10/06/2026
MANIFESTO POLITICO 2026 - COLLETTIVO HUMAN PRIDE TARANTO
Il Collettivo Human Pride Taranto nasce nel febbraio del 2024.
Più attivist3 provenienti da più zone della provincia ionica hanno deciso, così, di unirsi e di dar vita ad un contenitore sociale che sia cassa di risonanza per i diritti di tutt3. È diventato da subito, per tutto il collettivo, fondamentale creare una rete sinergica tra le realtà collettive ed associative presenti sul territorio e insieme costruire ponti di formazione comunicazione efficaci contro ogni forma di sopruso, sopraffazione, discriminazione e violenza.
Human Pride Taranto pone al centro della sua lotta intersezionale - chiaramente e costantemente pacifica- , la tutela dei diritti delle persone della comunità LGBTQIA+, delle donne, dei lavoratori, dei diritti ambientali e alla salute, dei diritti delle persone migranti, delle cittadin3 di
seconda generazione, delle persone con disabilità, dei diritti di tutt3 coloro che da sempre sono resi invisibili dal sistema capitalista, patriarcale e mercificatorio.
Human Pride Taranto pone, pertanto, al centro del suo impegno politico, la lotta pacifica e non stereotipata all’oppressione e per i diritti di tutt3 coloro la cui autodeterminazione è quotidianamente compromessa da barriere culturali, sociali, fisiche, sensoriali, politiche e
giuridiche.
Riconosciamo nei concetti di omo/ bi/ transfobia, di patriarcato, razzismo, sessismo, abilismo, sopruso e sfruttamento una radice comune a tutte le forme di oppressione e violenza che
colpiscono parti della popolazione.
Negli ultimi anni è cresciuta una coscienza sempre maggiore sulle tematiche LGBTQIA+ da parte della società civile, ma restano ancora voragini legislative che non tutelano la comunità intera: in Italia, i diritti delle persone LGBTQIA+ vengono ancora negoziati, rinviati o calpestati. Il dibattito pubblico è saturo di dogmi e populismo senza fondamento scientifico su quale tipo di famiglia sia normale e quale no.
Vogliamo il diritto alla famiglia e alla genitorialità per tutt3 e il riconoscimento di ogni tipo di forma familiare già esistente in Italia e che nascerà: esistono figl3 di famiglie cosiddette “arcobaleno” e di famiglie monogenitoriali, i quali devono poter avere gli stessi diritti di
qualsiasi altro bambin3.
Vogliamo una società formata e pronta, contro ogni forma di stigma e pregiudizio nei confronti delle persone transgender, con giusta e chiara informazione e assistenza sanitaria nel cambio di genere, snellimento burocratico e parità di risorse legislative.
Vogliamo riportare al centro i diritti delle donne, con leggi che si adattino ai bisogni ad personam. E’ necessario che i ruoli di potere vengano distribuiti equamente ed esclusivamente in base ai meriti, è importante che si rimarchi il diritto alla parità salariale, il diritto al congedo
parentale per entrambi i genitori, che si faccia chiarezza legislativa su temi come xenofobia e misoginia, che le forze
politiche istituiscano davvero una legislazione efficace e seria contro ogni forma di violenza fisica, verbale, psicologica, economica nei confronti delle donne.
Vogliamo leggi che consentano di disporre liberamente dei nostri corpi e garantiscano il diritto all’ab**to sicuro e all’educazione sessuale ed affettiva nelle scuole ed erogata dal sistema sanitario nazionale in ogni regione d’Italia e accessibile a tutt3.
Pretendiamo che si smetta subito di usare i corpi e i diritti delle persone come strumenti politici e propagandistici.
Vogliamo il cessare dei conflitti che ancora oggi abitano nel nostro pianeta, alcuni conosciuti, altri non: chiediamo il disarmo e il rispetto del diritto alla autodeterminazione dei popoli, del diritto umano di emigrare dai territori di guerra e che l’Italia prenda chiare posizioni contro ogni crimine di guerra.
Vogliamo l'accesso facile alla sanità pubblica ed efficiente per tutt3, poiché la sanità non è un privilegio di poch3, ma un diritto non negoziabile.
Vogliamo che ogni persona con disabilità, visibile o invisibile, fisica o mentale, possa sentirsi liber3 di autodeterminarsi, di essere autonom3 e che ogni forma di abilismo sia contrastata chiaramente.
Vogliamo che il diritto allo studio sia garantito a tutt3 e che si attuino serie politiche lavorative, che si costruisca un disegno serio di assunzioni giovanili a tempo indeterminato, osteggiando
ogni forma di mobbing, sopruso lavorativo, compromesso a ribasso e mancata sicurezza sul posto di lavoro.
Vogliamo che il diritto a vivere in un ambiente sano sia rispettata anche a Taranto, vogliamo la chiusura di tutte le fonti inquinanti e che questa terra non sia più trattata come “zona di sacrificio”.
Vogliamo che tutte le persone si sentano protette in ogni ambiente e che siano nelle condizioni di poter affermare ed autodeterminare le proprie differenze individuali.
La parità di diritti non va strumentalizzata, la parità dei diritti non contempla privilegi:
chiediamo equità di trattamento legislativo e di tutele per tutt3, chiediamo pari opportunità per tutt3, pari diritti e doveri per tutt3.
Il nostro obiettivo è informare all’equità, alla parità e lottare per l’uguaglianza sociale e legislativa di tutt3, e, per farlo, chiediamo ad associazioni e collettivi territoriali ed extra territoriali di fare rete, di supportarci reciprocamente, di unire le forze e di camminare insieme sul tortuoso sentiero dei diritti.
Questo anno vogliamo, come Collettivo Human Pride Taranto, dedicare il corteo del 27 giugno alla memoria di Bakari Sako, ragazzo maliano brutalmente ucciso e non solo per mano di persone giovani, ma anche dall’ignoranza, dal pregiudizio, dall’invisibilità, dall’indifferenza, dall’assenza delle istituzioni, di presìdi e di accesso pubblico garantito a tutt3 ai servizi socio - culturali e riabilitativi.
Inoltre, come lo scorso anno, dedicheremo il nostro corteo sempre a tutte le vittime del disumano genocidio palestinese in corso a Gaza e a tutte le vittime che subiscono guerre presenti in più parti del mondo - forse in luoghi di cui neanche siamo a conoscenza-, auspicando
a che cessino immediatamente il fuoco e la violenza.
Il 27 giugno rappresenta una giornata corale di impegno, non un punto di arrivo, poiché la lotta ai diritti dura 365 giorni l’anno, e noi continueremo a provare a farlo.
Vogliamo sentirci liber3 di camminare per strada, senza paura che una nostra qualsiasi caratteristica sia oggetto di violenza verso di noi.
Rivendicare i propri diritti civili non lede, né calpesta, i diritti altrui.