Cobas Lavoro Privato Toscana

Cobas Lavoro Privato Toscana Cobas (Comitati di Base), nascono nella scuola negli anni settanta e nel corso del tempo si diffond

I Cobas (Comitati di Base), nascono nella scuola negli anni settanta e nel corso del tempo si diffondono in tutti i settori pubblici e privati. La struttura della Confederazione Cobas si compone dell'Assemblea degli iscritti (che è l'unico organo decisionale dell'organizzazione) e da un'esecutivo Provinciale. A livello Nazionale vi è l'Assemblea Nazionale e l'Esecutivo Nazionale. Gli Esecutivi Pro

vinciali e Nazionali hanno il solo compito di tradurre in pratica gli indirizzi e le decisioni delle Assemblee degli iscritti. La Confederazione Cobas rifiuta la logica dei funzionari di mestiere e delle gerarchie Sindacali e fa dell'autodeterminazione degli iscritti il suo punto di forza. Tutte le cariche all'interno dell'organizzazione e a qualsiasi livello sono revocabili in qualsiasi momento dall'Assemblea degli iscritti. La Confederazione Cobas non ha e non vuole segretari provinciali, regionali e nazionali ma si struttura su portavoce eletti dalle assemblee.

19/12/2025
29/11/2025

Duecentocinquanta persone – studenti, lavoratori, ricercatori – hanno attraversato questa mattina il centro di Siena per lo sciopero nazionale indetto dai sindacati di base contro la legge di bilancio.

⚠️ 𝗔𝗧𝗧𝗔𝗖𝗖𝗢 𝗔𝗟𝗟𝗔 𝗦𝗘𝗗𝗘 𝗖𝗢𝗕𝗔𝗦 𝗗𝗘𝗟 𝗗𝗜𝗥𝗜𝗧𝗧𝗢 𝗔𝗟𝗟’𝗔𝗕𝗜𝗧𝗔𝗥𝗘👉🏼 𝘓𝘢 𝘴𝘦𝘥𝘦 𝗖𝗼𝗯𝗮𝘀 𝗱𝗶 𝗧𝘂𝘀𝗰𝗮𝗻𝗶𝗮, 𝘪𝘮𝘱𝘦𝘨𝘯𝘢𝘵𝘢 𝘰𝘨𝘯𝘪 𝘨𝘪𝘰𝘳𝘯𝘰 𝘯𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘥𝘪𝘧𝘦𝘴𝘢 𝘥𝘦𝘭 𝘥...
25/11/2025

⚠️ 𝗔𝗧𝗧𝗔𝗖𝗖𝗢 𝗔𝗟𝗟𝗔 𝗦𝗘𝗗𝗘 𝗖𝗢𝗕𝗔𝗦 𝗗𝗘𝗟 𝗗𝗜𝗥𝗜𝗧𝗧𝗢 𝗔𝗟𝗟’𝗔𝗕𝗜𝗧𝗔𝗥𝗘

👉🏼 𝘓𝘢 𝘴𝘦𝘥𝘦 𝗖𝗼𝗯𝗮𝘀 𝗱𝗶 𝗧𝘂𝘀𝗰𝗮𝗻𝗶𝗮, 𝘪𝘮𝘱𝘦𝘨𝘯𝘢𝘵𝘢 𝘰𝘨𝘯𝘪 𝘨𝘪𝘰𝘳𝘯𝘰 𝘯𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘥𝘪𝘧𝘦𝘴𝘢 𝘥𝘦𝘭 𝘥𝘪𝘳𝘪𝘵𝘵𝘰 𝘢𝘭𝘭’𝘈𝘣𝘪𝘵𝘢𝘳𝘦, 𝘦̀ 𝘴𝘵𝘢𝘵𝘢 𝘤𝘰𝘭𝘱𝘪𝘵𝘢 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵𝘢 𝘯𝘰𝘵𝘵𝘦 𝘥𝘢 𝘶𝘯 𝘷𝘪𝘭𝘦 𝘨𝘦𝘴𝘵𝘰. 𝘈𝘣𝘣𝘪𝘢𝘮𝘰 𝘥𝘦𝘯𝘶𝘯𝘤𝘪𝘢𝘵𝘰 𝘭’𝘢𝘤𝘤𝘢𝘥𝘶𝘵𝘰 𝘢𝘭𝘭𝘦 𝘢𝘶𝘵𝘰𝘳𝘪𝘵𝘢̀ 𝘤𝘰𝘮𝘱𝘦𝘵𝘦𝘯𝘵𝘪, 𝘤𝘰𝘴𝘪̀ 𝘤𝘰𝘮𝘦 𝘧𝘢𝘤𝘦𝘮𝘮𝘰 𝘢𝘭𝘤𝘶𝘯𝘪 𝘢𝘯𝘯𝘪 𝘧𝘢 𝘲𝘶𝘢𝘯𝘥𝘰 𝘭𝘢 𝘴𝘦𝘥𝘦 𝘥𝘪 𝘝𝘪𝘵𝘦𝘳𝘣𝘰 𝘴𝘶𝘣𝘪̀ 𝘭𝘰 𝘴𝘵𝘦𝘴𝘴𝘰 𝘪𝘥𝘦𝘯𝘵𝘪𝘤𝘰 𝘦 𝘰𝘥𝘪𝘰𝘴𝘰 𝘢𝘵𝘵𝘢𝘤𝘤𝘰.

😡 𝘈𝘯𝘤𝘰𝘳𝘢 𝘶𝘯𝘢 𝘷𝘰𝘭𝘵𝘢, 𝘪𝘭 𝗰𝗹𝗶𝗺𝗮 𝗱𝗶 𝗼𝗱𝗶𝗼 𝗲 𝗱𝗶𝘀𝗰𝗿𝗶𝗺𝗶𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘢𝘭𝘪𝘮𝘦𝘯𝘵𝘢𝘵𝘰 𝘥𝘢𝘭 𝘨𝘰𝘷𝘦𝘳𝘯𝘰 𝘥𝘢̀ 𝘤𝘰𝘳𝘢𝘨𝘨𝘪𝘰 𝘢 𝘱𝘪𝘤𝘤𝘰𝘭𝘪 𝘨𝘳𝘶𝘱𝘱𝘪 𝘤𝘩𝘦 𝘱𝘳𝘰𝘷𝘢𝘯𝘰 – 𝘪𝘯𝘶𝘵𝘪𝘭𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦 – 𝘢 𝘰𝘴𝘵𝘢𝘤𝘰𝘭𝘢𝘳𝘦 𝘭𝘦 𝘭𝘰𝘵𝘵𝘦 𝘤𝘩𝘦 𝘱𝘰𝘳𝘵𝘪𝘢𝘮𝘰 𝘢𝘷𝘢𝘯𝘵𝘪 𝘴𝘶𝘭 𝘵𝘦𝘳𝘳𝘪𝘵𝘰𝘳𝘪𝘰 𝘪𝘯𝘴𝘪𝘦𝘮𝘦 𝘢 𝘭𝘢𝘷𝘰𝘳𝘢𝘵𝘰𝘳𝘪, 𝘮𝘪𝘨𝘳𝘢𝘯𝘵𝘪 𝘦 𝘱𝘦𝘳𝘴𝘰𝘯𝘦 𝘴𝘦𝘯𝘻𝘢 𝘤𝘢𝘴𝘢.

𝘌̀ 𝘶𝘯𝘢 𝘱𝘳𝘢𝘵𝘪𝘤𝘢 𝘱𝘶𝘳𝘵𝘳𝘰𝘱𝘱𝘰 𝘯𝘰𝘵𝘢 𝘯𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘴𝘵𝘰𝘳𝘪𝘢 𝘥𝘦𝘭 𝘯𝘰𝘴𝘵𝘳𝘰 𝘗𝘢𝘦𝘴𝘦: 𝘤𝘰𝘭𝘱𝘪𝘳𝘦 𝘤𝘩𝘪 𝘴𝘪 𝘪𝘮𝘱𝘦𝘨𝘯𝘢 𝘰𝘨𝘯𝘪 𝘨𝘪𝘰𝘳𝘯𝘰 𝘢𝘤𝘤𝘢𝘯𝘵𝘰 𝘢𝘭𝘭𝘦 𝘤𝘭𝘢𝘴𝘴𝘪 𝘴𝘧𝘳𝘶𝘵𝘵𝘢𝘵𝘦, 𝘪𝘯𝘥𝘪𝘱𝘦𝘯𝘥𝘦𝘯𝘵𝘦𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘥𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘭𝘰𝘳𝘰 𝘰𝘳𝘪𝘨𝘪𝘯𝘦, 𝘥𝘢𝘭 𝘭𝘰𝘳𝘰 𝘤𝘦𝘵𝘰 𝘰 𝘥𝘢𝘭𝘭𝘦 𝘭𝘰𝘳𝘰 𝘤𝘢𝘳𝘢𝘵𝘵𝘦𝘳𝘪𝘴𝘵𝘪𝘤𝘩𝘦 𝘥𝘪 𝘨𝘦𝘯𝘦𝘳𝘦. 𝘔𝘢 𝘶𝘯𝘢 𝘤𝘰𝘴𝘢 𝘦̀ 𝘤𝘦𝘳𝘵𝘢: 𝗻𝗲𝘀𝘀𝘂𝗻𝗮 𝗶𝗻𝘁𝗶𝗺𝗶𝗱𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗶 𝗳𝗲𝗿𝗺𝗲𝗿𝗮̀.

💪🏼 𝗜 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗶 𝘀𝗰𝘂𝗱𝗶 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗶 𝗾𝘂𝗮𝗿𝘁𝗶𝗲𝗿𝗶 𝗲 𝗹𝗲 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗼𝗴𝗻𝗶 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗼 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗿𝘂𝗶𝘀𝗰𝗼𝗻𝗼 𝗿𝗲𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗲 𝘀𝗼𝗹𝗶𝗱𝗮𝗿𝗶𝗲𝘁𝗮̀ 𝗶𝗻𝘀𝗶𝗲𝗺𝗲 𝗮 𝗻𝗼𝗶.

#𝘊𝘰𝘣𝘢𝘴 #𝘋𝘪𝘳𝘪𝘵𝘵𝘰𝘈𝘭𝘭𝘈𝘣𝘪𝘵𝘢𝘳𝘦 #𝘚𝘰𝘭𝘪𝘥𝘢𝘳𝘪𝘦𝘵𝘢̀ #𝘛𝘶𝘴𝘤𝘢𝘯𝘪𝘢 #𝘝𝘪𝘵𝘦𝘳𝘣𝘰
https://www.instagram.com/reel/DRe_sKyDW9C/?igsh=cXhvbXl4YmU2bHM5

25/11/2025
25/11/2025

COMUNICATO STAMPA

Sciopero del 28 novembre 2025: NO al piano di riarmo, SÌ all’ welfare e allo stato sociale.

I sindacati Confederazione COBAS, USB Pubblico Impiego Siena e le organizzazioni Collettivo Studentesco Jama’a, Cravos – organizzazione studentesca, Coordinamento del Precariato Universitario (CPU – Siena), Potere al Popolo, Fronte di Lotta No Austerity, Partito di Alternativa Comunista, Comitato Palestina Siena, Movimento Log-In, P. Carc e FGC (Fronte della Gioventù Comunista) scenderanno in piazza contro una legge di bilancio ipotecata dal piano di riarmo del governo. Una manovra che non affronta le vere emergenze del Paese e che, al contrario, accresce le disuguaglianze sociali.
Siamo di fronte a un progetto di militarizzazione della spesa pubblica: il programma europeo “REARM EUROPE” prevede 800 miliardi di euro destinati al rafforzamento delle capacità militari dell’UE. A questo si aggiunge l’adesione agli obiettivi fissati dal vertice NATO, che comporterà per l’Italia un aumento drastico delle spese militari: 23 miliardi nel prossimo triennio, fino a oltre 130 miliardi entro il 2035. Secondo le proiezioni, la spesa bellica arriverà a rappresentare il 5% del PIL.
Le risorse, dunque, non mancano: vengono però dirottate verso il riarmo, mentre le vere urgenze sociali vengono sacrificate. La legge di bilancio soffoca i settori che dovrebbero garantire equità e giustizia sociale, riducendo il welfare (sanità, istruzione, ricerca, sicurezza...) sancito dalla Costituzione a un guscio vuoto.
Le firme sui nuovi CCNL, insieme a quelle del settore privato, finiscono per legittimare una politica irresponsabile che tenta di rilanciare l’economia nazionale attraverso un piano di riarmo mastodontico. Intanto, contro un’inflazione cresciuta del 16% nell’ultimo triennio, gli aumenti salariali del 5-6% determinano una perdita reale di potere d’acquisto di circa il 10%. Il recupero salariale diventa una chimera, mentre gli incrementi arrivano solo tramite straordinari e prestazioni aggiuntive, favorendo di fatto il lavoro a cottimo.
Questa legge di bilancio cristallizza le disuguaglianze e ignora completamente le fasce più fragili della popolazione. I redditi medi di chi ha un contratto lavorativo stabile sono sempre più insufficienti a garantire un tenore di vita dignitoso. Allo stesso tempo, il lavoro povero e precario è ormai endemico persino negli ospedali, nelle scuole, nelle università e, più in generale, nella pubblica amministrazione (non solo nel lavoro privato). Esso rappresenta la norma di una jungla contrattuale fondata sullo sfruttamento più feroce e sul ricatto economico perenne di centinaia di migliaia di lavoratori e lavoratrici (soprattutto giovani, donne, straniere/i, comunità LGBT+). Insieme all’incremento del tasso di disoccupazione, questa emergenza sociale si riverbera come onda di ritorno intaccando anche le basi economiche e sociali dello stesso lavoro “tutelato” e del sistema pensionistico (fermo ad una legge indegna che tutte le organizzazioni politiche in corsa per il parlamento criticano ma mai risolvono).
Questa combinazione di fattori è ulteriormente aggravata dall’assenza di una vera politica dell’abitare. Chi perde il lavoro perde la casa, ma, più in generale, in assenza di una calmierizzazione degli affitti e di un’adeguata edilizia pubblica e popolare, ampie fasce di popolazione fanno fatica ad accedere al diritto ad avere un tetto sulla propria testa.
All’impoverimento salariale si accompagna l’indebolimento del ruolo del sindacato. Chi ha firmato contratti insufficienti e contemporaneamente avallato politiche di riarmo, dovrà ora spiegare all’intera Nazione perché dovremmo subire docilmente le scelte scellerate di un Governo che china la testa alle logiche imperialistiche occidentali senza minimamente pensare ai diritti Costituzionali.
La propaganda non riesce più a nascondere le macerie prodotte da queste scelte.
Siena non fa eccezione. Il 28 novembre chiuderanno i cancelli della Beko (una delle più importanti fabbriche del territorio), dove la speculazione delle multinazionali unitamente all’inesistenza di una politica di programmazione industriale italiana si rivelano nettamente sulle spalle di 299 lavoratori e lavoratrici e sulle loro famiglie (senza contare l’indotto che quella fabbrica generava), cancellando al contempo una prospettiva di futuro lavorativo per i/le giovani del territorio. Avvisaglie chiarissime di un attacco nella stessa direzione di quello della Beko si osservano anche alla GSK (considerata una delle eccellenze del territorio senese), dove le “uscite volontarie incentivate” per centinaia di lavoratori e lavoratrici sono solo il preludio di un ridimensionamento e prossima delocalizzazione. Non va per niente meglio all’Università, dove il precariato costituisce la base strutturale della ricerca e, tra l’espulsione di centinaia di precarie e precari, blocco delle assunzioni (a fronte di numerosi pensionamenti), strutture decadenti, insufficienza e inadeguatezza del diritto allo studio per gli studenti e le studentesse, sta per iniziare la peggiore crisi dopo quella del 2010. Scuola e Sanità non versano in condizioni migliori.
Per questi motivi è importante portare lo sciopero generale e la mobilitazione anche a Siena. Invitiamo lavoratori e lavoratrici, studenti e studentesse, l’intera popolazione di Siena e della sua provincia ad aderire allo sciopero generale di venerdì 28 novembre ed alla manifestazione nazionale del giorno successivo a Roma.

Per tutte queste ragioni:

- Venerdì 28 novembre 2025 attraverseremo insieme le vie di Siena con concentramento alle ore 9:30 alla Lizza, per dire NO al piano di riarmo e riaffermare i diritti di tutta la cittadinanza, quei valori costituzionali che le logiche di potere e complicità vogliono cancellare.
- Sabato 29 Novembre saremo a Roma, alla Manifestazione Nazionale che partirà alle 14 da Porta S. Paolo contro la finanziaria di guerra e il governo Meloni, verso la costruzione di un blocco sociale e politico indipendente.

20/11/2025
*COMUNICATO SCIOPERO GENERALE 28 NOVEMBRE* _Siena, lunedì 17 novembre_ -  Dopo gli scioperi generali del 22 settembre e ...
17/11/2025

*COMUNICATO SCIOPERO GENERALE 28 NOVEMBRE*

_Siena, lunedì 17 novembre_ - Dopo gli scioperi generali del 22 settembre e del 3 ottobre, che hanno portato in piazza oltre due milioni di persone in tutta Italia e migliaia anche nella città di Siena, il 28 novembre si terrà un nuovo sciopero generale di tutte le categorie contro la finanziaria di guerra.

Confederazione COBAS, USB Pubblico Impiego Siena, Collettivo Studentesco Jama’a, Cravos – organizzazione studentesca, Coordinamento del Precariato Universitario (CPU – Siena), Potere al Popolo, Fronte di Lotta No Austerity, Partito di Alternativa Comunista, Comitato Palestina Siena, Movimento Log-In e P. Carc, scenderanno in piazza a Siena il 28 novembre, in occasione dello sciopero generale, per dire con forza basta all’economia di guerra con cui il nostro governo tenta di rilanciare un Paese che invece affonda nella precarietà e nelle disuguaglianze. Scenderemo in piazza contro la legge di bilancio, le politiche del riarmo e i tagli alla spesa sociale.

Fermare l’economia di guerra e le politiche del riarmo significa ribadire le priorità sociali del mondo del lavoro, dei disoccupati/e e dei pensionati/e, a partire dal salario, dalla lotta alla precarietà lavorativa e di vita e dal rafforzamento dei servizi pubblici come sanità e istruzione. L’inflazione erode il potere d’acquisto, che non viene recuperato attraverso la contrattazione collettiva, mentre il sistema fiscale finisce per pesare in misura sempre maggiore su chi ha redditi più bassi, accentuando le disuguaglianze invece di ridurle.

Le necessità improrogabili sono quelle legate al finanziamento del servizio sanitario nazionale, della scuola pubblica e della ricerca, di un piano casa per rispondere al caro affitti e all'emergenza abitativa, della sicurezza sul lavoro e della transizione ecologica.

Per questo le organizzazioni sindacali di base hanno convocato un’assemblea di preparazione alla mobilitazione per il 21 novembre, alle ore 17:00, nell’Aula Magna Storica del Rettorato dell’Università di Siena. L’invito è aperto a tutta la cittadinanza. Durante l’incontro verranno definiti i dettagli dello sciopero e della manifestazione del 28 novembre, il cui ritrovo sarà alle ore 9:30 alla Lizza.

Per maggiori informazioni contattare:
- Eugenio Paccagnini,USB Pubblico impiego - +39 331 625 3399 - Mirko Caselli , USB Pubblico Impiego - +39 3391857523
- Gianni Bassani, Confederazione COBAS - +39 335 849 5561
- Samuele Picchianti, Cravos organizzazione studentesca - 371 473 7762

29/10/2025

Pubblichiamo molto volentieri questo importante appello della Confederazione Cobas per uno sciopero generale UNITARIO del sindacalismo conflittuale e della CGIL. Da sempre ci battiamo contro le log…

Indirizzo

Via Mentana, 104
Siena
53100

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