07/06/2026
Ogni scelta conta. Ogni acquisto può contribuire a costruire un'economia più giusta, inclusiva e sostenibile. Il passaporto sostenibile digitale rappresenta un passo concreto in questa direzione, si tratta di uno strumento innovativo capace di rendere la sostenibilità più comprensibile, accessibile e vicina alla vita quotidiana delle persone. Attraverso questo passaporto digitale vogliamo offrire ai cittadini gli strumenti per esercitare la propria responsabilità in modo informato, consapevole e partecipato.
Lo ha detto la presidente di Adoc nazionale, Anna Rea, intervenendo oggi a Tgcom24. L’obiettivo è mettere i consumatori in condizioni di acquistare prodotti di qualità sostenibile dal punto di vista ambientale, sociale, etico e del diritto dei lavoratori. In questo modo è possibile premiare direttamente le aziende che si sono distinte e che fanno dello sviluppo inclusivo e sociale l’elemento fondamentale della propria attività.
Questo impegno si traduce concretamente nella lotta al caporalato, che non si fa solo intensificando i controlli. La sola parte repressiva non basta: i tragici fatti di Amendolara ci consegnano la necessità di un'azione da portare avanti ogni giorno, che veda un ruolo attivo da parte dei cittadini e dei consumatori. Ed è esattamente quello che abbiamo fatto noi come Adoc, avviando i progetti sul caporalato come Caporalt e ora con il progetto IRIS.
Al momento, la normativa europea prevede l'obbligatorietà del passaporto digitale a partire dal 2027, ma soltanto per alcuni settori ritenuti prioritari e a maggior impatto, come il tessile e il calzaturiero. Il settore agricolo è completamente escluso da questo primo elenco e per gli altri comparti se ne parlerà probabilmente solo nel 2030. Il valore straordinario del nostro progetto sta proprio qui: lo stiamo sperimentando per poterlo estendere da subito anche al campo agricolo, anticipando i tempi dell'Unione Europea per tutelare la filiera alimentare.
Serve un’azione costante e continua, che richiede il lavoro attivo e la consapevolezza da parte di tutti noi.