Associazione "A Piccoli Passi"

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Associazione "A Piccoli Passi" L' Associazione "A Piccoli Passi" e' nata per informare ed aiutare con progetti mirati sull'Alzheimer
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“A Piccoli Passi Siena” è un' Associazione nata da un gruppo di amici che ha scoperto quanto aiutare il prossimo possa far bene anche a noi stessi. Il nostro obiettivo, un passo alla volta, per quanto piccolo possa essere, è quello di sensibilizzare le persone sul tema dell’Alzheimer e far conoscere le terapie non farmacologiche ad esso collegato. La nostra Associazione si occupa infatti di promuovere alcune terapie come la Stanza Sensoriale e la Doll Therapy. Tutto questo viene portato avanti a piccoli passi, uno dietro l’altro, con impegno ed entusiasmo da tutti i volontari, con progetti fortemente radicati nel territorio toscano, ma anche al di fuori di esso. Il nostro fine non è quello di sostituirci alle prescrizioni mediche o alle diagnosi effettuate da professionisti, ma affiancarli con informazioni che possano essere di aiuto alle famiglie colpite da questa malattia. In maniera solidale e concreta, perché ogni passo fatto insieme per noi è importante. Vorremmo lasciare la nostra orma, anche se piccola, per realizzare insieme qualcosa di grande.

Provare senso di colpa quando si sceglie una casa di riposo per un familiare affetto da demenza è un'esperienza fin trop...
04/11/2026

Provare senso di colpa quando si sceglie una casa di riposo per un familiare affetto da demenza è un'esperienza fin troppo comune. Chi ci è passato prima di noi condivide spesso gli stessi pensieri e le stesse paure.

Ecco cosa ci racconta chi ha vissuto questo percorso:

Con il tempo il dolore frena la sua morsa, e si inizia a comprendere che garantire un'assistenza professionale era la scelta più premurosa possibile.

Il desiderio di fare tutto da soli è forte, ma arriva un momento in cui le forze fisiche e mentali si esauriscono del tutto.

Rimanere con il magone perché il proprio caro non è più a casa è naturale, ma aiuta ricordarsi che era l'unica strada percorribile per garantirgli sicurezza e protezione.

Non appena la nuova stanza comincia a riempirsi di ricordi e ad apparire familiare, subentra la serenità. Diventa a tutti gli effetti il loro nuovo spazio di vita.

Una volta allentata la pressione della gestione quotidiana, si ritrova il tempo per stare insieme con più serenità e il rapporto personale ne trae beneficio.

Spesso sono proprio le difficoltà pratiche e di gestione a rendere impossibile la permanenza a casa: dai costi elevati per le cure domiciliari alla mancanza di sostegni adeguati sul territorio, senza dimenticare che anche i costi da sostenere in una casa di riposo sono spesso molto alti, aggiungendo un ulteriore motivo di preoccupazione economica. A tutto ciò si unisce il carico emotivo schiacciante che comporta affrontare la malattia in solitudine.

Tutto questo ci ricorda quanto questa decisione sia delicata, profonda e complessa.

Se in questo momento stai convivendo con dubbi, timori o con il peso di questa scelta, sappi che la nostra realtà è qui per sostenerti e che non dovrai affrontare tutto questo da solo



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Un piccolo cambio di routine per gestire l'inverno con chi assistiamo ❄️🧥L'altro giorno, invece di insistere con il capp...
03/11/2026

Un piccolo cambio di routine per gestire l'inverno con chi assistiamo ❄️🧥

L'altro giorno, invece di insistere con il cappotto pesante che creava solo tensione, abbiamo provato un gilet leggero senza maniche. La differenza? Niente litigi, più calore, più libertà di movimento.

Spesso pensiamo che l'agitazione serale (la "sindrome del tramonto") sia solo un capriccio. Invece è spesso il buio precoce che crea ombre e confusione.

2 accorgimenti pratici che ci hanno aiutato:
🔹 Vestirsi a strati: evita il "braccio di ferro" e riduce il rischio di cadute.
🔹 Luci graduali dalle 16:00: riduce le illusioni ottiche e l'ansia da calare del sole.

Non sono soluzioni magiche, ma piccoli gesti che cambiano la qualità della giornata.

Voi come gestite i cambi di stagione con i vostri cari?
Ci raccontate nei commenti qual è il piccolo trucco (un indumento, un orario, un oggetto) che ha fatto la differenza per voi? 👇

02/11/2026
Queste    sono veramente importanti , ed aggiungiamo che spesso come in queste iniziative basta davvero poco , un po' di...
02/11/2026

Queste sono veramente importanti , ed aggiungiamo che spesso come in queste iniziative basta davvero poco , un po' di buona volontà e sì può fare molto per chi vive ogni giorno e sostenere le

Scopri sul nostro sito dove sono, in Italia, le Dementia Friendly Communities.

Non è la malattia che isola di più una famiglia: è quel senso di silenzio prima di uscire di casa.Succede quasi sempre a...
15/10/2026

Non è la malattia che isola di più una famiglia: è quel senso di silenzio prima di uscire di casa.

Succede quasi sempre all'improvviso.

Siete in cassa al supermercato, il vostro caro si confonde per pagare, la fila dietro sbuffa e voi sentite quel peso al petto: la paura del giudizio degli altri.

«Cosa penseranno? Sto sbagliando io a portarlo fuori?»

È una reazione umana, ma non è una colpa.

Chi vive questa realtà sta solo cercando un punto di riferimento in un mondo che ha cambiato contorni. Quando capita un momento di imbarazzo in pubblico, cambiate la narrazione degli altri con una sola frase:

«Oggi il mio papà ha solo tanta voglia di fare due chiacchiere.»

Questo semplice gesto trasforma il silenzio degli estranei in empatia immediata e vi restituisce serenità.

Non dobbiamo mai nasconderci né giustificarci. Ricordiamoci che la dignità di chi amiamo merita sempre di stare alla luce del sole.

Insieme è più facile non sentirsi soli in questo cammino.



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15/10/2026

«Ho girato la chiave nella serratura e subito dopo mi sono sentito un mostro.»È quando si gira la chiave nella serratura...
14/10/2026

«Ho girato la chiave nella serratura e subito dopo mi sono sentito un mostro.»

È quando si gira la chiave nella serratura della porta d'ingresso, si mette un cancelletto o si nasconde la maniglia per evitare che il nostro caro esca da solo, si perda o si faccia male.

Un gesto fatto esclusivamente per amore e per protezione, per evitare un pericolo reale.

Eppure, un secondo dopo aver sentito quel "click" della serratura, arriva una morsa al petto:
"Gli sto togliendo la libertà?"

"Sto trasformando la nostra casa in una prigione?"

"Sto sbagliando tutto?"

Se hai provato questa sensazione nel silenzio della tua casa, vogliamo dirti una cosa ad alta voce:

Non colpevolizzarti. La tua priorità è la sua sicurezza, e la tua paura è profondamente umana.

Molto spesso si ricorre alla contenzione ambientale semplicemente perché, nell'isolamento quotidiano, non si conoscono ancora le alternative pratiche per gestire il wandering (il bisogno continuo di camminare) o l'ansia da disorientamento.

Trasformare la casa in uno spazio sicuro, senza barriere
La contenzione ambientale non deve essere l'unica risposta. Attraverso le terapie non farmacologiche e piccoli adattamenti dell'ambiente domestico, è possibile ridurre il senso di "costrizione" e favorire la calma:

Creare percorsi di cammino sicuri e privi di ostacoli all'interno dell'abitazione.

Mimetizzare i punti di uscita con dolcezza (ad esempio usando teli o elementi d'arredo accoglienti invece di chiusure evidenti).

Orientare con la luce e i ricordi, creando angoli di interesse e di attività semplici (come la musica, la riordinazione di tessuti o l'ascolto) per placare il bisogno di "dover andare via".

Con i giusti accorgimenti, è possibile proteggere senza far sentire la persona "in gabbia", restituendo serenità a chi riceve cura e a chi la dona.

💬 La tua esperienza è un valore per tutti
Ti è mai capitato di dover gestire la paura che il tuo caro uscisse di casa?



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Ci sono giorni in cui la pazienza sembra finire e ci si sente tremendamente soli.Quando ci si prende cura di un familiar...
12/10/2026

Ci sono giorni in cui la pazienza sembra finire e ci si sente tremendamente soli.

Quando ci si prende cura di un familiare con l'Alzheimer tra le pareti di casa, anche le piccole cose quotidiane possono diventare un macigno. Sentirsi esausti o smarriti non fa di te un cattivo caregiver: fa di te una persona che sta dando tutto e che ha bisogno di sostegno.

La nostra associazione nasce proprio per questo: per camminare al tuo fianco, offrirti un punto di riferimento e ricordarti che c'è sempre qualcuno pronto ad ascoltarti.

💡 Unisciti alla nostra comunità e resta aggiornato sui nostri consigli gratuiti: clicca sul tasto "Segui" in alto sulla pagina per non perdere i prossimi spunti pratici dedicati alle famiglie.

Per qualsiasi informazione o per un ascolto riservato, puoi anche inviarci un messaggio privato in ogni momento.

I nostri consigli e la nostra vicinanza nascono dall'esperienza quotidiana al fianco delle famiglie, ma non intendono sostituire il parere medico o professionale, fondamentale per valutare il grado di Alzheimer e le esigenze specifiche di ogni persona.




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"E se non ce la facessi più?"È la domanda silenziosa che ogni caregiver si pone prima o poi, sommerso da un senso di col...
10/10/2026

"E se non ce la facessi più?"

È la domanda silenziosa che ogni caregiver si pone prima o poi, sommerso da un senso di colpa che spesso fa paura anche solo ammettere.

Decidere quando è il momento di affidarsi a una struttura di cura è una delle scelte più difficili e strazianti da affrontare. Ma chiedere aiuto non significa arrendersi o voler bene di meno: significa garantire la dignità, la protezione e la sicurezza che la persona amata merita ogni giorno.

Ci sono alcuni segnali che ci indicano quando il carico di assistenza sta diventando troppo pesante per essere sostenuto da soli a casa:

L'assistenza quotidiana diventa travolgente: quando lo stress e la fatica fisica superano le risorse del caregiver.

La sicurezza diventa una preoccupazione costante: quando aumentano i rischi di cadute, smarrimenti o incidenti domestici.

I bisogni aumentano all'improvviso: ad esempio a seguito di un ricovero ospedaliero o di un peggioramento delle condizioni.

Le attività di ogni giorno diventano faticose: quando l'igiene, i pasti o la gestione della terapia diventano motivo di forte tensione.

Scegliere un ambiente protetto e specializzato permette di creare una vera rete di supporto. Non si tratta di un abbandono, ma di un gesto d'amore che vi consente di ritrovare un ruolo d'affetto più sereno al fianco del vostro caro.



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Ci sono giorni in cui anche solo uscire di casa diventa una montagna insormontabile. 🚪Guardi l’orologio. Poi guardi la p...
09/10/2026

Ci sono giorni in cui anche solo uscire di casa diventa una montagna insormontabile. 🚪

Guardi l’orologio. Poi guardi la persona che ami.
Sapete entrambi che un viaggio in ambulatorio oggi sarebbe un’odissea di ansia, disorientamento e fatica immensa.

In quei momenti speri soltanto in una visita a domicilio. 🩺
Un professionista che varchi quella porta, vi guardi e vi rassicuri nel vostro ambiente.

Poi la risposta che fa cadere le braccia: nessuno può ve**re. 😔

Non per mancanza di volontà, ma per un sistema impoverito di forze che lascia troppe famiglie nell'isolamento più totale. E così ti ritrovi a dover fare tutto tu: medico, infermiere, supporto psicologico. Da solo.

Noi vogliamo dirti una cosa importante:
Non sei tu che stai sbagliando. Non sei tu ad essere inadeguato. 🫂

Siamo al tuo fianco per darti orientamento e ascolto, perché nessuno dovrebbe mai affrontare questo percorso nell'invisibilità.

Qual è la sfida più grande che trovi nel gestire l'assistenza tra le pareti di casa? 💬
Raccontaci nei commenti: leggere le esperienze degli altri ci fa sentire tutti un po' meno soli.



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