Arci Montemesola Circolo "Terra rossa"

Arci Montemesola Circolo "Terra rossa" L’Arci è un’Associazione Indipendente di Promozione Sociale e Civile.

E’ impegnata nella promozione e nello sviluppo dell’associazionismo come fattore di coesione sociale, come strumento di impegno civile, promozione della pace e dei diritti di cittadinanza, lotta contro ogni forma di esclusione e discriminazione. I Circoli Arci sono una grande rete di esperienze culturali, spazi per produrre e consumare cultura, laboratori della creatività giovanile. L’Arci promuov

e il diritto alla cultura, il libero accesso alle conoscenze, la circolazione delle idee e dei saperi, le diversità culturali.

04/06/2026

Ad Amendolara quattro lavoratori hanno perso la vita.
Quattro persone che ogni giorno attraversavano i campi della nostra terra portando sulle proprie spalle il peso di un sistema agricolo che continua a generare precarietà, lavoro nero, ricatti e condizioni di vita indegne.

Mentre il Paese celebrava la Festa della Repubblica e il valore costituzionale del lavoro, questa vicenda ha riportato al centro una realtà che attraversa da anni il nostro territorio: migliaia di lavoratrici e lavoratori affrontano sfruttamento, bassi salari, insicurezza e assenza di diritti effettivi.

Il caporalato rappresenta uno degli strumenti attraverso cui si alimentano disuguaglianze e ingiustizie. Politiche migratorie fondate sulla precarietà dei permessi di soggiorno, condizioni abitative inadeguate e scarse opportunità di tutela contribuiscono a rendere molte persone più esposte ai ricatti e allo sfruttamento.

Questa morte riguarda tuttɜ.

Riguarda il modello di sviluppo che attraversa il nostro Paese, riguarda il valore attribuito al lavoro umano, riguarda le responsabilità di chi trae profitto da condizioni di sfruttamento e di chi possiede gli strumenti per intervenire.

Come Arci Nazionale, Arci Calabria e Arci Cosenza esprimiamo vicinanza ai familiari delle vittime e a tutte le persone che ogni giorno lottano per condizioni di lavoro dignitose.

Chiediamo verità e giustizia per quanto accaduto ad Amendolara.
Chiediamo tutele concrete, controlli efficaci, percorsi di regolarizzazione, salari dignitosi e pieno riconoscimento dei diritti di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori.

La dignità del lavoro richiede diritti.
La sicurezza richiede tutele.
La giustizia sociale richiede scelte politiche coraggiose.

Per i quattro lavoratori morti ad Amendolara.
Per chi continua a vivere e lavorare in condizioni di sfruttamento.
Per una società fondata sulla dignità, sull'uguaglianza e sulla libertà.

Per una difesa civile, non violenta, che si costruisca con i diritti e la dignità sociale e che metta al centro le Perso...
04/06/2026

Per una difesa civile, non violenta, che si costruisca con i diritti e la dignità sociale e che metta al centro le Persone e non le armi.
Se anche Tu credi che la sicurezza non si garantisca solo con i carri armati, firma!

Davvero pensiamo che la sicurezza si costruisca solo con i carri armati e non con i diritti e la dignità sociale?
Noi no. Noi crediamo che un'altra difesa sia possibile: una difesa civile, nonviolenta, che metta al centro le persone e non le armi.

Per questo sosteniamo la proposta di legge di iniziativa popolare per l'istituzione del “Dipartimento della Difesa Civile non armata e nonviolenta”. L’obiettivo è attuare quanto previsto dalla Costituzione che, all’articolo 11 ripudia la guerra e all’articolo 52 riconosce il dovere di difesa della Patria, anche attraverso strumenti civili, come confermato dalla Corte costituzionale.

Servono almeno 50.000 firme per depositare il testo in una delle due Camere e aprire una discussione pubblica e istituzionale ampia e partecipata.

Firma anche tu online, tramite SPID o CIE, su difesacivilenonviolenta.org

Per un 2 giugno senza più parate militari ed armi, senza frecce tricolori ma con tanta Pace per tutti i Popoli.W la Repu...
02/06/2026

Per un 2 giugno senza più parate militari ed armi, senza frecce tricolori ma con tanta Pace per tutti i Popoli.

W la Repubblica antifascista!
W la Pace!
W la Libertà!

27/05/2026
15/05/2026

IL TESTO DEL NOSTRO INTERVENTO PER BAKARY SAKO

A nome di Arci Gagarin e Arci Taranto desidero ringraziare Libera, Babele, Mediterranea Saving Humans e la Comunità Africana di Taranto e Provincia per aver offerto alla collettività questa importante occasione di confronto e dibattito nel nome di Bakary Sako.

Ci sono diverse ragioni per le quali la fine drammatica di Bakary, l’assassinio brutale di un giovane lavoratore immigrato, figlio, futuro padre, amico di tanti, ci porta in piazza Fontana quest’oggi.

Innanzitutto il desiderio di commemorarlo attraverso la presenza, la partecipazione a un momento di cordoglio unanimemente condiviso ma che, non per questo, rende meno agghiacciante l’assassinio.

Siamo qui anche per testimoniare il nostro sgomento, il profondo senso di impotenza che proviamo dinanzi a manifestazioni di violenza gratuita e ferina, probabilmente aggravata da questioni di ordine razziale, comunque consumatasi contro una persona in condizione di fragilità almeno economica che ha dovuto soccombere dinanzi a un branco di ragazzini, la maggior parte dei quali minorenni residenti in questo quartiere che è sì problematico ma che, da qualche decennio, aveva smesso di essere percepito come pericoloso.

Siamo, infine, a chiedere giustizia per Bakary Sako e a ribadire con forza i valori della solidarietà, dell’umanità, dell’antirazzismo, della vita nei quali crediamo e per i quali ci spendiamo.

Il terribile epilogo dell’esistenza di Bakary impone, tuttavia, all’intera la società una riflessione profonda sulla percezione di questi valori – già minati dalle vicende internazionali e dalla comunicazione politica – e su come siano oggetto di ulteriore stortura, vilipendio in contesti già problematici.

Domande su come il fenomeno delle babygang stia prendendo vigore in maniera trasversale e, spesso, indipendente dal pensiero politico dominante nei media, dagli atteggiamenti degli adulti di riferimento, da tutte quelle situazioni che, normalmente, additiamo come tossiche per la nostra società.

Domande su come ci muoviamo, nel nostro quotidiano, per estirpare questo tipo di tossicità, un istinto di sopravvivenza nell’abbandono che ha subito la mutazione in indifferenza e odio verso l’altro, verso il più fragile, verso il più solo e che viaggia lungo rotte difficili da delineare, troppo frammentate per essere raccolte e analizzate e che non mostrano che alcuni, superficiali tratti nella cultura nazionalpopolare.

Domande sulla solidarietà esibita nei confronti degli assassini, molto spesso da parte di loro pari che augurano loro “presta libertà” sui social network e sulle pratiche di “fratellanza” nei contesti più abbandonati, dove la mano che sferra il colpo è una, ma il corpo è composto da una moltitudine difficile da sciogliere perché legata da un sistema valoriale comune che, a molti, sfugge.

Domande su come sia stato possibile lasciare in questa condizione di abbandono culturale, sociale, istituzionale la Città Vecchia sulla quale, pure, insiste Palazzo di Città, da cui le voci a condanna di quanto accaduto si sono levate troppo flebili e troppo tardivamente.

C’è chi pensa di risolvere parlando di sicurezza, ma quello che occorre sarebbe una continuità nell’azione sociale e culturale, ben sostenuta dalle istituzioni, difesa dalle istituzioni.

Noi continueremo a chiedere attenzione e giustizia e faremo tutto il possibile per incrementare la sensibilizzazione verso i valori in cui crediamo e nei quali rientrano la tutela dell’alterità, l’antirazzismo, la vita umana. Vorremmo, infine, lanciare la proposta di ritrovarci, ogni 9 maggio, qui in Piazza Fontana, nel ricordo di Bakary Sako e per tener viva la memoria dell’uomo e l’attenzione sul quartiere.

Non so quale fosse il credo religioso di Bakary Sako ma posso immaginare che, come molti suoi conterranei, fosse musulmano. Una volta un Imam mi disse che quando un fratello musulmano muore sono le parole e i pensieri buoni di chi resta e di chi gli è attorno nel ricordo che lo accompagnano nell’aldilà. Oggi che siamo tutti qui per Sako Bakary voglio pensare che, assieme alla raccolta fondi per far rientrare il suo corpo in Mali, stiamo contribuendo al buon passaggio all’altra vita.

Ti sia lieve la terra, fratello, non ti dimenticheremo e continueremo a chiedere giustizia.

Stefania Castellana per Arci Gagarin e Arci Taranto

ARCI Comitato Taranto Arci Talsano Arci Montemesola Circolo "Terra rossa"

14 maggio 2026, Piazza Fontana, Taranto- Presidio di solidarietà per Bakary Sako, barbaramente ucciso il 9 maggio mentre...
14/05/2026

14 maggio 2026, Piazza Fontana, Taranto- Presidio di solidarietà per Bakary Sako, barbaramente ucciso il 9 maggio mentre si recava a lavoro in un vile agguato squadrista e razzista, nell'indifferenza di chi poteva aiutarlo e ha preferito cacciarlo via!

La violenza non ha colore.

Arci contro ogni razzismo e discriminazione, nel rispettodi ogni vita umana!

Contro il razzismo tolleranza zero
14/05/2026

Contro il razzismo tolleranza zero

14/05/2026

Indirizzo

Piazza Fontana
Taranto
74123

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