28/08/2025
L’esposizione presenta una settantina di opere dipinte l’anno scorso e quest’anno. Ho cominciato dal disegno, dapprima solo con le matite poi con i pastelli colorati, con quelli morbidi e con gli acquerellabili. Sono passato agli acquerelli e poi al guazzo, una tempera più pigmentata. Ho disegnato e dipinto in modo seriale: paesaggi, volti, nebbie, stanze. Ero alla ricerca di una tecnica e di un senso da dare alla pittura. Sono quindi approdato agli acrilici e il viaggio tra autoritratti, figure nella nebbia, dinosauri e luoghi chiusi con figure si è concluso in una presa di coscienza.
Ho trovato un significato nelle due dimensioni artistiche del passato: la scrittura e il teatro. La pittura ha spesso raccontato delle storie. Dai dipinti parietali preistorici agli affreschi di battaglie dell’antico Egitto sulle battaglie, dalle ceramiche greche ai mosaici di Pompei, dai racconti di Giotto agli inchiostri giapponesi, dalle narrazioni fiamminghe a quelle romantiche fino all’impressionismo e a tutte le scuole novecentesche, la pittura ci presenta storie di caccia e di guerra, storie mitologiche e sacre, storie di vita quotidiana o a sfondo sociale. Sono storie di comprensione immediata o che richiedono un’interpretazione personale, e pensiamo al realismo e al surrealismo. Quando ho realizzato i primi dipinti della serie Eden mi è risultata chiara la direzione che avevo preso. Storie che non sono ancora storie, storie che necessitano dell’intervento emotivo e immaginifico dell’osservatore. Stimoli di storie, quindi, che si rifanno alla mitologia, all’antropologia, all’ecologia… Storie che provengono dalla scrittura e dal teatro, ma che non si fanno opere compiute, solo istantanee su un mondo e una situazione.
Maestro del dipinto istantaneo è senza dubbio Caravaggio, che ho studiato a fondo avendone scritto una biografia che spero di vedere presto pubblicata. Caravaggio mi ha ispirato anche nella tecnica. Da lui ho preso l’imprimitura, ma non scura, bensì colorata, sopra la quale tracciare alcuni tratti di gessetto bianco per dipingere senza un disegno dettagliato, avendo come riferimento una riproduzione a matita fatta a parte. Da lui ho preso anche alcune figure che ho modificato. Come le ho prese anche dai disegni di Raffaello e Michelangelo, rifacendomi con umiltà alla scuola della bottega rinascimentale. Altri riferimenti nel mio apprendistato pittorico sono l’espressionismo, Piero della Francesca, Edward Hopper, Egon Schiele. Tutto questo nella mia dimensione di dilettante e apprendista.