14/03/2025
PESCA IN ITALIA E NELLA UE, NON PIU' ATTIVITA' MARGINALE, MA PILASTRO ECONOMICO
A ROMA IL CONVEGNO CON IL MIMISTRO LOLLOBRIGIDA E IL COMMISSARIO
Si è tenuto questa mattina a Roma, il convegno "Il settore della pesca in Italia e l'Unione Europea: sfide ed opportunità", organizzato dal Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste. L'evento ha visto la partecipazione del Ministro Francesco Lollobrigida e del Commissario europeo per la Pesca e gli Oceani, Costas Kadis, per la prima volta in visita ufficiale in Italia. Tra i relatori, il sottosegretario Patrizio Giacomo La Pietra, il direttore generale Pesca marittima e Acquacoltura Francesco Saverio Abate, il capo dipartimento della Sovranità alimentare e dell’Ippica Marco Lupo e il vicepresidente AGCI, Giampaolo Buonfiglio. Durante il convegno, sono state affrontate le principali sfide e opportunità del settore ittico italiano nel contesto delle politiche europee. Tra i temi discussi, l'impatto della crisi climatica sulla pesca, la perdita di biodiversità e l'inquinamento marino. Inoltre, è stata sottolineata l'importanza di garantire la competitività e la sostenibilità a lungo termine del settore. Il vicepresidente AGCI Buonfiglio, nel suo intervento, ha evidenziato come “il settore pesca in Italia sta vivendo una serie di crescenti difficoltà, come evidenziano i principali descrittori produttivi, strutturali e socio economici, tutti in evidente discesa: flotta, occupati, redditi, guadagni. L’unica cosa che cresce è l’età media dei pescatori e delle imbarcazioni. Tra i principali fattori di questa crisi crescente - ha proseguito Buonfiglio - vi sono senza alcun dubbio i modelli di gestione dei comparti che riforniscono la maggior parte dei prodotti commercializzati nei nostri mercati ittici nazionali (strascico per demersale, volanti e circuizione per piccoli pelagici). I modelli di gestione per questi comparti sono da decenni al centro di politiche europee che, dopo una brusca inversione di marcia della Politica Comune della Pesca (P*P) negli anni ‘80, sono da allora improntate alla compressione del settore nella disperata ricerca di un equilibrio fra capacità della flotta, sforzo di pesca e rinnovabilità degli stock ittici. Se questa ricerca ha trovato prima, e più facilmente, soluzioni efficaci con il sistema TAC e Quote nei mari nord europei (in cui flotte più industriali effettuano una pesca monospecifica o quasi) - ha evidenziato Buonfiglio - ben più complessa è stata, ed è tuttora, in Mediterraneo dove una serie di fattori la rendono certamente più complicata. Di fatto, decenni di P*P, nonostante una significativa riduzione della flotta e dello sforzo di pesca e regolamenti specifici con svariate misure tecniche e di gestione - ha concluso il vicepresidente AGCI - non hanno portato ai risultati sperati e alla ricostituzione di tutti gli stock di cui alcuni valutati ancora in uno stato di sovrasfruttamento.” Il presidente di AGCI Pesca e Acquacoltura, Enrico Casola, ha dichiarato a margine dell’incontro “Sono da rivedere e ripensare sia l’approccio, sia il modello di gestione. L’applicazione di misure su aree vaste non omogenee, la fissazione di obiettivi ambiziosi a tempi ravvicinati, la diversa gestione sulle diverse sponde del Mediterraneo, gli estesi fenomeni di pesca illegale, le fonti di impatto diverse dalla pesca, ed altro ancora - sottolinea Casola - sarebbero da riconsiderare con un approccio realmente olistico. L’identificazione di misure di gestione per aree omogenee, adatte alle condizioni ambientali e socio-economiche locali, decise con il coinvolgimento degli stakeholders e basate su dati scientifici disaggregati in scala di GSA, continua ad essere il modello più promettente con cui affrontare anche dossier relativi a pesche speciali e deroghe importanti per il settore italiano Su questo modello - conclude Casola - la convergenza della posizione del ministro Lollobrigida con le aperture del commissario Kadis ci lascia sperare in un fattivo lavoro per i prossimi anni.” Gli assessori regionali alla pesca e i principali rappresentanti istituzionali e delle categorie del settore hanno partecipato attivamente al dibattito, contribuendo con le loro esperienze e prospettive. Le conclusioni del convegno sono state affidate al Ministro Lollobrigida e al Commissario Kadis, che hanno ribadito l'importanza di una collaborazione stretta tra Italia e Unione Europea per affrontare le sfide future.