Gruppo Taranto - CISOM - Corpo Italiano di Soccorso Ordine di Malta

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Gruppo Taranto -  CISOM - Corpo Italiano di Soccorso Ordine di Malta OFFICIAL PAGE del Gruppo Taranto - Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta Sai perché il nostro Basco è Rosso?
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Come volontari del Corpo Italiano di Soccorso dell'Ordine di Malta siamo tenuti a conoscerne la storia e la tradizione per onorare chi ci ha preceduti. Le vesti originarie dei Cavalieri erano quelle benedettine (tunica nera). Ottenuto il riconoscimento ufficiale, gli ospitalieri aggiunsero il mantello, ancora nero, e la croce bianca, ad otto punte (croce amalfitana che ricorda le 8 beatitudini). I

n questo periodo i nemici li chiamavano "I Diavoli Neri" . Successivamente, le vesti divennero rosse come lo stendardo, periodo in cui l'Ordine era noto come Ordine di San Giovanni e i nemici li chiamavano "I Diavoli Rossi". Con la presa di Rodi, i Cavalieri scelsero di usare la veste nera in tempo di pace, abito conventuale chiamato cocolla, mentre in tempo di guerra indossavano una dalmatica rossa con croce latina bianca sopra l'armatura. La stessa dalmatica che i cavalieri professi indossano anche oggi per l'investitura. Il Rosso divenne il colore della battaglia, dell'azione, dell'operatività. La veste rossa venne sfoggiata in tutte le successive battaglie e molti caddero per onorarla. Oggi ci sono altre battaglie da combattere come la povertà, la malattia, la sofferenza, la solitudine, le crisi umanitarie e come allora l'Ordine è sempre in prima linea con i suoi Baschi Rossi. La prossima volta che indosserai il Basco ricordati perché è Rosso e onoralo con le tue azioni

"Seduli in accurrendo, alacres in succurrendo"

Gruppo Taranto - C.I.S.O.M. - Corpo Italiano di Soccorso dell'Ordine di Malta

Indirizzo

Taranto
74123

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Our Story

Il Corpo di cui prestiamo onevorelmente servizio, è un'emanazione di un Ordine Militare, Cavalleresco e Religioso,pertanto chi vi appartiene è chiamato a seguire scrupolosamente i dettami del Carisma Melitense: "Tuitio Fidei et Obsequium Pauperum" che significa alimentare, difendere e testimoniare la fede (tuitio fidei) e servire i poveri e gli ammalati (obsequium pauperum). Il simbolo è una croce ottagona (cioè di otto punte) di origine amalfitana, risalente, con ogni probabilità, al VI secolo. Il suo disegno è basato sulle croci usate sin dalla prima crociata. Le sue 8 punte possono simboleggiare le beatitudini secondo san Matteo: • Beati i poveri in spirito, perché di essi è il Regno dei cieli • Beati i miti, perché possiederanno la Terra • Beati gli afflitti, perché saranno consolati • Beati coloro che hanno fame e sete di giustizia, perché saranno saziati • Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia • Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio • Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio • Beati i perseguitati per amore della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli oppure alcune importanti virtù cristiane: • Lealtà • Pietà • Franchezza • Coraggio • Gloria ed onore • Disprezzo per la morte • Solidarietà verso i poveri ed i malati • Rispetto per la Chiesa possono anche rappresentare le 8 nazionalità di provenienza dei Cavalieri di San Giovanni • Alemagna • Alvernia • Aragona • Castiglia • Francia • Italia • Inghilterra con Scozia e Irlanda • Provenza. Oppure gli 8 princìpi che dovevano rispettare gli antichi cavalieri: • spiritualità • semplicità • umiltà • compassione • giustizia • misericordia • sincerità • sopportazione. La Sacra Croce Ottagona degli Ospitalieri di San Giovanni di Gerusalemme è di colore Bianco: il colore della Purezza delle Beatitudini. Essa fu dapprima adottata come simbolo distintivo da un gruppo di Monaci guidato dal Beato Frà Gerardo Sasso, nativo di Scala di Amalfi, Benedettino della Abbazia di Cava. Questi Santi Uomini presero ad occuparsi delle sofferenze dei Pellegrini sulle vie della Terra Santa. Testimonianze molteplici della Loro presenza e del Loro operato si possono ancora oggi trovare ben evidenti lungo le antiche vie e i sentieri che collegano il Tirreno centro meridionale all'Adriatico pugliese. Realizzarono il primo Ospedale della storia, l'Ospedale di San Giovanni nella Città Santa di Gerusalemme. Per fronteggiare le continue violenze ed aggressioni subite dai pellegrini da parte di briganti e tagliagole, Frà Gerardo venne successivamente autorizzato ad organizzare i monaci in armi, provvedendo alla difesa dei poveri viandanti. Il Santo Padre Pasquale II sancì lo status di Monaci Cavalieri e, di fatto, la nascita dell'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, successivamente denominato "dei Cavalieri di Malta, Cipro e Rodi", con la bolla papale "Pie Postulatio Voluntatis " nell'a.d. 1113. Questo venne reso possibile anche in virtù delle modifiche apportate, nel frattempo, alla "Regola Benedettina", che governava la vita e le attività dei Monaci di San Giovanni, da San Bernardo di Chiaravalle, modificazioni che consentirono per l'appunto di assumere la difesa in armi dei pellegrini inermi da parte dei monaci. I Cavalieri, chiamati anche Giovanniti, oltre a servire i bisognosi in piccoli ospedali ed ostelli, difendevano i pellegrini dai frequenti attacchi dei musulmani. A seguito della sconfitta dell'alleanza cristiana, i cavalieri furono costretti a spostarsi a Cipro dove si era stabilito il re latino di Gerusalemme. Di qui, su ispirazione del Papa che chiamava ad una nuova crociata, attaccarono Rodi nominalmente dell'Impero bizantino ma in mano ai turchi, conquistandola. Qui, ben accettati dai rodioti cristiani si stabilirono diventando un singolare stato retto da monaci guerrieri e la denominazione dell'Ordine divenne Ordine di San Giovanni di Gerusalemme detto di Rodi ovvero, e brevemente venivano chiamati Cavalieri di Rodi. Successivamente, scacciati da Rodi con l'onore delle armi concesso dai turchi, dopo alcune peregrinazioni trovarono sede a Malta, concessa loro dall'imperatore Carlo V e di cui divennero governatori, divenendo quindi l'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme detto di Rodi detto di Malta ovvero brevemente Ordine di Malta e la croce divenne quindi da allora nota come Croce di Malta. In realtà essa avrebbe dovuto chiamarsi croce di Amalfi per i suoi contenuti storico-araldici e visto che ancora oggi ne è il simbolo.

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