14/11/2025
Anche quest’anno Oltreterra nuova economia per la montagna riporta al centro il futuro della montagna! 🌳⛰️
Dal 12 al 14 novembre a Santa Sofia (Forlì), più di 130 persone da tutta Italia partecipano ai tavoli di lavoro per riflettere e costruire proposte concrete su agroecologia, agroforestazione, sulla narrazione corretta della montagna, sull’economia circolare del legno e sulla funzione del bosco come luogo capace di generare benessere. Molti i giovani coinvolti attivamente nell’evento, tra cui gli studenti molisani del Master in “Governance e sostenibilità delle montagne italiane” insieme al loro professore, Rossano Pazzagli.
🗣️ «Dagli anni ‘60 in poi - afferma Serena Milano, direttrice di Slow Food Italia - lo sviluppo ha marginalizzato e svuotato le montagne, ma in parte le ha anche risparmiate. Oggi le terre alte custodiscono la maggior parte della biodiversità italiana e sono luogo privilegiato per sperimentare l’agroecologia, conciliando agricoltura e ambiente. Le aziende agricole di montagna – per superare i limiti di territori aspri e climi difficili – devono integrare più attività: pastorizia, caseificazione, apicoltura, castanicoltura, produzione di pani, formaggi, salumi; ma anche fattorie didattiche, turismo sostenibile. E non possono rimanere isolate. Devono collaborare, mettersi in rete, creare comunità».
Proprio il tema “Una rete di reti” è al centro dell’undicesima edizione di Oltreterra, un concetto propulsore dell’evento che continua a caratterizzarne lo sviluppo: nato da uno stimolo di Slow Food Italia che ha incontrato il sostegno di Legambiente, Uncem (Unione Nazionale Comuni Enti Montani) e altre realtà, Oltreterra negli anni ha saputo accogliere reti e crearne di nuove, come La rete Slow Food dei Castanicoltori che proprio qui ha mosso i primi passi.
«Le terre alte rappresentano oggi uno straordinario laboratorio di modernità e innovazione. Mettere al centro il cibo, in questa edizione di Oltreterra, significa per Slow Food interrogarsi su come viene prodotto, con quali pratiche e con quale impatto ambientale. Significa parlare di agroecologia e di sistemi agroforestali che, pur affondando le radici in pratiche antiche come le coltivazioni consociate o il pascolamento, sanno guardare al futuro. Un futuro in cui l’agricoltura integra le coltivazioni tradizionali con l’allevamento estensivo, mette in relazione l’agricoltura con il bosco e con il territorio, e promuove uno sviluppo delle comunità locali basato sulla collaborazione e sulla cooperazione. Non possiamo perdere questa occasione di rigenerazione: riguarda chi vive in montagna, ma anche chi abita le pianure e le città» afferma Federico Varazi, vicepresidente di Slow Food Italia.
Oltreterra è organizzato da Slow Food Italia in collaborazione con Legambiente e con il sostegno del Parco Nazionale Foreste Casentinesi.