28/08/2026
Il Cda della RAI ha deciso di mandare in archivio Rai Scuola, sostituendolo con un canale focalizzato su enogastronomia e promozione del territorio.
La motivazione ufficiale parla di un semplice trasferimento su RaiPlay, ma la sostanza è un'altra: si smantella la funzione educativa e pedagogica del servizio pubblico perché, secondo logiche puramente economiche e performative, "non rende abbastanza". Al posto della divulgazione e della crescita collettiva, si sceglie una narrazione identitaria cristallizzata in una visione folkloristica del Paese.
La cultura non è intrattenimento.
La storia di Rai Scuola affonda le radici nell'alfabetizzazione popolare del maestro Alberto Manzi con “Non è mai troppo tardi”, rappresentando un presidio universale e accessibile, fondamentale anche nei momenti più critici, come la pandemia.
Mentre la petizione su Change.org viaggia verso le centomila firme e la RAI continua a ignorare gli standard del Media Freedom Act, richiamati anche dal Presidente Mattarella, la pressione politica sul servizio pubblico produce l'ennesimo taglio al pluralismo e alla libertà d'informazione.
Arci chiede al Cda della Rai di tornare sui propri passi e di garantire la continuità di un servizio che, in oltre sessant'anni di storia, ha rappresentato un presidio insostituibile per l'educazione e la cultura del Paese.
Firma la petizione: https://c.org/Z7n2SD2wXX