07/06/2026
“Babbo è rimasto sveglio tutta la notte accanto a Sabrina, fino al mattino, quando si è addormentata per sempre.”
Queste sono le parole che la mamma di Sabrina ci ha detto poco fa al telefono per ringraziarci di averlo mandato da lei.
Del cuore che ha questo ragazzo siamo certe di una cosa, non sbagliamo nel dire che è qualcosa di davvero raro.
Chi lo conosce, chi lo ha incontrato agli eventi e chi lo vive ogni giorno può confermarlo, è un ragazzo speciale, capace di proteggere e amare profondamente.
Ieri, quando ha risposto a quella mamma che ci aveva chiesto di lui, ci ha fatto piangere.
Perché le parole che ha scritto non sono soltanto parole, rispecchiano perfettamente la persona che è nella vita reale, e noi che lo conosciamo bene, ve lo possiamo garantire.
Ve le riproponiamo qui.
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"So che quando parlo sono lungo. Lo so da sempre. Ma non è perché mi piaccia sentirmi parlare. È perché non ho mai imparato a dividere il dolore in pezzi ordinati. Ci sono persone che prima pensano e poi parlano. Io no. Io quando scrivo vi parlo come se foste davanti a me. Tutto esce insieme, senza filtro, senza ordine, senza difese. Perché quando una cosa la vivi davvero non hai bisogno di prepararla. La verità non si inventa. La verità si attraversa. Per questo vi chiedo scusa se sono lungo ogni volta che scrivo io. Ma ogni parola che scrivo è qualcosa che non riesce a restare dentro. Oggi voglio ringraziare questa mamma per le sue parole. Mi ricordo di lei. Mi ricordo il suo dolore. Mi ricordo quando mi disse di essere stata lasciata sola con la sua bambina mentre affrontava una malattia che nessuno dovrebbe affrontare da solo. L’ho chiamata dopo pranzo e le ho detto che le darò una mano. Perché quando il dolore ti passa accanto e puoi fare qualcosa, anche poco, non puoi girarti dall’altra parte. Quel giorno mi chiese se mi fossi mai innamorato è vero. E io ho risposto che a volte l’amore non basta. È una frase dura. Perché ci hanno insegnato che l’amore vince tutto. Che l’amore resta. Ma a volte no. A volte ami qualcuno con tutto te stesso e non basta. Io ho amato davvero. Non qualcosa per riempire il vuoto, non un’abitudine, non una presenza qualunque. Ho amato davvero. E di quella persona oggi mi restano solo due date. Il giorno in cui tutto è iniziato e il giorno in cui tutto è finito. Tra quelle due date c’è stato un mondo intero che oggi vive solo dentro di me. L’ultimo messaggio arrivò come un silenzio definitivo. Mi disse che non riusciva a provare ciò che provavo io e che mi stava scrivendo piangendo perchè non avrebbe parlato se mi avesse detto le cose di persona. Mi disse che sono una persona speciale. Le solite cose che si dicono. E da lì è finito tutto. Sapete cosa è la cosa più difficile? Non perdere qualcuno. Ma continuare ad amarlo dopo averlo perso. Io con lei ho fatto tutto quello che sapevo fare. L’ho protetta, le ho voluto bene, le ho lasciato i suoi spazi. Quando le chiedevo di farmi sapere che era arrivata a casa quando veniva via da me non era controllo, era amore. Perché quando vuoi bene a qualcuno continui a seguirlo anche quando non è più con te. Continui a sperare che stia bene. Ho fatto tante cose per lei che nessuno vedrà mai. Piccole cose. Quelle che non finiscono nelle foto. Quelle che esistono solo tra due persone. E nonostante tutto non è bastato. Forse due persone possono capirsi senza parlare, anticiparsi, sentirsi sempre vicine, io e lei eravamo così... identici in tutto, ci capivamo senza parlarci, sentivamo la presenza dell'altro anche senza guardarci, ma non è bastato lo stesso. Molti avrebbero insistito, scritto, chiamato ancora. Io no. Perché amare qualcuno significa anche rispettare la sua scelta di andare via. E allora me ne sono restato in silenzio. L’ultimo messaggio fu “Va bene Grazie”. Due parole. Grazie. E dentro quel grazie forse c’è tutta la mia storia. Ci sono stato, l’ho fatta stare bene, l’ho fatta sorridere, e poi grazie. Non ho rimpianti. Non ho rabbia. Se devo avere rabbia quella è con me stesso non con lei, mi prendo tutte le colpe. Perché avevo promesso a me stesso che non mi sarei più fatto male così, e invece è successo ancora e più di prima. E ogni giorno è come avere pezzi di vetro conficcati nel cuore che si muovono e ti fanno sanguinare a ogni battito. Io non so se esista davvero il destino, ma so quello che abbiamo vissuto insieme. So quello che ci siamo dati. So quello che è stato reale. Oscar Wilde dice che non si ama qualcuno per i vestiti, per il suo fisico o per altro, ma perché quella persona canta una canzone che solo tu puoi sentire. E io quella canzone l’ho sentita. E la sento ancora. Anche nel silenzio. Anche adesso che non c’è più. Le auguro tutto il bene possibile. Le auguro salute, serenità, luce. Anche se quella luce non illuminerà più la mia strada. Continuerò a volerle bene, senza farlo sapere, senza disturbare, senza chiedere nulla. Mi addormenterò sperando che stia bene e mi sveglierò con lo stesso pensiero. Perché alcune persone non restano nella tua vita, ma restano dentro di te. Vedete, essere uomini non è trattenere qualcuno, ma fare la cosa più difficile anche se ti ucciderà dentro, è lasciarla andare quando la sua felicità non sei più tu. E io l’ho lasciata andare. Non perché amassi poco, ma perché lo amata e la amo così tanto da non farla restare dove non era più felice. E se c’è una cosa che non cambierà mai è questa... io le ho voluto bene, gliene voglio e gliene vorrò sempre, e la rispetterò sempre, perchè a volte amare, significa restare con le mani vuote mentre il cuore continua, in silenzio, a stringere qualcuno che non può più tenere."
Il Babbo Natale Dei Bambini