11/05/2026
Oggi viaggiamo tra i suoni della Calabria con un termine che sa di notti silenziose e antiche leggende: ’A Cuccuvella.
In dialetto calabrese, la cuccuvella altro non è che la civetta. Un nome onomatopeico che sembra quasi riprodurre il verso tipico di questo rapace notturno, capace di osservare il mondo con i suoi grandi occhi dorati mentre tutto il resto dorme.
In Calabria, come in molte culture del Mediterraneo, la civetta è una figura ambivalente: fin dai tempi dell'Antica Grecia (pensiamo alla civetta di Minerva), è simbolo di intelligenza e capacità di vedere oltre il buio. Per i nostri nonni, invece, sentirla cantare vicino casa era un segno da interpretare, a metà tra il timore reverenziale e il rispetto per la natura.
Sapevi che in alcune zone della Calabria si usa dire "Fari ’a cuccuvella" per descrivere qualcuno che sta sempre all'erta o che osserva tutto con estrema attenzione (e magari un po’ di malizia)?
E tu? Conoscevi queste curiosità? Scrivicelo nei commenti!