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Nucleare? Una distrazione di massa! Il governo insiste, le lobbies del gas ringrazianoQualche giorno fa la Camera ha app...
09/06/2026

Nucleare? Una distrazione di massa!
Il governo insiste, le lobbies del gas ringraziano

Qualche giorno fa la Camera ha approvato la legge delega sul ritorno del nucleare in Italia. Il testo passa ora al Senato. Ma i toni entusiasti del ministro all’ambiente e alla sicurezza energetica Fratin fanno già intuire l’esito.

In questa legge, il governo punta soprattutto sugli SMR (i piccoli reattori modulari) come risposta alla crisi energetica del Paese.

I problemi sono due. Il primo è che quegli impianti non esistono ancora. E i dati su quelli che sono stati provati sono impietosi. Il progetto SMR più avanzato al mondo era NuScale, negli USA: costi di produzione stimati tra 250 e 354 dollari per MWh, valori del tutto fuori mercato. Il progetto è stato cancellato. Gli unici tre SMR oggi in funzione nel mondo raccontano la stessa storia: lo Shidao Bay 1 in Cina è entrato in funzione 16 anni dopo l'annuncio iniziale, con costi aumentati del 200%. I due piccoli reattori galleggianti russi hanno superato il 300% del budget previsto. La seconda questione è che, se pure fosse vero che i primi reattori saranno pronti tra il 2034 e il 2035, famiglie e imprese hanno bisogno di ridurre i costi già oggi. Il nucleare arriverebbe troppo tardi.

A questo si aggiunge un problema che l'Italia non ha ancora risolto: gli SMR produrrebbero da 2 a 30 volte più rifiuti radioattivi rispetto ai reattori tradizionali. Un Paese che non ha ancora individuato il sito per il deposito nazionale delle scorie esistenti vuole costruire almeno 23 impianti che ne produrranno molte di più.

Intanto, il mondo va altrove. Nel 2025 l'85% dei nuovi impianti di produzione elettrica installati a livello globale erano rinnovabili. Negli USA, anche sotto Trump, le fonti pulite hanno coperto il 92% delle nuove installazioni. E come insegna la Spagna con le rinnovabili il costo all’ingrosso dell’energia è un terzo di quello italiano.

Rinnovabili, accumuli, reti intelligenti: la strada per liberarci dalla dipendenza dal gas esiste già, è matura, costa meno. Non ha bisogno di aspettare il 2035.

Il Nucleare non è una buona scelta. Ecco  qualche cifra che lo dimostraIl rapporto Lazard 2025 colloca il fotovoltaico i...
05/06/2026

Il Nucleare non è una buona scelta.
Ecco qualche cifra che lo dimostra

Il rapporto Lazard 2025 colloca il fotovoltaico industriale a 38-78 dollari per MWh, l’eolico a 37-86, il nucleare di nuova costruzione a 180. Tre volte tanto. Dal 2009 a oggi il fotovoltaico è crollato dell’84%, l’eolico del 55%, mentre il nucleare è salito del 47%: due tecnologie che corrono in direzioni opposte. Sui costi infrastrutturali la storia recente è impietosa: Flamanville 3 doveva costare 3,3 miliardi ed entrare in servizio nel 2012, ne è costati 23,7 ed è stato connesso a dicembre 2024 con dodici anni di ritardo. La Corte dei Conti francese, a gennaio 2025, ha certificato che la sua redditività è “mediocre”: per ripagarlo, il MWh dovrebbe costare tra 138 e 199 euro. Gli EPR2 annunciati da Macron sono già passati da 51,7 a 67,4 miliardi prima ancora di partire. Non sono cifre di Legambiente: sono i numeri dei magistrati contabili dello Stato francese.

“Ma allora come mai i francesi pagano la bolletta meno di noi?”. Una famiglia francese spende 700 euro l’anno contro 904 di una italiana (dati Eurostat). Sì, in Francia l’elettricità costa meno. Solo che quel prezzo riflette tre cose, e nessuna è il nucleare in sé: un parco ammortizzato da cinquant’anni che sta per essere sostituito a costi tripli; uno scudo tariffario pagato dai contribuenti francesi attraverso una Edf rinazionalizzata e indebitata per oltre 50 miliardi (in tasse, dunque, non in bolletta); e il fatto che l’Italia paga di più perché ha il 45% di gas nel mix elettrico contro il 6% francese, e il gas fa da prezzo-pilota nel merit order europeo. Il “modello francese” che il ministro Pichetto vorrebbe importare, insomma, sta scomparendo anche in Francia.

All’ennesima guerra, quella scatenata da USA e Israele contro l’Iran, è seguita, come sempre, la speculazione dei signor...
03/06/2026

All’ennesima guerra, quella scatenata da USA e Israele contro l’Iran, è seguita, come sempre, la speculazione dei signori del gas e del petrolio, che ha reso ancora più salata la già pesante bolletta energetica del nostro Paese.

Gli speculatori delle fossili non si sono smentiti neanche stavolta. Il meccanismo è sempre il solito. Nulla di nuovo. Ma, nonostante il copione visto più volte, non siamo ancora riusciti a far tesoro delle ripetute e costosissime esperienze del passato.

Anche il dibattito italiano purtroppo è stato sempre lo stesso. Le iniziative governative pure. La premier Meloni si è attivata in prima persona per andare in giro per il mondo, dall’Algeria all’Azerbaijan, per trovare nuove forniture di gas, sul modello di quanto già fatto in passato dall’Italia, come avvenuto ad esempio dopo l’aggressione militare russa in Ucraina. Nuove forniture di gas per nuove dipendenze dall’estero che non permetteranno di abbassare la bolletta elettrica, ancora troppo dipendente da questa fonte fossile.

Basta leggere i numeri, come racconta bene l’esperienza della Spagna.

Nei primi mesi del 2026 la bolletta elettrica italiana è arrivata a quota 130,5 euro/MWh. La Germania 99,8 euro/MWh, la Francia 70,4 euro/MWh e la Spagna, che negli ultimi anni ha investito massicciamente nelle fonti rinnovabili, registra il valore più basso, pari a 42,5 euro/MWh.

La nostra elettricità costa di più perché non abbiamo il nucleare? Finiamola con questa storia. Se fosse così, l’elettricità più bassa si pagherebbe in Francia. Il motivo del basso costo dell’elettricità in Spagna sta nella produzione elettrica da rinnovabili pari al 58% dei consumi, che riduce la dipendenza dal gas e dalle relative speculazioni.

Noi abbiamo esattamente il problema opposto. Dall’inizio del 2026 in Italia (dove le rinnovabili superano di poco il 40% dei consumi elettrici) il gas fossile ha inciso sulla formazione del prezzo finale dell’energia elettrica per l’89% delle ore. In Germania questa quota è stata del 40%, mentre in Spagna, dove le rinnovabili coprono il 58% dei consumi, lo ha fatto solo per il 15% delle ore.

Nel mondo si investe ormai quasi esclusivamente in impianti a fonti rinnovabili perché solo l’opzione più economica.

Secondo l’agenzia IRENA, International Renewable Energy Agency, nel 2025 l’85% dei nuovi impianti di produzione di elettricità installati nel mondo erano alimentati a fonti rinnovabili (soprattutto fotovoltaico ed eolico), mentre le centrali a fonti fossili (gas, carbone, petrolio) e nucleare hanno contributo solo per il 15% della nuova potenza elettrica installata.

Il caso più eclatante è quello statunitense. Negli USA, nel primo anno del secondo mandato presidenziale di Trump, le rinnovabili hanno stravinto. Secondo i dati della Associazione delle imprese dell'energia solare (SEIA), nel 2025 la nuova potenza elettrica installata negli Stati Uniti è stata per il 92% relativa alle fonti pulite (54% fotovoltaico, 25% accumuli, 13% eolico) e solo per l'8% relativa al gas naturale (0% per il nucleare).

Ma i leader di governo e gli amministratori delegati delle imprese che nel mondo investono su rinnovabili, accumuli e reti sono tutti impazziti? O siamo noi che siamo rimasti agli anni ’90, quando il gas era giustamente considerato la fonte fossile di transizione, perché le rinnovabili non erano ancora mature come lo sono oggi?

Stefano Ciafani,
presidente nazionale Legambiente

29/05/2026
Siamo tra i Paesi europei più vulnerabili sul fronte energia: dipendiamo ancora troppo dalle fonti fossili e della dipen...
20/05/2026

Siamo tra i Paesi europei più vulnerabili sul fronte energia: dipendiamo ancora troppo dalle fonti fossili e della dipendenza dall’estero e paghiamo bollette tra le più care d’Europa. E questa situazione è il risultato di scelte precise che sta prendendo il nostro Governo, mentre in In Europa c’è chi accelera sulla transizione energetica.

Basta un dato a chiarire la situazione: importiamo il 95% del gas e il 91% del petrolio che consumiamo. Una follia e una scelta che ci rende vulnerabili, ci espone alle crisi internazionali e pesa direttamente sulle bollette di famiglie e imprese.

Ma non è l’unica anomalia. Serve un cambio di rotta subito: più rinnovabili, più efficienza energetica, stop sussidi ambientalmente dannosi. Solo così possiamo ridurre i costi e affrontare davvero la crisi climatica.

La pace è rinnovabile, la guerra è fossile.
Rigassificatore? NO, GRAZIE !

Taranto non può restare in silenzio.Dopo l’uccisione in piazza Fontana di Sacko Bakari, lavoratore originario del Mali, ...
12/05/2026

Taranto non può restare in silenzio.

Dopo l’uccisione in piazza Fontana di Sacko Bakari, lavoratore originario del Mali, Libera Taranto, Babele APS, Mediterranea Saving Humans Taranto e Comunità Africana di Taranto e Provincia APS, promuovono un presidio con microfono aperto giovedì 14 Maggio dalle ore 17:30 proprio in Piazza Fontana.

Condividiamo l'invito a partecipare, che riportiamo:

Sarà uno spazio aperto, plurale e condiviso, per ribadire insieme che nessuna vita è invisibile e che la violenza, il razzismo, l’odio e l’indifferenza non possono avere l’ultima parola.
A Taranto non c’è spazio per il razzismo, anche se è generato dal disagio. Non c’è spazio per chi semina odio, disumanità e divisione.
Taranto deve essere città di accoglienza, diritti, solidarietà e rispetto reciproco.Una città che non si gira dall’altra parte e che sceglie di reagire insieme.
Abbiamo bisogno di presenza, di vicinanza, di responsabilità collettiva. Perché Piazza Fontana e la Città Vecchia appartengono alla comunità, alla solidarietà e alla dignità delle persone.

08/05/2026
Sabato 9 maggio un appuntamento da non perdere con "I Presidi del Libro".Alle ore 18,  al Teatro Fusco,  si terrà la cer...
06/05/2026

Sabato 9 maggio un appuntamento da non perdere con "I Presidi del Libro".
Alle ore 18, al Teatro Fusco, si terrà la cerimonia di premiazione della X edizione del Premio Alessandro Leogrande con le interviste ai candidati di Giorgio Zanchini!

Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Il Premio, dedicato al giornalismo narrativo, coinvolge ogni anno le scuole pugliesi e i presìdi del libro di tutta Italia. Dopo mesi di letture e votazioni, saranno annunciati i vincitori del Premio Alessandro Leogrande e del Premio Raccontami il giornalismo, assegnati rispettivamente dai presìdi del libro e dalle scuole pugliesi partecipanti.

Durante la serata verrà anche svelato il miglior lavoro di giornalismo narrativo realizzato dagli studenti dopo la masterclass della giornalista di Internazionale Annalisa Camilli.

22/04/2026

Non limitarti a celebrarla.
Difendila.




© Voce di Giulia Assogna

Lo scorso weekend abbiamo tirato sù il morale a tantissime spiagge d'Italia:  insieme alle volontarie e ai volontari dei...
18/04/2026

Lo scorso weekend abbiamo tirato sù il morale a tantissime spiagge d'Italia: insieme alle volontarie e ai volontari dei nostri circoli e altre realtà che hanno a cuore la tutela degli ecosistemi marini, abbiamo raccolto migliaia di rifiuti abbandonati per restituire dignità e bellezza alle nostre coste.

Ma il nostro impegno non finisce qui!

Indirizzo

Via Temenide 30a
Taranto
74121

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