25/04/2026
Discorso per il XXV aprile๐ฎ๐น
Il 25 aprile 1945 sorse unโalba diversa dalle altre.
Unโalba che portava con sรฉ la fine della guerra, della paura e dellโoppressione.
Per milioni di italiani non fu soltanto lโinizio di una nuova giornata, ma lโinizio di una nuova vita.
Fu lโalba della libertร .
โEra giunta lโora di Resistere, era giunta lโora di essere uomini per vivere da uominiโ disse il padre costituente Piero Calamandrei.
Un nuovo inizio dopo piรน di ventโanni di dittatura. Un nuovo inizio dopo le oltre 400.000 vittime di una guerra mondiale inutile, che aveva portato soltanto morte, distruzione e desolazione nelle case degli italiani. Dal settembre del 1943, inoltre, gran parte della nostra pen*sola dovette subire la violenta occupazione nazi-fascista, caratterizzata da stragi, rastrellamenti e odio.
Allo stesso tempo, perรฒ, una parte della popolazione italiana, e non solo, stava lottando per costruire un futuro nuovo, un futuro incerto e difficile, ma fondato su un ideale semplice e potente: la libertร .
Accanto alle truppe anglo-americane, che dallโestate del 1943 combattevano e morivano in Italia per la nostra liberazione, uomini e donne del nostro Paese resistevano al nemico come potevano, con coraggio e determinazione.
Cโera chi combatteva con lโesercito di liberazione o tra le bande partigiane al fronte.
Chi nascondeva, aiutava e curava i partigiani o i renitenti alla leva, mettendo a rischio la propria vita.
Chi diffondeva notizie e informazioni utili alla Resistenza.
Chi resisteva con tutte le proprie forze nei campi di prigionia tedeschi, nelle carceri fasciste o lontano da casa, al confino in terre straniere.
Molti nostri concittadini si impegnarono duramente nella lotta di Liberazione per raggiungere quella nuova alba di quel giorno dโaprile.
Venticinque giovani partigiani del paese misero a rischio ogni giorno la propria vita e quella delle loro famiglie, rifugiandosi nei boschi e nelle campagne e vivendo con la costante paura di essere traditi, catturati o giustiziati.
Trentacinque sottomontesi, invece, conobbero la fame e le violenze nei campi di lavoro tedeschi: uomini disarmati, ma sostenuti dalla forza della loro dignitร e della loro volontร di resistere.
Eppure alcuni, tra i nostri concittadini, quella gloriosa alba di un nuovo giorno non poterono mai vederla.
Bolognini Angelo morรฌ nel giugno 1943, in Francia, a soli 30 anni, mentre combatteva tra i partigiani locali. Comi Giovanni, anchโegli partigiano, morรฌ nel febbraio 1945. Bonalumi Primo, prigioniero dei tedeschi a Creta, dal gennaio 1944 risultรฒ disperso, anche lui a soli 21 anni. Locatelli Adriano, a soli 20 anni, morรฌ in prigionia in un campo di lavoro tedesco, cosรฌ come Ravasio Mario, Riva Giuseppe e Terzi Giovanni, tutti e tre deceduti per malattia nei lager tedeschi.
Qualcuno, invece, quellโalba di aprile potรฉ soltanto intravederla.
Fu il partigiano sottomontese Antonio Carissimi, che proprio la sera del 25 aprile 1945 partรฌ con altri suoi compagni alla volta di Terno dโIsola, dove avrebbe dovuto disarmare una colonna nazi-fascista in fuga. Antonio, perรฒ, non fece mai piรน ritorno a casa. Morรฌ tragicamente assassinato quella notte, allโetร di 32 anni, insieme ad altri sei partigiani bergamaschi, lasciando due figli orfani.
Oggi siamo qui per commemorare e ricordare i tanti uomini e le tante donne che diedero tutto ciรฒ che avevano di piรน prezioso per la libertร e la democrazia nel nostro Paese: la loro vita.
Il loro sacrificio non appartiene soltanto al passato. Appartiene al nostro presente e, soprattutto, al nostro futuro. Perchรฉ la libertร che oggi viviamo non รจ un dono scontato. ร una conquista. Una conquista che ci รจ stata affidata.
Sta a noi custodirla, difenderla e trasmetterla alle nuove generazioni.
E allora, nel ricordare quei nomi, quelle storie e quelle vite spezzate, il modo piรน vero per onorarli non รจ soltanto ricordare ciรฒ che hanno fatto, ma vivere ogni giorno con il senso di responsabilitร che loro ci hanno insegnato.
Perchรฉ finchรฉ sapremo ricordare, finchรฉ sapremo scegliere la libertร , quellโalba del 25 aprile non finirร mai.
Viva l'Italia! Viva il 25 aprile!