27/04/2026
Giù le mani dal 25 Aprile
Ieri milioni di persone hanno manifestato in modo unitario e pacifico per il 25 Aprile che cade in un momento drammatico per “il mondo devastato da una manciata di tiranni” (Papa Leone).
Milioni di persone che hanno festeggiato la liberazione dai fascisti e l’amore per la nostra Costituzione.
A Roma i fascisti hanno sparato contro il corteo e contro due persone ree di portare il fazzoletto dell’ANPI.
A Milano la manifestazione, 100000 persone, ha visto la contestazione rivolta ad uno spezzone che portava bandiere di Israele, dell’Iran dello Scià e inneggianti alle azioni di Trump. Questo ha comportato il blocco del corteo per ore ed ha impedito a buona parte di quei 100000 di manifestare.
Da qui la provocazione da parte di molti, mai vista in Piazza, a diffondere subito dopo un comunicato che ruotava attorno alla affermazione “il 25 Aprile è morto”.
Il 25 Aprile, invece è vivo più che mai, in un Paese che sa essere antifascista come lo è la nostra Costituzione e che non esita a schierarsi e difenderla.
Il corteo di Milano è stato gestito in modo sbagliato dalle forze dell’ordine e non si è fatto nulla per evitare episodi più che prevedibili e che hanno coinvolto non forze organizzate ma cittadini che hanno reagito a quella che suonava come una provocazione di piazza, con bandiere che rappresentano oggi nell’opinione pubblica il sangue di civili innocenti.
Chiunque abbia presente l’orrore dei lager nazisti (e fascisti) sa bene che vi è il massimo rispetto per chi ha pagato un prezzo indicibile per quell’orrore e per chi ha combattuto contro quell’orrore. Ricordiamo i 25 Aprile con i cartelli con i nomi dei campi di sterminio portati dai sopravvissuti o dai loro vicini. Se qualche delinquente ieri ha pronunciato le frasi oggi menzionate sulla stampa, la condanna è indiscutibile anche nel clima creatosi. Ma di qualcuno si è trattato non di un coro proveniente da centinaia o migliaia di persone.
Il 25 Aprile è una piazza aperta a chiunque si riconosca nella nostra Costituzione e voglia condannare il fascismo, in qualsiasi forma si sia concretizzato ieri o si manifesti oggi.