29/05/2026
SERPICO: La storia di Francesco "Franco" Evangelista, per tutti semplicemente "Serpico", è la storia di un uomo che ha incarnato fino all'estremo sacrificio il senso del dovere, l'eroismo quotidiano e la difesa delle istituzioni democratiche in uno dei periodi più bui e violenti della storia italiana contemporanea, i cosiddetti "Anni di Piombo".
Nato a San Nicola la Strada, in provincia di Caserta, nel 1943, Franco si era arruolato in giovane età nel Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza, l'odierna Polizia di Stato. Trasferito a Roma, divenne rapidamente una figura leggendaria all'interno della Questura capitolina e tra i colleghi del Commissariato Porta Pia. Il suo soprannome, "Serpico", ispirato al celebre film interpretato da Al Pacino, non gli era stato dato a caso: Evangelista era un poliziotto vecchio stampo, dotato di un intuito straordinario, un coraggio fuori dal comune, un fisico d'acciaio e una profonda conoscenza delle arti marziali.
Era un incubo per la criminalità romana, e il suo record personale contava centinaia di arresti effettuati spesso in condizioni di estremo pericolo. La sua dedizione era totale, tanto da superare anche i limiti fisici: nel 1975, durante un inseguimento, era stato scaraventato giù dal primo piano di un edificio da alcuni ladri, riportando la frattura della colonna vertebrale.
Nonostante l'infortunio e la necessità di indossare un pesante busto ortopedico, non aveva esitato, ancora in convalescenza, a sventare da solo una rapina in banca, disarmando il malvivente. Questa incredibile forza d'animo lo portò, all'inizio del 1980, a trovarsi in prima linea nella gestione dell'ordine pubblico a Roma, una città all'epoca incendiata dal terrorismo e dagli scontri politici.
La mattina del 28 maggio 1980, l'appuntato Evangelista si trovava in servizio di vigilanza davanti al Liceo Classico "Giulio Cesare", in Corso Trieste, insieme ai colleghi Antonio Manfreda e Giovanni Manfredi.
Quella mattina, un commando di criminali, decise di colpire la pattuglia. Tuttavia, non appena il commando si avvicinò e i poliziotti accennarono a una minima reazione di difesa, i terroristi aprirono il fuoco all'impazzata a brevissima distanza. Franco Evangelista venne investito da una pioggia di proiettili: colpito mortalmente da sette colpi, morì sul colpo a soli 37 anni, lasciando la moglie e due figli piccoli.
Nell'agguato rimasero gravemente feriti anche i suoi colleghi. La morte di "Serpico" scosse profondamente l'opinione pubblica e le istituzioni. Nel 2015, per mantenere vivo il suo ricordo e trasmetterlo alle nuove generazioni, il Comune di Roma gli ha ufficialmente intitolato il giardino di Corso Trieste, situato proprio di fronte alla scuola dove l'appuntato p***e la vita. Franco Evangelista resta ancora oggi il simbolo di tutti quei servitori dello Stato che, pur consapevoli dei rischi enormi del proprio tempo, hanno scelto di non fare un passo indietro per difendere la legalità e la convivenza civile.