07/09/2026
Fauna selvatica, Enpa domani alla Camera contro i nuovi poteri del Comitato Tecnico Faunistico Venatorio
Procacci: «Pareri sui calendari venatori devono restare affidati all’organismo scientifico competente. Porteremo le nostre proposte per il rispetto della scienza, delle regole europee e della Costituzione»
Roma, 7 settembre 2026 – Enpa sarà domani, 8 settembre, alla Camera dei deputati per portare la propria posizione nell’ambito dell’esame per la conversione in legge del decreto-legge 144 del 7 agosto, con particolare riferimento al comma 8 del provvedimento, relativo al nuovo Comitato Tecnico Faunistico Venatorio Nazionale.
Una disposizione alla quale l’Associazione esprime la propria netta contrarietà e sulla quale interverrà davanti alle Commissioni riunite Ambiente e Bilancio della Camera.
«Ringraziamo le Commissioni per questa possibilità di ascolto su una tematica che ci preoccupa profondamente, sia sotto il profilo ambientale sia sotto quello giuridico», dichiara Annamaria Procacci, responsabile Fauna selvatica di Enpa. «Domani porteremo alla Camera le nostre osservazioni e le nostre proposte, perché le decisioni che riguardano la tutela della fauna selvatica devono poggiare sulla scienza e non possono determinare una sovrapposizione di ruoli e competenze».
Al centro delle preoccupazioni di Enpa c’è infatti l’attribuzione al Comitato Tecnico Faunistico Venatorio Nazionale, già ricostituito alla fine del 2022 dal ministro dell’Agricoltura, del potere di esprimere pareri sui calendari venatori emanati dalle Regioni.
«Siamo del tutto contrari a questa previsione», prosegue Procacci. «Al Comitato viene attribuito il potere di esprimere pareri sui calendari venatori senza averne le competenze, mentre l’organismo scientifico nazionale titolato a esprimersi in questa materia è Ispra. È un punto per noi fondamentale, perché quando si decide sulla fauna selvatica non si può prescindere dalle competenze scientifiche dell’istituto nazionale di riferimento».
L’audizione di domani sarà quindi per Enpa l’occasione per ribadire la necessità di mantenere la tutela della fauna e le valutazioni scientifiche al centro delle decisioni in materia venatoria, evitando interventi che possano indebolire il ruolo degli organismi scientifici.
«Porteremo le nostre proposte per il rispetto della scienza, delle regole europee e della Costituzione», conclude Procacci. «La fauna selvatica è un patrimonio che appartiene all’intera collettività e la sua tutela non può essere subordinata agli interessi venatori».