Mediterranea SH Taranto

Mediterranea SH Taranto Taranto si unisce all’azione di Mediterranea Saving Humans. Salvare vite non è reato
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05/06/2026

«Una rivoluzione copernicana». Così il ministro Piantedosi ha definito il decreto con cui il governo accelera l’attuazione del Patto europeo su migrazione e asilo.

Ma ogni rivoluzione dipende dal punto di osservazione. Per chi difende i diritti fondamentali, questa non è una svolta verso una maggiore tutela delle persone, bensì verso la normalizzazione di procedure accelerate di frontiera, del trattenimento e dell’eccezione come regola. L’obbiettivo è uno solo: RESPINGERE. Cioè rendere più facile espellere e deportare verso i paesi d’origine o paesi terzi donne e uomini, bambine e bambini, che stanno cercando protezione in Italia e in Europa.

Dietro la retorica dell’efficienza si costruisce un sistema che mira a smantellare il diritto d’asilo, indebolire le garanzie giurisdizionali e ampliare gli spazi di discrezionalità amministrativa. Procedure accelerate, nuove limitazioni alla libertà personale, possibilità di rigetti più rapidi e minori tutele per chi presenta ricorso: misure che incidono direttamente sulla vita di migliaia di persone.

Più che una “rivoluzione copernicana”, siamo di fronte a un’ulteriore escalation nella guerra contro un’umanità la cui unica colpa è di essere nata nel posto “sbagliato” del pianeta.

Nel posto “sbagliato” del pianeta che diventa “giusto” se andiamo a fare razzie di petrolio, gas, oro, terre rare. È “giusto” per vendere armi a più non posso, per depredarlo di ogni cosa. Diventa “sbagliato” solo quando si tratta di riconoscere ai suoi abitanti che lo abbiamo impoverito, devastato, inquinato, togliendo loro il diritto di chiedere diritti.

Venerdì saremo nella città di Taranto. Con Mediterranea SH Taranto e Hip Hopera Foundation.DIAMO FORZA ALLE PAROLE.Massi...
01/06/2026

Venerdì saremo nella città di Taranto. Con Mediterranea SH Taranto e Hip Hopera Foundation.

DIAMO FORZA ALLE PAROLE.

Massimo Damaxx Cellamare DAMAXX Davide Costantino Gaetano Lesto Marzano Giovanni Giuan Petruzzelli Mike Cipresso

30/05/2026

Mentre migliaia di persone continuano a fuggire da guerre, persecuzioni e miseria, l’Unione Europea sceglie ancora una volta di finanziare chi le intercetta, le imprigiona e le respinge nell’inferno libico.

Un documento trapelato diffuso da conferma che l’UE ha avviato una collaborazione ufficiale con le forze della Libia orientale controllate dal generale Khalifa Haftar, da anni accusate di gravissime violazioni dei diritti umani contro migranti e rifugiati. Formazione, supporto operativo, infrastrutture e un nuovo centro di coordinamento a Bengasi: l’obiettivo è uno solo, rafforzare la macchina dei respingimenti nel Mediterraneo. E sono le stesse forze libiche che stanno detenendo due cittadini italiani appartenenti al convoglio umanitario di Global Sumud ItaliaSumud Italia diretta a Gaza.

Non si tratta di soccorso, cooperazione o sicurezza. Si tratta di esternalizzare la violenza, pagando altri perché facciano il lavoro sporco che l’Europa non vuole assumersi apertamente.

Da anni denunciamo la complicità europea con il sistema di detenzione, torture, sfruttamento e morte che intrappola migliaia di persone in Libia. Oggi quella complicità non viene ridotta: viene ampliata.

Di fronte a questa escalation continueremo a stare dalla parte opposta. Dalla parte dei diritti, della libertà di movimento, del soccorso in mare e della dignità umana.

Perché nessun accordo potrà rendere accettabile ciò che resta una violazione sistematica dei diritti fondamentali.

17/05/2026
15/05/2026

Ieri centinaia di persone hanno attraversato Piazza Fontana, a Taranto, per ricordare Bakari Sako e per dire che il razzismo uccide.

Uccide nel Mediterraneo, lungo le rotte migratorie. Uccide nei quartieri, nelle campagne, nei luoghi di lavoro, nelle istituzioni.

La violenza razzista non è un fatto isolato, né il gesto improvviso di pochi individui. È il risultato di un clima costruito nel tempo: alimentato dalla propaganda, dalla disumanizzazione, dalle politiche di esclusione e dai confini trasformati in guerra contro chi migra.

Mentre aumentano aggressioni e violenze a sfondo razziale, vengono normalizzati odio, respingimenti, CPR, deportazioni, negazione dei diritti fondamentali.
E chi semina paura oggi prova a trasformarla in ordine sociale.

Per questo ieri la piazza era importante: perché ha scelto di stare dalla parte opposta.
Dalla parte della solidarietà, della giustizia, della libertà di movimento.
Dalla parte di chi non accetta che il razzismo venga trattato come emergenza episodica, quando invece è parte di un sistema politico e culturale che produce esclusione e morte.

Non esistono “casi isolati”.
C’è una responsabilità collettiva e istituzionale che va nominata e combattuta.

Bakari vive nelle lotte che continuano.
Contro ogni razzismo.

07/05/2026

Thiago Ávila e Saif Abu Keshek sono ancora detenuti dopo il sequestro della Freedom Flotilla in mare aperto, fuori da qualunque giurisdizione legittima. Il prolungamento del fermo conferma ciò che da anni colpisce chi prova a rompere il silenzio sull’assedio di Gaza: intimidire, isolare, reprimere chi sceglie di stare dalla parte del popolo palestinese.

Le testimonianze diffuse dagli attivisti parlano di pestaggi, privazione del contatto umano, occhi coperti per giorni, trattamenti degradanti inflitti durante la custodia israeliana. Non sono “misure di sicurezza”, ma strumenti politici di punizione contro la solidarietà internazionale.
Thiago e Saif non sono soli. La loro detenzione si inserisce dentro un sistema carcerario che oggi rinchiude oltre 9.600 prigionieri palestinesi. Migliaia di persone sono detenute senza accuse né processo, mentre nelle carceri continuano abusi, torture, isolamento e negazione dei diritti fondamentali.

Ci uniamo all’appello della : libertà immediata per Thiago e Saif, libertà per tutti i prigionieri palestinesi.

Indirizzo

Via Blandamura, 7
Taranto
74121

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