Una montagna di calcare, una teleferica attraversa i crinali e tre forni alti trenta metri dagli anni quaranta bruciano ricavandone calce. Tutto questo fino all’abbandono della produzione che lascia le torri a testimoniare il trapasso di un’epoca: memoria collettiva, ricerca di una nuovo ruolo e un territorio che si spopola. L’edificio, ristrutturato grazie al Comune di Sellero (con il contributo
di Comunità Montana di Valle Camonica, Regione Lombardia e Unione Europea), oggi diventa sede dell’Ass. ruralità post industriale, e un nuovo polo culturale, il centro 3T: tra storia, territorio e sperimentazione d’arte contemporanea.