25/08/2026
DiereFareDare aderisce al Presidio Pace di Sesto con convinzione perché la Pace si costruisce ogni giorno a partire da noi.
Saremo quindi presenti a questo viaggio e invitiamo quanti ci seguono a diffondere l'informazione di questa iniziativa e ancor meglio a parteciparvi.
I RINTOCCHI DI UNA CAMPANA
"Ponte di pace": adesioni entro fine luglio!
Se ci fermassimo un istante, cercando di rifuggire il rischio dell’abitudine e dell’assuefazione, non sarebbe difficile accorgersi che il nostro “mondo occidentale” sta scivolando sempre più rapidamente in un’autentica guerra guerreggiata.
Ogni giorno vengono rilanciate dichiarazioni, strategie e scelte in questa direzione: le conclusioni del Vertice NATO di inizio luglio, l’enorme aumento della spesa militare, la riorganizzazione degli eserciti nei paesi europei, l’escalation della guerra tra Russia e Ucraina senza alcuno sforzo diplomatico, la ripresa dei combattimenti sul fronte iraniano, il dramma della colonizzazione della Cisgiordania e il genocidio che continua a Gaza … L’ultimo numero di Limes titola con una domanda tagliente che fotografa questa deriva: “Vogliamo la guerra totale?”
In tutti questi anni, comminando insieme come singoli e come Associazioni, abbiamo imparato un atteggiamento fondamentale per resistere a tutto questo: occorre ascoltare in profondità ciò che sta accadendo, lasciar risuonare nel cuore e nella mente le voci degli oppressi, riscoprire la nostra comune umanità.
Per questo, raccogliendo l’invito di ANED, domenica 27 Settembre ci recheremo a Rovereto per condividere un gesto dal forte significato simbolico: ascoltare insieme i 100 rintocchi della grande Campana per la Pace “Maria Dolens”. La Campana è stata fusa a Trento il 30 ottobre 1924 col bronzo dei cannoni offerto dalle nazioni partecipanti al primo conflitto mondiale.
Ogni giorno, al calar della sera, i suoi rintocchi che si diffondono sulla città sono memoria viva di tutti i morti prodotti dalle guerre; da quelle del 900 fino a quelle che attraversano i nostri giorni. Soldati mandati a morire per gli ordini dei potenti di turno e civili innocenti; tantissimi civili, sempre più civili; popoli interi sterminati da scelte genocidiarie.
Ma quei rintocchi sono anche il grido di miriadi di persone che credono ancora che la guerra vada “ripudiata” come strumento di risoluzione delle controversie internazionali; e che occorra invece alimentare processi. Dalla cooperazione, alla diplomazia, alla mediazione, alle istituzioni internazionali.
Sono il grido di un’umanità che rifiuta la retorica bellicista di tanta politica, italiana ed europea, che vuole convincere della necessità del riarmo, di un’economia di guerra, di una sicurezza affidata solo alla forza e alla deterrenza.
Sono il grido di un’umanità che, a costo di pagarne il prezzo, decide di dire no e di abbracciare forme di resistenza attiva nonviolenta e di difesa civile non armata.
Sono il grido di un’umanità che chiede di costruire Istituzioni di pace riconosciute da tutti e fondate sui diritti umani; e non “Board” o Alleanze a tutela degli interessi di pochi.
Quei rintocchi sono il grido di tutti noi, che vuole diventare scelte, decisione, impegno per una pace positiva e per una autentica libertà, a partire dalla nostra città.
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