AGCI Taranto

AGCI Taranto Associazione Generale Cooperative Italiane

15/05/2026
14/03/2025

PESCA IN ITALIA E NELLA UE, NON PIU' ATTIVITA' MARGINALE, MA PILASTRO ECONOMICO

A ROMA IL CONVEGNO CON IL MIMISTRO LOLLOBRIGIDA E IL COMMISSARIO

Si è tenuto questa mattina a Roma, il convegno "Il settore della pesca in Italia e l'Unione Europea: sfide ed opportunità", organizzato dal Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste. L'evento ha visto la partecipazione del Ministro Francesco Lollobrigida e del Commissario europeo per la Pesca e gli Oceani, Costas Kadis, per la prima volta in visita ufficiale in Italia. Tra i relatori, il sottosegretario Patrizio Giacomo La Pietra, il direttore generale Pesca marittima e Acquacoltura Francesco Saverio Abate, il capo dipartimento della Sovranità alimentare e dell’Ippica Marco Lupo e il vicepresidente AGCI, Giampaolo Buonfiglio. Durante il convegno, sono state affrontate le principali sfide e opportunità del settore ittico italiano nel contesto delle politiche europee. Tra i temi discussi, l'impatto della crisi climatica sulla pesca, la perdita di biodiversità e l'inquinamento marino. Inoltre, è stata sottolineata l'importanza di garantire la competitività e la sostenibilità a lungo termine del settore. Il vicepresidente AGCI Buonfiglio, nel suo intervento, ha evidenziato come “il settore pesca in Italia sta vivendo una serie di crescenti difficoltà, come evidenziano i principali descrittori produttivi, strutturali e socio economici, tutti in evidente discesa: flotta, occupati, redditi, guadagni. L’unica cosa che cresce è l’età media dei pescatori e delle imbarcazioni. Tra i principali fattori di questa crisi crescente - ha proseguito Buonfiglio - vi sono senza alcun dubbio i modelli di gestione dei comparti che riforniscono la maggior parte dei prodotti commercializzati nei nostri mercati ittici nazionali (strascico per demersale, volanti e circuizione per piccoli pelagici). I modelli di gestione per questi comparti sono da decenni al centro di politiche europee che, dopo una brusca inversione di marcia della Politica Comune della Pesca (P*P) negli anni ‘80, sono da allora improntate alla compressione del settore nella disperata ricerca di un equilibrio fra capacità della flotta, sforzo di pesca e rinnovabilità degli stock ittici. Se questa ricerca ha trovato prima, e più facilmente, soluzioni efficaci con il sistema TAC e Quote nei mari nord europei (in cui flotte più industriali effettuano una pesca monospecifica o quasi) - ha evidenziato Buonfiglio - ben più complessa è stata, ed è tuttora, in Mediterraneo dove una serie di fattori la rendono certamente più complicata. Di fatto, decenni di P*P, nonostante una significativa riduzione della flotta e dello sforzo di pesca e regolamenti specifici con svariate misure tecniche e di gestione - ha concluso il vicepresidente AGCI - non hanno portato ai risultati sperati e alla ricostituzione di tutti gli stock di cui alcuni valutati ancora in uno stato di sovrasfruttamento.” Il presidente di AGCI Pesca e Acquacoltura, Enrico Casola, ha dichiarato a margine dell’incontro “Sono da rivedere e ripensare sia l’approccio, sia il modello di gestione. L’applicazione di misure su aree vaste non omogenee, la fissazione di obiettivi ambiziosi a tempi ravvicinati, la diversa gestione sulle diverse sponde del Mediterraneo, gli estesi fenomeni di pesca illegale, le fonti di impatto diverse dalla pesca, ed altro ancora - sottolinea Casola - sarebbero da riconsiderare con un approccio realmente olistico. L’identificazione di misure di gestione per aree omogenee, adatte alle condizioni ambientali e socio-economiche locali, decise con il coinvolgimento degli stakeholders e basate su dati scientifici disaggregati in scala di GSA, continua ad essere il modello più promettente con cui affrontare anche dossier relativi a pesche speciali e deroghe importanti per il settore italiano Su questo modello - conclude Casola - la convergenza della posizione del ministro Lollobrigida con le aperture del commissario Kadis ci lascia sperare in un fattivo lavoro per i prossimi anni.” Gli assessori regionali alla pesca e i principali rappresentanti istituzionali e delle categorie del settore hanno partecipato attivamente al dibattito, contribuendo con le loro esperienze e prospettive. Le conclusioni del convegno sono state affidate al Ministro Lollobrigida e al Commissario Kadis, che hanno ribadito l'importanza di una collaborazione stretta tra Italia e Unione Europea per affrontare le sfide future.

15/12/2024

Dopo il via libera di Camera e Senato il Nuovo Codice della Strada (Legge 25 Novembre 2024, n. 177) che introduce alcune importanti modifiche alle norme sulla sicurezza stradale entra ufficialmente in vigore da oggi. Tolleranza zero su alcol, droga e cellulari: sanzioni più dure per chi guida al telefono o in stato di alterazione.
https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2024/11/29/24G00199/SG

I vincoli particolarmente stringenti introdotti - tra gli altri - sulla guida in stato di ebbrezza fanno si che verranno maggiormente attenzionate quelle attività che somministrano alcolici che, pertanto, dovranno essere particolarmente attente all'osservanza delle norme vigenti che è opportuno rammentare:

Il divieto di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche, esteso anche alla vendita, è attivo dopo le ore 3.00 di notte per:
• titolari e gestori degli esercizi muniti della licenza prevista dai commi primo e secondo dell'articolo 86 del TULPS (Rd n. 773/31), ivi compresi gli esercizi ove si svolgono, con qualsiasi modalità, spettacoli o altre forme di intrattenimento e svago, musicali o danzanti (trattasi di tutti i pubblici esercizi ove, indipendentemente dallo svolgimento di intrattenimenti, si vendono e somministrano bevande alcoliche e superalcoliche, fra i quali bar, ristoranti, alberghi ed esercizi ricettivi in genere, stabilimenti balneari);
• chiunque somministri bevande alcoliche o superalcoliche in spazi o aree pubblici;
• circoli gestiti da persone fisiche, da enti o da associazioni.
Tutti questi soggetti devono interrompere la vendita e la somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche alle ore 3 e non possono riprenderla nelle tre ore successive, salvo che sia diversamente disposto dalle autorità locali in considerazione di particolari esigenze di sicurezza. Tali divieti non si applicano nella notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio e nella notte tra il 15 e il 16 agosto.

DIVIETO PER ESERCIZI DI VICINATO

Il comma 2 (bis e ter) articolo 54 della legge 120/2010 dispone che i titolari e i gestori degli esercizi di vicinato, di cui agli articoli 4, comma 1, lettera d), e 7 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, e successive modificazioni, devono interrompere la vendita per asporto di bevande alcoliche e superalcoliche dalle ore
24 alle ore 6, salvo che sia diversamente disposto dalle autorità locali in considerazione di particolari esigenze di sicurezza. Tali divieti non si applicano nella notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio e nella notte tra il 15 e il 16 agosto.

ETILOMETRO E TABELLE

Il comma 2-quater articolo 54 della legge 120/2010 dispone l’estensione dell’obbligo di mettere a disposizione dei clienti un etilometro di tipo precursore chimico o elettronico, oltre ad esporre le tabelle sugli effetti del consumo di alcol, a tutti i titolari e gestori dei locali che proseguano la propria attività oltre le ore 24, a prescindere dallo svolgimento di intrattenimenti.

SANZIONI E VALIDITA'

L’inosservanza delle disposizioni su somministrazione e vendita comporta la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 5.000 a euro 20.000. Qualora siano state contestate, nel corso del biennio, due distinte violazioni dell'obbligo è disposta la sospensione della licenza o dell'autorizzazione all'esercizio dell'attività ovvero dell'esercizio dell'attività' medesima per un periodo da sette fino a trenta giorni, secondo la valutazione dell'autorità' competente. L'inosservanza delle disposizioni su etilometro e tabelle comporta la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 300 a euro 1.200.

SOMMINISTRAZIONE E VENDITA A MINORI

In base al DL 14/2017 (convertito con legge 48/2017) è illecita sia la somministrazione che la vendita a minori di anni 18. L’infrazione comporta sanzione amministrativa (da un minimo di euro 250 ad un massimo di mille, con incremento da un minimo di 500 a 2mila euro in caso di violazione ripetuta fino alla sospensione per tre mesi dell'attività) e penale (art 689 codice penale) se riferita a minori di 16 anni.

15/12/2024

LOLLOBRIGIDA A BRUXELLES SALVA LA PESCA ITALIANA

Un negoziato partito tanto in salita da essere un sesto grado, con proposte della CE che avrebbero decretato la fine della pesca italiana, almeno nei comparti più produttivi. Una bomba disinnescata nottetempo dal Ministro Lollobrigida che, accompagnato dalla Direzione Generale della Pesca del MASAF, è riuscito nella trattativa in Consiglio dei Ministri Agrifish ad azzerare gli effetti della riduzione del 38% dello strascico nei mari italiani occidentali, con misure di compensazione praticabili e ragionevoli, e a portare la riduzione della cattura massima dei gamberi di profondità (richiesta al 18-29%) al 6%, che grazie alla rimanenza del 2024 sarà senza effetti. Un risultato straordinario che interrompe una serie pluriennale di tagli alle attività di pesca della nostra flotta dello strascico, ormai allo stremo dopo 6 anni di continue penalizzazioni. Danni limitati anche per i palangari per i quali era stata richiesta una riduzione dei giorni annui di pesca del 25%, portati al 13%, e per le reti da posta. Anche queste sono entrate nel mirino della CE per la prima volta nella storia, rompendo con la politica sia europea che multilaterale FAO-CGPM che ha sempre considerato la piccola pesca un comparto ecocompatibile da tutelare. Il taglio della produzione annua di nasello delle reti da posta portava le 287 t s annue a 215 t, divenute 261 alla fine del negoziato. “Ci auguriamo" ha dichiarato il presidente di AGCI Agrital Buonfiglio "che questo risultato costituisca l'inizio di una inversione di tendenza e di una revisione della politica europea della pesca verso misure e modelli di gestione più equilibrati tra tutela delle risorse e dell'ambiente e salvaguardia delle imprese e della occupazione, che vive oggi diverse emergenze. L'accordo raggiunto nella notte tra il ministro Lollobrigida e il Commissario Kadis" ha concluso Buonfiglio "fa ben sperare che si vada in questa direzione".

30/11/2024

PESCA: A POCHE ORE DALL'INSEDIAMENTO DEI NUOVI COMMISSARI RAFFAELE FITTO E COSTAS KADIS I SERVIZI DELLA COMMISSIONE PRESENTANO LA LORO DICHIARAZIONE DI GUERRA ALLA PESCA EUROPEA DEL MEDITERRANEO

Ridurre di un ulteriore 38% la mortalità da pesca per lo stock di merluzzo nel Tirreno e Mar Ligure, sottraendo altri giorni di pesca a quelli massimi consentiti per il 2024, introdurre misure correttive di limiti di cattura anche per reti da posta e tramagli, per lo stesso stock ridurre del 25% lo sforzo di pesca dei palangari, ridurre di un ulteriore 18% la cattura massima del gambero viola e del 29% per il gambero rosso; trasporre nella Legge europea ed attuare tutte le raccomandazioni adottate dall’ultima sessione della CGPM-FAO (proposte dalla stessa CE e rigettate dal MASAF) tra cui figura la riduzione del 5,2% dello sforzo di pesca dello strascico in Adriatico. Questa la ricetta dei “Servizi della Commissione” per il 2025 riportata in un “Non-Paper” che, se non impegna automaticamente la CE, costituisce la base di discussione in vista del Consiglio dei Ministri Agrifish di dicembre. A nulla sono valsi i richiami alla ragionevolezza ed al realismo – dopo la riduzione del 40% delle attività negli ultimi 5 anni e le conseguenti acute difficoltà delle imprese del settore – espressi da più parti, a cominciare dalle Organizzazioni della pesca europee e degli Stati membri mediterranei, e culminati nel protocollo in cui il Ministro Lollobrigida richiedeva il congelamento di ulteriori riduzioni dello sforzo di pesca raccogliendo l’adesione dei Ministri di Francia e Spagna. “In questo scenario – dichiarano le organizzazioni della pesca italiana AGCI Agrital, Confcooperative Fedagripesca, Legacoop Agroalimentare, Coldiretti Impresa Pesca e Federpesca – non possiamo che raddoppiare i nostri migliori auguri per il loro prossimo insediamento ai Commissari Fitto e Costas, che troveranno ad attenderli sulle loro scrivanie questa dichiarazione di guerra alla pesca mediterranea. L’auspicio è che entrambi riescano a produrre, in quello che dovrebbe essere un nuovo corso della CE, i primi segnali di resipiscenza e di correzione di approccio e strategia per il governo di un settore ormai allo stremo”.

30/11/2024

Black Friday: c’è anche il commercio di vicinato, ma ormai è sconto-mania. Confesercenti: “Bisogna rivedere le regole, già nella legge sulle PMI”.

Non solo online, anche i negozi partecipano al Black Friday. Saranno infatti oltre 200mila le imprese del commercio di vicinato (il 29% del totale) che aderiranno alla giornata di promozioni.
A stimarlo è Confesercenti, sulla di base di un doppio sondaggio: il primo condotto sulle imprese associate, il secondo realizzato con IPSOS su un campione di consumatori.

Il Black Friday 2024
La giornata di promozioni, quest’anno, segna un’alta partecipazione di pubblico: l’86% degli italiani valuterà le offerte, il 44% ha addirittura già deciso cosa acquistare, per un budget medio di 235 euro a persona ed un giro di affari complessivo di circa 3,8 miliardi di euro, il 3% in più dello scorso anno.

È sconto-mania
La giornata di sconti si è ormai estesa a tutte le tipologie di attività, coinvolgendo anche il turismo, i servizi e persino la formazione. Si trovano offerte speciali su pacchetti viaggio, consulenze professionali, corsi di aggiornamento e persino su impianti dentali. Un vero e proprio delirio di promozioni che, se da un lato amplia le opportunità per i consumatori, dall’altro rende la competizione tra imprese, e tra on line e off line, sempre più serrata, imponendo strategie di marketing e pricing sempre più sofisticate per distinguersi in un mercato affollato. La tendenza è ormai quella di comprare solo con lo sconto.

I negozi della rete fisica
Nonostante la caratterizzazione ‘online’ dell’evento, tuttavia, parteciperanno anche oltre 200mila di negozi di vicinato. Ad aderire sarà poco meno di un negozio su tre (29%): il 12% solo per venerdì, mentre il 17% ha anticipato le promozioni. Si tratta di una quota in calo rispetto al 2023, quando la quota di negozi che partecipavano all’evento era del 34%.

L’opinione dei commercianti sul venerdì nero, infatti, è divisa. Chi aderisce al Black Friday lo fa soprattutto perché crede sia una buona occasione per aumentare le vendite (32%), perché ha avuto buoni riscontri in passato (23%) e soprattutto perché ritiene che sia desiderato dai consumatori (45%). Chi dice no alla giornata di sconti, lo fa soprattutto perché non sembra adatto alla propria attività (39% di chi non partecipa), ma c’è anche un 41% che ritiene che l’eccesso di promozioni sia controproducente per il settore. Circa un negozio su quattro praticherà sconti del 20%, il 15% dichiara che arriverà al 30%, il 35% dei punti vendita prevede invece sconti del 40%, ed infine il 10% arriverà fino al 50%.

“È vero, anche se la percentuale è in calo, i negozi di vicinato partecipano al Black Friday, ma non hanno la stessa possibilità di competere con gli investimenti dei giganti del web. Qui – segnala Confesercenti – è un far west, con vendite scontate, in contrasto con le norme attuali, e il pericolo di veri e propri abusi di posizione dominante. Bisogna rivedere le regole, magari già a partire dalla Legge annuale sulle PMI, perché il rischio per le attività di prossimità è enorme: il Black Friday si configura come un ulteriore saldo che va a prosciugare le vendite di Natale con un terzo dei regali che saranno acquistati in questi giorni. Questo acuisce la crisi della rete dei negozi, imprese che sono presidio sociale, economico e di sicurezza per il Paese e, come tali, vanno salvaguardate e sostenute”.

(Confesercenti Nazionale News)

30/11/2024

Giovani e Futuro. Il ruolo della formazione e del lavoro. La Fondazione ENGIM (Formazione Orientamento, Cooperazione, Lavoro) presenta il Bilancio 2023.

Martedì19 novembre, presso l'Aula Magna della sede ENGIM, a Roma, è stato presentato, ai partner e ai sostenitori, il percorso e i risultati raggiunti dalla Fondazione ENGIM San Paolo, da sempre impegnata nella formazione e nel supporto al lavoro per giovani e adulti.
“Siamo grati a chi ci accompagna nel costruire opportunità e promuovere inclusione. Insieme continueremo ad impegnarci ogni giorno per un futuro di crescita e partecipazione”. Queste le parole del presidente Lucente che ha aperto i lavori, dando poi la parola ad autorevoli rappresentanti istituzionali.
Anche AGCI è stata presente con Marco Olivieri, presidente di AGCI Lazio che è intervenuto sostenendo: "Il bilancio sociale di un Ente di Formazione è una scelta non scontata ma molto importante perché rivela come ENGIM San Paolo sia attento al ritorno sociale della propria azione formativa e di accompagno alla crescita non solo formativa dei giovani, ma anche al valore sociale delle azioni che si compiono, come elemento centrale delle proprie attività. Porsi la domanda di come accompagnare i giovani verso il futuro, offrendo loro gli adeguati strumenti, è un approccio valoriale che contraddistingue l'operato di ENGIM nelle sue attività quotidiane. La cooperazione, naturalmente votata verso un'economia sociale, è sicuramente un modello da promuovere fra le nuove generazioni”.
“Dunque – ha concluso Olivieri – Bisogna riconoscere l’impegno concreto che ENGIM rivolge ai giovani, azione questa, che emerge chiaramente dal Bilancio presentato”.

Ringraziamo ENGIM San Paolo Fondazione ENGIM per averci invitato

30/11/2024

AGCI presente al Masaf all'incontro dedicato alla tematica. Importanti misure sono necessarie, ma è fondamentale un aiuto concreto per i produttori



Negli ultimi anni, il vino dealcolato (non-alcholic wine) ha ricevuto una notevole attenzione a livello globale, registrando un incremento poco al di sotto del 10% nel 2003 nei primi dieci mercati mondiali, con un valore di mercato che ha superato gli 11 miliardi di dollari, il segmento dei vini a basso o zero contenuto alcolico presenta margini interessanti di sviluppo per il comparto vitivinicolo made in Italy. Tuttavia, è essenziale che ai produttori venga fornito un insieme di misure strategiche che siano effettivamente autosostenibili, dotate di risorse economiche adeguate per gli investimenti, e in grado di guidare in modo strutturato le aziende attraverso il processo di dealcolazione. Questo è quanto emerso durante l'incontro di ieri presso il Masaf con il ministro delle Politiche Agricole, Francesco Lollobrigida. "Il decreto sui prodotti dealcolati è un passo nella giusta direzione, ma sono necessarie opportune modifiche per sostenere il comparto - ha dichiarato il responsabile del settore Agroalimentare di AGCI, Alessio Ciaccasassi- Non si può ignorare il panorama europeo, in cui la dealcolazione è stata autorizzata dal 2021, né il contesto globale, dove il mercato dei prodotti dealcolati raggiunge già un valore di un miliardo di euro, con gli Stati Uniti che rappresentano il principale mercato, in termini di volumi, per il vino italiano. Pertanto - ha evidenziato Ciaccasassi - è importante finanziare adeguatamente il decreto, consentendo alle aziende vitivinicole di avvalersi del contoterzismo nazionale anche per le pratiche di dealcolazione. Questo dovrebbe portare a una riduzione del tasso alcolico al di sotto dello 0,5% o a una dealcolazione parziale tra lo 0,5% e il 9%. È cruciale, inoltre, che i sottoprodotti derivanti dal processo di dealcolazione non siano limitati al solo bioetanolo, ma possano avere un utilizzo più ampio a livello industriale." Queste sono soltanto alcune delle considerazioni di AGCI, che punta a garantire la sostenibilità e la competitività delle aziende vitivinicole italiane, con particolare attenzione alla necessità di una normativa che rispetti la filiera e tuteli la qualità dei prodotti, escludendo, ad esempio, le denominazioni di origine e rivedendo la terminologia utilizzata nel decreto, suggerendo di sostituire il termine "dealcolizzati" con "dealcolati".

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30/11/2024

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Taranto
74121

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