Arci Montemesola Circolo "Terra rossa"

Indicazioni

Arci Montemesola Circolo "Terra rossa" L’Arci è un’Associazione Indipendente di Promozione Sociale e Civile.

E’ impegnata nella promozione e nello sviluppo dell’associazionismo come fattore di coesione sociale, come strumento di impegno civile, promozione della pace e dei diritti di cittadinanza, lotta contro ogni forma di esclusione e discriminazione. I Circoli Arci sono una grande rete di esperienze culturali, spazi per produrre e consumare cultura, laboratori della creatività giovanile. L’Arci promuove il diritto alla cultura, il libero accesso alle conoscenze, la circolazione delle idee e dei saperi, le diversità culturali.

Noi scegliamo un’altra strada. La strada della Costituzione.
09/10/2026

Noi scegliamo un’altra strada.
La strada della Costituzione.

Buon lavoro, Stefania. ❤️
27/09/2026

Buon lavoro, Stefania. ❤️

26/09/2026

Si apre anche a Taranto la XIX stagione congressuale di Arci nazionale. 57 delegatɜ provenienti dai 18 Circoli del nostro Comitato Territoriale celebrano il proprio congresso domani, a partire dalle ore 10:00. I lavori saranno aperti dalle testimonianze di rappresentanti delle lavoratrici e dei lavoratori degli stabilimenti Natuzzi e di ex Ilva e dal saluto dei rappresentanti delle comunità africane della provincia di Taranto.

La malacrianza, vista come disobbedienza e opposizione, viene letta non come l’involucro di un'incapacità di stare nella...
22/09/2026

La malacrianza, vista come disobbedienza e opposizione, viene letta non come l’involucro di un'incapacità di stare nella comunità, ma come una scintilla di libertà e di consapevolezza individuale contro l'imposizione arbitraria, un concetto tradizionalmente negativo che si trasforma così in un manifesto di emancipazione e pensiero critico.
Il "malacriato”, o in questo caso, la “malacriata” non è chi distrugge il legame sociale, ma chi rifiuta la finzione del quieto vivere per un'esigenza profonda di autenticità.
Questa lente da applicare in primo luogo all'ambito educativo invita a superare la pedagogia del controllo per abbracciare quella del confronto. Il bambino "malacriato" ascoltato che manifesta un bisogno non riconosciuto o una regola assurda.
Sposa poi l'ambito sociale e politico, rileggendo i grandi momenti di svolta storica come atti di "malacrianze" collettive (scioperi, obiezioni di coscienza, lotte per i diritti civili), che hanno infranto l'ordine stabilito in nome di una giustizia superiore.
Si rivela infine nell'ambito interpersonale, come diritto di deludere le aspettative altrui: il coraggio di dire "no" alle convenzioni familiari o sociali pur di rimanere fedeli a se stessi.
La malacrianza cessa così di essere un difetto di fabbrica dell'educazione e diventa un gesto d'amore verso la libertà. È la spina nel fianco di ogni autorità che si crede infallibile. Non è la rottura del patto sociale, ma la pretesa che quel patto sia scritto tra individui liberi e consapevoli, e non tra padroni e addomesticati.
Di questo abbiamo parlato sabato scorso con la direttrice editoriale Alessia Amato, la filosofa Francesca Briganti, la poetessa Silvana Pasanisi e con la voce di Donato Alba e Vita Antonia Saracino.
Ne abbiamo parlato in una piazzetta accogliente, quasi intima, tra uditori attenti e partecipi, con una luna che sbirciava tra gli alberi nel cielo blu cobalto e con alle spalle l’insegna con falce e martello da un lato e la bandiera del municipio dall'altro.
E ho pensato: «Che strano raccontarci proprio qui, sospesi tra il simbolo della ribellione per eccellenza e quello dell’autorità riconosciuta».

Silvana Pasanisi è una poetessa tarantina e la ferita dell'acciaieria attraversa da decenni la carne, la terra e i polmo...
19/09/2026

Silvana Pasanisi è una poetessa tarantina e la ferita dell'acciaieria attraversa da decenni la carne, la terra e i polmoni del nostro territorio. Sarà questa la chiave di lettura dei suoi componimenti?
Noi, conoscendola, crediamo di sì e
rileggendo “L’affanno della rincorsa breve”, ne abbiamo conferma.
Sotto questa luce, molti versi smettono di essere semplici metafore e diventano cronaca sociale oltre che fisica.
Silvana non cita mai la fabbrica con piglio giornalistico ma ne cattura il vissuto biologico ed emotivo: il corpo umano che diventa il luogo in cui l'industria deposita la sua polvere e il suo dolore.
Vi ricordiamo l’appuntamento con Silvana domani alle 18,30.
Siamo sicuri che vi lascerete coinvolgere dalla rabbia, dal dolore e, soprattutto, dall’amore per il nostro territorio.

Purtroppo, per un problema tecnico (una svista in fase di stampa), tra i circoli aderenti non risulta il nostro "Terra r...
18/09/2026

Purtroppo, per un problema tecnico (una svista in fase di stampa), tra i circoli aderenti non risulta il nostro "Terra rossa aps" di Montemesola, uno dei primi ad aver aderito al comunicato.
Desideriamo rassicurare tutti: il nostro impegno va ben oltre la semplice adesione a un comunicato.

Crisi ex Ilva: restiamo uniti, salviamo la comunità!

La nostra comunità si trova di fronte ad una delle crisi più gravi della sua storia. Il fermo degli impianti dell’area a caldo dell’ex Ilva, ordinato dal Tribunale di Milano per tutelare la salute di cittadine e cittadini, lavoratrici e lavoratori, avverrà senza che il governo abbia disposto alcun piano per garantire occupazione e redditi degli addetti dell’acciaieria e delle ditte dell’appalto. Riteniamo che il lavoro della magistratura vada rispettato, poiché colma le mancanze dell’esecutivo; allo stesso tempo, siamo molto preoccupati per quello che sta accadendo nel nostro territorio. Non possiamo accettare che siano le donne e gli uomini della provincia di Taranto a pagare le conseguenze di scelte politiche fallimentari, che hanno trascinato per anni l’agonia dello stabilimento lasciando la popolazione esposta agli impatti dell’inquinamento.

Lo shock rischia di avere effetti tanto più dirompenti in quanto le condizioni della città e del territorio sono tutt’altro che felici. Disoccupazione, precarietà, povertà, marginalità, lavoro nero, disagio sociale sono sempre più diffusi. Poche sono le donne che lavorano e troppi i giovani (e ormai non più solo loro) costretti a emigrare per mancanza di opportunità, mentre le piccole attività commerciali sono in sofferenza. Date queste premesse, la crisi occupazionale che va delineandosi rischia di offrire nuovi spazi alla criminalità organizzata. Infatti quando vengono meno lavoro, reddito e prospettive, le mafie possono inserirsi nelle fragilità sociali, offrendo denaro, occupazione e apparenti opportunità in cambio di consenso e controllo. Inoltre, una società frantumata è terreno fertile per la propaganda razzista, come abbiamo constatato di recente con il barbaro omicidio di Bakary Sako.

Angosciati per i pericoli che ci si parano davanti, diciamo con fermezza: nessuno deve essere lasciato indietro! Le migliaia di lavoratrici e di lavoratori che rischiano il posto sono i nostri vicini, le persone che popolano le nostre vite, i clienti che acquistano nei nostri negozi, i contribuenti che come noi pagano le tasse, senza le quali avremmo ancora meno servizi. Se loro sprofondano, sprofondiamo anche noi; se si salvano, si salva l’intera comunità.

Ma non vogliamo limitarci a esprimere una solidarietà generica. Questo è il momento della lotta. Rivolgiamo quindi un appello alla società civile, alle forze politiche, alle istituzioni locali per una mobilitazione che chiami il governo a dare risposte ad alcune questioni imprescindibili:

- ritiro dei licenziamenti e garanzia dei redditi per tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori del siderurgico e delle ditte dell’appalto anche con l'approvazione di una legge sull'amianto;

- sostegni finanziari alle attività produttive private e agli enti pubblici che si impegnino ad assorbire gli esuberi;

- accelerazione delle bonifiche su tutta l’area SIN secondo un cronoprogramma preciso e con risorse adeguate;

- rilancio del contratto istituzionale di sviluppo;

- completamento dei dragaggi e valorizzazione di tutta l’area portuale.

In questo senso lavoreremo nelle prossime settimane, sollecitando ogni occasione utile per tenere alta l’attenzione sul futuro della nostra comunità, affinché questa crisi si trasformi nell'occasione per ripensare nel complesso il "sistema Taranto”.

ARCI Taranto – Comitato Territoriale
ARCI Valle D'Itria - Comitato Territoriale
ARCI “Gagarin” – Taranto
ARCI “Calypso” – Sava
ARCI “Il ponte” – Ginosa
ARCI “Capozza” – Taranto
ARCI “Al 42” – Taranto
ARCI “Futurja” – Taranto
ARCI “Batti il tempo” – Laterza
ARCI Statte
ARCI Terrarossa - Montemesola
SvegliArci – Palagiano
ARCI Grottaglie
ARCI “Fico!” – Ginosa
ARCI Servizio Civile - Martina Franca
Libera contro le mafie - coordinamento di Taranto
Federazione degli studenti medi Taranto
Giustizia per Taranto
Legambiente Taranto
ANPI Taranto
UISP Taranto
Associazione Babele
Chiesa Valdese di Taranto
Associazione Ricreativa Culturale Ambientale (ARCA)
Associazione Hortus Animae – Avetrana
Rilanciamo Avetrana Insieme
Arcigay Taranto – Comitato Territoriale e Provinciale
Hermes Academy
Taranto Pride Net
CasArcobaleno - Casa Rifugio e CoHousing LGBTQIA+

Chiunque voglia all’appello può farlo a questo link -> https://c.org/d9R5JCJLHV

Domenica 20 Settembre, alle ore 18,30 vi aspettiamo in piazza Caduti di tutte le guerre per condividere un momento di cu...
14/09/2026

Domenica 20 Settembre, alle ore 18,30 vi aspettiamo in piazza Caduti di tutte le guerre per condividere un momento di cultura, lettura e comunità.
In un mondo che va sempre troppo veloce, ci regaliamo uno spazio per rallentare, ascoltare e lasciarci trasportare dalle suggestioni dei versi. Un dialogo aperto tra autore, versi e lettori, accompagnato da letture dal vivo.
Non mancate!

04/09/2026

Benvenuta a Bari, Presidente Meloni.
Grazie per aver appena dimezzato il fondo che sostiene le attività di interesse generale svolte dal Terzo Settore. Concordiamo con il portavoce nazionale del Forum Terzo Settore Nazionale: È una scelta grave e sbagliata, che colpisce associazioni, volontariato e gli altri enti, senza che peraltro ci sia stato un confronto nel Consiglio Nazionale del Terzo Settore.

“n Arci crediamo in una rivoluzione che non distrugge ma crea. Nella solidarietà come risposta alla paura, nella cultura...
19/08/2026

“n Arci crediamo in una rivoluzione che non distrugge ma crea. Nella solidarietà come risposta alla paura, nella cultura come alternativa all’odio.”

Senza perdere la tenerezza

È il claim del nostro Tesseramento 2025-2026 e la frase che abbiamo scelto per accompagnare la nuova tessera.

Un cactus con un fiore: resistenza e delicatezza insieme, forza e gentilezza che convivono.

In Arci crediamo in una rivoluzione che non distrugge ma crea. Nella solidarietà come risposta alla paura, nella cultura come alternativa all’odio.

Tesserati con noi. Scegli di esserci.

Design della comunicazione a cura di FF3300

Indirizzo

Piazza Fontana
Taranto
74123

Sito Web

Notifiche

Lascia la tua email e sarai tra i primi a sapere quando Arci Montemesola Circolo "Terra rossa" pubblica novità e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Scelte rapide

Condividi