CGIL Siracusa

CGIL Siracusa Confederazione Generale Italiana del Lavoro. Camera del Lavoro di Siracusa

🟥 IL 1º SETTEMBRE NON È UN LIBERI TUTTI
31/08/2026

🟥 IL 1º SETTEMBRE NON È UN LIBERI TUTTI

🟥Ora LUDOIL presenti il piano industriale e dia garanzie su lavoro, investimenti e sicurezzaSiracusa, 28 agosto 2026Il v...
29/08/2026

🟥Ora LUDOIL presenti il piano industriale e dia garanzie su lavoro, investimenti e sicurezza

Siracusa, 28 agosto 2026
Il via libera dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato all’acquisizione di ISAB da parte di LUDOIL Energy non chiude la questione industriale e occupazionale di ISAB. Anzi, per il territorio di Siracusa si apre una fase nella quale sarà necessario chiedere chiarezza sulle strategie di LUDOIL e sulle garanzie per lavoratori, appalti e continuità produttiva.
«L’Antitrust si è pronunciata sugli effetti dell’operazione sulla concorrenza. Adesso spetta alla nuova proprietà chiarire quale progetto industriale intenda realizzare per ISAB e per l’intero polo industriale siracusano», afferma la CGIL di Siracusa.
L’acquisizione del 51% di ISAB, con la possibilità per LUDOIL di arrivare successivamente al 100%, consegna al gruppo italiano il controllo di una delle principali realtà industriali del Paese e di un’infrastruttura strategica per il sistema energetico nazionale.
La nuova proprietà ha annunciato una strategia di trasformazione industriale orientata anche alle nuove produzioni energetiche, con progetti legati a HVO, BIO-ETBE, BIO-BENZINE e SAF.
«Siamo favorevoli a una prospettiva di trasformazione industriale che guardi alla transizione energetica – sottolinea la CGIL – ma la transizione non può essere soltanto una parola contenuta nei piani industriali. Deve tradursi in investimenti, occupazione stabile, formazione, sicurezza e qualificazione del lavoro». Per la CGIL, infatti, il futuro di ISAB non riguarda soltanto gli asset societari. Attorno alla raffineria di Priolo opera un sistema industriale composto da migliaia di lavoratori diretti e dell’indotto, con una forte presenza della metalmeccanica e del settore chimico coibenti nelle attività di manutenzione.
«Non accetteremo che la trasformazione industriale venga utilizzata per ridurre gli organici, aumentare la precarietà o comprimere i costi sulla sicurezza. Non esiste transizione industriale senza lavoro e non esiste futuro per l’industria senza sicurezza».
La CGIL chiede pertanto alla nuova proprietà un confronto immediato con le organizzazioni sindacali per conoscere nel dettaglio piano industriale, investimenti, tempi di realizzazione dei nuovi impianti, prospettive occupazionali, strategie sulla raffinazione tradizionale e ricadute sull’indotto. Particolare attenzione dovrà essere dedicata anche alla sicurezza degli impianti, alla manutenzione e alla qualificazione professionale dei lavoratori.
«ISAB ha una capacità autorizzata di circa 20 milioni di tonnellate annue ed è una realtà strategica per il sistema energetico nazionale. Una dimensione industriale di questa portata richiede una strategia altrettanto importante e trasparente».
La CGIL ritiene inoltre indispensabile il coinvolgimento delle istituzioni nazionali e regionali.
«Il futuro di ISAB non può essere affrontato esclusivamente come una vicenda societaria. Governo, Regione Siciliana e istituzioni territoriali devono tornare a esercitare un ruolo nella definizione di una strategia industriale per il polo di Priolo-Augusta-Melilli».
«Il passaggio di proprietà può rappresentare una nuova opportunità, ma solo se accompagnato da un progetto industriale credibile. Chiediamo a LUDOIL di passare dagli annunci ai fatti: investimenti certi, tempi certi e garanzie certe per il lavoro e per i lavoratori. Su questo la CGIL è pronta al confronto. Ma sarà un confronto nel quale il lavoro non sarà spettatore, sarà protagonista.
Settore Industria CGIL SIRACUSA

24/08/2026
🟥 Fuori, in strada! Fuori, in strada! Combatti!per aspettare, é troppo tardi!Aiuta te, mentre ci aiuti: praticala SOLIDA...
16/08/2026

🟥 Fuori, in strada!

Fuori, in strada! Combatti!
per aspettare, é troppo tardi!
Aiuta te, mentre ci aiuti: pratica
la SOLIDARIETÀ.

🟥 Siracusa, 15 agosto 2026 - Sicurezza sul lavoro, ancora una morte nel siracusano: basta vittime, la Sicilia non può es...
16/08/2026

🟥 Siracusa, 15 agosto 2026 - Sicurezza sul lavoro, ancora una morte nel siracusano: basta vittime, la Sicilia non può essere una zona franca

CGIL Siracusa: «Non si può morire lavorando. Servono controlli, prevenzione e responsabilità lungo tutta la filiera degli appalti»
Ancora una morte sul lavoro. Ancora un lavoratore che non farà ritorno a casa.
La vittima è Giuseppe Biundo, 53 anni, autotrasportatore originario di Gela, deceduto ad Augusta mentre svolgeva la propria attività lavorativa all’interno di un’azienda impegnata nello smaltimento dei reflui.
La CGIL di Siracusa esprime cordoglio e vicinanza alla famiglia e ritiene che, davanti all’ennesima morte sul lavoro, che segue quella dei due lavoratori deceduti a San Vito Lo Capo il 13 agosto, non sia più sufficiente fermarsi al cordoglio.
I numeri raccontano una situazione di emergenza che non può essere derubricata a fatalità. In Sicilia, al 31 maggio 2026, risultavano 29denunce di infortunio con esito mortale, rispetto alle 22 registrate alla fine di aprile. Solo nel mese di maggio sono quindi entrati nelle statistiche 7 nuovi casi mortali.
Secondo l’elaborazione dell’Osservatorio Vega sui dati INAIL, nei primi cinque mesi del 2026 i decessi in occasione di lavoro in Sicilia, hanno raggiunto l’indice di incidenza di 17,5 morti ogni milione di occupati, dato significativamente superiore alla media nazionale di 11,2.
Dentro questo quadro c’è anche Siracusa, con 2 morti in occasione di lavoro nei primi cinque mesi del 2026.
Numeri che assumono un peso ancora maggiore in un territorio come quello siracusano, caratterizzato da raffinerie, petrolchimico, metalmeccanica, manutenzioni, logistica, trasporto e da una presenza massiccia di imprese appaltatrici e subappaltatrici.
È proprio nella frammentazione della filiera produttiva che non possono essere scaricate responsabilità e rischi.
La sicurezza deve essere la stessa per tutti i lavoratori, indipendentemente dall’impresa per cui lavorano, dal contratto applicato o dal livello di appalto e subappalto nel quale sono inseriti.
Non possono esistere lavoratori di serie A e lavoratori di serie B. Non può esistere una sicurezza diversa a seconda della tuta che si indossa o del nome scritto sul contratto.
Questa ennesima tragedia, al di là delle responsabilità che saranno accertate dalla magistratura, impone di verificare con rigore come era stato organizzato il lavoro, quali procedure erano state adottate, se i rischi erano stati correttamente valutati e se tutte le misure di prevenzione erano state effettivamente applicate.
Per la CGIL, una morte sul lavoro non può essere archiviata come un evento inevitabile. La sicurezza è innanzitutto organizzazione del lavoro, formazione, manutenzione, prevenzione, controllo e piena assunzione delle responsabilità, non può essere considerata un costo, un adempimento burocratico o un ostacolo alla produzione. La sicurezza viene prima di tutto.
Nel polo industriale siracusano, dove ogni giorno migliaia di lavoratrici e lavoratori operano all’interno di impianti, cantieri e aziende dell’indotto, è necessario innalzare immediatamente il livello dei controlli e della prevenzione, soprattutto nelle attività a maggiore rischio e lungo tutta la catena degli appalti.
Non possiamo accettare che precarietà, pressione sui tempi, frammentazione delle responsabilità e massimo ribasso finiscano per essere pagati dai lavoratori con la propria sicurezza e, nel peggiore dei casi, con la propria vita.
La CGIL di Siracusa chiede che venga fatta piena luce sulla dinamica dell’incidente e che tutte le autorità competenti svolgano fino in fondo il proprio ruolo. Qualora emergano violazioni o responsabilità, dovranno essere adottati tutti i provvedimenti necessari.
Ma questa tragedia pone anche una questione più generale: quanto vale la sicurezza del lavoro nel nostro sistema produttivo?
Non possiamo continuare a intervenire soltanto dopo che una persona ha perso la vita. Occorre rafforzare i controlli, la prevenzione e la vigilanza, intervenendo prima che il rischio si trasformi in tragedia. Un lavoratore deve poter tornare a casa ogni giorno. Sempre.
La sicurezza non è una concessione dell’impresa, né una richiesta sindacale. È un diritto fondamentale.

CGIL Siracusa

🟥 Sanità siracusana, confronto tra CGIL e ASP: dalle Case di Comunità alle liste d’attesa, servono risposte concreteIeri...
14/08/2026

🟥 Sanità siracusana, confronto tra CGIL e ASP: dalle Case di Comunità alle liste d’attesa, servono risposte concrete

Ieri , 13 agosto 2026, si è tenuto un incontro tra il Commissario dell’ASP di Siracusa e una delegazione della CGIL Confederale e della Funzione Pubblica, rappresentata dal segretario generale CGIL Siracusa Franco Nardi con José Sudano, Sabina Zuccaro, Pino Bruno e Paolo Censabella.
L’incontro tenutosi presso la sede della Direzione Generale dell’Azienda Sanitaria ha rappresentato un primo colloquio conoscitivo già più volte rinviato per i numerosi impegni del Manager. L’occasione è stata molto proficua per i molteplici temi affrontati che interessano la situazione complessiva della sanità a Siracusa.
La CGIL ha portato all’attenzione del dott. Iraci le criticità emerse nel territorio, con un focus particolare sullo stato di attivazione delle Case di Comunità e degli Ospedali di Comunità; il sindacato ha sottolineato che pur nella consapevolezza che l’Azienda ha raggiunto l’importante obiettivo di definire entro il 30 giugno la conclusione dei lavori come previsto dal cronoprogramma del PNRR, di fatto le attività delle nuove strutture dedicate all’assistenza territoriale sono ancora molto lontane da un livello appena sufficiente; in alcune Case di Comunità l’attività non è iniziata così come negli Ospedali di Comunità non sono ancora stati effettuati ricoveri.
E’ stato sottolineata, ad esempio, la situazione del Distretto nord dove sia la Casa di Comunità di Lentini sia quella di Francofonte non hanno ancora iniziato la loro attività.
Il Commissario ha evidenziato come tale problematica sia legata principalmente alle difficoltà di reperire il personale, puntualizzando che i numerosi avvisi emanati per il suo reclutamento sono spesso deserti. Certamente, ha continuato il dott. Iraci, esistono anche criticità di carattere organizzativo, legate anche ad un diverso approccio culturale dovuto alla novità del modello assistenziale che necessita di tempo per essere recepito sia da parte del personale sia da parte dell’utenza.
La CGIL ha fatto presente al Commissario due problematiche al momento irrisolte che potrebbero dare un impulso alla funzionalità delle Strutture territoriali: la prima riguarda la necessità di un Accordo di Programma con la Conferenza dei Sindaci per una proficua integrazione socio-sanitaria attraverso la reale attivazione dei Punti Unici di Accesso; la seconda attiene la richiesta, non più rinviabile, all’Assessorato della Salute di un potenziamento della specialistica territoriale. Uno dei punti qualificanti dei servizi che dovrebbero erogare le Case di Comunità è proprio quello di fare incontrare il medico di famiglia con lo specialista per concordare insieme il percorso dei pazienti, in special modo dei pazienti cronici.
Il dott. Iraci ha recepito con particolare interesse i suggerimenti offerti, garantendo il suo interessamento su entrambe le sollecitazioni sindacali.
Non poteva mancare nella discussione un accento particolare sull’accessibilità alle prestazioni specialistiche. L’annoso problema delle Liste di Attesa, sebbene la CGIL abbia riconosciuto i progressi ottenuti negli ultimi mesi, rimane ancora una situazione non accettabile per una efficace tutela della salute della popolazione. In particolare, il sindacato ha sottolineato una non ottimale “trasparenza” del sito aziendale che non permette al cittadino di avere una completa informazione sulle disponibilità offerte, ed una garanzia che le richieste di prestazioni possano trovare una più celere risposta all’interno di un ambito distrettuale e non provinciale come avviene al momento.
Il Commissario ha riconosciuto che per alcune prestazioni esiste il problema della distanza tra l’offerta della prima disponibilità e la residenza dell’utente, che pone disagi soprattutto per i cittadini più fragili. Il dott. Iraci ha tenuto però a sottolineare che l’Azienda è impegnata a risolvere, o meglio a mitigare, le difficoltà impegnando notevoli risorse sull’abbattimento delle Liste di Attesa.
Diversi altri temi sono stati trattati, dalla carenza di personale alle difficoltà dei Pronto Soccorso; la specificità degli argomenti da analizzare ha fatto convenire i presenti, su invito dello stesso Manager, a mantenere un confronto serrato con incontri periodici su questioni specifiche alla presenza dei suoi collaboratori del settore interessato di volta in volta.
La CGIL ha offerto la piena disponibilità, ma ha chiesto che gli impegni che verranno assunti siano accompagnati da risultati tangibili per i lavoratori e per l’utenza.

🟥 Versalis Priolo: La CGIL chiede trasparenza. Come nel decommissioning, anche oggi il rischio è che il lavoro venga sot...
10/08/2026

🟥 Versalis Priolo: La CGIL chiede trasparenza. Come nel decommissioning, anche oggi il rischio è che il lavoro venga sottratto alle imprese storiche del territorio.

Siracusa, 10 agosto 2026
Le dichiarazioni di soddisfazione espresse dalla Regione Siciliana e da alcune organizzazioni sindacali sullo stato di avanzamento del piano di riconversione di Versalis a Priolo e Ragusa non può sostituire la verifica concreta dei fatti.
La CGIL continua a chiedere trasparenza sugli investimenti, sull'affidamento delle commesse e sulle reali ricadute occupazionali. A oggi, infatti, non sono stati resi noti i criteri con cui vengono assegnati i lavori né quali imprese siano effettivamente coinvolte nella realizzazione dei nuovi impianti. L'esperienza del decommissioning degli impianti di cracking insegna che gli annunci non bastano. Anche allora venne sostenuto che sarebbe stata garantita la massima attenzione al tessuto produttivo locale. In realtà, una parte significativa delle attività è stata affidata ad aziende esterne, escludendo molte imprese dell'indotto storico del polo petrolchimico siracusano.
Oggi il rischio è che quello schema si ripeta.
Si sostiene che le imprese locali non sarebbero in grado di rispondere alle esigenze dei cantieri perché mancherebbero professionalità specializzate. Una motivazione che la CGIL respinge con forza, perché rischia di trasformarsi nell'alibi per giustificare l'affidamento delle lavorazioni ad aziende provenienti da altri territori, penalizzando ancora una volta il sistema produttivo siracusano. L'indotto del petrolchimico ha costruito negli anni competenze riconosciute a livello nazionale ed internazionale nei settori della manutenzione industriale, della carpenteria, delle costruzioni di impianti, del montaggio meccanico e delle saldature specialistiche. Competenze che non sono nate per caso, ma sono il risultato di decenni di grandi realizzazioni industriali che hanno fatto del polo siracusano uno dei principali distretti industriali del Paese. Ne è testimonianza la straordinaria esperienza realizzata nell’area attrezzata di Punta Cugno, che negli anni Ottanta, con la costruzione di piattaforme petrolifere offshore, arrivo a impiegare circa 2.000 lavoratori metalmeccanici, formando generazioni di saldatori, tubisti, carpentieri, montatori meccanici e gruisti che hanno poi operato nei più importanti siti industriali italiani ed esteri. Più recentemente, l'esperienza dell’azienda SITECO, - finita nel 2011 quando il blocco delle autorizzazioni regionali per i parchi eolici in Sicilia azzerò completamente gli ordini - protagonista nella realizzazione di torri e componenti per il settore eolico, ha ulteriormente dimostrato come il territorio sia in grado di esprimere professionalità di altissimo livello anche nelle filiere della transizione energetica. Per questo sorprende sentire affermare che mancherebbero le competenze necessarie. Le professionalità oggi richieste nei cantieri di riconversione sono le stesse che il polo industriale siracusano ha formato e impiegato per decenni. Se oggi alcuni profili risultano meno disponibili, è perché migliaia di lavoratrici e lavoratori altamente qualificati sono stati costretti, negli ultimi anni, a trasferirsi verso altri siti italiani o all'estero a causa della progressiva riduzione degli investimenti e della perdita di attività nel territorio.
Non si può, quindi, prima disperdere un patrimonio di competenze costruito in oltre cinquant'anni di storia industriale e poi sostenere che il problema sia la mancanza di professionalità locali. Non è accettabile utilizzare questa narrazione per favorire imprese provenienti da altri territori senza aver prima investito nella riqualificazione e valorizzazione dei lavoratori, nel ricambio generazionale e nella valorizzazione di imprese che per decenni hanno garantito la continuità produttiva del petrolchimico.
Per questo la CGIL rinnova la richiesta, avanzata più volte, di un tavolo Ministeriale dove Eni Versalis deve rendere pubblici gli affidamenti delle principali commesse, indicando le imprese aggiudicatarie, i criteri adottati nella selezione, la quota di lavori assegnata alle imprese del territorio e le ricadute occupazionali previste, sia per i lavoratori diretti sia per quelli dell'indotto. La transizione industriale non può tradursi in una semplice sostituzione delle produzioni lasciando fuori le imprese e i lavoratori che hanno costruito la storia industriale di questo territorio. La CGIL continuerà a vigilare affinché gli investimenti annunciati producano lavoro stabile, sviluppo e valorizzazione dell’indotto storico, contrastando ogni processo che favorisca la progressiva esternalizzazione delle attività e l'impoverimento del tessuto produttivo siracusano. La vera sfida della riconversione non è soltanto costruire nuovi impianti, ma garantire che il valore economico, il lavoro e il patrimonio di competenze costruito rappresenti ancora il valore di un territorio che per oltre mezzo secolo ha sostenuto lo sviluppo dell'industria petrolchimica in Sicilia e nel Paese.
Versalis sarà credibile solo quando avrà dimostrato, con dati, atti concreti e piena trasparenza, che le opportunità generate dagli investimenti producano una ricaduta positiva sui lavoratori e sul territorio.

Settore Industria Cgil Siracusa

29/07/2026

La Camera del Lavoro Cgil di Augusta si schiera contro l’ipotesi di estendere la Zona Economica Speciale (Zes) Unica all’intero territorio nazionale. Una prospettiva che, secondo il sindacato, rischierebbe di compromettere la finalità stessa dello strumento, concepito per ridurre il divario eco...

Indirizzo

Viale Santa Panagia 207
Syracuse
96100

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