Mediterranea SH Taranto

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Mediterranea SH Taranto Taranto si unisce all’azione di Mediterranea Saving Humans. Salvare vite non è reato
https:donate.mediterranearescue.it/aiutacianavigare/

13/10/2026

Stamattina un gruppo di coloni israeliani ha assaltato il pulmino che porta a scuola i bambini e gli insegnanti di diversi villaggi della Firing zone 918 (una delle tante zone di addestramento militare unilateralmente dichiarate da Israele in Cisgiordania) ad Al Fakheit, dove si svolgono le lezioni.
Fortunamente, nessun bambino era a bordo quando il mezzo è stato attaccato, ma i danni ingenti hanno impedito al pulmino di raggiungere i villaggi limitrofi e quindi oggi i bambini palestinesi non hanno potuto recarsi a scuola.

Blocchi stradali, attacchi violenti e demolizioni degli edifici scolastici accadono quotidianamente in Masafer Yatta, impedendo fisicamente ai bambini di recarsi a scuola ed esercitare il loro diritto all’istruzione.

Perciò, Mediterranea denuncia lo scolasticidio in corso perpetrato dall’Occupazione israeliana nel Territorio palestinese occupato.

Perché, come ripeteva spesso Awda Hathaleen, attivista e insegnante palestinese ucciso nel luglio 2025 dal colono Yinon Levy, “L’istruzione è la nostra arma più potente. L’Occupazione lo sa e ne ha paura”.

07/10/2026

Nelle ultime 48 ore, in nove distinti interventi di salvataggio, le imbarcazioni delle organizzazioni non governative hanno soccorso complessivamente 283 donne, uomini e bambini le cui vite erano in pericolo nel Mediterraneo centrale.

In un mare dove le politiche di dei governi e delle istituzioni UE producono chiusura e respingimenti, sofferenze e morte, l’azione coordinata della Flotta civile ha fatto sì che, ancora una volta, la vita sconfiggesse la morte.

Grazie CivilFleet! Grazie Watch the Med - Alarm Phone, MV Louise Michel, AMA di Solidaire ✈️ , SEA-EYE-5 Sea-Eye e. V. , OYVON di MSF Sea , AURORA 2 SAR di Sea-Watch OCEAN VIKING di SOS MEDITERRANEE ITALIA

Ph: Sos Mediterranee

05/10/2026

“Come palestinesi, abbiamo finito le parole, cosa potrebbe spingervi ad agire?”
Con queste parole, Mohammad Hureini , attivista del collettivo palestinese Youth Of Sumud , inchioda la comunità internazionale alle sue responsabilità nel genocidio a Gaza e nella pulizia etnica in Cisgiordania.

Con il suo rapporto, “Masafer Yatta, un laboratorio di pulizia etnica”, Mediterranea vuole ottenere proprio questo: portare prove legali per denunciare i singoli coloni, le organizzazioni che li sostengono e il Governo israeliano complice attivo nell’Occupazione della Cisgiordania.

Grazie all’invito delle europarlamentari Benedetta Scuderi e Annalisa Corrado, Mediterranea è riuscita a portare la sua denuncia al Parlamento europeo, partecipando al convegno “The courage to disobey”.

È il momento dell’azione! Qui ed ora!

03/10/2026

3 ottobre 2013. Lampedusa. 368 persone morte. Da quel giorno del 2013, sono state uccise per 72 volte le 368 persone della strage del 3 ottobre. Da allora infatti si contano almeno altre 26.500 vittime nel Mediterraneo centrale. 368 moltiplicato per 72. Ogni volta che, nelle commemorazioni, qualche esponente delle Istituzioni ha pronunciato la formula “mai più”, in realtà voleva significare “ancora. E ancora, ancora, ancora”.

Il 3 ottobre dovremmo quindi, senza ipocrisie, celebrare
“ancora”, che è il vero significato del “mai più” pronunciato da questo mondo, dalle sue Istituzioni, di fronte alle morti in mare.

Come si stanno ricordando i morti? Facendone degli altri.

16/09/2026

Solidarietà alla mediche e ai medici vittime delle intimidazioni poliziesche.

Questa notte oltre 20 medicx in tutta Italia sono state perquisite nelle loro abitazioni e luoghi di lavoro e portate in Questura, colpevoli secondo un solerte magistrato vicino al governo, di aver certificato delle persone come “non idonee all’ingresso nei CPR”.

Si tratta di un grave atto intimidatorio, che ha come obiettivo non solo i professionisti coinvolti, ma tutta la categoria medica: si persegue chi svolge il proprio lavoro in scienza e coscienza, e in completa autonomia da quelli che sono gli interessi politici di chi comanda. Il codice deontologico, il giuramento di Ippocrate e anche la costituzione, lo prevedono. Tutelare la salute delle persone, come soccorrere chi è in pericolo di vita in mare o in terra, non può diventare un reato, anche se il governo non è d’accordo. Ne’ i magistrati, come quello che firma i provvedimenti di questa mattina, possono diventare strumenti del potere politico, che li usa per “richiamare all’ordine” chi non gli è gradito.

Noi siamo tra coloro che pensano che i CPR siano luoghi di tortura e morte, luoghi “patogeni”, in cui la salute fisica e mentale viene compromessa e minata e in cui non esiste alcun tipo di tutela per l’ integrità fisica e psichica delle persone. Sono “istituzioni totali”nei quali la segregazione occulta omicidi di stato, suicidi indotti, autolesionismo. Questi l***r del nostro tempo vanno chiusi. In termini Generali nessuna persona per noi, dovrebbe essere rinchiusa lì dentro. Nessuno è “idoneo” per essere vittima della violazione di ogni diritto umano.

Secondo l’articolo 32 del codice di deontologia medica, ogni medicx ha la responsabilita di proteggere la salute, la dignità e la qualità della vita di una persona, anche per quanto riguarda l’idoneitá dell’ambiente in cui vive o è costretto a vivere. La colpa dei medici inquisiti è dunque quella di aver fatto veramente i medici. Di aver esercitato la professione medica senza sottostare a diktat politici, ma solo valutando da medici la condizione delle persone che hanno l’obbligo di proteggere in termini sanitari.

03/09/2026

Mentre nel Mediterraneo le persone continuano a morire, Piantedosi continua a bloccare arbitrariamente chi le soccorre.

La barca a vela Humanity 2 di SOS Humanity , alla sua prima missione in mare, è stata sottoposta a fermo a Lampedusa dopo aver soccorso 71 persone che rischiavano la vita.

Un provvedimento fondato su motivazioni assurde e illegittime, nonostante le operazioni siano state condotte nel pieno rispetto del diritto internazionale.

Non è un caso. È una scelta politica: ostacolare la ricerca e il soccorso, colpire la flotta civile e e aggravare una situazione già drammatica nel Mediterraneo centrale.

Loro provano a bloccarci, noi continueremo ad andare in mare. Liberare subito Humanity 2, liberare Sea-Watch 5, liberare tutte le navi della Flotta civile solidale, ingiustamente fermate.

31/07/2026

Ceuta non è il simbolo di un’“invasione”. È il simbolo di un confine che produce sofferenza, propaganda e disuguaglianze.

Migliaia di donne, uomini e bambini hanno attraversato quel confine per cercare protezione, cura, futuro. A loro vanno garantiti accoglienza, assistenza e il diritto di chiedere asilo, non il sovraffollamento degli hotspot né l’uso delle loro vite come strumento di scontro politico.

Ogni volta che una crisi umanitaria viene trasformata in spettacolo, si alimenta la narrazione della paura e si nasconde la realtà: la mobilità umana non è un’emergenza, è una condizione del nostro tempo. Ciò che è davvero insostenibile è un regime di confini che rende i diritti accessibili solo ad alcuni.
Il Mediterraneo non può essere uno spazio di privilegi per chi ha il passaporto “giusto” e di confinamento per tutti gli altri. Se i diritti non sono di tutte e tutti, non sono diritti: sono privilegi.

Prima le persone. Sempre. Accoglienza, protezione e cura per le moltitudini mediterranee.

28/07/2026

È passato un anno dalla morte di Awda Hathaleen, insegnante e attivista palestinese ucciso dal colono Yinon Levi nel villaggio di Umm al Kheir, in Masafer Yatta.

Ad oggi, l’assassino di Awda è a piede libero e continua a compiere azioni violente contro le comunità palestinesi della Masafer Yatta. L’assassinio di Awda è stato solo il picco di una violenza che oggi vuole cancellare un’intera comunità, soffocandola e soppiantandola con gli avamposti illegali costruiti tra le case di Umm al Kheir nell’arco dell’ultimo anno.

Tutto ciò accade nel periodo in cui la violenza dei coloni, sostenuti economicamente e politicamente dal Governo Netanyahu, ha toccato i picchi più elevati, usando qualsiasi pretesto per portare avanti l’opera di pulizia etnica e depalestinizzazione della Cisgiordania.

L’assassinio di Awda Hathaleen e tutte le altre violazioni dei diritti umani compiute dall’Occupazione israeliana nel 2025 sono ricostruite all’interno del rapporto annuale di Mediterranea “Masafer Yatta, un laboratorio di pulizia etnica”

Awda però continua a vivere nelle mobilitazioni per la Palestina in tutto il mondo, nelle canzoni e opere d’arte a lui dedicate e nel ricordo di chi lo ha conosciuto.

Ma soprattutto Awda vive nella lotta di un popolo che resiste per esistere.

09/07/2026

E' terminata la raccolta fondi in favore di Bakary Sako.
Vi ricordiamo che il 10 luglio alle 18,00 si terrà una assemblea cittadina per dare informazioni sull'esito della raccolta e per una riflessione collettiva su:
UN ATTO DI CRIMINALITA’ COMUNE DENTRO UNA REALTA’ DI SFRUTTAMENTO O UN EPISODIO DI RAZZISMO?
Assemblea cittadina durante la quale sarà reso noto il risultato della raccolta fondi in favore della famiglia del lavoratore maliano Bakary Sako, ucciso a Taranto il 9 maggio. Durante la manifestazione in sua commemorazione svolta in Piazza Fontana, sono state numerose le testimonianze di episodi di razzismo nella nostra città e tanti sono i racconti che stiamo raccogliendo. Invitiamo a partecipare le cittadine e i cittadini nati in altri Paesi, le associazioni antirazziste e democratiche, e chiunque voglia dare un contributo all’assemblea, per dare una lettura condivisa del nostro territorio, per sfuggire alla narrazione autoassolutoria della città solidale e accogliente della classe dirigente di questa città.

Indirizzo

Via Blandamura, 7
Taranto
74121

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