Protezione Civile Sequals

Protezione Civile Sequals Previsione - Prevenzione - Emergenza - Ripristino

Sebbene le azioni di protezione civile non siano facilmente sintetizzabili, per la loro connaturata varietà e variabilità, fattore determinante per l’efficace superamento degli eventi calamitosi, esse possono essere raggruppate in quattro grandi 'famiglie':

azioni di previsione: sono azioni a contenuto prevalentemente scientifico, in quanto dirette allo studio ed alla individuazione delle cause d

egli eventi calamitosi ed alla determinazione dei rischi incidenti su un determinato territorio, anche in relazione alla probabilità del loro verificarsi in un arco temporale determinato;
azioni di prevenzione: sono azioni che, partendo dalle conoscenze acquisite a seguito delle azioni di previsione, consistono nelle attività tecniche finalizzate ad evitare o ridurre il prodursi di danni a seguito degli eventi calamitosi;
azioni di soccorso: sono azioni volte a garantire alle popolazioni colpite dagli eventi calamitosi ogni forma di prima assistenza, nonché a contenere l’impatto e gli effetti degli eventi stessi;
azioni di superamento dell’emergenza: sono azioni volte al ripristino delle situazioni di normalità nel post-evento, ossia interventi diretti a consentire, nel più breve tempo possibile, la ripresa delle normali condizioni di vita delle popolazioni. Fanno parte di questa tipologia di azioni, a titolo esemplificativo, gli interventi tecnici di messa in sicurezza del territorio e le attività volte all’assegnazione di contributi a privati ed imprese a titolo di ristoro dei danni

07/05/2026
07/05/2026

6 maggio 1976. Un evento catastrofico mise in ginocchio il Friuli, lasciando un segno indelebile nella storia dei friulani. In quella sera, Mario Garlati, un...

- 6 MAGGIO 2026 - “Mamma che rumore fa il terremoto?Fa il rumore di novecentottantanove morti, tremila feriti, settantam...
06/05/2026

- 6 MAGGIO 2026 -

“Mamma che rumore fa il terremoto?

Fa il rumore di novecentottantanove morti, tremila feriti, settantamila edifici distrutti,centomila persone senza casa ed altre centomila che sfollano in preda alla paura.

Ma fa anche il rumore di una solidarietà internazionale senza precedenti”

(Una piccola guerra - il 6 maggio del Friuli - Toni Capuozzo, Ed. Biblioteca dell’Immagine)

In questi giorni moltissime iniziative per celebrare il 50simo Anniversario del Terremoto del Friuli. Una data che ha cambiato i Friulani, ma che resta viva nel ricordo di chi c’era e di chi, oggi, vuole sapere.

“Il Friuli ringrazia e non dimentica”, stava scritto su un muro. E non vuole dimenticare, ricambiando quell’aiuto ricevuto con il solo sistema che conosce: rimboccarsi le maniche e fare. Andare dove c’è bisogno ed aiutare.

Dalle macerie, vennero gettate le basi della Protezione Civile: semplici cittadini che offrono il loro tempo, le loro competenze per aiutare chi ne ha bisogno.

L’Aquila, Mirandola, Amatrice. Le Cinque Terre. Ma anche Haiti, Albania. Solo per citarne alcuni.

Quest’oggi celebriamo quella data, ricordando chi abbiamo perso, ricordando tutti i sacrifici, il sudore versato per ripartire.

06/05/2026

- 6 MAGGIO 1976. -

Una giornata calda, strana per il periodo. Ormai è sera, da poco sono passate le nove. Chi rientra da lavoro, chi si ferma per una partita a carte nell’osteria sotto casa. Chi magari è in camera sua, intento a registrare la sua musica preferita da un disco, forse prestato. Volti, storie, persone normali. Una giornata normale nel Friuli, piccola regione lassù, in alto, terra di confine.

59 secondi. Ed un ora precisa. Le 21:06. 59 lunghissimi secondi. Tanti sono bastati per stravolgere una piccola regione, colpirla dritta al cuore in quello che ha di più caro. Le proprie case. I propri affetti.

Si racconta della leggenda, di un orco, innamorato della bella Amariana che, non ricambiato, si ribella. Distruggendo, ferendo, mostrando tutta la sua rabbia. “L’orcolat” verrà chiamato dai friulani.

Il 6 Maggio per il Friuli ed i Friulani è l’anno zero. Uno spartiacque tra quello che erano e quello che saranno. Date indelebili nella loro storia, come il 9 Ottobre 1963.

Dal giorno dopo una sola idea, imperativa. REAGIRE. Rimboccarsi le maniche, come da sempre è stato abituato. Magari da soli, forti di quel “fasìn di bèssoi” che sarà un po un marchio da portare con orgoglio. E un po con testardaggine.

Si inizia subito. Il Friulano non vuole perdere tempo, vuole ripartire, DEVE ripartire. Dalle Fabbriche, dalle Case, dalle Chiese. E scoprirà di non essere solo. Giungeranno aiuti da ogni parte del mondo, gli emigranti tornano nella loro Terra per aiutare a ricostruire. Magari sotto la guida di un uomo, Giuseppe Zamberletti, mandato sul Friuli martoriato come Commissario alla Ricostruzione.

Impegno, dedizione, costanza. Zamberletti ed i Friulani compiono un piccolo miracolo, ricostruendo il Friuli “com’era dove era”. E portando alla nascita del “Modello Friuli”, studiato in tutto il mondo.

E gettando le basi per la moderna Protezione Civile.

https://youtu.be/Su2FNcVaO0w?is=uP7sHQF6MF6nGzo7

06/05/2026
06/05/2026

🟠Il ricordo prende forma, anche online.​

A 50 anni dal Terremoto del Friuli del 1976 nasce uno spazio digitale dedicato alla memoria, alla storia e alle persone che hanno vissuto quei giorni.​
Un portale pensato per raccogliere testimonianze, immagini, approfondimenti ed eventi. Un luogo aperto a tutti, per conoscere, ricordare e tramandare.​

📅 Da oggi on line. Lo trovi qui 👉​ https://50terremotofriuli.it
Un nuovo modo per custodire una memoria che appartiene a tutta la comunità.

06/05/2026
23/11/2025

"Mettici la testa!" Ma i caschetti da soccorritore hanno una data di scadenza [1]? Ovvio che sì, e sarebbe sempre cosa buona e giusta dare un'occhiata all'etichetta del produttore, oltre che sottoporre anche tale tipologia di alla verifica annuale, soprattutto in caso di urti, incorretto utilizzo o di esposizione ad agenti chimici/fisici che possono comprometterne la funzionalità. Per un approfondimento tecnico vi rimando ad un articolo dell'ottimo Danilo Girelli [2], ma chiudo con un'ultima considerazione: il nuovo decreto che modifica un articolo del Testo unico sulla sicurezza, di cui stiamo parlando da qualche tempo, non esime nessuno dalle proprie responsabilità in materia di corretto utilizzo, controllo e manutenzione dei dispositivi di protezione individuale...

[1] https://m.youtube.com/watch?v=89UA8J0euqs
[2] https://www.danilogirelli.it/elmetto-di-protezione/

Indirizzo

Viale Istria
Sequals
33090

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