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Realizzato in Italia il primo pontile che produce energia grazie al sole ed alle onde del mare, energia poi utilizzata p...
08/10/2026

Realizzato in Italia il primo pontile che produce energia grazie al sole ed alle onde del mare, energia poi utilizzata per ricaricare le batterie delle imbarcazioni ed erogare i servizi in banchina.

E' all'isola del Giglio, in Toscana: moto ondoso e risacca producono energia anche di notte, di giorno contribuiscono alla produzione i raggi solari.

Un pontile galleggiante diventa così anche capace di produrre energia rinnovabile!

05/10/2026

EX ILVA, AREA A CALDO:
CONFERMATO IL BLOCCO

(ANSA) La Corte d'Appello di Milano ha confermato, per la seconda volta, il provvedimento con cui a luglio è stato disposto lo spegnimento degli altoforni dell'ex Ilva da mettere in atto entro fine ottobre. Il collegio di giudici, presieduto da Giuseppe Ondei, ha infatti respinto anche la seconda istanza di sospensiva presentata dai legali dell'ex Ilva in amministrazione straordinaria e di AdI spa, che avevano chiesto la sospensione della decisione sul blocco dell'area a caldo in vista dell'udienza della Cassazione, a cui hanno fatto ricorso, già fissata per il 20 ottobre.

28/09/2026
A Taranto il Governo dimezza i fondi per il polo eolico offshore!Il finanziamento scende infatti a solo 13,9 milioni inv...
22/09/2026

A Taranto il Governo dimezza i fondi per il polo eolico offshore!

Il finanziamento scende infatti a solo 13,9 milioni invece dei 28,5 finora previsti.

Ne dà notizia ANSA citando il sito di energia Staffetta Quotidiana che informa che, per finanziare lo sconto sulle accise dei carburanti, il ministero dell'Ambiente ha dimezzato i finanziamenti destinati a rendere i porti di Taranto e Augusta i due poli italiani per la costruzione delle piattaforme galleggianti per le pale eoliche in mare.

Una vergogna!
Chiediamo che il finanziamento venga ripristinato nella sua interezza.

Crisi ex Ilva: restiamo uniti, salviamo la comunità!La nostra comunità si trova di fronte ad una delle crisi più gravi d...
16/09/2026

Crisi ex Ilva: restiamo uniti, salviamo la comunità!

La nostra comunità si trova di fronte ad una delle crisi più gravi della sua storia. Il fermo degli impianti dell’area a caldo dell’ex Ilva, ordinato dal Tribunale di Milano per tutelare la salute di cittadine e cittadini, lavoratrici e lavoratori, avverrà senza che il governo abbia disposto alcun piano per garantire occupazione e redditi degli addetti dell’acciaieria e delle ditte dell’appalto. Riteniamo che il lavoro della magistratura vada rispettato, poiché colma le mancanze dell’esecutivo; allo stesso tempo, siamo molto preoccupati per quello che sta accadendo nel nostro territorio. Non possiamo accettare che siano le donne e gli uomini della provincia di Taranto a pagare le conseguenze di scelte politiche fallimentari, che hanno trascinato per anni l’agonia dello stabilimento lasciando la popolazione esposta agli impatti dell’inquinamento.

Lo shock rischia di avere effetti tanto più dirompenti in quanto le condizioni della città e del territorio sono tutt’altro che felici. Disoccupazione, precarietà, povertà, marginalità, lavoro nero, disagio sociale sono sempre più diffusi. Poche sono le donne che lavorano e troppi i giovani (e ormai non più solo loro) costretti a emigrare per mancanza di opportunità, mentre le piccole attività commerciali sono in sofferenza. Date queste premesse, la crisi occupazionale che va delineandosi rischia di offrire nuovi spazi alla criminalità organizzata. Infatti quando vengono meno lavoro, reddito e prospettive, le mafie possono inserirsi nelle fragilità sociali, offrendo denaro, occupazione e apparenti opportunità in cambio di consenso e controllo. Inoltre, una società frantumata è terreno fertile per la propaganda razzista, come abbiamo constatato di recente con il barbaro omicidio di Bakary Sako.

Angosciati per i pericoli che ci si parano davanti, diciamo con fermezza: nessuno deve essere lasciato indietro! Le migliaia di lavoratrici e di lavoratori che rischiano il posto sono i nostri vicini, le persone che popolano le nostre vite, i clienti che acquistano nei nostri negozi, i contribuenti che come noi pagano le tasse, senza le quali avremmo ancora meno servizi.

Se loro sprofondano, sprofondiamo anche noi; se si salvano, si salva l’intera comunità.

Ma non vogliamo limitarci a esprimere una solidarietà generica. Questo è il momento della lotta. Rivolgiamo quindi un appello alla società civile, alle forze politiche, alle istituzioni locali per una mobilitazione che chiami il governo a dare risposte ad alcune questioni imprescindibili:

- ritiro dei licenziamenti e garanzia dei redditi per tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori del siderurgico e delle ditte dell’appalto anche con l'approvazione di una legge sull'amianto;

- sostegni finanziari alle attività produttive private e agli enti pubblici che si impegnino ad assorbire gli esuberi;

- accelerazione delle bonifiche su tutta l’area SIN secondo un cronoprogramma preciso e con risorse adeguate;

- rilancio del contratto istituzionale di sviluppo;

- completamento dei dragaggi e valorizzazione di tutta l’area portuale.

In questo senso lavoreremo nelle prossime settimane, sollecitando ogni occasione utile per tenere alta l’attenzione sul futuro della nostra comunità, affinché questa crisi si trasformi nell'occasione per ripensare nel complesso il "sistema Taranto”.

ARCI Comitato Taranto
ARCI “Gagarin” – Taranto
Arci Calypso Sava
ARCI “Il ponte” – Ginosa
Arci Talsano “Capozza” – Taranto
ARCI “Al 42” – Taranto
ARCI “Futurja” – Taranto
ARCI “Batti il tempo” – Laterza
ARCI Statte
SvegliArci – Palagiano
Arci Grottaglie
ARCI “Fico!” – Ginosa
Libera Taranto
Rete degli studenti medi Taranto
Giustizia per Taranto
Legambiente Taranto
ANPI Taranto
UISP Taranto
Babele associazione promozione sociale
Chiesa Valdese di Taranto
Associazione Ricreativa Culturale Ambientale (ARCA)
Associazione Hortus Animae – Avetrana
Rilanciamo Avetrana Insieme

Chiunque voglia aderire all'appello può farlo scrivendo a [email protected]

Parchi urbani in Italia: allarme mozziconi!Abbiamo censito i rifiuti dispersi nei parchi urbani di 29 città. Abbiamo rac...
15/09/2026

Parchi urbani in Italia: allarme mozziconi!

Abbiamo censito i rifiuti dispersi nei parchi urbani di 29 città. Abbiamo raccolto 15081 mozziconi di sigaretta: il 46% del totale.
Tantissimi. E non sono rifiuti innocui.

11/09/2026

La Corte d'Appello civile di Milano ha confermato il provvedimento con cui, a fine luglio, è stato disposto il blocco dell'area a caldo dello stabilimento dell'ex Ilva di Taranto che dovrà essere messo in atto entro il 28 ottobre.
I giudici hanno respinto l'istanza di sospensiva dello stop delle attività presentata dai legali di AdI e dell'ex Ilva in amministrazione straordinaria.

"Il bilanciamento tra i contrapposti interessi" costituzionali "non può che far propendere a favore delle ragioni di tutela della salute". E' il cuore del provvedimento con cui la Corte d'Appello di Milano ha rigettato l'istanza di sospensiva del provvedimento con cui a luglio era stato disposto il blocco dell'area a caldo. Per i giudici "nel conflitto fra il diritto all'esercizio dell'attività di impresa e quello dei cittadini alla salute e al rispetto dei limiti di tollerabilità delle immissioni a cui sono assoggettati, non può che prevalere quest'ultimo".

(ANSA)

Meno rifiuti si può!L'Emilia-Romagna ha raggiunto nel 2025 l'obiettivo dell'80% di raccolta differenziata, attestandosi ...
10/09/2026

Meno rifiuti si può!

L'Emilia-Romagna ha raggiunto nel 2025 l'obiettivo dell'80% di raccolta differenziata, attestandosi all'80,3%, 1,3 punti i più rispetto al 2024 quando, in Puglia, ci si è fermati al 62%

Il risultato è stato raggiunto da 192 Comuni emiliani, pari al 58,2% del totale regionale, mentre 44 Comuni hanno raggiunto o superato il 90%.
A dimostrazione che raggiungere una percentuale elevata di raccolta differenziata è una sfida che si può (e si deve) vincere.

Anche a Taranto, che purtroppo resta ancora al di sotto del 40%, avendo raggiunto solo il 24%nel 2024, il 30% nel 2025, mentre nel 2026, finora, è quasi al 34%.

Nel Salento la strage degli ulivi uccisi dalla Xylella fastidiosa ha contribuito a un incremento della temperatura del s...
07/09/2026

Nel Salento la strage degli ulivi uccisi dalla Xylella fastidiosa ha contribuito a un incremento della temperatura del suolo fino a 2,4 gradi!
Se si piantassero leccete nelle aree interessate, si potrebbe contenere il riscaldamento del terreno entro 1 grado.

È questo il risultato di uno studio dell’Università del Salento, realizzato insieme al National Scientific and Technical Research Council, CONICET, dell’Argentina, pubblicato sulla rivista Scientific Reports, del gruppo Nature.

Aggiungiamo che, nelle città, la vegetazione riduce l’effetto “isola di calore”: se posizionati nelle vicinanze degli edifici, gli alberi possono ridurre la necessità di utilizzo dei condizionatori d’aria con un risparmio di energia stimato dal 20 al 50%.

Certo, non sono interventi che si realizzano in un giorno, ma - se si attuassero - darebbero un importante contributo ad attenuare le conseguenze del cambiamento climatico in atto.
Agire è importante, in primo luogo abbattendo le emissioni di CO2, e poi attuando azioni di mitigazione: non si può rimanere inerti aspettando nuovi disastri annunciati

Il caldo torrido, gli incendi devastanti e le inondazioni letali di quest’estate sono un avvertimento di ciò che ci atte...
03/09/2026

Il caldo torrido, gli incendi devastanti e le inondazioni letali di quest’estate sono un avvertimento di ciò che ci attende. Lo ha dichiarato il Segretario Generale delle Nazioni Unite.

Non ci sono più tante speranze. Il riscaldamento globale è destinato ineluttabilmente a superare entro i prossimi anni la soglia di +1,5°C rispetto ai livelli pre-industriali, il limite più ambizioso che era stato fissato nel 2015 alla firma dell’Accordo di Parigi. L’allarme viene dal nuovo rapporto “Limiting Overshoot” dell’Unep, il Programma dell’Onu per l’Ambiente. Nello scenario più ottimistico, l’aumento della temperatura sarà di 1,8°C, ma la maggior parte degli altri scenari prevede picchi più elevati.

Secondo Iger Andersen, direttrice esecutiva dell’Unep, che ha pubblicato il rapporto, agendo subito è ancora possibile “limitare la durata dello sforamento, e rientrare in breve tempo nei limiti dell’Accordo di Parigi”.

Per farlo servono interventi massicci di mitigazione del cambiamento climatico: tagli immediati e costanti alle emissioni di gas serra, rimozione dell’anidride carbonica dall’atmosfera e stoccaggio tramite rimboschimento e altri metodi

Indirizzo

Via Temenide 30a
Taranto
74121

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