell’indotto abituato a vivere nell’oro grazie alla fatica di lavoratori e lavoratrici impegnati a svolgere lavori disumani?

Continuate così, a favorire una produzione che rischia di farci passare alla storia per l’ecatombe alla quale state condannando la città, scommettendo sugli incidenti rilevanti che sono sempre più altamente probabili!

Avete posizionato il camion che strizza l’occhio ai padroni del momento, nei pressi dello Stadio Iacovone, per promuovere i vostri interessi a mezzo delle vostre menzogne.

Il Segretario generale della De Palma, mentre è sempre pronta a vivere senza , si permette di citare l’Art. 41 della Costituzione che da almeno 14 anni è chiaramente vilipeso, anche grazie alla vostra inettitudine e complicità.

Avete consentito decreti, dissequestri, accordi capestro in totale dispregio della salute pubblica protetta dalla Costituzione e ora la invocate, delirando di decarbonizzazione e occupazione.

Non ci sono altre spiegazioni, il profitto vi acceca. Bisogna continuare a produrre.
A qualsiasi costo, a costo di qualsiasi vita, perché sapete bene che vuol dire questo.

Non c’è evidenza scientifica, non c’è sentenza, non ci sono malattie o infortuni mortali che vi tengano dal perseguire il salvataggio delle tessere.
Che perderete comunque a causa della vostra miopia che vi porta a preferire l’uovo oggi di una gallina che sarà morta domani.

Prendete di mira tutto quello che può mantenere il vostro bacino di voti, esattamente come i governi che a fasi alterne contestate, indipendentemente dai colori, dai progetti inesistenti, dagli acquirenti fantasma o pronti a scommettere ancora e soltanto sulle vite dei lavoratori e delle lavoratrici.

Ieri il calcio, oggi i del mediterraneo, domani chissà.
Questo si chiama sciacallaggio.

Dateci retta, lo Sport non è per voi.

22/08/2026

Ci stringiamo con affetto attorno alla nostra compagna Roberta Semitaio in questo momento di dolore per la perdita del suo caro papà. Un abbraccio forte da tutti noi.

  senza verità non sarà mai libera ❤️💙
21/08/2026

senza verità non sarà mai libera ❤️💙




Tutti pazzi per   che si è preparata ad essere vetrina internazionale per la 20esima edizione de “ ” e sollevare qualche...
20/08/2026

Tutti pazzi per che si è preparata ad essere vetrina internazionale per la 20esima edizione de “ ” e sollevare qualche dubbio su questa grande opportunità è da lamentatori seriali.

D’altronde le dichiarazioni del Comitato organizzatore sono rassicuranti, tanto da un punto di vista etico che squisitamente economico:

“I Giochi del Mediterraneo sono ispirati ai valori di amicizia, rispetto, eccellenza, unità, pace e sostenibilità.”

“La mission dei Giochi è unire i popoli del Mediterraneo attraverso lo sport, promuovendo la pace e l’amicizia.”

“Vogliamo che i Giochi del Mediterraneo siano un volano di sviluppo del territorio, creando nuove opportunità per i giovani e promuovendo un turismo sostenibile.”
e che resti “a Taranto e alla Puglia un’eredità di sport, turismo, cultura e integrazione, trasformando la città in un punto di riferimento per il Mediterraneo.”

Tanto ci dovrebbe bastare e impedire di sottolineare che sponsor come , e non evocano propriamente concetti di pace e fratellanza fra popoli.

Ci viene chiesto, in virtù della ribalta, di ignorare che si tratti di multinazionali che sfruttano territori e comunità, a cominciare dalla nostra amata Taranto, estraendone tutto il valore, naturale e umano, fino ad armare le guerre contro gli stessi popoli sfruttati.

È sulla complicità con aziende che alimentano e finanziano il genocidio palestinese e in generale l’economia bellica che dobbiamo costruire le basi per un futuro che ci restituisca quella giustizia che ci è stata negata proprio da questo modello economico e politico?

Quale prezzo sta pagando e pagherà Taranto in termini ambientali e di sudditanza per questo enorme “pacco regalo” che ci hanno confezionato?

Che idea di diritto e di futuro sta comunicando questa amministrazione a 3000 giovani volontarie e volontari non retribuiti, arruolatǝ per “fare curriculum” in una kermesse miliardaria?

La stessa cultura di pace sfoggiata in un selfie con Francesca Albanese, per convincere l’opinione pubblica che l’amministrazione comunale abbia a cuore il popolo palestinese, salvo mantenere i migliori rapporti con paesi e aziende che li ammazzano.

Con lo stesso spirito con cui condannano a morte sicura la nostra comunità perorando la continuità produttiva del siderurgico, sfoggiando slogan di sostenibilità e rilancio economico.

L’unica cosa ad essere rilanciata è la rete di rapporti e sistemi letali che allontanano sempre più la giustizia sociale alla quale abbiamo diritto.

Staremo a vedere se qualche alta carica si ricorderà di dedicare un pensiero a chi giace sotto la superficie di questo Mediterraneo che dovrebbe unire.

19/08/2026

“UNITI PER IL FUTURO DI TARANTO”: DOMANI L’ASSEMBLEA CITTADINA AL PARCO MASSIMO BATTISTA

Domani, 20 agosto, a partire dalle ore 19.00, nel Parco Massimo Battista (già Parco delle Mura Greche), si terrà l’assemblea cittadina promossa dal gruppo Onda del Futuro, composto da: Genitori Tarantini, Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti, Terra Jonica, Tracce, Coordinamento Cittadino di Lido Azzurro, LMO - Lavoratori Metalmeccanici Organizzati.

L’incontro nasce con un obiettivo preciso: andare oltre ciò che Taranto non vuole più e cominciare a costruire insieme proposte concrete su ciò che questo territorio vuole diventare.

Tra i contributi dai quali partirà il confronto ci sarà il Piano per Taranto elaborato da LMO, che affronta uno dei nodi centrali della trasformazione: garantire diritti, lavoro e reddito ai lavoratori.
Il Piano prevede, tra le diverse misure, la tutela occupazionale per quanti vorranno essere impiegati nelle attività di smantellamento degli impianti, decontaminazione e bonifica, insieme alla tutela dei redditi e a strumenti di accompagnamento all’uscita dalla fabbrica attraverso la Legge sull’Amianto, il riconoscimento dei lavori usuranti, prepensionamenti, ammortizzatori sociali e risarcimento del danno subito.

Ma la tutela dei lavoratori deve procedere insieme alla costruzione delle alternative, per questo il confronto si allargherà al futuro complessivo del territorio: quale lavoro vogliamo costruire?
Quali economie?
Quale rapporto vogliamo recuperare con il mare, l’ambiente e le aree da bonificare?
Quali opportunità vogliamo creare per i giovani?
Quale sistema sanitario deve essere garantito a una città che ha pagato per decenni un prezzo altissimo in termini di salute?
Quale ruolo possono avere università, ricerca e formazione?
Quale spazio vogliamo restituire alla cultura, allo sport, ai bambini, ai giovani e agli anziani?

Non sarà questo il luogo in cui discutere di decarbonizzazione o di altri progetti industriali malsani ed impattanti.
Si parlerà, invece, di lavoro sostenibile, salute, ricerca e formazione, università, attività produttive diversificate, turismo, cultura, sport, rigenerazione del territorio e valorizzazione delle competenze presenti nella città.
Anche i Giochi del Mediterraneo rappresentano un’occasione per ragionare su come investimenti, sport, servizi, accoglienza e valorizzazione del patrimonio storico, culturale e paesaggistico possano generare opportunità capaci di andare oltre la durata dell’evento.

Non si parte da una pagina bianca: in questi anni associazioni, comitati, lavoratori, cittadini e diverse realtà del territorio hanno costruito esperienze, approfondito problemi, elaborato studi, idee e proposte. È arrivato il momento di mettere in relazione questo patrimonio di conoscenze e competenze, arricchirlo con nuovi contributi e, attraverso la costituzione di gruppi di lavoro, trasformarlo in una proposta concreta e condivisa per il futuro di Taranto. Siamo pronti.

Si discuterà, inoltre, del percorso di mobilitazione che potrà condurre, indicativamente alla metà di ottobre, a una grande manifestazione, capace di unire cittadini, lavoratori, associazioni, comitati e realtà sociali non soltanto nel rifiuto di un modello che Taranto ha già pagato troppo a lungo, ma soprattutto nella pretesa di un futuro diverso e nella capacità di avanzare le proprie proposte.

Perché non basta più indignarsi o aspettare che qualcuno decida dall’alto.
Taranto deve poter scegliere il proprio futuro. E per farlo ha bisogno delle esperienze, delle competenze e della partecipazione di tutti.

L’appuntamento è per domani, 20 agosto, dalle ore 19.00 al Parco Massimo Battista.
Associazioni, comitati, lavoratori, cittadini e tutte le realtà interessate sono invitati a partecipare.

Ci incateniamo sì o no?​Siamo ancora in attesa che qualcuno porti le catene.​Siamo ancora in attesa che i partiti di sin...
18/08/2026

Ci incateniamo sì o no?
​Siamo ancora in attesa che qualcuno porti le catene.
​Siamo ancora in attesa che i partiti di sinistra facciano la sinistra, perché la destra fa bene il proprio lavoro.
​Per noi la sinistra non è difendere il lavoro a tutti i costi, anche a costo della vita, ma è tutelare lavoratori e cittadini.
​Il lavoro dignitoso non è quello che provoca morte e malattia.
​Le fabbriche non sono solo luoghi di lavoro, ma il fulcro della lotta che mette al primo posto i diritti dell'uomo e della donna in quanto lavoratori; questo significa che, se non viene garantita la sicurezza e la salute degli operai, l'attività deve cessare.
​L'ex Ilva è piena di amianto, quindi insicura e insalubre; per questo deve essere chiusa per tutelare gli stessi lavoratori e anche i cittadini che ne subiscono i danni.
​E non sarebbe dovuto servire un decreto della magistratura per disporre il fermo degli impianti.
​Non ci sembra che qualche sindacato abbia proclamato almeno 5 minuti di sciopero per la presenza di amianto che, per legge, deve essere eliminato totalmente.
​Non crediamo che neanche i partiti di sinistra si siano espressi in questa direzione.
​Ancora oggi si confermano le parole di Aldo Ranieri del 2 agosto 2012 che affermava che sindacati e padroni stessero dalla stessa parte.
​Abbiamo letto parole di risentimento della dottoressa Viggiano che aveva promesso di incatenarsi ai cancelli dell’ex Ilva insieme a noi qualora non fosse garantita la salute dei tarantini.
​Rimaniamo fiduciosi…
​La stessa vorrebbe risolvere i problemi dell’ex Ilva rifacendosi a una fantomatica decarbonizzazione: la stessa dei sindacati, la stessa che andava sbandierando il suo predecessore Pagano. Con quest'ultimo, qualche anno fa ci siamo interfacciati a un’assemblea degli operai Ilva in A.S. e quando lo abbiamo incalzato su come potesse essere possibile la decarbonizzazione ci siamo accorti che non sapeva di cosa parlasse, poiché ci rispose semplicemente che i tecnici dicono che si può fare.
​A noi queste risposte non bastano. Visto che a noi semplici cittadini che pretendiamo la chiusura chiedete le soluzioni, che tra l'altro dopo confronti, convegni e tanto studio vi abbiamo proposto, da voi politici esigiamo tutti i dettagli delle vostre soluzioni. Quindi, quando vi interfacciate con cittadini e operai di Taranto per proporci fantasiose decarbonizzazioni, dovete ve**re preparati. Non vi è permessa incompetenza: studiate o dimettetevi!
​Rammentiamo come Pagano in quell'occasione abbia chiesto scusa per i decreti emanati dal PD che hanno contribuito a non tutelare né la salute, né l'ambiente, né il lavoro, peggiorando la situazione.
​Nella stessa occasione l'ex parlamentare e il cinque stelle Turco furono sbugiardati anche sulla questione del rientro in fabbrica dei circa 1500 cassintegrati di Ilva in A.S., i quali non sarebbero più rientrati non per un ridimensionamento del personale, ma perché fu scambiata la loro riammissione con l'annullamento dell'immunità penale, introdotta precedentemente sempre dal governo targato PD e cinque stellette.
​Purtroppo a dire che noi dicevamo la verità era l’onorevole Iaia, che riprodusse i documenti del 2020 dell’accordo Governo Conte II-Mittal.
​La memoria è importante, altrimenti non si può fare chiarezza.
​Ieri la dottoressa Viggiano, in quanto tarantina e parlamentare PD, si è sentita in dovere di scrivere un post contro l’avvocato Striano, che sa difendersi da solo. Però noi abbiamo memoria storica e le sue parole risultano offensive per noi tarantini.
​Come può affermare che il PD sia diverso dal governo attuale, se tutto ha avuto inizio proprio dai governi targati PD?
​Decreti ex Ilva e decreti sicurezza hanno tutti la stessa matrice: il PD li ha confezionati, il governo Meloni li ha infiocchettati.
​Dovreste ringraziare gli avvocati per aver fatto il loro dovere difendendo, con azioni legali, gli interessi e i diritti dei cittadini e dei lavoratori, al contrario di tutti i partiti che hanno solo approfittato della situazione per avventarsi sull'elettorato in cerca di facili consensi, buttando solo fumo negli occhi.
Siete i peggiori, perché con il vostro modo di agire democristiano pensate di poterci ancora fregare.

14/08/2026

Condividiamo e riportiamo questa “chiamata collettiva”della quale anche noi insieme al sindacato di base lavoratori metalmeccanici LMO, associazioni e comitati, siamo parte attiva.

PER LA MOBILITAZIONE CITTADINA DI OTTOBRE.

EX ILVA: UNITI PER IL FUTURO DEL NOSTRO TERRITORIO

La vicenda dell’ex Ilva non può più essere affrontata continuando a indicare nella continuità produttiva l’unico orizzonte possibile, senza misurarsi con la gravità della situazione ambientale, sanitaria, sociale e giudiziaria che riguarda lo stabilimento e l’intero territorio.

Quella dell’ex Ilva, però, non è soltanto una vertenza industriale e non riguarda esclusivamente il destino degli impianti e dei lavoratori. Riguarda il futuro di Taranto, una città che per decenni ha pagato un prezzo altissimo in termini di salute, ambiente, opportunità economiche e possibilità di scegliere autonomamente il proprio modello di sviluppo.

Per questo è arrivato il momento che associazioni, comitati, LMO, lavoratori e lavoratrici, realtà sociali e cittadini si ritrovino insieme.

Non soltanto per manifestare, ma per costruire una posizione comune, elaborare una proposta concreta per il futuro del territorio e trasformarla in una piattaforma da sottoporre al Governo e alle istituzioni competenti.

RITROVIAMOCI IN ASSEMBLEA IL 20 AGOSTO

Parco delle Mura Greche “Massimo Battista” – Taranto
Incontro ore 19.00 | Inizio assemblea ore 19.30

Un’assemblea pubblica e aperta a tutti, nella quale far convergere esperienze, competenze, bisogni e proposte.

Non possiamo più accettare che salute, ambiente e lavoro vengano messi gli uni contro gli altri. E non possiamo continuare a pensare il futuro di Taranto esclusivamente attraverso il destino della grande industria.

Vogliamo costruire un percorso nel quale tutela della salute, giustizia ambientale e diritto al lavoro procedano insieme, senza lasciare indietro nessuno, e aprire una discussione collettiva sul futuro economico, sociale e territoriale della città.

I PUNTI DA CUI PARTIRE

🔹1. SMANTELLAMENTO

Chiediamo chiarezza sul futuro degli impianti e un piano serio, trasparente e verificabile per lo smantellamento delle strutture da dismettere.

Un piano che definisca tempi, modalità, risorse e responsabilità precise e impedisca di lasciare sul territorio nuove emergenze ambientali e nuove promesse senza seguito.

🔹2. BONIFICHE

Le bonifiche devono diventare una priorità reale e non più rinviabile.

Servono interventi programmati, finanziati e verificabili, finalizzati alla tutela dell’ambiente e alla progressiva restituzione delle aree alla città.

Bonificare non significa soltanto riparare i danni del passato. Significa restituire a Taranto suolo, mare, paesaggio e possibilità di futuro, creando le condizioni per nuovi usi del territorio e nuove economie.

🔹3. OCCUPAZIONE E DIGNITÀ PER TUTTI I LAVORATORI

Il superamento dell’attuale modello industriale non può trasformarsi in una nuova emergenza sociale.

Deve essere garantita una prospettiva occupazionale a tutti i lavoratori, con particolare attenzione a quelli delle aziende dell’appalto e dell’indotto, troppo spesso i primi a pagare il prezzo delle crisi e delle riorganizzazioni.

La tutela occupazionale deve inserirsi in una strategia più ampia, capace di creare lavoro anche oltre il perimetro della grande industria e di liberare il futuro delle nuove generazioni dalla dipendenza da un unico insediamento produttivo.

🔹4. AMIANTO, POLVERI MINERALI FINI E LAVORO USURANTE

Chiediamo un censimento completo e trasparente dei lavoratori, presenti e passati, dello stabilimento, dell’appalto e dell’indotto, per ricostruire le condizioni di esposizione all’amianto e alle polveri minerali fini e garantire tutela, sorveglianza e riconoscimento a chi ha lavorato per anni in condizioni di rischio.

Deve essere inoltre affrontato il riconoscimento del lavoro usurante per tutte le mansioni e le condizioni lavorative che ne presentino i requisiti.

🔹5. CURA DELLA SALUTE E RAFFORZAMENTO DELLA SANITÀ PUBBLICA

La tutela della salute deve costituire uno degli assi centrali di qualsiasi intervento sul futuro di Taranto.

Decenni di pressione ambientale e industriale impongono di affrontare non soltanto le conseguenze già emerse, ma anche i bisogni sanitari presenti e futuri dell’intera popolazione, senza distinzioni tra categorie o condizioni individuali.

Per questo chiediamo che siano destinate risorse straordinarie e strutturali al potenziamento della sanità pubblica del territorio, rafforzando personale, strutture, prevenzione, diagnosi, cura e assistenza e garantendo una capacità di risposta adeguata ai bisogni della comunità.

La riparazione dovuta a Taranto non può limitarsi alla dimensione ambientale. Deve comprendere anche una concreta riparazione sanitaria, attraverso investimenti pubblici proporzionati al peso che questo territorio e i suoi abitanti hanno sostenuto per decenni.

La tutela della salute non può essere considerata una conseguenza accessoria della transizione: deve essere un diritto garantito nel presente e nel futuro e una componente essenziale di qualsiasi accordo o programma istituzionale per Taranto.

🔹6. IL FUTURO DI TARANTO

La discussione sull’ex Ilva deve diventare finalmente una discussione sul futuro di Taranto.

Non basta decidere cosa chiudere, smantellare o bonificare. Dobbiamo decidere cosa vogliamo costruire.

Serve una visione capace di restituire progressivamente alla città le aree oggi sottratte, rigenerare il territorio e il suo patrimonio naturale e culturale, sostenere economie realmente compatibili con salute e ambiente e creare nuove opportunità di lavoro.

Il futuro di Taranto riguarda chi oggi lavora nello stabilimento e nell’indotto, ma anche chi non vi ha mai lavorato: bambini, giovani, famiglie, imprese, università, ricerca, cultura, mare, turismo, servizi e tutte le attività che possono concorrere alla costruzione di un’economia plurale, resiliente e non più dipendente da un’unica grande industria.

Questa trasformazione non può essere decisa ancora una volta altrove e poi comunicata alla città.

Taranto deve essere protagonista delle decisioni sul proprio territorio.

🔴🔵È IL MOMENTO DI UNIRE LE FORZE

Questa non è e non deve diventare la battaglia di un singolo comitato, di un’associazione, di una categoria o di una parte politica.

Deve diventare un percorso collettivo della città e dell’intero territorio.

L’assemblea del 20 agosto vuole essere il primo passo per costruire una piattaforma comune su smantellamento, bonifiche, tutela dei lavoratori, cura della salute e futuro economico e territoriale di Taranto, da portare al confronto con il Governo e con tutte le istituzioni competenti.

Da questa proposta dovrà nascere anche una mobilitazione ampia, unitaria e consapevole, capace di rappresentare la città e sostenerne concretamente le richieste.

Perché Taranto non può limitarsi a dire ciò che non vuole più.

Taranto deve poter decidere ciò che vuole diventare.

IL 20 AGOSTO CI RITROVIAMO.

IL 20 AGOSTO COSTRUIAMO UNA PROPOSTA.

IL 20 AGOSTO INIZIAMO UN PERCORSO COMUNE.

Parco delle Mura Greche “Massimo Battista” – Taranto
Incontro ore 19.00 | Inizio assemblea ore 19.30

Nessuno escluso.
Nessun lavoratore lasciato indietro.
Nessun cittadino lasciato fuori dalle decisioni.
Nessun territorio sacrificato.

Caro segretario regionale Francesco Brigati,innanzitutto le faccio i complimenti per la carriera sindacale che l'ha port...
07/08/2026

Caro segretario regionale Francesco Brigati,
innanzitutto le faccio i complimenti per la carriera sindacale che l'ha portata a diventare segretario regionale della FIOM. Evidentemente ha combattuto molte battaglie, prima come operaio, poi come delegato e infine come segretario provinciale, fino a conquistare questo prestigioso incarico.

Da operaio Ilva in Amministrazione Straordinaria, però, vorrei porle una domanda semplice: perché noi veniamo convocati alle assemblee solo quando fa comodo? All'ultima assemblea, ad esempio, gli operai Ilva in AS sono stati lasciati a casa. È stata una dimenticanza oppure una scelta precisa? Sarebbe corretto che fosse lei a spiegarlo.

Eppure non siamo fantasmi. Siamo quasi duemila lavoratori che dal 2018 vivono sospesi, perdendo non solo reddito, ma anche dignità professionale e competenze costruite in anni di lavoro.
Lei è certamente abile con le parole, ma questa volta credo abbia sbagliato bersaglio. Non intendo cadere nelle sue provocazioni, però le ricordo che la memoria è importante, soprattutto per chi ricopre ruoli di responsabilità.

Forse ha dimenticato alcuni comunicati che la FIOM ci ha dedicato. Forse ha dimenticato anche le sue dichiarazioni rilasciate a un'emittente locale sull'amianto, quando, dopo che io e Aldo Ranieri avevamo ricordato i 1.300 siti contaminati censiti dal commissario Bondi, liquidò la questione con un frettoloso: "È incapsulato." Una frase che difficilmente gli operai possono dimenticare.

L'accusa di volerci sostituire alle forze dell'ordine rappresenta probabilmente il punto più basso del suo post. Noi non abbiamo mai usato nessuno per bloccare le strade.

Nel suo post cita un video pubblicato dal Comitato e registrato da me, Raffaele Cataldi, con il mio telefono. È bene chiarire una volta per tutte che quel video NON ERA CONTRO I LAVORATORI DELL'APPALTO, che sono le prime vittime di un sistema fatto di ricatti, appalti, contratti multiservizi, precarietà e nessuna prospettiva. Il video fotografa semplicemente la realtà dei fatti: chi sostiene di rappresentare 6-7 mila iscritti riesce a portare in piazza appena 200 o 300 lavoratori dell'indotto, persone che scioperano spesso pagando un prezzo altissimo perché ricattabili e prive di tutele.
Questi sono fatti, non provocazioni.

Mi sorprende il tono che ha scelto. Lei, che in passato sosteneva di non dare peso ai cosiddetti "denigratori seriali", oggi sembra aver perso quella lucidità che lo ha sempre contraddistinto.
Invece di concentrare la sua attenzione su di me, operaio Ilva in AS che avrebbe espresso queste stesse considerazioni pubblicamente se solo gli fosse stato consentito interve**re in assemblea, provi a chiedersi perché MOLTI DEI SUOI DELEGATI NON POSSANO DIRE LIBERAMENTE CIÒ CHE PENSANO.

E soprattutto, eviti di dare dello "sbirro" a chi i decreti sicurezza li ha contestati davvero, senza alcuna protezione, mettendoci la faccia e rischiando denunce, diffide e conseguenze personali.

Ci accusa di essere ignoranti perché non siamo tecnici, economisti o avvocati. Richiama il bilanciamento tra diritti costituzionali.
Peccato che la giurisprudenza europea abbia ribadito più volte un principio molto chiaro: il diritto alla salute e alla vita non può essere sacrificato in nome del profitto. E se oggi siamo arrivati a questo punto, una parte delle responsabilità ricade anche su chi, negli anni, avrebbe dovuto rappresentare e difendere gli operai e invece troppo spesso ha scelto il compromesso.

Parlate di ricucire il rapporto con la città, ma non avete mai fatto una seria autocritica. Dai tempi della gestione Riva avete preferito, troppe volte, girarvi dall'altra parte.
Devo ricordarle il referendum con cui venne fatto approvare l'accordo con ArcelorMittal? Devo ricordarle che, non avete preso posizione contro le dichiarazioni del delegato Fiom di Genova che, pubblicamente, ammise “se Taranto affonda noi non vogliamo andare a picco con loro”

Parla di denunce, esposti e battaglie legali. Ma le vere lotte dentro la fabbrica, quelle capaci di cambiare davvero le condizioni dei lavoratori, non le avete mai fatte fino in fondo.

E mentre discutiamo di post, video e polemiche, la realtà continua a presentare il conto.
Questa notte un altro operaio ha rischiato di morire in un impianto posto sotto sequestro con facoltà d'uso.
Questa è la vera notizia.
Il resto serve solo a spostare l'attenzione.

Indirizzo

Via Dante 74
Taranto
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