11/05/2026
**In memoria di Bakary Sako, ucciso a Taranto**
Caro Bakary Sako,
noi che ti conosciamo per testimonianze altrui, attraverso il tuo lavoro come cameriere e bracciante agricolo – alzandoti all'alba per spaccarti la schiena nei campi –, oggi con il cuore pesante vogliamo chiederti scusa. Avevi 35 anni, venivi dal Mali, e due giorni fa quattro ragazzini ti hanno accerchiato, pestato e ucciso con un cacciavite.
Un'immagine ci tormenta: le mani davanti al volto, dita aperte nel disperato tentativo di fermare le coltellate. Non come nei film: la morte arriva lenta, con il tempo di vedere il sangue colare sui vestiti e sulle scarpe, di tamponare, di capire che è finita. Nello zaino, vestiti puliti e una bottiglia d'acqua per il turno – preparati la sera prima, segno di chi, dopo povertà, deserto e umiliazioni, crede ancora nel domani.
Ci scusiamo per una società che lascia spazio a questo orrore, dove troppi cuori – come quelli di quei ragazzini, gusci vuoti senza idee né moventi – si chiudono invece di aprirsi. Non era razzismo con una "ragione" mostruosa: ti hanno ucciso perché eri lì, come si rompe un vetro per un rumore nel nulla. Il vuoto è più insidioso dell'odio, perché non lo vedi, non lo nomini, non lo combatti.
La tua perdita ci addolora e ci sprona: «Cosa sto facendo io, qui e ora, per colmare quel vuoto con umanità, rispetto e accoglienza? Come rendere il mio cammino più solidale verso chi soffre?». Siamo al fianco delle famiglie colpite con il nostro impegno concreto. Ti affidiamo alla misericordia di Dio, perché tu possa riposare nella Sua pace eterna, tra giustizia e amore senza fine.
Riposa in pace.
**Associazione Ti Aiuto con il Cuore**
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