CGIL Siracusa

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CGIL Siracusa Confederazione Generale Italiana del Lavoro. Camera del Lavoro di Siracusa

06/10/2026

La FIOM si riconferma primo sindacato in SECOM Srl con il 43% dei consensi. Ringraziamo tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori che hanno partecipato alle elezioni e che, con il loro consenso, hanno consentito la riconferma della rappresentanza FIOM, all’interno dell’azienda. Un augurio di buon lavoro al delegato eletto Sebastiano Caccamo, certi che saprà svolgere il mandato ricevuto con competenza, responsabilità e spirito di servizio.

04/10/2026

LAVORO, PACE, AMBIENTE, WELFARE, COSTITUZIONE.
INSIEME SULLA VIA MAESTRA.

Il 17 ottobre scendiamo in piazza per:

PIÙ SALARI, MENO PRECARIETÀ
Aumentare stipendi e pensioni, cancellare i contratti precari, contrastare il lavoro povero e il divario retributivo tra donne e uomini.

UN FISCO DAVVERO GIUSTO
Combattere l’evasione; ridurre il carico fiscale su salari e pensioni; tassare extraprofitti, rendite e grandi ricchezze; garantire la progressività fiscale: chi ha di più deve contribuire di più.

SANITÀ E ISTRUZIONE PUBBLICHE PER TUTTE E TUTTI
Portare il finanziamento della sanità pubblica al 7,5% del Pil e quello per l’istruzione al 5%. Assumere personale, ridurre le liste d’attesa, garantire servizi pubblici di qualità in ogni parte del Paese.

LAVORO E AMBIENTE, INSIEME
Investire in una vera politica industriale e guidare la transizione ecologica creando buona occupazione. Industria, energia, mobilità, agricoltura e tutela del territorio devono essere parte dello stesso progetto.

PACE, NON RIARMO
No all’aumento della spesa militare. Sì alla diplomazia, alla cooperazione, al disarmo e a una politica di pace.

LIBERTÀ DI DISSENSO
Difendere il diritto di manifestare democraticamente, garantire gli spazi sociali, abrogare le norme dei decreti sicurezza che limitano gli spazi di libertà e partecipazione.

DIFENDERE E ATTUARE LA COSTITUZIONE
Difendere l’equilibrio tra i poteri, l’uguaglianza dei diritti, l’unità del Paese; promuovere la rappresentanza e la partecipazione democratica.

17 OTTOBRE ROMA Manifestazione Nazionale

La manifestazione inizierà alle ore 13.30 con il concentramento a Piazza della Repubblica e si concluderà, dopo il corteo, a Piazza del Popolo intorno alle ore 17.00.

04/10/2026
🟥 FIOM: Urso racconta il Paese delle imprese, ma dimentica il Paese del lavoro.Il ministro Adolfo Urso arriva a Priolo e...
04/10/2026

🟥 FIOM: Urso racconta il Paese delle imprese, ma dimentica il Paese del lavoro.

Il ministro Adolfo Urso arriva a Priolo e continua a descrivere un mondo nel quale tutto sarebbe
stato risolto: il Governo avrebbe salvato ISAB, tutelato la raffinazione italiana, garantito la
sicurezza energetica e costruito una nuova politica industriale. Il problema è che i lavoratori
del polo petrolchimico siracusano, vivono ogni giorno una realtà molto più complessa.
Nell’intervista che precede la sua visita a ISAB, il ministro rivendica ripetutamente l’utilizzo del
Golden Power e sostiene che il Governo abbia preservato le raffinerie italiane e tutelato
produzione e approvvigionamenti nazionali.
Ma ancora una volta manca la risposta alla domanda fondamentale: cosa garantisce
concretamente il Golden Power applicato all’operazione ISAB–Ludoil?
Il Governo ha esercitato i poteri speciali sull’acquisizione del 51% di ISAB imponendo delle
prescrizioni e allora i lavoratori, le organizzazioni sindacali e il territorio hanno il diritto di
conoscere almeno nella loro sostanza quali garanzie riguardino la continuità produttiva, gli
investimenti, l’occupazione diretta e soprattutto le migliaia di lavoratori dell’indotto.
Non basta continuare a magnificare il Golden Power. Bisogna spiegare cosa protegge, quali
obblighi impone e come il Governo intende verificarne il rispetto.
C’è inoltre una questione industriale decisiva sulla quale chiediamo al ministro una risposta
chiara: quale sarà il ruolo di Trafigura nella nuova ISAB?
Esiste un rapporto di lungo periodo che riguarda l’approvvigionamento delle materie prime e
la commercializzazione dei prodotti della raffineria. Se ISAB viene definita dal Governo
un'infrastruttura strategica per la sicurezza energetica nazionale, allora bisogna chiarire quale
autonomia industriale e commerciale avrà effettivamente la nuova proprietà e quale ruolo
continuerà ad avere Trafigura e non è una questione secondaria.
Riguarda chi approvvigiona la raffineria, chi commercializza i prodotti, quale quota viene
destinata al mercato nazionale e, in definitiva, dove si colloca il vero centro delle decisioni
strategiche di ISAB.
Ludoil ha annunciato un piano da 1,3 miliardi di euro in cinque anni, il mantenimento
dell'attuale organico, il coinvolgimento di circa mille persone nelle attività collegate agli
investimenti e circa cento nuovi addetti a regime. Sono annunci importanti, che dovranno
essere verificati e tradotti in cronoprogrammi, investimenti, cantieri e occupazione reale.
Ma un piano aziendale non può sostituire una politica industriale nazionale. Il ministro deve
dire quale sia la visione del Governo per l'intero petrolchimico siracusano, mentre la chimica di
base viene ridimensionata, Versalis procede nella propria trasformazione, ISAB cambia
proprietà e migliaia di lavoratori delle imprese dell'indotto affrontano una fase di crescente
incertezza. Il problema non è soltanto salvaguardare gli stabilimenti esistenti.
La questione è capire quale industria dovrà esserci qui tra dieci o vent'anni e quanti lavoratori
dovranno continuare a lavorarci.
Nelle parole del ministro troviamo continuamente imprese, incentivi, investimenti, produzione,
energia e competitività. Troviamo molto meno sulle conseguenze sociali della trasformazione
industriale. Quali sono i correttivi sociali che il Governo intende mettere in campo per evitare
che la transizione produca precarietà, espulsione di lavoratori qualificati e impoverimento del territorio? Cosa succederà ai lavoratori degli appalti quando diminuiranno alcune produzioni
tradizionali? Quali clausole sociali saranno previste? Quali strumenti accompagneranno la
riconversione professionale? Come verrà garantita la continuità occupazionale nell'indotto?
Come si impedirà che la competizione sugli appalti venga scaricata sul costo del lavoro, sui
salari e sulla sicurezza? E soprattutto: dov'è il tavolo nazionale sul futuro complessivo del polo
petrolchimico siracusano?
Lo diciamo ancora una volta con forza: I lavoratori non chiedono rassicurazioni, vogliono
risposte. Chiediamo quindi al ministro Urso di rendere chiari, gli elementi sostanziali delle
prescrizioni del Golden Power riguardanti ISAB e di aprire un confronto vero con le
organizzazioni sindacali su cinque questioni: garanzie occupazionali per lavoratori diretti e
indotto; investimenti e loro cronoprogramma; ruolo di Trafigura e autonomia industriale e
commerciale di ISAB; garanzie sulla continuità produttiva e sugli approvvigionamenti; strategia
industriale complessiva per il petrolchimico siracusano. Perché il punto non è raccontare che
tutto è stato risolto. Il punto è impedire che una trasformazione industriale di questa portata
venga pagata dai lavoratori attraverso meno occupazione, più precarietà e appalti sempre più
poveri. Se il Governo considera davvero strategico questo territorio, allora deve assumersi fino
in fondo la responsabilità della sua transizione industriale e sociale.
La FIOM continuerà a chiedere una cosa molto semplice: investimenti verificabili, lavoro stabile,
sicurezza, tutela dell'indotto e una politica industriale capace di accompagnare la transizione
senza lasciare indietro migliaia di lavoratori.
Antonio Recano
Coordinatore petrolchimici Fiom Sicilia

03/10/2026

Nardi ha annunciato la partecipazionedi una delegazione siracusana alla manifestazione nazionale di Roma

02/10/2026
🟥 ASSEMBLEA GENERALE CGIL DI SIRACUSAÈ in corso l’Assemblea Generale della Cgil di Siracusa. Dopo la relazione del Segre...
02/10/2026

🟥 ASSEMBLEA GENERALE CGIL DI SIRACUSA

È in corso l’Assemblea Generale della Cgil di Siracusa. Dopo la relazione del Segretario Generale, Franco Nardi , è stato avviato il dibattito: molti gli interventi sulla situazione socio-politica ed economica del nostro territorio. Sono stati anche proposti e votati due ordini del giorno:

- Contro il caro carburanti, per la difesa dei salari e la giustizia sociale
- Aretusacque e servizio idrico integrato. Trasparenza, investimenti, tariffe sostenibili, qualità del servizio e tutela del lavoro.

Conclude i lavori, Francesco Lucchesi, componente della segreteria confederale CGIL Sicilia.

All’interno dell’iniziativa, il compagno Enrico Tamburella ha donato alla Camera del Lavoro di Siracusa il quadro da lui realizzato “Pace senza se e senza ma”.

🟥 Caro carburanti, Eni conferma la centralità del petrolchimico di Priolo. ISAB è una questione strategica nazionale.Per...
29/09/2026

🟥 Caro carburanti, Eni conferma la centralità del petrolchimico di Priolo. ISAB è una questione strategica nazionale.

Per anni in Europa sono state chiuse raffinerie ed è stata ridotta la capacità produttiva. Le produzioni tradizionali sono diminuite più rapidamente di quanto siano cresciute nuove produzioni capaci di garantire volumi adeguati, continuità degli approvvigionamenti e autonomia energetica. Oggi emergono con chiarezza le conseguenze di queste scelte.
A dirlo è stata la stessa Eni che, annunciando il tetto temporaneo ai prezzi di benzina e gasolio, ha collegato l’attuale situazione anche alla contrazione dell’offerta internazionale di prodotti raffinati, alle crisi geopolitiche e alla carenza di capacità di raffinazione europea. Eni ricorda che in Europa sono state chiuse quasi 30 raffinerie negli ultimi quindici anni. Un recente studio TEHA-Eni indica inoltre che dal 2009 l'Europa ha perso il 21% della propria capacità di raffinazione, con una crescente dipendenza dalle importazioni, in particolare per prodotti come diesel e jet fuel. Questi dati impongono una riflessione anche sul futuro di ISAB di Priolo.
La raffineria siracusana non può essere considerata soltanto un asset finanziario che passa da un azionista all’altro. È una grande infrastruttura industriale inserita in un settore che assume un rilievo diretto per la sicurezza e la continuità degli approvvigionamenti energetici del Paese.
Se ISAB è strategica per il Paese, il suo futuro deve essere discusso anche con chi dentro quegli impianti lavora ogni giorno e con le organizzazioni che rappresentano quei lavoratori.
Biocarburanti, e-fuels, riciclo chimico, idrogeno e nuove tecnologie a basse emissioni sono parte di un cambio di paradigma necessario. Ma la transizione deve tradursi in impianti, investimenti, produzioni e occupazione reale, con dimensioni e tempi capaci di accompagnare la progressiva riduzione delle produzioni tradizionali. Il rischio è creare un vuoto pneumatico dove diminuisce la produzione interna, aumenta la dipendenza dalle importazioni e il Paese si espone alle tensioni dei mercati internazionali e alle oscillazioni dei prezzi. La decarbonizzazione deve procedere insieme alla realizzazione di una nuova capacità produttiva necessaria al Paese.
Per questo la questione ISAB assume ancora maggiore rilevanza alla vigilia alla vigilia della grande fermata ISAB prevista per il 2027, che rappresenterà il primo vero banco di prova della nuova fase societaria. Migliaia di lavoratori dell’indotto saranno coinvolti nelle attività di manutenzione e negli appalti. Per la FIOM devono essere garantiti legalità, sicurezza, qualità delle imprese, corretta applicazione dei contratti, qualificazione professionale e piena tutela dell’occupazione. La sicurezza energetica e la sicurezza del lavoro sono due facce della stessa politica industriale. Se l’Europa oggi misura il costo della perdita di capacità produttiva, l’Italia deve evitare di commettere gli stessi errori. Non si può considerare ISAB un’infrastruttura di interesse strategico quando il Governo esercita il Golden Power e poi separare questa strategicità dalle decisioni che riguardanoinvestimenti, produzioni, sostenibilità industriale, appalti e occupazione. La risposta al caro carburanti non può esaurirsi negli interventi temporanei sui prezzi alla p***a, né può essere semplicemente il ritorno a una crescita indiscriminata delle produzioni fossili. Serve una politica industriale ed energetica di sistema capace di tenere insieme sicurezza degli approvvigionamenti, decarbonizzazione, trasformazione degli impianti esistenti, sviluppo di nuove produzioni sostenibili, tutela dell’ambiente e tutela dell’occupazione. Occorre costruire le alternative prima che scompaiano le produzioni che devono sostituire. Priolo può e deve essere parte di questa strategia. Per questo chiediamo un confronto con il Governo e con la nuova proprietà sul futuro di ISAB, sugli investimenti, sulla continuità produttiva e sulle prospettive occupazionali. ISAB non riguarda soltanto Priolo. Riguarda il lavoro, l’ambiente, l’industria e la sicurezza degli approvvigionamenti dell’intero Paese.

Recano Antonio Coordinatore petrolchimici Fiom Sicilia

24/09/2026

Il segretario Nardi: "È il momento di ritrovare le ragioni dell'unità sindacale, superando divisioni e frammentazioni"

Indirizzo

Viale Santa Panagia 207
Syracuse
96100

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